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Mohamed in Italia

Mohamed si era trasferito in Italia da non molto. Dire trasferito era un eufemismo. In realtà era un clandestino come migliaia di suoi connazionali. Aveva 25 anni, un corpo color caffellatte che sicuramente non poteva passare inosservato.
Sbarcava il lunario pulendo i vetri ai semafori. Ma i guadagni erano molto modesti.
Un giorno era al suo solito incrocio dove sperava di racimolare qualche lira per poter mangiare. Ma quel giorno sembrava che gli automobilisti non ne volessero proprio sapere di aiutarlo.
Dopo un paio di ore passate al sole guadagnando solo 1. 000 lire, si fermò al semaforo una Lancia K guidata da una signora sui 50-55 anni.
Lui come al solito si fiondò sul parabrezza per pulire il vetro. Mentre puliva si accorse che la signora, una bionda elegantemente vestita non staccava lo sguardo da lui.
Finito di pulire si avvicinò al finestrino per ricevere il suo modesto compenso. Ma con grande sorpresa, la signora gli diede 10. 000 lire ed un biglietto da visita. “Vieni a questo indirizzo oggi alle 17”. Furono le uniche parole che la signora gli rivolse. Quindi ripartì.
Mohamed era stupito. Con il biglietto appena ricevuto e la banconota tra le mani quasi fu investito dalle macchine che erano scattate al verde.
Sul biglietto c’era scritto Dott. Prof. Antonio Perrone – Medico chirurgo – Via Tal dei Tali n…..
Era perplesso il povero Mohamed, non capiva perché la signora gli avesse dato quel biglietto.
Forse voleva offrirgli un lavoro, o forse voleva solo metterlo in imbarazzo… oppure… oppure doveva essere una di quelle donne bianche in cerca di avventure.
Alle 17 precise si presentò a quell’indirizzo. Si trovò in un palazzo del centro dove viveva sicuramente gente con i soldi. Appena varcato il portone fu bloccato da un portiere in divisa “Ehi tu! Dove credi di andare? ”
Mohamed mostrò il biglietto da visita ricevuto la mattina, ed il portiere incredibilmente lo lasciò passare. “Primo piano” – furono le uniche parole.
Arrivato al primo piano bussò alla porta.
Gli venne ad aprire la signora.
“Ciao caro. Ti stavo aspettando. Prego accomodati”.
Mohamed non potè fare a meno di notare la signora. Indossava un tailleur grigio con sotto una camicetta bianca. La gonna arrivava poco sopra le ginocchia, mostrando delle gambe magre.
In gioventù doveva essere stata proprio una bella donna.
Entrarono in salotto. “Prego caro accomodati” la signora lo fece accomodare su un comodo divano.
Nella stanza seduto su una poltrona c’era un uomo sui 65 anni; (pochi capelli bianchi e sicuramente con qualche chilo di troppo).
“Antonio ti presento…… Come ti chiami caro? ” Disse la signora rivolta al sempre più intimidito ragazzo. “… Mohamed signora”
“Antonio ti presento Mohamed” riprese la signora.
“Piacere caro mio” – disse il marito con voce suadente.
“Chiedo scusa signora” iniziò a dire Mohamed “Ma perché mi ha dato il suo biglietto da visita e mi ha fatto venire qui”
Fu il marito a rispondere “Vedi Mohamed mia moglie vuole aiutarti in qualche maniera” nel frattempo la signora si sedette affianco al ragazzo sul divano.
“Ha pensato che bisogna dare una mano a chi ha bisogno. Ed io sono d’accordo con lei” “Per questo vorremmo darti qualcosa per permetterti di affrontare meglio la vita in un paese straniero”
“Avevamo pensato di offrirti un piccolo lavoro e pagartelo bene” – aggiunse la signora – “Diciamo 500. 00 lire”
“E cosa dovrei fare per quella cifra” chiese Mohamed
“Nulla di particolare” rispose Antonio – “Dovresti solo farci compagnia per questo pomeriggio” E mentre Antonio disse questa frase la moglie, Amelia, poggiò la sua mano sulla coscia di Mohamed. Al tocco della donna Mohamed si irrigidì.
“Vedi” aggiunse Antonio “Io ormai alla mia età non sono più in grado di soddisfare mia moglie come vorrebbe ed allora ci vuole qualcuno che invece abbia più forza di me”
Intanto la mano di Amelia risalì verso la patta del giovane.
La mano della signora afferrò il cazzo attraverso la stoffa dei pantaloni di Mohamed.
“Non ti preoccupare amico mio” – aggiunse l’anziano – “come vedi non potrà che piacerti questo lavoro” E nel dire questo si alzò ed infilo nel taschino della camicia di Mohamed 5 banconote da 100. 000.
Intanto la signora sbottonò la cinta dei pantaloni del giovane, abbassò la cerniera lampo ed infilò la mano nelle mutande estraendo il cazzo di Mohamed ancora mezzo moscio ma già di considerevoli dimensioni.
“Se non ti dispiace io vorrei assistere al vostro incontro” Disse Antonio mentre si accomodava nella poltrona di fronte a loro.
La signora con un sorriso beffardo si calò facendo affondare quel giovane cazzo nella sua bocca.
Mohamed sentì il calore di quella bocca attorno alla sua nerchia. Amelia si dava da fare mentre le sue labbra scivolavano su e giù lungo quell’asta di carne con una mano si era impossessata delle palle e le massaggiava.
Mohamed sentì che il lavoro della signora dava i suoi effetti: il suo cazzo iniziò ad indurirsi sempre di più fino a raggiungere il massimo della sua estensione.
Antonio nel frattempo si era sbottonato anche lui i pantaloni tirando fuori il suo cazzo attorniato da una peluria candida. Il suo cazzo era quasi totalmente moscio e per quanto tentasse di dargli vita con le mani non ci riusciva.
Amelia si rialzò un attimo per iniziare a spogliarsi. Si tolse la giacca, sbottonò la camicetta, mostrando un reggiseno a balconcino.
“Lecca Mohamed! Lecca! ” ordinò
Il giovane tunisino non se lo fece ripetere due volte ed affondo la sua bocca su quelle tette. Slinguò prima su quella corona rosa; poi prese in bocca un capezzolo ed iniziò a succhiare. La signora sembrò gradire molto la sua bocca ed iniziò a mugolare per il piacere.
Mohamed ormai arrapato al massimo, con le mani sbottonò la gonna di Amelia ed infilò la mano nelle sue mutandine. Le infilò il dito medio nella figa sentendo che era già fradicia di umori. Iniziò allo stesso modo ad esplorare anche l’ano della donna.
Quando all’improvviso sentì una mano afferrargli il cazzo e riprendere a masturbarlo. I conti non gli tornavano, le mani della signora erano tutte e due appoggiate sulla sua testa. Si voltò e vide che Antonio si era inginocchiato davanti a lui e gli stava tirando una sega. Antonio incrociò lo sguardo di Mohamed per qualche istante e poi affondo la sua testa tra le gambe del giovane.
Mohamed sentiva la punta della lingua del vecchio che colpivano sapientemente la punta della sua cappella. Ogni colpo era come una scossa di piacere per lui; perciò preferì farlo continuare.
Amelia era ora completamente nuda e stesasi sul divano invitò il suo ospite a leccarle la fica. Mohamed obbedì ed affondò la sua bocca in quella fica tutta bagnata. La scena era completata da Antonio che spompinava il giovane.
Mohamed allora si fece coraggio e decise di prendere lui l’iniziativa.
Si rialzò ed ordinò ai padroni di casa di inginocchiarsi tutti e due davanti a lui, . I due obbedirono. “Ora leccatemelo assieme” ordinò e la coppia non si fece pregare. Le due lingue saettavano sul quel cazzo in tiro senza sosta e le loro lingue ogni tanto si toccavano tra loro. Mohamed teneva una mano sulle loro teste e godeva come un matto. Quei due ricconi sarebbero stati contenti di esaudire ogni suo desiderio.
“Ora voglio il vostro culo! ” – urlò “Inginocchiatevi sul divano” ordinò.
Sembrava che i due coniugi non aspettassero altro. In un attimo furono sul divano mostrando i loro culi.
Mohamed si mise dietro Amelia, si sputò sulla mano per lubrificare il cazzo ed il buco del culo della donna. Appoggiò la cappella enorme al buchetto che gli si offriva e penetrò con un sol colpo. Si ritrovò davanti a se un’autostrada. Non ebbe nessuna difficoltà. Iniziò a pompare con tutta la forza che aveva. Intanto con una mano iniziò a giocare con il culo del marito.
Infilò prima un dito, poi il pollice. Poi infilò tre dita assieme dando un piacere immenso al vecchio Antonio.
Amelia nel frattempo sembrava gradire molto quel palo nel culo. Mugugnava di piacere mentre con una mano si sgrillettava senza sosta.
Mohamed sentiva le sue palle sbattere con le natiche della donna. “Ti piace vecchia donna bianca? Ti piace il cazzo di questo giovane tunisino? ” – Chiese – “Tantissimo” rispose la donna.
Quando sentì che non sarebbe potuto durare ancora a lungo Mohamed uscì dalla donna e si posizionò dietro al marito.
“Sei pronto ora vecchio? ”
“Non aspetto altro” fu la risposta.
Mohamed lo inculò in un sol colpo. Fu tanta la forza che ci mise che a momenti il divano si ribaltò. Iniziò a stantuffare con forza mentre Amelia gli leccava le palle stando con le testa sotto al marito.
“VENGOOOO!!! ” urlò il giovane inculatore ed inondò di sperma l’intestino di Antonio che aveva raggiunto l’orgasmo insieme al suo amante.
Mohamed si accasciò sulla schiena del vecchio mentre il suo cazzo si ammosciava ancora nel culo di Antonio.
Quando lo estrasse, Amelia si prodigò a ripulirlo con la lingua dello sperma ancora attaccato sopra.
Rimasero esausti ancora un po’ sul divano con i due vecchi abbracciati quasi al cazzo di Mohamed. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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