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Scommessa

Eravamo soliti mettere in palio degli „insoliti premi” durante le nostre partite di bigliardo, così scommettavamo sulla „sbirciatina” alle tette di mia moglie, o della fidanzata di Gianni ecc. Immancabilmente queste scommesse per una ragione o per l‘altra…non venivano mai pagate !
Una domenica di decidemmo di comune accordo di far rispettare una volta per tutte l‘eventuale „debito”.
Ok, se perdo ti faccio vedere subito dopo la partita le tette di mia moglie, dissi a Gianni.
Va bene; accetto la sfida e farò altrettanto con la mia fidanzata.
Dopo un‘ora di partita il risultato fu in favore suo.
Caro Claudio: non vedo l‘ora di riscuotere la scommessa (disse Gianni con tono soddisfatto). Ora il problema era quello di affrontare Marina. , mia moglie.
Subito dopo la doccia passammo da casa e Marina era in cucina a preparare la cena. Le diedi un bacio e le dissi che Gianni si sarebbe fermato per cena. Gianni faceva lo stupido ed accennò alla scommessa e le rispose con tono severo: belle cose scommettete…e continuò a cucinare senza più parlarne.
Dopo cena ci sedemmo in salotto e Gianni continuava ad insistere sull‘argomento. Gli feci cenno che forse era il caso di smetterla, visto l‘umore di mia moglie.
Tutto d‘un tratto Marina si alzò in piedi e disse: beh, visto che siete così stupidi da fare delle scommesse del genere… tanto vale far contento soprattutto il vincitore !
Rimasi di stucco ! Non avrei mai pensato che potesse dire e pensare di fare una cosa simile. Feci per intervenire ma lei disse con tono fermo: Claudio, dato che sei così stronzo da mettermi in palio stai zitto e goditi anche tu lo spettacolo !
Marina indossava una maglietta di cotone senza reggiseno ed un paio di pantaloni del pigiama (abbigliamento tutt‘altro che eccitante…). Si alzò la maglietta e mise in mostra i suoi splendidi seni. I suoi capezzoli scuri erano turgidi e Gianni rimase senza parole. Poi si ricompose e disse: andava bene? Si voltò, salutò ed andò in camera. Io e Gianni restammo in salotto a parlare ancora per una buona oretta e dopo anche Gianni si congedò. Raggiunsi Marina in camera e vidi che stava già dormendo. Pensai a quanto accaduto e mi passarono per la mente un sacco di pensieri molto perversi.
L‘indomani mi sveglia con lo stesso genere di pensieri. Lasciai trascorrere qualche giorno e decisi di attuare quello che da giorni turbava la mia mente. Era un sabato pomeriggio ed andai in farmacia: chiesi un sonnifero abbastanza forte e, dopo aver comperato altre cose, ritornai a casa. Marina non voleva uscire e così decidemmo di stare in casa e guardarci la TV. Telefonai a Gianni e dissi di venire da me verso le 23. 00 (assolutamente non prima); iniziò a chiedermi perché e percome e lo troncai subito: tu vieni e basta ! Attaccai la cornetta e mi recai in cucina dove era tutto apparecchiato per la cena. Mentre Marina era voltata le misi (dopo aver attentamente letto la ricetta) 3 pastiglie di sonnifero nell‘acqua. Erano le 21. 30 quando terminammo di cenare e subito dopo esserci seduti nel divano iniziò a dar segni di stanchezza. Non riusciva a tenere gli occhi aperti e cadde in un sonno profondo subito dopo. Erano le 22. 15: tutto stava funzionando per il meglio. La portai in camera e la misi sotto le coperte con addosso unicamente la biancheria intima (un completo di pizzo colore blu notte).
Gianni arrivò alle 11. 00 precise e sembrava essere seccato. Io, invece ero molto eccitato. Gli dissi: caro Gianni oggi ti pagherò tutte le scommesse (perse) arretrate…con gli interessi. Lui non capì subito. Lo feci accomodare in salotto e lui mi chiese dove fosse Marina. Vieni, gli dissi, ti faccio vedere una cosa. Andammo in camera e rimase senza parole. Marina giaceva a pancia in giù con il suo bel culetto sodo e le gambe semi aperte. Complimenti, mi disse Gianni !
Misi un cuscino sotto la pancia di Marina in maniera tale da far risaltare ancor più il suo sedere e Gianni le scostò le mutandine. Con un dito inizio a toccarle le grandi labbra e, nonostante fosse in un sonno profondo, si bagnò al contatto con le sue dita. Ora le stava allargando le chiappe e si vedevano entrambi gli orifizi. Iniziò ad infilarle alcune dita e mi chiese dell‘olio. Lo accontentai e gli portai un olio da massaggio. Gianni la unse tutta ed iniziò a penetrarla con 4 dita. Vedevo la fica di mia moglie tutta aperta e mi stavo eccitando come non avevo mai fatto prima. Ora la stava aprendo con tutta la mano.
Gianni estrasse la mano e tirò fuori il suo uccello e si rivolse a me: credi che posso ? senza attendere risposta iniziò ad allargarle i glutei e vidi che le stava puntando il culo. La stava inculando come una vacca ed io ero eccitatissimo. Dopo poco venne e 10 minuti più tardi tutto era a posto come non fosse successo niente. Rimisi il pigiama a Marina e ci addormentammo. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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