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Scommessa persa, moglie riempita

Pur non essendo laziale, ero al settimo cielo. La Lazio era a + 7 dalla seconda a poche giornate dal termine. La SNAI la dava 1, 25 vincente e allora che fare se non una scommessa sicura? Ero già indebitato fino al collo e quella era l’occasione d’oro che aspettavo per saldare un po’ di conti.
Allora andai a scommettere, ovviamente non alla SNAI, ma in nero che lì pagano ancora meglio: 1, 32 la davano; feci due conti… allora scommetto tutto quello che ho (100 milioni) e con la vincita pago quello strozzino del sig. Franchi Massimo al quale devo 28 milioni e mi rompe ogni settimana.
Così feci, ma purtroppo la fortuna mi volse ancora una volta le spalle.
Di lì a poche settimane la Lazio iniziò a perdere partite fino a perdere lo scudetto proprio in dirittura d’arrivo… per me significava la rovina… e ora come avrei fatto? come dirlo a mia moglie? forse l’unica soluzione era scappare, andare in uno di quei paesi dove vivi anche con mille lire, rifarsi una vita, dimenticare tutto… ma poi sono cose che si dicono ma non si fanno.
Il giorno dopo andai dal sig. Franchi che già sorrideva al fatto che nemmeno questa volta ero riuscito a mettere via 2 soldi.
– Ma bene, chi abbiamo qui? un perdente… ah ah ah.
– Mi lasci spiegare.
– Ah sì? e che cosa? che lei non ha più una lira che vorrebbe dirmi che c’è stato un complotto contro di lei, che lei è l’uomo più sfortunato della terra e che io dovrei avere pietà? Se lo scordi! Io voglio assolutamente quei soldi.
Non sapevo che cosa fare. Seduto davanti a lui mi guardavo le scarpe e pensavo a quanti capricci costosi non ho saputo resistere e che mi hanno portato in questa situazione.
– Beh? – continuò – non ha nulla da dire, o meglio, da offrire?
– No
– Ma come no! ma sù ci pensi… ci pensi un po’ alla sua bella mogliettina!
Un lampo di odio mi invase la mente. Avrei voluto saltare in piedi, afferrargli la testa e spaccarla contro il muro. Lui quel verme sessantenne, ciccione, viscido, puzzolente con i capelli lunghi, immaginarlo con le mani sul corpo del mio angelo… no non è possibile. Probabilmente lui lo capì e velatamente mi disse:
– Non mi fraintenda… vorrà dire che non potrò più garantire per la sua incolumità né quella della sua bella famiglia
Ero con le spalle al muro, non sapevo che cosa fare, che cosa dire ma le parole mi uscirono senza un mio consenso:
– Quando e dove?
– Bene, vedo che inizia a ragionare. Si stupirà ma avevo già in mente un bel quadretto… le dca di preparasi bene, magari per una cenetta in due, poi uscirete e andrete al cinema EXCELSIOR allo spettacolo delle 23. 00. Le raccomando una cosa… adoro le minigonne!
Arrivai a casa. Mia moglie capì subito che qualcosa non andava, cercò di farmi parlare in tutti i modi, ma niente, non sapevo che cosa dirle, che palla inventare. Ne approfittai interrompendola con:
– Dai, hai ragione, sono un po’ giù, vestiti bene che andiamo al cinema.
– Amore, è da una vita che non usciamo, sono proprio felice, vedrai che bel vestitino indosserò per l’occasione.
Nemmeno se lo avesse saputo da qualcuno! Quando uscì aveva degli stivali di pelle lucidi, calze nere, minigonna con spacco laterale e una giacca nera di velluto. Era meravigliosa. Premetto che mia moglie sarà circa 1. 65, quindi non molto alta, ma con una terza di seno e bella piena, gambe da paura e culo meraviglioso. Vederla lì così, perfetta con quei capelli lunghi e biondi pronta per… un altro a sua insaputa mi faceva venire rabbia e invidia nei confronti del sig. Franchi.
Lungo il tragitto non sapevo che cosa dire, ero imbarazzato e riconosco che più di una volta mi venne voglia di girare la macchina e mandare tutti a fan’culo. Ma non lo feci, sembrava che il mio corpo fosse comandato dalla volontà di quello stronzo sessantenne.
Arrivati al cinema, non mi stupii più di tanto nel vedere il titolo del film… “Trasgredire” di Tinto Brass.
– Ma dai tesoro, ma dove mi porti?
– Ma sì, non siamo mai andati a vedere qualcosa di diverso, di piccante… dai facciamo uno strappo alla regola.
– No, non sono molto convinta.
– Dai, se fa schifo usciamo dopo poco – e davvero dentro di me lo avrei desiderato un mondo.
– mmmh….. ok.
Entrando cercavo di allungare l’occhio verso il pubblico, mentre mia moglie si infilava in un posto avanti, ma non vidi nessuno. In realtà c’era così poca gente che potemmo metterci nei posti in mezzo. Strano, il sig. Franchi non lo vedevo proprio. In compenso vedevo molti uomini che squadravano mia moglie come per dire ” se ti allontani da lei te la trovi come un’anatra ripiena! “. Dentro di me già fantasticavo pensando che magari aveva auto un incidente, magari molto grave se non mortale… magari. Poi mi ricordai che la fortuna si era ormai dimenticata del mio nome da un pezzo, e tornai alla realtà.
Il film iniziò, ma ecco che dopo 10 minuti un uomo da dietro mi si avvicinò da dietro e mi disse all’orecchio
– Dì che ti senti poco bene e vai in bagno. Ma fai in modo che lei resti qui
Il momento era arrivato. Così feci e nonostante i timori di mia moglie nel restare sola in mezzo a più uomini che donne a vedere un film così, riuscii ugualmente a rassicurarla dicendo che ci avrei messo 30 secondi… magari!
Non andai ovviamente in bagno, ma mi sedetti tra le fila in fondo, un po’ nascosto.
– Non ti preoccupare
Una voce dietro di me mi fece sobbalzare.
Mi girai, era il sig. Franchi.
– A me piacciono le donne, ma ormai ne ho provate talmente tante che preferisco gustarmi prima un bello spettacolo.
Capii a cosa alludesse quando un minuto dopo due ragazzi, appena diciottenni si sedettero uno a destra e l’altro a sinistra di Cristina (mia moglie, che è 32enne).
– Li ho scelti bene, dopo averne visti una trentina.
– Cosa? – risposi io quasi incredulo sia a quello che vedevo sia a quello che sentivo.
– I ragazzi. Sono molto ben dotati, e pensare che non li ho nemmeno pagati molto. A loro piace molto avere un buco da infilare e sfondare… ah ah ah
Quelle parole mi piombarono in testa come una locomotiva a 300 all’ora. Mi sentii mancare e avevo voglia di far esplodere il mondo intero.
– Vedi li ho istruiti bene, sapevo che tu saresti venuto da queste parti per assistere allo spettacolo. Vedrai che alla fine anche lei ne uscirà soddisfatta.
Mia moglie la vedevo agitarsi ma uno dei due le impediva di urlare con una mano. Ad un certo punto non vidi più mia moglie.
– Tranquillo, sarà inginocchiata.
Tranquillo una sega, forse era svenuta. Stavo per alzarmi quando mi precedette uno dei due ragazzi. Difatti quello seduto alla destra di Cristina si alzò e venne verso di noi.
– Dottore, ecco come promesso
Detto questo allungò le mutandine di mai moglie al sig. Franchi
– Uh, – disse lui – belle bianche e ancora umide di femmina in calore.
– Le proibisco di parlare così di mia moglie – intervenni incazzato come non mai.
– Perché, come la chiama una che si fa sfilare le mutandine e ora si trova inginocchiata a succhiare, spompinare, leccare il cazzo di uno sconosciuto? forse più che femmina sarebbe corretto dire “troia”! E poi non mi pare che abbia fatto molta resistenza, vero ragazzo?
– Certo dottore, anzi, la puttanella non aveva nemmeno i collant ma le autoreggenti.
Cazzo, si era messa davvero da troia mia moglie e davvero anche io non avevo visto questa grande resistenza da parte di Cristina. Il ragazzo tornò da lei.
– Vede, le donne si fanno desiderare sempre all’inizio, ma poi quando si trovano tra 2 “fuochi” si arrendono subito, ed è così anche il caso della sua Cristianella, una mogliettina casa e chiesa che però appena trova due ragazzi giovani e ben dotati se li spompina immediatamente. Anzi scommetto che mentre succhia si mette anche due dita in figa.
– La finisca, l’avranno sicuramente minacciata.
– Sì… di non darglielo! ah ah ah. Vede tra poco, secondo i miei piani, la puttana, ops, scusi, la sua signora, dovrebbe ingoiare il succo del primo ragazzo; egli si alzerà e se ne andrà, lasciando il posto a me.
Le sue parole mi lasciarono di stucco, e difatti vidi la testa del ragazzo a sinistra andare indietro e nel frattempo tenere rigide le braccia come per bloccare qualcuno tra le sue gambe. Mi venne un brivido nel pensare alla mia Cristina bloccata da un altro ad ingoiare il sborra per non soffocare. La mia Cristina, che a malapena mi leccava la cappella una volta al mese!
Il ragazzo a sinistra si alzò, si sistemò i calzoni e se ne andò. Molti si erano ormai resi conto di quello che stava accedendo e alcuni si erano avvicinati alla scena e si stavano masturbando senza particolari problemi.
Prima di allontanarsi Franchi mi disse:
– Vede, il problema è che l’uomo è un animale e per tanto l’istinto ha spesso il sopravvento. Così come ora lei si sente colpevole per l’accaduto e incazzato col mondo intero, molti altri si sentono eccitati e dopo di me potranno sfogarsi a loro piacimento. Sa, non capita tutti i giorni di avere una baldracca gratis… ah ah ah. Le do un consiglio, si spari una bella sega e vedrà che il mondo le sembrerà più bello.
Sembrava che mi avesse letto nel pensiero. Infatti devo ammettere che il cazzo mi era già in tiro da un po’, ma l’idea di toccarmi quasi mi spaventava.
Vidi Cristina alzarsi, aveva la gonna alzata e si vedeva il bel culo rosa. Si sedette sopra all’altro ragazzo, e il suo movimento su e giù non diede dubbi su cosa stava facendo. La si sentiva anche ansimare. Che stronza, sembrava proprio piacerle.
Il sig. Franchi si avvicinò e si sedette vicino ai due ma rimase fermo. Io ormai mi ritrovai col cazzo tra le mani e decisi una volta tanto di non fare di testa mia, ma di seguire un consiglio… sì, proprio il consiglio del bastardo. Così mi alzai e mi avvicinai a mia moglie. Di spalle lei non poteva vedermi, e io mi sedetti nella fila dietro a lei, così potei sentire proprio tutto. Mia moglie nemmeno si era accorta del sig. Franchi, e continuava a muoversi sul cazzo del ragazzo. Vedere mia moglie con la gonna alzata, le calze autoreggenti e gli stivali lucidi che godeva in mano ad un coglione di ragazzino mi faceva incazzare ma anche eccitare.
– Fermo ora.
Comandò il sig. Franchi.
Cristina non ne volle sapere e continuò la sua altalena. Lui allora si tirò fuori il cazzo (ammetto che era di dimensioni enormi, almeno 22, 23 cm. ) la prese per i capelli e le spinse la testa con violenza sul suo cazzo. Cristina emise un urletto di dolore, dalla violenza il cazzo del ragazzo uscì dalla fica di mia moglie, e continuò a menarselo mentre Cristina disse:
– Stronzo! Mi hai fatto male!
– Zitta troia, succhia e stai zitta.
– Ma che cazzo vuoi, vecchio.
La schiaffeggiò. Lei restò di stucco, non seppe che cosa dire, ma prima di qualsiasi reazione il sig. Franchi le prese la testa con la mano dalla nuca e la spinse verso l’enorme cappella. A questo punto lei si sottomise alle sue volontà e iniziò a succhiare.
– Brava, vedo che hai imparato subito ad obbedirmi come una vera cagnetta.
Le sue mani la spinsero sempre di più e io non riuscivo a capire come faceva la bocca di Cristina a contenere tutta quell’asta. Lui si girò verso di me, ancora una volta aveva immaginato che mi sarei avvicinato, e vedendomi masturbare disse:
– Oh, finalmente l’hai capito. Bello vero vedere la propria mogliettina tutta casa e chiesa trasformarsi in zoccola da quattro soldi, vero?
Non ebbi la forza di dire nulla, soprattutto perché così facendo Cristina capì che io ero lì, ero uno spettatore dello spettacolo che stava dando, ma soprattutto capì che mi stavo masturbando.
– Oh, sento che da quando ha capito che sei qui, questa vacca succhia con più piacere!
In effetti Cristina stava pompando di brutto ora. Proprio mentre stavo per venire il sig. Franchi si fermo, le alzò la testa e le disse:
– Guarda tuo maritino come gode!
Io non potevo più fermarmi ed ebbi l’orgasmo più acuto e lo schizzo più forte della mia vita, proprio davanti a mia moglie. Lei mi guardò con occhi pieni di rabbia e voglia nello stesso tempo. Dopo la mia goduta, il sig. Franchi la prese, la girò a 90 e le disse:
– Continua da in piedi a succhiare il cazzo al ragazzino che io ti farò sentire ora una vera puttana.
Così facendo, lei si abbassò a succhiare il cazzo che prima la scopava, e lui si alzò di sua volta, si sputò sul cazzo, le allargò il culo e urlò a tutti:
– Adoro sfondare i culi vergini!
Il terrore invase per un attimo me ma soprattutto Cristina, che di essere inculata non ne aveva mai voluto nemmeno sapere. Ma non ebbe il tempo di dire niente che le lacrime per il dolore giù le scendevano sulle guance. Infatti il sig. Franchi le aveva rotto il culo in un solo colpo e ora con le mani sui fianchi di lei, se la muoveva avanti e indietro.
Il mio cazzo ebbe un’altra erezione e io ripresi a masturbarmi. Vedere Cristina fare una pompa e farsi inculare nello stesso tempo era sempre stato solo nei miei sogni.
Il sig. Franchi dopo un centinaio di pompate nel culetto di Cristina diede gli ultimi colpi dicendo:
– Godo puttanta… ahhhhhhhhh… siiiiiiii…….. troia ti godo nel culo…. Puttana……… ahhhhhhhhhhhh
Quasi in contemporanea il ragazzo le venne in bocca trattenendole la testa con le m ani esattamente come il ragazzo di prima.
Venni anche io.
Lei si alzò in piedi e iniziò a massaggiarsi il culo. Aveva la sborra che le usciva dalla bocca. Immagine bellissima. Qualcuno si avvicinò, ma il sig. Franchi non aveva ancora finito, e con la cappella sporca di merda misto sborra le disse:
– Girati troietta. – e lei come una cagnolina ubbidiente si girò – ti propongo questo: o mi ripulisci il mio cazzo con la tua bella boccuccia dopo aver ovviamente ingoiato prima tutto quello che hai in gola, o ti lascio qui con questa ventina di spettatori… che diventeranno ovviamente attori. A te la scelta.
Vidi Cristina deglutire più volte, poi si inginocchiò davanti a lui e iniziò a leccargli l’asta. Il lavoretto durò un buon 10 minuti dopodiché lo stronzo si alzo, si risistemò e disse prima di uscire:
– Hai pagato il tuo debito, dovresti ringraziarmi, ma se tua moglie ci ha preso gusto falla pure venire da me… saprò io come accontentare una puttana! Ah ah ah… e te – rivolto a Cristina – visto che oggi hai imparato a fare la troia, eccoti il tuo primo stipendio.
E così facendo tirò fuori dal portafoglio 50. 000 e gliele mise nello stivale.
Diedi un’occhiata in giro e vidi che le poltroncine erano tutte schizzate e molti uomini si stavano rivestendo. Anche Cristina si rivestì (ovviamente senza le mutandine), uscimmo e non disse nulla fino a casa. Io mi sentivo un verme, ma poi mi gelò:
– Tu mi fai schifo, lui è un vero uomo. Certo mi ha umiliata, trattata da puttana e tutto quello che vuoi, ma da oggi in poi quando io ne ho voglia andrò da lui a fare TUTTO quello che vuole e con CHI vuole, ma tu nemmeno più verrai a vedermi! FINE

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