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Partita a tre

Quando Milena, sua moglie, gli presentò Graziella, una vecchia amica sin dai tempi del collegio, Luigi perse completamente la testa.
Di fronte a quelle labbra carnose, a quel culo sodo, e a quelle tette che sembravano sul punto di scoppiare dalla camicetta, la mazza gli era diventata gonfia tra le gambe.
Quel primo pomeriggio, un semplice tè tra amici, fu per lui un vero tormento.
Sembrava quasi non riuscire a togliere gli occhi dai profondi spacchi della gonna di Graziella, che rivelavano un paio di cosce da cerbiatta in cui più che volentieri avrebbe affondato il suo viso.
Da certi discorsi dei tempi del collegio, Luigi intuì che fra Graziella e Milena l’amicizia era stata davvero profonda, e che forse non si era limitata semplicemente a quel sentimento.
La sera stessa, interrogando sua moglie, Luigi venne così a sapere che Graziella era una porca di prima categoria e che con lei, in passato, si era lasciata andare a furibonde leccate lesbiche ed a teneri ditalini sparati nello stesso letto nel buio della loro camera.
Eccitato da quei discorsi, immaginando Milena avvinghiata tra le cosce di Graziella, Luigi si era ritrovato il cazzone turgido come il marmo ed aveva scopato la moglie con una furia incredibile.
Sognando che al posto della moglie ci fosse Graziella, Luigi le martellava la fica con rudi colpi di maglio, facendola sbavare di piacere.
Ma al culmine dell’orgasmo, mentre lunghi fiotti di sperma allagavano la fica di Milena, si era lasciato scappare in un gemito il nome dell’amica.
Milena, per nulla risentita, tirandogli un pompino lo aveva preso in giro per questa sua improvvisa passione.
Del resto non le sarebbe certo dispiaciuto rinverdire gli antichi fasti lesbici con l’amica, e la presenza del nerboruto cazzo di Luigi poteva rappresentare una raffinata comodità.
Luigi, poi, si sua iniziativa, con il non più tanto segreto desiderio di scoparla, aveva invitato Graziella una sera a cena.
Inizialmente pensava di non avvisare la moglie, tentando il colpo tutto da solo, ma poi, pensando che tutto fosse più facile, aveva avvertito Milena.
A quella notizia Milena era scoppiata a ridere, ma il rossore che le imporporava le gote lasciava intuire quanto fosse eccitata all’idea di una raffinata partita a tre.
Dopo la raffinata cena innaffiata da uno splendido vino bianco ghiacciato, i tre amici si misero nel salotto.
Alle prime note di un lento languidamente diffuso dagli altoparlanti, un po’ brilla, Milena invitò l’amica per una ballo.
Ma pochi minuti dopo le due amiche erano già avvinghiate lingua contro lingua, mentre con le mani si frugavano sotto le gonne palpandosi la fica.
Nudo e con l’uccello ritto, Luigi trascinò le due donne ancora allacciate in camera, unendosi a loro.
Graziella mostro di gustare molto il tarellone di Luigi che le veniva sventolato sotto gli occhi, mentre Milena le leccava avidamente i seni.
Con il cazzo stretto dalla bocca dell’amica, Luigi godeva come un folle alla vista della lesbicata.
Sua moglie, più ardita, cominciò a leccare la fica di Graziella che, mugolando di piacere, si mise a spompinare ancora più velocemente Luigi.
In un attimo gemendo, l’uomo si trovò in preda ad un orgasmo furioso innaffiando di sborra il volto di Graziella e il corpo della moglie.
Ricoperte di artistici schizzi, le due donne si gettarono nelle braccia dell’altra, alla ricerca a colpi di lingua della più piccola goccia di sborra.
Così facendo, luigi si trovò a pochi centimetri dal suo cazzo ancora duro i morbidi fianchi sculettanti dell’amica.
Una vera provocazione a cui non seppe proprio resistere.
Appoggiando le mani sui fianchi la penetrò d’un sol colpo alla pecorina facendola sussultare di piacere.
Lanciato in un cavalcata furiosa, Luigi affondava mugolando la sua verga nella fica di Graziella mentre questa era intenta a spazzolare a colpi di lingua il sesso fradicio di sua moglie.
Le carni bollenti di quella fica si stringevano aritmicamente sul suo membro dandogli sensazioni inaudite di piacere.
La moglie si era spostata e di lingua stuzzicava i due sessi lucidi di piacere.
Un trattamento raffinato che portò in breve i tre ad un altro violento orgasmo. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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