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Non sempre le cose vanno come ci si aspetta

Dopo anni di matrimonio, come accade a quasi tutte le coppie, il rapporto diventa piatto e monotono anche se ogni tanto

grazie alla mia fantasia riuscivo a risvegliarlo un pochino.

Stavamo attraversando un periodo decisamente “comatoso”, l’inverno non aiutava di certo il nostro rapporto a uscire dal coma. Decidemmo che dovevamo trovare qualcosa di hard e soprattutto di più reale.

Misi cosi a frutto la mia passione per internet, giravo da tempo su quei siti specializzati in bondage dove si possono vedere una marea di foto di donne legate sottoposte ad ogni tipo di “tortura”.

Io peraltro avevo sempre avuto il feticismo del solletico e avevo sempre saputo che mia moglie lo soffriva molto, ma ogni volta che provavo a farglielo lei si arrabbiava moltissimo.

Provai a proporre il gioco a mia moglie che si mostrò decisamente contraria.

La cosa mi eccitava parecchio, decisi quindi di trovare il modo di coinvolgerla a sua insaputa.

Sapevo che un mio amico stava ultimando dei lavori all’interno della sua casa aiutato da un operaio tunisino.

Il tipo era il classico cafone molto maiale, il tipo che mia moglie disprezza e odia ma che proprio per questo faceva al mio caso.

Una delle volte che andai a vedere come proseguivano i lavori portai dietro delle foto scattate al mare l’estate scorsa.

Con una scusa le feci vedere al mio amico e all’operaio; misi in pole position le foto scattate a mia moglie, foto che la ritraevano con abitini corti o in costume. Gli apprezzamenti dei due non si fecero attendere:

“cazzo, tua moglie è proprio una bella fica pesche non la porti un po’ qui a farci compagnia? “.

Sorridendo e assaporando sempre più il fine che mi ero prefisso, risposi ai due che prima o poi gli avrei fatto conoscere mia moglie.

Per svelare il mio piano era ancora troppo presto, non volevo rischiare di mandare tutto all’aria, dovevo addomesticare i due affinché quando gli avrei proposto ciò che avevo in mente sarebbero di certo diventati miei complici.

I giorni seguenti tornai dai due, questa volta raccontando loro il modo in cui avevo scopato mia moglie la sera precedente. Raccontai loro di averla imbavagliata, legata, masturbata e poi scopata; raccontai loro quanto e come mia moglie era venuta.

Quando capii che i due erano ormai cotti a puntino svelai loro il mio piano, ovvero convincere mia moglie a seguirmi da loro. Successivamente l’avrei lasciata a loro, che le avrebbero fatto e fatto fare quello di cui avevano voglia, ovviamente cercando di non trascendere nella violenza. I due chiesero subito come fare a convincere mia moglie e soprattutto volevano essere sicuri che alla fine mia moglie non li avrebbe denunciati.

Io subito gli dissi che se avessero legato e sottoposta alla tortura del solletico mia moglie avrebbe fatto qualunque cosa ( o almeno lo speravo ).

I due, presi prima dalla sorpresa per quanto stavo proponendo, sicuramente mi avranno preso per pazzo. Il mio amico mi prese un po’ in giro per il fato del solletico, allora io li invitai il giorno dopo a casa mia a guardare alcuni siti specializzati, rimasero molto colpiti e alla fine accettarono quando avevo loro proposto.

Il D-Day con una scusa chiesi a mia moglie di accompagnarmi in un posto dove avevo un appuntamento e che poi saremmo usciti.

Lei iniziò a prepararsi… mentre si vestiva immaginavo ciò che le sarebbe successo di lì a poco: pensai di essere pazzo ma questo non mi fece cambiare i dea.

La convinsi a mettere una minigonna elasticizzata molto attillata e corta, una magliettina di quelle che si indossano senza reggiseno, quelle che lasciano le spalle scoperte e di indossare un perizoma bianco. Lei accettò di buon grado immaginando chissà che cosa. Quando fu pronta mi guardò e mi sorrise dicendo:

“vorrei sapere cosa hai in mente… ”

Le dissi che di lì a poco le avrei svelato la sorpresa.

Mentre era di fronte allo specchio a finire di sistemarsi mi misi dietro di lei: era bellissima! Vederla riflessa nello specchio vestita in quel modo provocò in me un’eccitazione incredibile, e a stento trattenni la mia voglia di scoparla.

Scendemmo insieme da casa, prendemmo l’auto e andammo al mio appuntamento.

Arrivati sul posto mi chiese dove l’avevo portata, la invitai a seguirmi, salimmo all’appartamento dove il mio amico e l’operaio ci stavano aspettando.

Lei si mostrò titubante ma mi seguì. Quando fummo all’interno salutai i due che, nel vedere mia moglie, non risposero nemmeno al mio saluto.

Mia moglie si bloccò e guardandomi disse :

“Allora? Quanto dobbiamo stare qui? Cosa siamo venuti a fare? Mi avevi promesso una sorpresa! ”

Ed io:

“Certo cara! La sorpresa è proprio questa: io torno subito a casa mentre tu rimani qui a fare “compagnia” a questi due miei amici, cosa ne pensi? ”

A quella risposta s’incazzò come non mai, non aveva alcuna voglia di essere lasciata lì a soddisfare le voglie dei due! Questo però non fece altro che far aumentare di più la voglia e il desiderio di iniziare il gioco.

Feci un cenno ai due che la presero e, aiutandosi con delle corde, la immobilizzarono ad un banco di lavoro.

Vedevo mia moglie dibattersi sdraiata a pancia sotto su quel bancone, le mani legate davanti e le gambe divaricate legate alle due zampe del tavolo, la minigonna che in quella posizione metteva in mostra il suo bel culo.

Il mio amico mi fece segno di andare via, diedi un ultimo sguardo a quel bocconcino che era mia moglie: l’operaio intanto già la stava tastando ovunque mentre mia moglie inveiva contro di me.

Tornai a casa immaginando quello che stavano facendo i due a mia moglie: sentii il mio cazzo diventare duro e iniziai a toccarmi fantasticando su mia moglie che avevo lasciato in mano a quei due mascalzoni.

D’un tratto, dopo più di tre ore, il telefono squillò: immaginai fosse il classico rompipalle, invece – sorpresa! – … era mia moglie, moglie io stupito attivai la funzione vivavoce dopo aver regolato opportunamente il volume.

Franco mi detto di dirti di passare a prendermi dopo le 20,

“EEEE no! no! basta vi prego OHAHAH! ” mia moglie rideva disperatamente.

In sottofondo sentivo Franco che le diceva: – digli che ora sei la mia schiava.

-“EEEE no! no! basta vi prego OHAHAH! basta farò tutto quello che volete vi supplico.

Franco che le diceva: – forza troia diglielo! .

-“Ora sono la schiava di Franco è lui il mo padrone, io farò tutto quello che vuole lui”

Eccitatissimo le dissi: -“cosa ti stanno facendo raccontamelo”

-“Akeb mi sta solleticando con una piuma il capezzolo eeeeehhh… sinistro…. ahhhh, hhhhhhhhhhhhhhh…..

Sentivo mia moglie gemere, mentre i due la montavano a dovere. I due davano sfogo ad ogni perversione.

-Ora la tua cara mogliettina non può più parlare ha la bocca piena, vieni a riprederla più tardi tutut…. ttutttttt

Aveva messo giù, riuscivo solo a immaginare quello che stava succedendo, mi versai un wisky e mi misi ad aspettare.

Tornai a prendere mia moglie nel tardo pomeriggio. Quando arrivai all’appartamento era nuda, in piedi con le mani legate ad una trave del soffitto, il mio amico la stava ancora fottendo, aveva lo sguardo di chi non ne può più.

Io e l’operaio ci avvicinammo a lei per tastarla, mentre il mio amico continuava a fotterla… dalla sua bocca uscirono solo due parole :

“SEI UN PORCO! ”

Dopo un po’ il mio amico le venne in corpo, la liberarono e quindi, dopo averla fatta rivestire e sistemare alla meglio, tornammo a casa, non prima che Franco le intimasse -ricordati cosa ti ho detto troia.

Durante la via del ritorno non aprì bocca.

Le cose stavano ritornando alla normalità tranne che per il fatto che facevamo l’amore molto più spesso.

Dopo quasi sei mesi io non mi ricordavo più della nostra avventura quando trovai un pacchetto indirizzato a me nella posta.

Lo aprii e inserii la videocassetta nel videoregistratore, mi apparve il mio salotto e in sottofondo la voce di Franco che mi diceva che mi aveva preparato una bella sorpresa, all’improvviso entrò in camera e sul nostro letto legata ad x vi era mia moglie nuda e imbavagliata. Sul letto vicino a lei c’erano tutta una serie di attrezzi: vibratori piume manette ed altri aggeggi che non riuscii a riconoscere, in un angolo della camera c’era Akeb anche lui nudo. Nel frattempo Franco iniziò una spiegazione: -“Vedi amico mio in questi mesi io e tua moglie ci siamo visti spesso, lei è diventata il mio piccolo giocattolo erotico, la mia schiava. Una schiava devota sempre pronta per evitare le punizioni e desiderosa di ricompense. Sai con una piuma la possiamo convincere a fare qualunque cosa, e a lei piace tanto.

Mentre Franco raccontava io stavo fissando la scena, Akeb faceva passare lentamente sulla figa, fracida e oscenamente aperta, di mia moglie una piuma, lei gemeva e ogni tanto rideva. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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