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Orgia

Lo so, può sembrare incredibile, ma quella che sto per raccontare è una storia vera.
Quella sera stavamo girando senza meta con la mia ragazza in cerca di un posto dove trascorrere la serata. I locali erano tutti pieni e alla fine ci dovemmo accontentare di un posticino abbastanza nuovo, ma dalla fama già piuttosto dubbia. All’ingresso il buttafuori ci accolse con la richiesta di parola d’ordine e un sorrisetto malizioso, dopo avremmo capito perchè. Risposi che con noi non serviva la parola d’ordine eravamo amici, senza sapere che era proprio quella la cosa da dire.
Ad ogni modo entrammo. Percepimmo subito un’atmosfera torbida: luci basse musica soffusa percezione di corpi che si muovevano nel buio, strani odori; poche coppie ballavano sulla pista in strane pose (per quello che poteva vedersi nella penombra) ci accomodammo su un divanetto dopo aver preso qualcosa da bere. Dal nostro posto vedevo che c’era per le coppie la possibilità di appartarsi in zone più riservate, ma comunque aperte all’ingresso e agli sguardi di altri ci accomodammo quindi in uno di questi spazi che scoprimmo essere già parzialmente occupato da un terzetto. Due ragazze bionde, capelli cortissimi entrambe, con un uomo sui 45; chiacchieravano a bassa voce e ridevano molto. una delle due aveva bevuto. Ci sedemmo e contagiati un po’ dall’atmosfera torbida, dal buio, dall’alcool incominciammo a baciarci.
Qui devo fare un piccolo inciso.
Da tempo una idea mi attraversava la mente un desiderio inconfessabile: avevo voglia di scopare in tre avevo una voglia pazzesca di scopare la mia amica mentre lei spompinava un altro bel cazzo grosso, volevo vederla in piena azione. Quando facendo l’amore si straparlava, a lei piaceva essere stuzzicata sull’argomento. Spesso si lasciava andare dicendo quanto le sarebbe piaciuto prendere un cazzo in bocca mentre io me la scopavo da dietro o nel culo. A freddo era diverso. Diceva che mai l’avrebbe fatto salvo a trovarsi, mentre scopava con me, un cazzo grosso e duro a due spanne dal viso bhè in quel caso niente l’avrebbe fermata. Ed ora mi ritrovavo in quella strana situazione quei tre che scommettevo sarebbero presto finiti a scopare e io con lei che incominciava a tremare sotto le mie dita.
Ci trovavamo in una saletta semicircolare con divani lungo le pareti e divani nel mezzo a dividere questo emciclo in due spicchi. Io e la mia amica occupavamo uno spicchio, il terzetto occupava l’altro spicchio. Benché la luce fosse davvero scarsa notai che sull’altro versante della saletta l’atmosfera si stava notevolmente riscaldando una delle due ragazze aveva la gonna completamente sollevata si alternava con l’altra nel baciare l’amico che, al centro tra le due si divideva equamente accarezzando e leccando ora le tette dell’una ora quelle dell’altra ormai scoperte. una delle due ragazze di fronte aveva quindi la gonna completamente sollevata e visibilmente eccitata si stava accarezzando mentre il suo amico si dedicava all’altra. Vedere una donna che si tocca mi ha sempre fatto un grandissimo effetto e un po’ per vedere meglio un po’ per assumere una posizione più comoda per quello che intendevo fare dissi alla mia amica di mettersi a quattro zampe sul sofà disposto lungo la linea di mezzeria della saletta col volto verso il terzetto in modo che anche lei potesse vedere lo spettacolo che si stava svolgendo di fronte, a due metri da noi. E soprattutto, e questa era una cosa che sapevo piacerle molto poter dare a nostra volta spettacolo. Messa la mia ragazza così a quattro zampe, incominciai ad accarezzare il l suo bellissimo culo e il seno; seduto dietro di lei annusandola per sentire i suoi odori. Non avevo dovuto neanche sfilarle le mutandine di sera le chiedevo spesso di non metterle era una cosa che mi eccitava moltissimo per esempio a cinema infilarle la mano tra le cosce e sentirla sempre li pronta bagnata sotto le mie dita.
Li in quella saletta nel buio, complice una sensazione di assoluta libertà e di perversa complicità mi sentivo davvero pronto a qualsiasi esperimento. Incominciai a baciarla sulle natiche e a leccargliele per arrivare in brevi cerchi concentrici a leccarle i recessi più profondi fra le sue cosce. Era completamente bagnata ed aveva cominciato ad ansimare profondamente. Di fronte una delle due ragazze quella che sembrava la più giovane non ne aveva potuto più e pur sapendo che comunque noi avremmo assistito comodamente a tutto lo spettacolo aveva incominciato ad armeggiare con la cerniera dei pantaloni del tizio e con una certa difficoltà’ gli tirò fuori un grosso cazzo e senza perder troppo tempo se lo cacciò in bocca cominciando a pompare con grande impegno pur senza mai smettere di scorrere con la mano lungo l’asta che vedevo brillare nel buio per la quantità di saliva che quella trojetta stava impiegando per tenerlo ben umido. La comparsa di quel cazzo da mille e una notte coincise con un sussulto della mia ragazza che incominciò ad ansimare con più forza sotto i miei colpi di lingua ormai la sua fica stava grondando umori . definirla bagnata era ormai un eufemismo.
A quel punto anche io volevo godere meglio lo spettacolo mi sbottonai i pantaloni e tirai fuori il cazzo ormai duro sino allo spasimo e i coglioni e senza indugi lo affondai nella fica della mia amica che rispose con un gridolino di piacere. Cominciai a stantuffare con i miei 20cm nella fica guardando lo spettacolo di fronte dove le due ragazze si contendevano il cazzo del fortunato tizio di fronte. Lo tenevano ciascuna con una mano e se lo passavano di bocca non perdendo l’occasione per sliguate fuggevoli sulla bocca. Io dal canto mio non perdevo occasione per sussurrare nelle orecchie della mia ragazza le cose che sapevo piacerle di più e lei a tono mi rispondeva quanto le sarebbe piaciuto prendere quel cazzone in bocca mentre io glielo scaricavo in fica o nel culo.
A quel punto le dissi: ‘è il tuo momento fatti avanti se lo vuoi, ma secondo me non ne sei capacè.
L’uomo di fronte doveva aver capito qualcosa ci guardava insistentemente pur tenendo la mano sulla nuca di una delle due ragazze che si stava dedicando con foga al suo cazzo, l’altro leccava la fica dell’amichetta. Il membro dell’uomo era, se possibile, diventato ancora più grosso la cappella violacea era tesa allo spasimo e sembrava potesse scoppiare da un momento all’altro , io avevo appena estratto l’uccello dalla fica della mia amica per metterglielo nel culo mentre contemporaneamente le tenevo un dito in bocca. lei leccava con avidità dicendo con frasi smozzicate inframmezzate da gemiti quanto avrebbe voluto un bel cazzo in bocca. Fu un attimo l’uomo di fronte allontanò le ragazze si avvicinò mettendosi di fronte alla mia ragazza e le infilò il cazzo in bocca non trovo le parole per dire quanto godetti in quel momento.
La situazione era estremamente coinvolgente tenerle l’uccello nelle budella e vederla mentre ingoiava quell’altra imponente sbarra di carne mi portò al parossismo. resistetti sinchè potetti , ma presto mi sciolsi nel più potente getto di sborra che avessi mai prodotto. Quasi contemporaneamente il mio amico venne grugnendo scaricando il suo liquido tutto nella bocca della mia ragazza che volutamente si allontanò per prenderne un po’ anche in faccia. Afferrata poi con una mano l’asta e con l’altra i coglioni incominciò a utilizzare questo grosso uccello per spargere lo sperma sulla faccia, non tralasciando di leccare e succhiare la cappella per raccogliere i fiotti di sperma che ancora uscivano. Io sfilai il mio uccello dal culo e proposi all’amico di cambiare posizione eravamo entrambi in condizione di poter continuare a scopare e non volevamo perderci l’occasione ghiotta che ci si offriva. L’uomo chiamò le sue amichette schioccando le dita queste si avvicinarono e incominciarono a leccare lo sperma che ricopriva la faccia e che colava dal culo della mia amica.
Si dedicarono poi ai nostri uccelli per rimetterli in condizioni di scopare. Nel frattempo la mia ragazza sembrava un’invasata continuava ad ansimare e a chiedere: ‘ancora . ancorà L’accontentammo subito l’amico la impalai con il suo enorme uccello infilandoglielo nella fica e io glielo misi in bocca. Ormai la mia amica aveva perso ogni controllo gridava e si dimenava stava davvero godendo come mai le era accaduto.
In breve venimmo di nuovo e questa volta le amichette bionde furono pronte ad accorrere per leccare e ripulire tutto.
Era stato fantastico, le uniche rimaste a becco asciutto erano state le due biondine che avevano solo fatto un po’ di pulizia. Inutile dire che nei giorni successivi, a casa si ripetettero altre performance del genere. La mia ragazza aveva ormai superato un confine difficile da raggiungere forse, ma assolutamente impossibile da varcare al contrario FINE

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