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Rachele

Mia moglie, che si chiama Rachele, ed io siamo sposati da circa dieci anni. Complessivamente i nostri rapporti sono stati buoni e, quello che più conta, siamo diventati due ottimi amici. Come succede per molte coppie sposate, la nostra vita sessuale ha perso importanza a beneficio dei figli e del lavoro. Anche se questo era molto frustante per entrambi.
Avevamo bisogno di qualcosa per riaccendere la scintilla, per darci la carica. Avevamo anche pensato all’eventualità di ricorrere allo scambio di coppie, magari con nostri conoscenti. Ne avevamo parlato diverse volte. La cosa ci intrigava entrambi, ma non la mettemmo mai in atto. Ovviamente entrambi, nella nostra mente, temevamo che lo scambio di coppie avrebbe potuto rovinare il nostro matrimonio. Rimase solo fantasia.
Dopo alcuni anni di matrimonio, non so per quale ragione, presi a fantasticare sul fatto che mia moglie avesse rapporti con altri uomini. Suppongo che questa fantasia derivasse dalla relazione che avevo avuto quando avevo vent’anni. La ragazza con cui uscivo era andata, durante le vacanze, a casa di un amico di sua madre. Quando ritornò dal viaggio, appena fu possibile, siamo andati in camporella. Mentre stavamo amoreggiando, lei scoppiò in lacrime. Mi raccontò che l’amico di sua madre aveva un figlio di trent’anni e che avevano finito a fare l’amore diverse volte. Certamente la cosa mi ferì, ma nello stesso tempo fui estremamente eccitato da quello che era avvenuto. Fui molto onesto con lei. Le dissi cosa esattamente sentissi e le chiesi di raccontarmi com’era successo, che tipo di ragazzo fosse e se fosse un esperto amatore. Mi raccontò tutto con dovizia di particolari. Ero su di giri in un modo impressionabile. L’immagine della mia ragazza che faceva l’amore con un altro ragazzo mi è rimasta impressa nella mia mente in modo indelebile. L’unico cruccio che ho avuto è stato che ho dovuto lasciare la mia ragazza per andare al militare e che non abbiamo potuto provare a far l’amore in tre. Poi ho perso di vista quella ragazza.
Nel corso del nostro matrimonio, ho incominciato a tastare mia moglie circa la possibilità che lei avesse rapporti con qualcun altro oppure con un altro e me assieme.
La cosa la faceva eccitare. Una volta le dissi che se avesse incontrato qualcuno con cui le fosse piaciuto avere un rapporto sessuale, di dirmelo che avremmo combinato un incontro a tre. Rachele fu scioccata. Non voleva che realmente accadesse una cosa del genere. Doveva rimanere una nostra fantasia. Aveva paura che se l’avessimo tradotta in realtà, avrebbe potuto rovinare il nostro rapporto. Non potevo darle torto. Anche se io ero sicuro che il nostro rapporto fosse così solido da non poter essere intaccato da quello che fantasticavo, non insistetti più. Anche se la fantasia rimase nelle nostre menti.
Un giorno ricevemmo per posta un catalogo di un sexy-shop. Lo sfogliammo assieme la sera stessa. Il catalogo conteneva il solito assortimento di vibratori, cazzi di lattice, ecc. Rachele si soffermò su una pagina che reclamizzava vibratori e cazzi di considerevole misura. Ella rimarcò che le sembrava interessante uno in particolare, che si chiamava “Il Grande Re”.
Senza dirle niente, ordinai “Il Grande Re” il giorno dopo. Non vedevo l’ora di sorprenderla con quell’arnese. Finalmente due settimane dopo arrivò. Quella sera, prima di andare a letto, andai nel bagno, fissai l’arnese tra le gambe, lo tirai su ed entrai in camera da letto, dove mia moglie mi aspettava. Ella non poteva credere che io l’avessi ordinato, mostrandosi, però, compiaciuta. Era proprio un arnese proprio enorme, lungo venticinque centimetri e largo quindici. Lo chiamammo “Big Jim”. Dopo alcuni attimi di focosi preliminari, mi disse che voleva provarlo nella fica. Io appoggiai la testa del vibratore tra le grandi labbra, aprendole piano piano. Poi, molto lentamente, lo introdussi nella fica di Rachele, facendolo roteare dentro, spingendolo e ritirandolo. Non volevo fare male a mia moglie, spingendolo con forza. Rachele aveva la fica stretta, anche dopo avere avuto due figli. Alla fine il vibratore fu tutto dentro. Le labbra della vagina erano spalancate, mettendo in mostra il suo congestionato clitoride. Lo feci partire lentamente, aumentando poi la velocità man mano che il “Big Jim” entrava nelle intimità di mia moglie, mentre io le leccavo il clitoride. Rachele venne per tre volte, intensamente, in poco tempo. Io venni, vedendo la sua sborra colare dalla sua fica.
BIG JIM divenne un assiduo compagno dei nostri giochi erotici. Godevo nel vedere mia moglie essere scopata da Big Jim e lei si deliziava nell’avere la fica piena di quel pseudocazzo. Rachele, prima di incontrarmi, aveva avuto una relazione con un uomo davvero dotato. Mi aveva raccontato che il suo cazzo era così lungo che arrivava all’ombelico e così grosso che le sue dita riuscivano appena a cingerlo intorno. Ella non era ossessionata da questo (tanto è vero che ha sposato me), ma Big Jim fu per lei proprio una gradita sorpresa. Era evidente che lei godeva più intensamente e più frequentemente da quanto era arrivato il vibratore. Non mi infastidiva vedere mia moglie godere con quell’arnese, anzi mi faceva andare su di giri.
Sei mesi dopo Rachele decise di andare a lavorare part-time in un grande magazzino vicino a casa. Ella era rimasta a casa quando era diventata mamma. Adesso che i figli andavano a scuola, lei si annoiava a stare sempre in casa. Aveva bisogno di fare qualcosa che la tenesse occupata e che, nello stesso tempo, le desse un minimo d’indipendenza finanziaria, che guadagnasse qualcosa che potesse tenere per se. Io fui d’accordo, anche perchè altri soldi che entravano in casa facevano proprio comodo.
Al lavoro Rachele fece amicizia con un capo reparto. Questo, che si chiamava Benito, era reduce da un matrimonio andato male ed aveva appena ottenuto il divorzio. Benito aveva circa la nostra età, sui trent’anni, era alto e robusto, aveva capelli scuri ricci e un sorriso simpatico ed attraente. Lo incontrai un paio di volte che andai a trovare mia moglie al lavoro. Quelle volte mi fu subito evidente che Benito piacesse veramente a Rachele. Benito era proprio un uomo simpatico, attraente. Si vedeva che lui e mia moglie andavano proprio d’accordo. Come potevo io capire tutto questo? Ad essere sincero avvertivo una sensazione piacevole nel mio petto, che si potesse realizzare la nostra fantasia, e nello stesso tempo avevo paura, temevo cosa potesse scaturire da questo.
Una sera, a casa, finalmente chiesi a Rachele cosa effettivamente sentisse per il suo capo. Mia moglie mi disse che Benito le piaceva veramente. Allora io le chiesi se fosse attratta anche sessualmente. Lei replicò che era evidente che tra di loro c’era feeling: lei era attratta da lui e lui la guardava come se avesse voluta spogliarla e possederla ogni volta che i loro sguardi si incontravano.
Io mi sentivo eccitato e geloso allo stesso tempo, a sentirla parlare così. Ma la gelosia passò subito dopo e mi rimase solo l’eccitazione. Il mio cazzo era duro sull’attenti e le mie palle mi facevano male. Finalmente stava per succedere. Come avrei reagito poi io? Chi vivrà vedrà, mi dissi. Alla fine le dissi che non avrei avuto nulla da dire se lei avesse voluto avere rapporti sessuali con Benito. Anzi mi sarebbe andato bene. Lei mi guardò dritto negli occhi e mi disse che io stavo per avere quello che avevo desiderato per tanto tempo, visto che lei era ora d’accordo ad accontentarmi. Mi chiese, poi, se io fossi sicuro di poter accettare quello che sarebbe successo. La guardai negli occhi e le risposi che l’avrei potuto. Certamente avevo ancora qualche remora, ma non lasciai che questo ci fermasse nel nostro intendimento. Solo a pensare a quello che mia moglie avrebbe fatto, sentivo il mio cuore battere all’impazzata e il mio membro teso dolermi nei jeans. Presi Rachele tra le mie braccia e la baciai con trasporto. Rispose al mio bacio avvinghiando la sua lingua alla mia, esplorando tutta la mia bocca. Ovviamente la conversazione ci aveva eccitati profondamente. Ci togliemmo tutti i vestiti e scopammo selvaggiamente, proprio lì in soggiorno.
Quando ci fummo calmati iniziammo a preparare i nostri piani. Visto che domenica pomeriggio successiva ci sarebbe stata la partita della Nazionale in televisione, pensammo di invitarlo a vedere la partita da noi ed avremmo lasciato che le cose prendesse il loro corso.
Quando Rachele andò a lavorare, lo chiese a Benito, che accettò senza indugio. Era tutto a posto. Io chiesi a Rachele se fosse ancora sicura di volerlo fare. Rachele ridacchiò un pochino e mi disse che mi voleva chiedere la stessa cosa. Dopo dieci anni di vita insieme, eravamo in grado di leggere ognuno nella mente dell’altra. Le dissi che avevo un po’ di paura, ma allo stesso tempo volevo fortemente che questo accadesse. La vita è troppo corta per lasciar perdere le occasioni. Una delle mie preoccupazioni riguardavano la possibilità che potessimo prendere l’AIDS o qualche altra malattia venerea. Anche mia moglie aveva la stessa paura, ma ciononostante era decisa ad andare avanti. All’inferno! Se fosse successo, avremmo potuto dire che almeno avevamo goduto la nostra vita. Benito aveva raccontato a mia moglie del suo divorzio e della sua vita dopo di esso, ma non sapevamo quando questo fosse avvenuto. Benito era rimasto scottato dal suo matrimonio e non aveva voluto avere rapporti sentimentali con altre donne. In pratica non aveva avuto altre donne dopo sua moglie.
La settimana precedente al nostro incontro non passava mai. Il pensiero di quello che sarebbe successo monopolizzava la mia mente. Non ebbi molte opportunità di vedere mia moglie, visto che faceva il turno di sera. Finalmente arrivò domenica. La prima cosa che facemmo quella mattina fu quella di guardarci negli occhi, sorridendoci. Le chiesi se fosse pronta. Lei mi fece un sorriso smagliante e mi toccò il pene. Proprio una bella risposta.
Rachele aveva preso accordi con sua sorella: i ragazzi sarebbero andati da loro. Il campo era libero. Avevamo l’intera casa a nostra disposizione. Ebbi lo stomaco chiuso ed il pene duro per tutto il giorno. Stava finalmente per accadere.
Benito arrivò verso le due. Incominciammo a bere un paio di birre. Accesi il televisore e lo sintonizzai sul canale della partita. Stavano facendo i commenti prepartita. Incominciai a scambiare con Benito qualche chiacchiera, così per conoscerci meglio, mentre mia moglie stava preparando i pop-corn. Avevamo molte cose in comune. Entrambi eravamo appassionati di calcio, tenevamo per la stessa squadra ed avevamo fatto il servizio militare nello stesso periodo. Rischiai e gli chiesi se avesse dell’erba. I suoi occhi si illuminarono e tirò fuori della tasca una canna. L’accese e me ne offrì. Dopo qualche tirata mi confidò che gli piaceva fumarla qualche volta durante il fine settimana. Stavamo andando proprio bene.
Quando Rachele tornò con i pop-corn, fece qualche tiro anche lei. Le piaceva fumarne un poco prima di fare l’amore. Piaceva a entrambi. Sentivamo che le sensazioni erano amplificate.
Iniziò la partita e ci concentrammo su di essa. Le cose non andavano secondo le aspettative. Tutto quello che avevamo fatto finora, era stato quello di parlare e di scherzare. Sembravamo tutti tranquilli, ma l’attesa mi stava ammazzando. Mia moglie ed io non avevamo concordato sul da farsi. Avremmo dovuto improvvisare al momento.
Quando ci fu l’intervallo, andai in cucina e chiesi a Rachele se Benito aveva idea di quello che volevamo succedesse. Mi rispose che l’unica cosa che gli avesse detto era che noi avevamo una sorpresa per lui. Tornammo in soggiorno e Rachele si scusò che doveva lasciarci per qualche attimo. Doveva andare di sopra.
Mentre mia moglie era di sopra, io e Benito ci scambiammo le nostre impressioni sulla partita. Poi gli dissi che sia io che Rachele pensavamo che lui fosse veramente un uomo affascinante e che a mia moglie piaceva davvero tanto. Benito incominciò diventare un poco nervoso. Lo calmai subito dicendogli che io ero felice che mia moglie l’avesse incontrato e l’avesse invitato a casa e che speravo potessimo diventare buoni amici. Potevo capire perchè si era innervosito quando gli avevo detto che piaceva a mia moglie. Sarei diventato anch’io nervoso nei suoi panni. Stava forse pensando che lo volessi uccidere per avere suscitato interesse in mia moglie. Lo rassicurai che io approvavo che lui piacesse a mia moglie e che Rachele piacesse a lui. Benito si rassicurò, mi sorrise e prese un’altra canna, l’accese e me la passò.
Proprio in quel momento sentii mia moglie sulle scale che stava scendendo. Dalla cucina, alzando la voce, ci chiese se volevamo qualcosa da bere o da sgranocchiare. Le risposi di portarci un paio di birre.
Nè io nè Benito ci aspettavamo quello che stava per succedere. Rachele entrò nel soggiorno con degli spuntini e le nostre due birre su un vassoio. Ella indossava la camicia da notte che io preferivo, aperta e fatta cascare sui suoi fianchi, un paio di calze autoreggenti nere e un paio di sandali neri con il tacco alto. Benito per poco non fece rovesciare la sua birra. Rachele appoggiò il vassoio sul tavolinetto piegandosi proprio davanti a Benito. Era senza mutandine, per cui offriva al nostro ospite il meraviglioso spettacolo del suo voluttuoso sedere e del suo scintillante spacco. Aveva uno sguardo eccitato: potevo vederle i capezzoli turgidi che spingevano in fuori il leggero tessuto della camicia da notte. Rachele si sedette a fianco di Benito, prese lo spinello, fece tre lunghi tiri e lo passò a me, si sistemò sul divano e si appoggiò languidamente su Benito. Ovviamente, egli era come stordito. Seppe solo balbettare “è questa la sorpresa? ” Rachele rispose baciandolo sul collo, sotto l’orecchio, e toccandogli il membro attraverso i pantaloni.
Io mi alzai, andai a chiudere le tende e misi su un cd di musica melodica. Quando mi girai verso il divano, vidi che mia moglie e Benito erano avvinghiati e si stavano baciando con le lingue che andavano da una bocca all’altra. Sembrava che volessero mangiarsi. Lasciai che portassero avanti la loro conoscenza. Nel mentre preparai il campo di battaglia. Tirai fuori il letto dal divano letto. Rachele aveva previsto che sarebbe stato utilizzato, per cui aveva cambiato le lenzuola e le federe. Mi tolsi i vestiti e li appoggiai sul letto e guardai mia moglie e Benito che amoreggiavano, mentre mi menavo il cazzo. Mi fermai appena in tempo, prima di venire.
Rachele si alzò dal divano, si sedette sul bordo del letto e chiese a Benito se non voleva stare più comodo. Benito si alzò e restò in piedi di fronte a mia moglie. Ella gli slacciò i pantaloni, li sbottonò, li aprì e li tirò giù insieme con i boxer. Come Rachele sfilò i boxer dai fianchi dell’uomo, il suo cazzo, ora liberato, si rizzò, andando a sbattere sul mento di mia moglie. Era un membro impressionante. Ritto ed appoggiato sulla pancia di Benito, arrivava all’ombelico. Era grande e grosso due volte il mio. Rachele lo fissò per un attimo, lo prese in mano, liberò la cappella paonazza e lo masturbò lentamente per tutta la sua lunghezza, mentre con la lingua avvolgeva la sua estremità. Benito, ancora in piedi e con i pantaloni sulle caviglie, gemeva di piacere. Rachele spalancò la sua bocca e vi introdusse il grosso membro. Solo la cappella le riempiva del tutto la bocca. Era veramente grosso. Avevo notato che quando mia moglie lo masturbava, la sua mano non riusciva ad avvolgerlo tutto, le dita non si toccavano. Caspita, era proprio un uomo baciato dalla fortuna!
Rachele succhiò il cazzo di Benito per diversi minuti. Poi si distese sul letto vicino a me e, sempre con il cazzo in mano, invitò Benito sul letto accanto a lei. Io mi chinai su di lei e le diedi un lungo, intenso bacio. Appoggiai la mia mano sulla fica e constatai che era fradicia. Benito, ancora in piedi, si liberò dei vestiti e si stese sul letto a fianco di Rachele. Incominciò a sfregare il suo cazzo contro la coscia di mia moglie, mentre io facevo la stessa cosa contro l’altra coscia.
Le slacciai la camicia da notte e la feci scivolare sulle spalle mettendo in libertà le sue tette. I capezzoli erano entrambi eretti, grossi come due punte di dita. Le aureole erano gonfie. Non le avevo mai viste così turgide: esse tradivano il suo più intimo desiderio. Come se ci fossimo messi d’accordo prima, Benito incominciò a succhiare un capezzolo, mentre io succhiavo l’altro. Rachele emise un profondo gemito di piacere, con le mani che tenevano fermamente le teste di entrambi. Le piaceva che le succhiassimo e le mordicchiassimo le tette. Noi continuavamo, nel mentre, a strofinare i nostri cazzi contro le sue cosce. Lei, estasiata, aveva gli occhi chiusi e ci stringeva al suo petto. Con l’orecchio appoggiato al suo petto, sentivo il suo cuore battere all’impazzata.
Continuavo a baciarla sul petto, sul collo. Insinuai la mia lingua nel suo orecchio e con un sussurro le chiesi, supplicandola, di sedersi sulla mia faccia. Io potevo passare delle ore a leccarle la fica, provocandole un orgasmo dietro l’altro. Per me era meglio che scopare.
Benito doveva aver sentito la mia richiesta. Si girò per permetterci di assumere la posizione. Mi appoggiai su un cuscino. Rachele si mise con le gambe aperte sulla mia faccia e si abbassò portando la sua fica verso le mie labbra. Il suo succo fuoriusciva abbondante sulla faccia. Il suo odore mi inebriava. Affondai la mia lingua il più profondamente possibile nella vagina, poi la diressi sul suo clitoride congestionato, per ritornare ancora nella sua più profonda intimità. Rachele premeva con forza la sua fica contro la mia faccia, stringendo la mia testa con le gambe, mentre incominciava a introdurre tra le sue labbra il massiccio membro di Benito, in piedi di fronte a lei. Mia moglie l’aveva afferrato e lo leccava per tutta la sua lunghezza, avvolgeva la sua lingua attorno alla cappella paonazza, per ritornare verso il basso per leccargli le palle. Io potevo vedere tutto da lì sotto e sentivo le cosce di mia moglie che fremevano. Si agitava sempre di più sulla mia faccia. Guaiva in modo indistinto. Ebbi la percezione che stesse per venire. E l’orgasmo le arrivò, violento, scuotendole tutto il corpo e riempendomi la bocca e inondandomi la faccia della sua sborsa. La mia lingua, affondata nella sua vulva, percepiva tutte le sue contrazioni e i suoi spasmi.
Rachele strofinava la sua fica sempre più vigorosamente sulla mia faccia, inondandola con i suoi succhi vischiosi. Guardavo su e vedevo mia moglie ingoiare il cazzo del nostro amico. Prima gli succhiava la cappella, poi lo faceva scivolare, centimetro dopo centimetro, sempre più dentro. La sua testa andava avanti e indietro ed, ad ogni colpo, ne ingoiava sempre un pezzetto in più. Poi Rachele estrasse il cazzo di Benito dalla bocca e gli chiese con voce rauca e lussuriosa di ficcarglielo tutto dentro nella fica.
Eravamo arrivati al punto culminante. Finalmente avrei visto il magnifico cazzo di Benito dentro mia moglie. Desideravo che lei provasse l’estasi di essere riempita ben bene da quel grosso cazzo.
Rachele alzò un gamba per farmi togliere da sotto di lei. Mentre cambiavo posto, guardai Benito e gli sorrisi, ammiccando. Rachele rimase in ginocchio e si appoggiò sui gomiti, con il culo sollevato, mostrando sfrontatamente la sua fica, pronta in lussuriosa attesa. Chiese a Benito di fotterla da dietro, come una cagna. Benito si posizionò dietro di lei tra le sue gambe e ridacchiando le disse che aveva fantasticato di prenderla proprio come fanno i cani. All’inizio, appoggiandosi al culo di lei, fece scivolare il cazzo tra le gambe, mentre le stringeva le chiappe. Rachele, gemendo e lamentandosi, gli chiese di prenderla e, prendendo il cazzo in mano, lo diresse dentro la sua fica. Io mi posizionai sul letto in modo da poter vedere bene la penetrazione. Mia moglie sapeva bene quanto io amassi guardare. La cappella del grosso cazzo di Benito era posizionato tra le umide labbra della vulva. Lentamente si faceva strada tra di esse, distendendole e aprendole al suo passaggio. Rachele ansimava ed emetteva una serie di “oh! “. Egli smise di penetrarla solo quando tutto il suo cazzo fu conficcato dentro mia moglie. Gemendo anch’egli, le sussurrava quanto gli piacesse chiavarla, quanto gli piacesse chiavare la sua fica stretta. Rimase fermo così per un minuto per far abituare la fica di mia moglie alla grandezza del suo cazzo. Poi incominciò lentamente e profondamente a pompare avanti e indietro, sbattendo le sue palle contro il clitoride e scuotendo violentemente il corpo di mia moglie. Dal mio posto potevo vedere bene la fica di mia moglie, riempita al massimo, schiudersi ed avvolgere il cazzo quando entrava, il suo clitoride turgido e congestionato.
Benito lo estraeva per quasi la metà per poi riaffondare con impeto. Andò avanti così per diversi minuti prima di prolungare il suo arretramento fino ad estrarlo quasi del tutto. Rachele era così eccitata che sia il suo pube che quello di Benito erano inzuppati delle sue secrezioni vaginali. Allora Benito le afferrò i fianchi ed affondò il suo cazzo più in fondo possibile, dimenandosi per farglielo sentire maggiormente. Questo la fece gridare e dimenare per il piacere. Gli urlava di chiavarla con forza. Benito accelerò i suoi affondi con sempre maggiore impeto, sbattendo il suo pube sul culo di lei. La sua fica faceva rumori osceni ogni volta che il grosso cazzo usciva e entrava. A quel punto mi avvicinai alla fica di mia moglie e incominciai a titillarle il clitoride con la lingua, mentre il membro di Benito la stantuffava a pochi centimetri dalla mia faccia. Rachele lanciò un grido e si contorse in preda all’orgasmo. Io continuavo a leccare mentre Benito continuava ad affondare colpi su colpi, provocandole orgasmo dopo orgasmo. Sentii Benito gridare che stava venendo. Lo vidi spingere il suo cazzo tutto dentro e fremere rimanendo con il suo pube appiccicato al sedere di lei, mentre rovesciava il suo sperma dentro la fica di mia moglie. Mi sollevai da dov’ero appena in tempo per non essere schiacciato dai corpi dei due amanti che si accasciarono sul letto esausti. Rachele, beata, rantolava per il piacere.
Benito si staccò da mia moglie, estraendo dalla fica il suo membro floscio. Rachele emise un mormorio di protesta, sentendo la sua fica vuota. Le chiesi di girarsi. Ella assentì. Mi spostai tra le sue gambe ed incominciai a leccarle la fica. Lo sperma di Benito si mescolava alla sborra di Rachele, tuttavia questo non mi dava fastidio. Leccavo entrambi avidamente. Il mio leccare eccitò nuovamente mia moglie. Afferrò la mia testa e la spinse con forza contro la sua fica. La leccai fino a farle raggiungere un ulteriore orgasmo. Allora mi sollevai, le aprii le gambe, sollevandole sulle mia braccia, ed affondai il mio cazzo dolorante nella sua fica. Senza perdere tempo, incominciai a muovermi avanti e indietro freneticamente. Ella venne nuovamente, afferrandomi per i fianchi e spingendo il suo bacino contro il mio. Dopo poco venni anch’io.
Ci sdraiammo tutti e tre sul letto con Rachele in mezzo. Rachele disse che Benito l’aveva riempita come non mai. Che non aveva mai avuto così tanti orgasmi in così poco tempo, prima di quella sera. Che non c’era cosa più piacevole di quella di fare l’amore contemporaneamente con due uomini. Ella si chinò su di me e mi baciò intensamente e mi lanciò un occhiata di ringraziamento.
Era stata un esperienza tanto intensa che mi aveva spossato e che mi fece addormentare profondamente.
Dopo qualche tempo fui svegliato dal cigolio del letto. Quando finalmente fui sveglio del tutto, vidi Rachele accovacciata su Benito che andava su e giù per tutta la lunghezza del cazzo dell’uomo. Constatai che mia moglie, dopo aver gustato il cazzo di Benito, non poteva più farne a meno. Ella scopò il cazzo di Benito fino a quando non vennero entrambi. Vedendoli così intenti a chiavare, afferrai in mano il mio cazzo e me lo menai fino a venire anch’io.
Fu una notte di passione interrotta da pisolini ristoratori.
Benito andò via la mattina seguente, dopo aver fatto colazione insieme. Rachele era stanchissima ma era raggiante. Aveva un aria appagata visto che era stata scopata per tutta la notte. Incominciò a parlare dell’esperienza che avevamo vissuto ed entrambi convenimmo che era stata straordinariamente piacevole per tutti e due e che dovevamo ripeterla altre volte.
Io allora le dissi che aveva il mio beneplacito a scopare con Benito tutte le volte che avesse voluto. Rachele mi disse che anch’io potevo cercare altre donne, se volevo. Rachele venne verso di me e mi dette un lunghissimo ed appassionato bacio. Io non potevo essere geloso. Sentivo solo amore per Rachele. Quando si ama realmente una persona, si desidera che le succedano tutte cose piacevoli nella vita. Io ero felice per lei, ed anche per me. Io volevo che questo accadesse. Ed ora che era successo non avevo più dubbi.
Da quella volta abbiamo avuto altri incontri a tre. Rachele e Benito si sono visti fuori dal lavoro molte volte (non ne hanno mai abbastanza una dell’altro). Anch’io traggo beneficio dai loro incontri, perchè mia moglie mi sveglia per scopare, quando torna a casa.
Ci sono altre cose che vorrei Rachele facesse. Si perchè, quando hai perso ogni inibizione, realizzando una fantasia, si lascia la porta aperta ad altre fantasie. Ma esse sono rimaste solo fantasie. FINE

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