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Porca farcita

Ho sempre saputo che mia moglie è una vera maiala sotto tutti i punti di vista, ma non avrei mai immaginato che per provare la lussuria, di solo donne laide e troie come lei possono godere, fosse disposta a rinunciare a tutto quello che insieme avevamo costruito in una vita di, quello che almeno io pensavo fosse, amore.
Ma andiamo con ordine: io sono Marco, 35 anni, sposato con Ornella, 30, una bella donna, brunetta, con grandi fianchi, un culetto bello pieno (come piace a me), ma comunque sodo, ventre piatto.
Ma il suo punto forte sono le sue due tette favolose ed enormi: due mammelle da vaccona in calore, pronta ad essere sfondata come una qualsiasi meretrice di basso livello, disponibile ad ogni tipo di pratica sessuale; le piaceva essere leccata da una sua amica, mentre io guardavo e fotografavo tutto, le piaceva portare lei stessa il rullino a sviluppare, e le piacevano tutti gli sguardi osceni e lascivi che il fotografo le indirizzava, anzi, lo incoraggiava, magari mettendosi una maglietta trasparente senza reggiseno, piegandosi in avanti sul bancone e strusciando i capezzoli sul bordo dello stesso, per ottenere un rapido indurimento di quei suoi favolosi capezzoli da cagna in calore e mostrarli a quell’uomo, che già la conosceva in ogni suo più intimo e personale particolare, pur non avendo avuto alcun contatto con quella troiona, che, purtroppo, era pur sempre mia moglie.
Abbiamo due bambini ed un’attività imprenditoriale ben avviata; più di una volta eravamo sull’orlo del fallimento, ma Ornella sa essere molto convincente con i creditori e le banche, specie con i direttori, quindi spesso ho dovuto assistere alle occasioni in cui mia moglie si preparava ad uscire, vestendosi come una passeggiatrice da due soldi: reggiseno a balconcino, con una camicetta praticamente trasparente, data la sua trasparenza e inconsistenza, minigonna che lasciava intravedere praticamente ogni suo particolare più segreto, ma purtroppo noto già a molti, il tutto completato da perizoma, calze bianche a rete autoreggenti e tacchi a spillo vertiginosi. In queste occasione, sovente a Ornella piaceva, magari nascondermi nel baule della macchina, se gli incontri erano particolarmente clandestini, così nascosti da avvenire in squallide pinete, amplessi, lunghi o brevi, da consumarsi su sedili ribaltati; ad ogni modo, alla cagna piaceva che io fossi li, impotente, a vedere, sentire come la stavano sfondando, quei cazzi clandestini, di altre donne, mogli e madri, la cui supremazia sessuale cadeva, dinanzi alle strabordanti poppe di quella mignotta che io mi ero scelto per moglie.
Durante la scorsa primavera però, navigavamo in buone acque: l’impresa procedeva a gonfie vele ed anche tra noi due le cose non potevano andare meglio, il sesso con lei era stupendo, anche perché lei risponde pienamente al mio ideale di donna, con della forme a dir poco giunoniche, un culo grande e rotondo come la luna piena che splende su un mare d’Agosto, ma soprattutto quelle tette, degne di quelle contadine che spesso alimentano gli ideali bucolici di noi uomini stressati dalla logorante vita di città.
La sera, dopo essere tornati a casa, mettevamo i bambini a letto, dedicandoci poi, in tutto e per tutto, alla nostra felicità sessuale, e felice io lo ero, lo ero davvero, ero così felice che volevo che anche quella porcona lo fosse, e lo doveva essere a pieno, doveva sentire che io ero la sua unica fonte di felicità, e da quel momento cominciai ad arrovellarmi il cervello in cerca di un modo per far divenire mia moglie la porca più soddisfatta sulla faccia della terra.
Un modo trovai.
Venne a lavorare in ditta un nuovo impiegato, con mansioni molto modeste: un magnifico ragazzo, alto, biondo con gli occhi azzurri, di corporatura muscolosa, insomma, quello che normalmente si definirebbe un bell’esemplare di sventrapapere.
Mia moglie lo prese subito in simpatia, e dedicava al novizio impiegato ogni sorta di attenzione particolare, la troia: a volte sembrava quasi essere la sua cameriera. Insomma, quando cominciai a sentire in giro che, ad esempio, tale impiegato aveva sorpreso mia moglie mentre, con ogni grazia, spompinava Massimo (questo era il nome del giovane), oppure sentivo un intenso sapore di sborra io stesso, quando baciavo mia moglie in bocca prima di dedicarmi alla sua opulenta fica, non ebbi alcun dubbio e feci convocare Massimo nel mio ufficio con la massima urgenza. Il ragazzo era molto allarmato:
” Mi ha fatto chiamare signore? ”
Chissà, forse nella sua testa pensava che avrei voluto personalmente scorticarlo vivo, per aver affondato il suo cazzo nella bocca di mia moglie, se non in qualche altro suo ben più intimo orifizio. L’apostrofai:
“Senti, non prendiamoci in giro. So che quella vacca di mia moglie ha una predilezione per te, quindi ho deciso di accontentarla, ma, visto che ho una troia per moglie, e ne subisco quotidianamente gli svantaggi, ho deciso di goderne anch’io, per quanto possibile, della sua infedeltà, perciò ho deciso che voglio entrare anche io nel vostro gioco perverso”
Naturalmente la mia richiesta non ammetteva contestazioni, ma del resto il ragazzo sembrava molto contento di poter espandere lui stesso i suoi orizzonti sessuali con una coppia perversa e navigata.
” Prima però devo esaminare anche io la merce, non posso compare a scatola chiusa, questa è sana politica della ditta, quindi spogliati”
“Ma… ” accennò lui con fare ritroso, ma subito io
“Guarda, non ho tempo da perdere con i tuoi pudori, se non ti sta bene, la porta e quella, raccogli le tue cose e… ”
Non feci in tempo a finire che lui si stava già denudando, mostrandomi il suo fisico perfetto e, quando si tolse anche le mutande, fui preso da un sussulto, avevo un attrezzo davvero degno di nota; adesso capivo la predilezione di mia moglie per questo ragazzone.
Tuttavia, volevo vederlo in azione, per cui mi avvicinai a lui con fare freddo e glielo presi in mano, notando che il suo palone cominciò subito a reagire, indurendosi e ingrandendosi a dismisura: la situazione era molto eccitante, sentivo di averlo in pugno, e questa sensazione di dominio mi dava molto piacere, ripagandomi di tanta sottomissione che sentivo nei confronti di Ornella.
Ad ogni modo, cominciai a sbattere meccanicamente quel cazzone, finchè lo sentì pronto ad esplodere, ed allora mi fermai, tornando alla scrivania; il ragazzo per poco scoppiava in lacrime per il mancato piacere, si accovacciò per terra raggiungendo un orgasmo solitario, sporcandomi il pavimento, che naturalmente fu obbligato a pulire lui stesso.
Uscì dal mio ufficio profondamente umiliato, ma era solo un assaggio di quello che l’avrebbe aspettato la sera seguente a casa mia, appuntamento che gli intimai, insieme a quello di radersi e farsi una serie di clisteri per pulirsi bene le viscere, dopodiché tornai a casa con una scusa per preparare l’incontro di sesso: portai i bambini dalla nonna e cucinai una cenetta.
Massimo arrivò verso le 19: 30, mia moglie, che rincasò una mezzoretta più tardi, fu presa da forte sgomento, appena vide il giovane seduto sul divano accanto a me, che chiacchierava amabilmente.
” Cara, sei tornata finalmente! ”
“Certo tesoro ma che ci fa qui lui? ”
“Dai, non fare troppe domande, e qui perché io lo voglio, lo voglio per farti felice, ma adesso mangiamo dai, sennò si fredda tutto”.
Mangiammo in pace, come tre buoni amici, bevendo una bella quantità di vino, necessaria per allentare il senso del pudore, per la verità già basso, di noi tre.
Dopo un’oretta, proposi ai due di andare a vedere una cassetta porno, ottenendo, come ben immaginavo, un entusiastico assenso.
Ci sdraiammo sul nostro lettone ed io misi la cassetta nel videoregistratore: le immagini scorrevano sublimi, ora una troietta bionda dal fisico filiforme ciucciava con entusiasmo la dura varra di un master di colore, ora una vaccona grassa con le tette immense cavalcava un vibratore bi-teste, che dall’altra estremità pompava un’altra porcona, anch’essa con la voglia a mille.
Dopo dieci minuti cominciarono le prime toccatine, ognuno metteva le mani a caso e prendeva quello che capitava, favorito dalla penombra, quando, alla fine, mia moglie comincia un sublime pompino per deliziare il nostro porco ospite, che gradisce di buon grado; dopo cinque minuti che mia moglie leccava quel cazzo imperioso, il mio era già oscenamente in tiro, guardandomi generosa, mia moglie dice:
” Tesoro, hai mai succhiato un bel cazzone in vita tua? ”
“No, veramente… ”
“Allora vieni qui, prova coraggio! ”
Ero totalmente pietrificato ed incapace di opporre una qualsiasi resistenza a quella che in cuor mio sapevo essere la mia totale dominatrice.
Mi avvicinai e mia moglie mi porse quel membro turgido, invitante… le nostre lingue cominciarono ad intrecciarsi, con in mezzo quell’ineluttabile simbolo di virilità che sentivo pulsare sotto la mia lingua, un piacere mai provato fino allora in vita mia; eravamo eccitati da morire, i nostri cuori battevano inesorabili pulsazioni di lussuria e perversione, mia moglie, con la figa che le colava come una fontana e gli occhi lucidi per l’eccitazione si mise a gambe aperte, ed io con le due mani le apri bene l’entrata, mostrandola al nostro gradito ospite, in tutta la sua più intima e nuda essenza:
” Coraggio, ti va di trombartela per bene maiale? Dai! Si vede che muori dalla voglia! ”
Massimo non se lo fece ripetere due volte, e la penetrò in misto di estasi e delicatezza. Io ero estasiato alla vista di quella monta selvaggia, sembrava di assistere all’accoppiamento di due animali selvaggi, i loro corpi sprigionavano aromi intensi.
Presi a smanettarmi il cazzo senza alcun ritegno, quando fui colpito da un particolare inaspettato: il ragazzo si era davvero raso i peli dal suo fiorellino
“Ah, allora ti è piaciuto oggi in ufficio eh maiale? ” pensai tra me e me, allora decisi di prenderlo come lui stava prendendo mia moglie: come una troia.
Gli saltai su e cominciai a solleticargli il forellino con la lingua, glielo insalivai per bene e presi a penetrarlo con le dita.
I suoi rantoli di piacere salivano da dentro di lui sempre più forti, e anche mia moglie, resasi conto di quanto stava per accadere, adesso mi incitava
“Si dai, fagli il buco merdoso a questo stronzo”
Non me lo feci ripetere, gli entrai dentro violentemente, fu bellissimo, potevo sentire il calore del suo membro che scrutava mia moglie nelle viscere, e per mia moglie fu ugualmente stupendo vedere in faccia un uomo che godeva così intensamente.
Poi fu il suo turno ad essere messa in mezzo a tanta grazia maschile; fu naturalmente Massimo ad avere l’onore di penetrarla nel suo buco più stretto, e penso che per lui sia stato indimenticabile tastare l’elasticità del suo sfintere anale, così allenato dopo anni di selvagge penetrazioni. Io invece potevo guardare le sue espressioni di goduria sfrenata
“Grazie amore, grazie tesoro! ”
“Non c’è di che bella maiala, sapevo che saresti stata contenta di tutto questo, perciò l’ho fatto per te”.
Ci alternammo al culo di mia moglie per circa mezz’ora quando Ornella disse
“Adesso voglio che anche tu goda come abbiamo goduto noi! ”
E così dicendo prese un vibratore anale che gli aveva regalato qualche suo amante, e mi fece mettere a novanta gradi, mentre Massimo andò a prendere una bacinella in cui versò dell’acqua calda, ed insieme, mi rasero tutti i peli
In seguito, cominciarono ad alternarsi al mio cazzo, per poi cominciare ad insalivarmi per bene il fiorellino, ed in men che non si dica, e con gran dolore, il dildo cominciò a scomparire nelle mie viscere; quando fui, a detta di mia moglie, segato in due per benino, fui messo a pecorina e scopato da Massimo, mentre mia moglie mi spompinava per bene.
Il mio cazzo era diventato paonazzo per il piacere, quando implorai di poter anche io provare il piacere di stare in mezzo; detto fatto, mia moglie si sdraio sotto di me e io le infilai in pisello in quella fica fradicia, mentre il calore del cazzo del ragazzo mi sbanava il culo in due.
Alla fine ero stremato, e chiesi di poter arrivare nel culo di mia moglie, che acconsentì radiosa.
Adesso era il turno di Massimo, che si stava per mettere il preservativo, poiché voleva arrivare fino in fondo nella fica della mia signora, ma io lo tranquillizzai
“Non preoccuparti, voglio che tu le arrivi dentro e che la faccia godere come una porca”
Mia moglie, che non prendeva contraccettivi, mi bacio felicissima.
Massimo la prese di fronte e glielo sbatte dentro, mentre io cominciai a fare delle fotografie di quell’imprendibile scena.
Quando mia moglie raggiunse l’orgasmo, il suo utero si contrasse intorno al membro equino del suo amante, che urlò
“Non ce la faccio più, mi sta stringendo l’uccello! ” e cominciò a scaricare il suo inarrestabile fiume dritto nello stomanco di mia moglie, che poi mi ordinò di farle un bidè con la lingua.
Andai a letto con un gusto di sperma indimenticabile in bocca, mentre mia moglie restò incinta di quel ragazzo, e per me le cose peggiorarono: ebbero un altro figlio, dopo un’altra serata di sesso, che passammo subito dopo il suo parto, e dopo il secondo, mia moglie decise di lasciarmi per Massimo, che ora è a capo della mia ex-azienda, mentre io lavoro sempre li, ma come inserviente.
Naturalmente i bambini li ho dovuti tenere io, anche quelli di Massimo, infatti mia moglie mi minacciò di raccontare tutto in un libro, e decisi che era meglio così, piuttosto che la vergogna eterna.
A volte, sono chiamato a pulire le macchie di sperma che mia moglie lascia in giro, dopo aver soddisfatto qualcuno, magari qualche direttore di banca; le piace umiliarmi fino a questo punto.
Dal canto suo, a volte Massimo mi chiama nel suo ufficio, e mi obbliga a spompinarlo, ed io non posso fare niente, pena il licenziamento, ed ho quattro bambini da mantenere, come sapete.
A volte, dopo il pompino, Massimo si rivolge a me, quando ancora ho la bocca sporca del suo nettare, e mi dice:
“E adesso chi è il servo, finocchio? ” FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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