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Racconto erotico

Provocando gli amici di mio figlio

Mio figlio Teo ha invitato alcuni amici dell’università’, tutti di 20 anni, per una sfida con la playstation. Sono quattro: Luca, Simone, Carlo e Stefano . Parlano un po’ in salotto e Stefano,
viene preso di mira dagli altri con grida di scherno e parole pesanti, anche se scherzose. Io faccio la mia apparizione in sala per la prima volta. Sono alta, ho una folta chioma rosa, oggi raccolta da una molletta, sono lievemente truccata, ero rientrata in casa da poco. Indosso dei sandali aperti con un tacco medio, che slanciano comunque molto le mie lunghe gambe. Alla caviglia destra rumoreggia una simpatica cavigliera comprata in spiaggia, non ho calze e porto una gonna a portafogli che arriva poco sopra il ginocchio, è aderente e quando mi siedo, mostro molto delle mie generose cosce. Le mie mammelle, una quarta misura, soda e piena per i miei 42 anni sono strette in un top bianco dalla provocante scolatura. Quando mi vedono gli amici di mio figlio, in piena battaglia ormonale, hanno u sussulti
“ragazzi cosa avete contro il povero Stefano? ”
“ha dimenticato a casa il gioco con cui dovevamo sfidarci ”
“Si ma io” cerca di difendersi Stefano
“tu cosa? Lo sapevo dovevo portarlo io” dice Luca
alla fine, si decide che Stefano deve tornare a casa a prendere il gioco”
“E ora? ” dice Teo
“Io ho fatto una torta” dico ” la volete assaggiare? ”
“sii” rispondo i ragazzi in coro. Si siedono in sala e poco dopo torno con i vassoi.
i ragazzi sono seduti e appoggio tutto sul tavolino basso davanti a loro. Per servirli volto le spalle a due di loro e mi chino leggermente in avanti. Mi giro un attimo e vedo che uno dei due ha dato una specie di gomitata all’altro indicando me con lo sguardo. Mi chino di nuovo in avanti voltandogli le spalle, verso da bere e poi mi giro per porgergli i bicchieri, vedo che i due ragazzi sorridono in modo malizioso e uno si tiene una mano sul pene. Ce l’hanno con me? Forse mi guardavano il di dietro…. Possibile? Mi giro di nuovo di spalle, ma questa volta sono di spalle verso mio figlio e l’altro amico seduti di lato. Mi chino in avanti sul tavolino e faccio tutto come prima, facendo finta di non notare che mi guardano. Porgo loro i bicchieri e vedo che anche l’altro amico sorride e dice qualcosa sottovoce a mio figlio. Mi osserva sotto la vita. Sono amici di Teo e potrei essere anche la loro madre, ma mi sento compiaciuta che dei ragazzi giovani mi guardino o così mi pare. Decido di scoprire e mi fermo con loro. Apposta mi siedo sulla sponda del divano, in posizione centrale, due da una parte e due, con mio figlio, dall’altra. Mi diverto a accavallare le gambe e la gonna che ho messo è abbastanza corta e con uno spacco che fa al caso. Stiamo lì a chiacchierare e noto con soddisfazione che i ragazzi, anche mio figlio! , mi sbirciano le cosce!
Allora mi scopro leggermente di più e loro sono ancora più attenti a guardarmi le gambe. Mi eccita questa cosa e non me ne vergogno.
Arriva Stefano con il gioco che è andato a procurarsi e tutti si spostano in camera. Mi avvicino a Teo, lo sfioro per abbracciarlo affettuosamente e gli chiedo:
“Non sarà che i tuoi amici erano in imbarazzo perché sono rimasta con voi? ”
“Ma, no mamma, perché? ”
“Boh, così, si davano le gomitate…. non volevano che stessi con voi. ” ”
No, no, non è così…. ”
“Te l’hanno detto pure nell’orecchio! ”
“No, non era questo…. ”
“Cos’era? ”
“Niente”
“Cos’era? ” – e insisto con mio figlio che mi dice evasivo:
“Ma niente, al contrario, gli sei simpatica…. ”
“Dicono che sono simpatica? ” “Hmmm, sì…. ”
“O altro? ” – e lo faccio parlare con un pizzicotto:
“Dicono che sei simpatica e…. e che sei una bella mamma…. ”
Ormai voglio sapere e gli chiedo:
“Una bella mamma? Perché? ” – e gli faccio un altro pizzicotto per farglielo dire: “Ahia! ”
“Dimmi perché”
“Perché sei una bella mamma e…. ahia! e…. e hai delle belle gambe! ”
“Grazie, caro, ci voleva tanto a dirlo? “.
Sono tutti di là. I ragazzi mi guardavano e si sono pure toccati il pisello nei pantaloni, ne ero sicura e mi sento eccitata. Corro in camera, mi butto sul letto, e a gambe aperte mi sfioro l’interno coscia umidissimo mi levo le mutandine e mi accarezzo la passerina mmmm che bello. Ho gli occhi chiusi, d’un tratto li apro e noto che dietro la porta, appositamente non chiusa c’è Luca che mi spia. Si deve essere accorto che l’ho visto perché corre via.
Sorrido e con calma mi sistemo un po’. Sciolgo i capelli, e vado in camera
“ragazzi ho bisogno di una mano, devo tirare giù uno scatole pesante dall’armadio mi date una mano? ”
“Si” rispondono tutti
“Ma non tutti ne basta uno… Luca vieni tu? ”
“Si”
mi segue silenzioso, gli altri commettano da lontano
“che fortuna”
“Teo potessi essere io in camera con lei.. ”
e incredibilmente mio figlio non si arrabbia per quelle frasi ma anzi partecipa anche lui. Uhmmm Luca è preoccupato ormai sa che l’ho visto. In camera i suoi occhi cadono sulle mie mutandine ancora in mezzo al letto. Mi siedo sul letto
“Dov’è la scatola? ”
“non c’è”
“Ma.. ”
“Volevo parlarti Luca”
pausa di silenzio studiata.
“Mi stavi spiando … perchè? ”
“Non volevo, io”
“Si ma poi l’hai fatto perché” silenzio
“Luca, devo chiamare tua madre? Non è una cosa bella quella che hai fatto”
“Si lo so… ma ”
“Ma? ”
“Ecco lei era li che si toccava le sue gambe sono stupende lei è stupenda”
“Luca potrei essere tua madre”
“Magari”
“Come? ” mi fingo scandalizzata.
“Scusi non volevo dire questo… lei è molto bella e… ”
“Luca hai la ragazza? ”
“no”
“E ti masturbi spesso? ”
“Be ecco no quasi mai”
“Luca, sei l’unico ragazzo della tua età che non se lo mena lo sai? ”
“Almeno due volte al giorno”
“E a chi pensi? Alle tue compagne? ”
“No, alle gambe delle professoresse”
“Ti piacciono le gambe? ”
“Si”
mi alzo Luca mi fissa , non capisce che intenzioni abbia, apro il cassetto della biancheria, e predo un paio di autoreggenti nere. Mi siedo sul letto e le infilo piano piano.
“Ti piacciono le autoreggenti? ”
“Si”
“Prendi una sedia e siediti qui davanti”
esegue accavallo le gambe e lo fisso le mie cosce sono tute sue
“Ce l’hai duro? ”
“Si”
“Dai liberalo… masturbati guardandomi le gambe”
“ma … ”
“fallo” e un ordine il mio
lo tira fuori uhmm che bel pezzo di carne duro.
“Quanti cm sono Luca? ”
“18”
“Hai un bel cazzo”
“Grazie”
si sega fissandomi le cosce, io scavalo e riaccavallo le gambe, mi passo la lingua sulle labbra, mi accarezzo le cosce
“mmmmmm adoro i cazzoni grossi come il tuo”
“È stupenda signora”
“allora ti piacciono le mie gambe? Ti piace segarti guardandomele? ”
“Ooo sisi”
“Vieni qui, passami il cazzo sulle cosce”
Luca si alza come un automa e esegue, impugna il suo cazzo duro ala base e lo passa piano piano sulle mie autoreggenti. Mi fa impazzire
“Luca si cosi ”
“Oh è stupendo, non l’avevo mai fatto”
“Luca sta attento a non sborrare però, non godere cosi presto”
“no stai tranquilla”
“Baciami le gambe adesso”
Luca si china ai miei piedi, e bacia e lecca le mie scarpe, poi le caviglie, sale sui polpacci, sento le sue dita ce mi carezzano le gambe e che precedono sempre di poco la sua lingua. Mmmmm è sulle cosce bacia lecca e tocca
“Sii Luca sii che bravo. siediti ora”
Si siede e si tocca, io apro le gambe , lui mi può vedere anche la fica cosi è eccitatissimo, mi avvinco e glielo sfioro con le dita poi con la bocca gli respiro sulle palle, poi mi risiedo.
Allungo una gamba e mi faccio sfilare la scarpa, e col piede velato solo dall’autoreggente gli accarezzo l’asta pulsante
“mmmmmmmmmmmmmmm signora Luisa è meraviglioso… ”
“Ti piace vero? Dico che cazzone duro che hai… me lo daresti anche in fica? ”
“dove vuole”
“Io adoro i cazzo duri come il tuo che mi sfondano il culo”
“Uhmmmmmmmmm sto per venire ”
allungo anche il secondo piede gli prendo il cazzo tra questi e li muovo su e giù facendogli una sega, mentre lui mi accarezza le caviglie, sborra dopo poco con un’enorme getto che mi raggiunge suole calze e sulle lenzuola. È stremato si fa cadere all’indietro sul lettone, io mi avvicino, e mi inginocchio al suoi fianco, leccandogli l’uccello.
Immediatamente Luca si alza dal letto e mi fissa stupito… e non solo lui si alza. Il suo cazzo torna nuovamente duro
Io glielo afferro e lo masturbo lentamente
“Che bello, sei già duro… vuoi che ti aiuti a rilassarti? ”
“Signora Luisa è… si si la prego”
me lo struscio avidamente in faccia il suo bastone tra le mille urla di piacere di Luca
“Che cazzo duro che hai Luca”
tenendolo saldamente alla base lo scappello e gli bacio il glande nudo
“Te l’hanno mai fatto un pompino? ”
“si”
“È stato bello? ”
“Molto”
“Bene, vediamo di rendere questo indimenticabile allora”
gli lecco lentamente la punta, poi scendo lungo l’asta leccandogliela. Gli afferro teneramente la punta tra due dita, gli alzo il cazzo e mi dedico anima e corpo a succhiargli le palle.
Lo lascio, mi lecco le labbra gustandomi il sapore del cazzo di Luca, e lo prendo a masturbare dolcemente
“Veramente bello, mi è venuta una gran voglia di succhiartelo, posso ? ”
“Se vuole….. ”
mi chino rapida ad imboccarlo prendendo a succhiarlo mugolando, mentre la lingua espertissima gioca con il glande eccitatissimo regalando a Luca sensazioni mai provate “Uhmmm buono buonissimo, è duro, grosso e duro, mi viene voglia di mangiarlo tutto” gemo e prendo a mordicchiare dolcemente il glande, poi apro la bocca e con esasperata lentezza lo faccio sparire nella mai bocca. Centimetro dopo centimetro, tutto il cazzo di Luca mi scompare completamente in bocca, lo spingo profondamente nella gola ed inizio a massaggiarlo con le labbra carnose mentre la lingua gira sull’asta aiutandola ad affondare. La stanza è piena solo dei gemiti di Luca e dei miei osceni rumori di risucchio. il cazzo mezzo affondato in bocca e la lingua che frulla sul glande mentre la mano lo masturba Mi sfilo il cazzo duro e pieno della mai saliva di Luca.
“Allora chi ti ha fato il miglior pompino? ”
dico sorridendo mentre lo masturbo,
“Lei signora lei”
“Risposta esatta, vuoi sapere quale è il premio? ”
Non aspetto la risposta, mi alzo la gonna sulle cosce, mi metto sopra Luca e accompagno il suo pene dentro la mia morbida vagina.
Rimango immobile con il corpo trattenendo dentro di me il suo bastone di carne; avverto le contratture interne, delle spinte che fanno affondare di più il membro; poi come la peggiore delle troie, mi infilo anche un dito nella passera facendolo scorrere sul suo cazzo e strofinandolo ripetutamente sul clitoride. Stringo di nuovo le ginocchia questa volta intorno ai suoi fianchi, mi fermo emetto un nuovo lungo sospiro e sono percorsa da un lungo fremito: un potente orgasmo.
Dalla reazione di Luca, capisco che non vuole essere da meno. Anche lui vuole godere Anche lui si sento bollire, e vuole la sua parte. Luca mi afferra le natiche e comincia a sbattermi con violenza, sollevandomi sopra di lui ad ogni colpo. Mi chino in avanti, le mammelle a contatto con la sua bocca che afferra i miei capezzoli turgidi, ora l’uno ora l’altro per succhiarli. Ma è difficile per il mio piccolo amante perché io mi muove su Luca selvaggiamente, senza sincronismo con i suoi colpi e le mie tette vanno ora da una parte ora dall’altra. Sento l’orgasmo di Luca avvicinarsi, la sua cappella gonfiarsi, il cazzo allo spasimo . Mi allontano da lui impedendogli di godere. Mi metto a quattro zampe sul letto con il viso a terra il culo per aria e la fica rossa , lucente e fradicia di umori ben spalancata. Luca si mette dietro di me, si piega un po’ sulle ginocchia e me lo infila tutto dentro; mi afferra saldamente i fianchi e mi chiava in maniera forsennata cercando di affondare il cazzo il più profondamente possibile.
Sollevo la testa e mentre mi sorreggo !
con la mano sinistra, porto la destra indietro, afferrando il pene duro alla base, lo sfilo dalla mia micia e lo appoggio sul buco del culo. Voglio essere inculata, non mi ricordo più da quanto tempo il mio buchino e rimasto inviolato.. Luca cerca di forzare lo sfintere senza riuscirci.
Afferra l’asta alla base e spinge forte, ma il mio buchino rimane stretto ed è un muro insormontabile, una porta invalicabile. Avvicina la cappella alla bagnatissima fica, la fa roteare all’ingresso in modo che possa bagnarsi dei miei umori, mi accarezzo leggermente con un dito l’ano e Luca tenta di nuovo l’inculata. Questa volta non vi sono ostacoli, anzi il suo cazzo sembra un ferro rovente che penetra in un pezzo di burro. Eccitato dalla scena Luca si mette a cavalcioni sulle mie natiche, si sorregge con le mani sui miei fianchi e mi cavalca con vigore.
Luca fissa il cazzo entrare ed uscire dal mio culo, lo sente stretto in una morsa d’acciaio. Io che per tutto il tempo della scopata sono stata pressoché zitta limitandomi a gemere e sospirare senza dire parola, questa volta pur senza gridare ripeto ad ogni mio colpo
“Siiiii, inculami, inculami forte! Inculami, inculami forte! Sfondami il culo, spezzami il culo!
Inculami, inculami! “.
Luca mi afferra le mammelle che sotto i suoi colpi sobbalzano libere, e le palpa strizzandomi le con voglia, aumentando il ritmo quando sente che sta per venire
“Dentro Luca godimi nel culo fammi un clistere di sborra”
“Sii Signora Luisa vengoooo”
Dopo un poi Luca mi esce dal culo, io mi rialzo, lo guardo e lo bacio, poi con il culo grondante di sborra mi rimetto le mutandine Ritorno in camera di Teo, dove gli altri ragazzi, non hanno notato il tempo passato, impegnati come sono nella loro sfida. Ma non appena metto piede in camera, tutti , e dico proprio tutti, gli occhi, anche quelli di Teo, sono per me, o meglio dire, su di me. Per la mia bocca, i miei occhi. Le mie gambe, le mie calze…. e la mia vestaglia più trasparente che non trasparente, sapientemente mal allacciata sul davanti, che mette in mostra un superbo reggiseno di pizzo, merlettato.
“Dov’è Luca mamma? ” dice mio figlio, il meno impacciato, ma il più sorpreso del gruppo “Ora tocca a lui”
“È andato a casa, ha detto di salutarvi. S’è ricordato che doveva fare una cosa per sua madre”.
“Poco male, cosi io passo il turno senza problemi” dice Carlo
“Poso rubarvi 5 minuti? ”
“certo come no” dice Simone. Che non stacca gli occhi dal solco delle mie mammelle. ”
“Potete venire di la, ho un problema, che spero mi sappiate aiutare a risolvere.
“veniamo” dice Simone… chissà s’ha in mente. Potrei sbagliarmi, ma credo sia a stesa cosa che ho in mente io e tutti gli altri ragazzi. Persino Teo, che adesso vedo il più eccitato degli altri… probabilmente è orgoglioso nell’avere una madre cosi bella e sfacciata che provochi senza pudore i suoi giovani amici, mischiato a vera e propria eccitazione. In sala mi avvicino al tavolo, loro si siedono sul divano.
“Vedete una mia amica, lavora in un negozio di intimo femminile, e ogni tanto riesce a farmi acquistare dei completini molto belli, c che normalmente costerebbero un capitale, facendomi un notevole sconto. Ieri me ne ha portati un po’, solo che io, non riesco a decidermi sul quale scegliere”
“A lei stanno bene tutti”
dice Simone
“Grazie della fiducia. È qui che voi entrate in gioco … avete voglia di aiutarmi a scegliere? Siete dei maschietti oramai, e non sempre i gusti femminili sono i migliori.
“Con vero piacere signora”
io allora mi sfilo la vestaglietta e loro rimangono a bocca aperta.
Indosso un completino nero. Mutandine sottili, leggere, che dietro mi rientrano piano piano nel solco delle natiche.
Un reggiseno che mostra sotto il sottile tessuto i capezzoli duri. E indosso ancora le autoreggenti nere.
“Vi piace? ”
“Si” dice Stefano ” va bene questo”
“Simone gli da un colpo con il gomito
“Ma come fai a decidere se non hai visto gli altri? ”
poi mentre mi giro per farmi ammirare vedo. Simone che rimprovera Stefano. “cazzo, cosi fai finire subito lo spettacolo” o qualcosa del gene gli dice.
“provo il secondo” lo prendo e esco dalla sala, quando ritorno con il completo intimo Teo mi fa notare che le autoreggenti nere stonano
“Giusto, le sfilo allora” metto un piede sulla sedia, li fisso negli occhi mentre mi accarezzo la gamba dalla caviglia fino alla coscia, mi sfioro le mutandine srotolo piano piano la calza la sfilo. Sto per mettere sulla sedia l’altra gamba, quando mi viene una stupenda idea… mi avvicino a Teo gli metto il piede in mezzo alle sue e gli dico
“Amore vuoi far tu? ”
“Co come? ”
“Si vuoi far tu? O preferisci che lo lasci fare agli altri? ”
“No no faccio io”
è geloso? Mmm che bello, mi devo mordere il labbro inferiore coi denti per non gemere troppo. Le dita di mio figlio mi accarezzano la coscia non coperta dalla calza, poi la sfila mmmm mi faccio ammirare col secondo, poi prendo il terzo, e non mi decido ad uscire dalla sala, alla fine mi rivolgo ai miei ospiti e dico
“Ragazzi, ho ancora un 5 o 6 completini… se continua ad andare in camera a cambiarmi, ci impieghiamo tutto il pomeriggio, e voi non potete più giocare”
il panico nei loro occhi, credono che voglia smettere lo spettacolo
“Che en dite se li provo qui? Se mi cambio davanti a voi? Vi da fastidio? ”
“no si figuri”
” E poi se siete tutti maschietti giovani, non vi farà mica male vedere un paio di tette! ”
“Sì signora, ha ragione… provi questo se vuole” dice Simone e mi porge un reggiseno rosso. ho su il suo reggiseno bianco, lo tolgo e mostro a tutti le mie mammelle gonfie, con i capezzoli rosati.

“cavoli, questo è di una misura troppo piccolo”
I cinque ragazzi mi guardano, sono davanti a loro con le mammelle di fuori
“Signora ” dice Stefano prendendo il coraggio a due mani “Scusi se mi permetto, lei ha davvero un seno grande e bello gonfio stupendo. ”
“Potrei allattarvi cari! ”
dico sorridendo e passandomi un dito sui capezzoli
“Teo mi passi quel reggiseno, in seta? ”
“Si questo trasparente? ”
“Si quello, mi aiutate a infilarlo? ”
che bello, ora sono attorno a me, e mi vogliono vestire… , uno mi solleva le braccia, l’altro mi cinge per i fianchi e un terzo le infila il reggiseno.
“Sì, mi piace, bravi” dico e senza che se lo aspettino, me lo sfilo e dico “Ma a voi piaccio di più cosi o con i reggiseni? ”
“Cosi mamma….. ”
sorrido e non dico nulla. sono ancora a tette fuori e uno dei giovani ragazzi mi dice
“Signora, scusi, ma non doveva scegliere anche le mutandine? ”
“È vero, hai ragione caro. Quasi me ne dimenticavo Volete che me la tolga per provarle? ”
“Sì signora, è meglio” mi giro e sfilo le mie mutandine, per mettere quelle nuove. Faccio cosi vedere il mio bel culo, è da sogno, ho il culo in vista, la figa scoperta, me la possono guardare tutti. E I cinque se la guardano e Teo mi dice
“Mamma sei veramente molto carina e… secondo noi puoi provarti le mutandine, ma stai molto meglio senza… ”
I ragazzi mi si avvicinano e la guardano tutta, mm sii sono bagnatissima che bella sensazione, essere desiderata da mio figlio e da 4 suoi amici.
“Se lo dite voi… dite che devo stare senza? ”
“Signora, con la sua bellezza… la deve mostrare! ”
“Come siete gentili, mi pare che a voi io piaccio”
“Certo, tanto… ”
uno mi si avvicina e poggia le mani sui fianchi da dietro, un secondo mi abbraccia a una spalla e ammira le mie mammelle
” il suo culo è meraviglioso! ” mi dice Simone
Anche mio figlio si fa avanti, si avvicina dall’altra parte e mi stringe
“Grazie” dico
“… le tue gambe sono da brivido mamma, stupende… ”
“Grazie, che tesori siete! ”
Intanto Simone da dietro mi stringe di più –
“… ha delle gran tette signora! ” dice Stefano mentre mi si avvicina e mi posa le mani sulle tette
“Ma che carini, siete tanto carini… ”
Anche il quinto ragazzo si avvicina, si china in ginocchio davanti a me, per guardarmi la figa
“… e poi ha una figa arrapante signora… ”
Sono abbracciata da Tutti, sono palpata alle cosce, al seno, alle chiappe
“Bravi ragazzi… siete proprio bravi… voglio ricambiare”

Mi siedo in braccio a Teo, tenendo le gambe aperte sbottono i pantaloni dei due ragazzi ai lati, gli prendo l’uccello in mano, cominciando a fargli una sega decisa Gli altri lo tirano fuori, uno me lo infila tra le mammelle continuando a palparmi, l’altro me lo avvicina alla bocca, l’apro e lo ingoio tutto, spompinandolo alla grande. Teo, senza che me lo aspettassi, ma desiderandolo segretamente che sia lui a prendere l’iniziativa, me lo infila nella passerina e così, facendo seghe a due, spagnola a un altro, pompini al quarto e prendendolo nella figa e nel culo da mio figlio, mi faccio scopare da cinque ragazzi. Stupendo! Mi siedo al centro del tappeto poggiando il sedere sulle mie gambe e i 4 ragazzi mi circondano.
“Cosa aspettate? Io sono nuda… avete visto tutto di me, che ne dite di mostrarmi qualcosa di vostro? ”
“Cosa vuoi vedere mamma? ”
“è da un po’ che non ti guardo il pisellino. Sono curiosa di vedere se ti è cresciuto”
“Oh, si mammina e tanto anche. Guardacelo”
Le loro mani si portano sulle loro patte, abbassano le cerniere e slacciano bottoni, calano pantaloni e mutande in un sol colpo, quel tanto che basta a tirare fuori i loro robusti sessi, non del tutto privi di vita, ma non ancora nel pieno della loro erezione, ma tuttavia già di ragguardevoli dimensioni .
“Uhmmm sei cresciuto si… e anche i vostri sono molto belli”
Dico cosi mentre glieli accarezzo, e sotto ogni io tocco, li sento diventare sempre più duri.
“Mamma ti piace il mio cazzo? ”
“Si amore, è molto duro”
“A noi piacerebbe se ce li leccassi vuoi? ”
“O si certo, ma voglio che sia Stefano a dirmelo”
tutti lo guardano. Pensando ma cosa cazzo aspetta a dirlo? Sono un po’ stronza, so benissimo che Stefano è il più timido della compagna, ma allungo un mano e gli accarezzo il bastone ora completamente dritto
“Dai Stefano dillo… ho voglia di succhiare dei cazzi, ma non lo posso fare se non me lo ordini”
“Si… signora. Ci deve succhiare il cazzo a tutti”
“Va bene”
mi avvicino con la bocca ad cazzo di Stefano loro e lo prendo a leccare, mentre con le mani ne tengo stretti altri due, Teo e Carlo. Simone, si piega alle mie spalle e mi cinge da dietro con le braccia stringendomi le grosse mammelle fra le mani .
Mi dedico con cura ora al cazzo di mio figlio, sono in ginocchio davanti a Teo e gli succhio avidamente il grosso membro, con le braccia distese in alto a toccargli il torace e i capezzoli, mentre gli altri ragazzi tutti accovacciatosi attorno a me, mi palpavano il corpo in ogni dove, insinuando le dita fra i miei seni enormi, fra le cosce e cominciando pure con leggeri colpetti dei polpastrelli a violarmi chi fra i peli del pube chi fra le natiche. ero eccitatissima Simone sussurra qualcosa all’orecchio di Stefano. Lui è incerto, ma Simone lo incita
“Cosa cè Stefano devi dirmi qualcosa? ” gli chiedo con uno sguardo da puttana
“Si… ecco, noi vorremo che lei scopasse ora”
“uhmm e con chi? ”
“Siamo tutti molto eccitati ma abbiamo deciso che la cosa più eccitante al momento sarebbe vederla scopare con suo figlio. Con Teo”
“Teo, lo vuoi? ” gli chiedo
“Si mamma”
Simone mi accompagna a sedermi sul membro di mio figlio che s’è messo steso per terra, aiutandomi ad impalarmi su di lui per raccoglierne in profondità il lungo sesso teso verso l’alto.
Stando cosí seduta posso continuare comodamente a succhiare il sesso teso di in piedi di fronte a me, tenendolo stretto alla base con una mano. I colpi che balzavano dal basso dentro il mio ventre si alternano alle spinte di Stefano nella bocca e, un po´ per godimento, un po´ per non cadere, con l’altra mano mi aggrappo al turgore di Simone, in piedi al mio fianco, tenendomelo puntato diritto verso una guancia. L’ultimo del gruppo, Carlo, sentendosi forse un po’ trascurato, mi sta alle spalle e mi accarezza fra i glutei come a sperimentarne l’elasticità dello sfintere. I ragazzi mi stanno pastrugnando furiosamente in ogni posto. che grido e mi dimeno scompostamente: sembra che stia recitando una scena di un porno. Dove il regista che ormai ha perso ogni inibizione è Stefano. Mi grida come muovermi, come usare la bocca, come dimenare le anche. La nuova scena mi vede ripiegarmi verso il volto di Teo, offrendo il mio ano, già dilatato, a una seconda penetrazione da parte di Carlo,
che mi sta alle spalle. I due mi infliggono i loro violenti colpi da ogni lato in perfetta sintonia fra loro, e sbattono il mio corpo inerme come un pupazzo in loro totale possesso incapace di ogni reazione. Ora i miei bimbi mi fanno sdraiare comoda sul divano e penetrano in posizione canonica, ma a ripetizione, uno dietro l’altro, le mammelle sobbalzano dappertutto e io le riporto verso l’interno stringendole con le mani in quanto la posizione supina me le porta verso l’esterno. Non appena sono pronti per spruzzare e lo tolgono dalla mia micia e mi sborrano sulle mammelle lasciando il posto ad un altro dopo avermi inondata. Il primo é Stefano che, percuotendomi di colpi violenti mi ha presa per le caviglie sollevandomi le gambe: le tiene alte e divaricate e mentre le lecca un piede, la inchioda con raffiche che fanno grondare entrambi di sudore e umori. Teo mi guarda sbavando, con gli occhi pieni di lussuria poi viene anche il suo turno. Mi raggiunge sul divano e comincia a toccarmi concitatamente sulle tette poi menandosi il cazzo mi viene in faccia mentre io soddisfatta sorrido di piacere guardandolo negli occhi. Poi prende il cazzo di Carlo e me lo agita sulle mammelle ricevendo immediatamente potenti fiotti di sborra. Intanto su mi s’é piazzato sopra Simone che mi freme nell’intestino per schizzarmi dentro i fiotti densi del suo piacere. Mi sbattono in quel modo animalesco per non so quanto tempo. Alla fine sotto tutti dritti davanti a me e si svuotano per l’ultima volta le palle piene di sborra sulle mie tettone. Sono stremata e anche loro. Si rivestono e mi salutano. Io vado a farmi una doccia, e quando esco vedo Teo mettere giù il telefono
“Chi era caro? ”
“Francesco. Il mio compagno di squadra di pallavolo. Gli ho detto domani di venire a fare una sfida alla playstaion. ” FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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