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Bionda in bikini alle sbarre

Siamo rientrati alle quattro del mattino

Siamo rientrati alle quattro del mattino. Io ero ubriaca di sborra. Quel porco di Carlo ha preteso che facessi pompini a tutti. Tutti i cinque singoli che già mi avevano lavato o dissetato mi hanno dato un’altra razione, questa volta rigorosamente per bocca.
I due che si erano fatti le due signore, naturalmente affiancati dai due mariti, si sono fatti sotto a loro volta. Per i due mariti non c’è stato niente da fare, non gli tirava più, neppure tutta la mia arte è servita. Uno l’ho preso in bocca appena e mi ha fatto uno schizzetto penoso. L’ultimo aveva un cazzo bello grosso ma soprattutto due palle grandi, pendenti, piacevoli da tenere in mano. Ormai tutti gli altri erano soddisfatti, ho messo Carlo a sedere a fianco all’ultimo in modo che vedesse bene la sua pompinara al lavoro.

Ho succhiato, leccato quella buona cappella, gli ho leccato e preso in bocca le palle risucchiando rumorosamente. Me lo sono poi portato sul pavimento per un bel 69. In quella posizione riuscivo anche a leccare le palle da dietro e a leccargli il culo. Mio marito era sdraiato a fianco e guardava fissamente tutto quello che facevo. Intanto l’altro mi succhiava il grilletto sditalinandomi il culo aperto. Ad un certo punto ha cominciato ad ululare, stava per godere. Gli ho preso il cazzo in mano per dargli gli ultimi colpi mentre gli infilavo un dito nel didietro, tenendo la bocca aperta con la lingua fuori. Così mio marito ha potuto vedere perfettamente gli schizzi che mi entravano nella bocca.

L’uomo ululava e schizzava, io bevevo, mio marito guardava menandosi il cazzo a pochi centimetri di distanza. Ho appena fatto in tempo ad ingoiare il liquido che avevo in bocca che mi sono ritrovata di fronte il cazzo di Carlo che aveva già cominciato a schizzare. L’ho avvicinato il più possibile per succhiare i due alternativamente, fino a succhiare le ultime goccie.

Siamo andati a letto senza parlare, abbracciati come due ragazzini. Io col suo uccello in mano, lui con le dita dentro di me. Abbiamo dormito ad oltranza, ci siamo alzati solo per mangiare qualcosa, siamo tornati a dormire. Così fino a stamattina, domenica.

Mi sveglia il telefono, guardo l’ora: le dieci.
“Pronto, sono Laura. Ti ricordi di me?”
“Scusa ma Laura quale”.
“Quella che l’altro ieri l’ha preso nel culo da tuo marito”.
“Ah.. ciao. come va?”
“Bene grazie. Ho pensato tanto a voi, siete meravigliosi. Senti, mio marito oggi va alla partita, fino a stasera sarei libera”.
“E così hai pensato a qualche sana porcheria eh?”
“Già, ma se voi potete e ne avete voglia”.
“Potere e voglia, senz’altro. Solo che così su due piedi.. vorrei organizzare qualcosa ma non so. Senti richiama tra dieci minuti, ne parlo con Carlo. “”
“Carlo, quella è assatanata, cosa possiamo fare? Noi conosciamo solo coppie(bugia immensa) ed in più di domenica di solito stanno in famiglia”.
“Lasciami riflettere, qualcosa ci verrà in mente”.

Dopo un po’:
“Ti ricordi quella coppia di Lodi che abbiamo conosciuto tramite una inserzione? Ci avevano raccontato di avere vari amici che si sbattevano la signora a più non posso. Potrei telefonare”.
“Se vuoi. Ma dimmi, vuoi che rifaccia la troia come l’altra sera? Non ne abbiamo parlato e non mi hai detto se ti è piaciuto o dato fastidio”.
“Mi ha fatto impazzire, solo così ho capito che hai bisogno di cazzi in continuazione ed ho deciso di non negarteli mai”.
“Sei un amore, ed in ogni caso sempre il migliore”.

Dopo tre minuti abbiamo una coppia e quattro uomini disponibili, appuntamento a casa nostra alle 13.
Laura arriva per prima, tremante, agitata, secondo me ha passato il tempo a masturbarsi. Poi arrivano Nino e Antonia una coppia sui cinquanta con cui abbiamo fatto qualche maialata.
“Tra poco arrivano gli amici. Sono tutti sui trenta, chiavano da mostri, bisognerà dire basta”. (ci racconta Antonia).
Intanto cominciamo a giocare tra noi, Carlo e Nino si buttano su Laura, uno ficcandole il cazzo subito in bocca, l’altro leccandole a dovere la figa pelosissima. Antonia ed io approfittiamo di ciò per fare un pompino a due bocche a Nino. Laura mugola con la bocca piena mentre si allarga le labbra della figa con le mani per farsi leccare meglio.

Suonano alla porta, mi alzo e Carlo mi segue:
Vai ad aprire nuda, e poi fai la troia come mi piace. Tutto quello che sai fare.
“Non ti è bastato quello di venerdì?”
“Ancora di più, voglio vederti fare tutto. Qui c’è anche più luce, si vede meglio”.
“Attento. Non sai dove potrei arrivare”.

Carlo torna a ficcare il cazzo in bocca e Laura ed io apro:
“Ciao ragazzi, io sono Sylvya. Venite che la festa è già cominciata”.
Sono effettivamente quattro sventole di ragazzi, si spogliano a razzo. Antonia decide di fare da comandante.
“OK allora i due mariti si fanno Laura, voi due per me e due per Sylvya”.

In un attimo è tutto un chiavare, succhiare, leccare. Mi faccio chiavare da sopra da un bel cazzone duro mentre meno l’altro. Antonia prova a ficcarsene due in bocca, e dato che non ce la fa li succhia alternativamente. Laura, invece, fa sul serio. E’ a cavallo di Carlo a si allarga le chiappe per farsi inculare da Nino che senza farsi pregare la monta come un toro. Laura singhiozza dal piacere, si muove incontro ai colpi dei due cazzi come una forsennata, parla come uno scaricatore:
“Cornuto, vai alla partita, divertiti. La tua signora prende i cazzi. Tutti i cazzi che non ho preso negli ultimi vent’anni li prendo da oggi. Mi faccio sfondare e riempire dove nemmeno ti sogni, segaiolo. Diventerò la migliore troia di Milano e dintorni (Lia continua a fare programmi. La ditta si può allargare). Siete stupendi, tutti, mi fate volare, vi voglio bene”.

Intanto i ragazzi si stanno arrapando, scambio un’occhiata con Antonia e tutte e due diciamo ai rispettivi di avvicinarsi a Laura.
Mentre i quattro si avvicinano Nino e Carlo le allagano simultaneamente utero e intestino. Immediatamente, senza parole, due ragazzi la infilano nello stesso modi:
“Tieni, porco. Sono piena davanti e dietro, mi cola tutto e mi sto facendo sbattere ancora. Torno a casa con almeno sei sborrate dentro. Porco, cornuto”.

Carlo viene a riprendere fiato vicino a me che osservo estasiata la scena.
“Cazzo, la signora. L’altra sera mi aveva detto che avrebbe avuto voglia di fare qualche cornetto al marito, ma se va avanti cosi si farà qualche caserma. E tu tesoro, non partecipi?”

“Lasciamo soddisfare la porca, c’è tempo. Ho qualche idea.!

“Quale?”.

“Sorpresa”.

Laura continua a prendere cazzi e sborra come una forsennata, colando dal culo e dalla figa litri di sborra sul tappeto. Adesso tocca me.
Mi inginocchio e faccio avvicinare a turno i ragazzi con i cazzi gocciolanti:
“Adesso ve li lecco per bene per tirarvi fuori le ultime gocce. Poi vedrete cosa vi faccio. Tu Laura per adesso basta cazzi, devi leccare la figa di Antonia”.
“Ma non sono mai stata con una donna”.
“Così impari”.

Antonia non se lo fa ripetere, si mette a 69 sopra Laura e comincia a succhiarle rumorosamente la figa piena di liquidi collosi. Così ho eliminato due concorrenti.

Dico forte, per farmi sentire da tutti:
“E adesso tu Carlo guarda finalmente la tua donna essere se stessa. Vedrai che sono una troia insaziabile e senza limiti che vuole cazzi duri, sborra e ben altro. Venite tutti qui, vediamo chi è capace di infilarmi due cazzi insieme nel culo”.

Mi siedo voltando le spalle ad un ragazzo infilandomi il suo cazzo nel culo, aprendomi oscenamente davanti ad un altro. Gli prendo il cazzo in mano e lo avvicino all’altro che è già affondato nel mio intestino.
“Adesso, spingi maiale, fai vedere cosa sai fare”.
In un attimo ho due mattarelli nel culo che strusciano tra di loro e mi allargano mostruosamente.
“Dai inculatemi, più forte, dopo ne voglio due nella figa. Carlo sai cosa voglio da tutti? Voglio che appena sborrato nel culo e poi in figa mi pisciate dentro. Voglio la piscia di tutti e sei, la sborra non mi basta più”.

A queste parole Carlo è come impazzito, fa avvicinare gli altri due ragazzi incitandoli:
“Metteteglieli in bocca alla puttana, fateveli succhiare bene e poi pisciatele in bocca, fatele bere tutto”.
“No questo no, non voglio berla”.
“Zitta troia, lo hai voluto tu”.

Mentre succhio alternativamente due cazzi di marmo i due uccelli nel culo mi allagano di sborra e subito dopo, ligi agli ordini, sento un immenso calore nell’intestino: sento distintamente le due pisciate che mi stanno facendo un cristere bollente.

“Adesso, ragazzi, pisciatele in bocca”.

Uno mi affonda il cazzo tenendomi ferma la nuca: non posso muovermi, arriva il getto salato, devo inghiottire, bere quello schifo. Mi sembra non finisca mai, è almeno un litro. Non mi permette di allontanarmi: al suo fianco c’è l’amico pronto: fuori uno e dentro l’altro, altra piscia, bevo ancora, non mi fa quasi più schifo, un altro litro.

“Basta, ora, pietà. Devo andare a gabinetto”.

Il doppio clistere sta facendo effetto, devo vuotare l’intestino.

“No, adesso salta sul cazzo di Nino”.

Mentre salgo a cavallo del cazzo ben pronto, dal culo mi esce un getto di piscia.
Comincio subito a godere sul cazzo duro anche se con grandi movimenti di pancia.
Per caso getto lo sguardo verso le due donne: Antonia ha allargato le labbra della figona di Laura che sta gettando getti di piscia in aria urlando come una forsennata.
“Anch’io, piscio anch’io, godo”.

Carlo mi sta tenendo per le spalle impedendomi di alzarmi dal palo su cui sono infilata.
“Carlo, devo andare, per favore”.
“No non puoi”.
“Cazzo, me la faccio addosso.. porco”.
Uno spruzzo mi esce dal culo, incontrollabile.

“Me la sto facendo addosso, mi spiace, mi vergogno, Carlo ti odio, sto godendo, ti amo.
Continuo lentamente a chiavarmi il cazzo di Nino negli ultimi spasmi dell’orgasmo con gli ultimi spruzzi che escono dal culo.
Sono le quattro, ci siamo ben lavati tutti e ci riposiamo sul divano.
“Alle sei torna mio marito, tra poco devo scappare. C’è però ancora qualcuno che vuole farmi bere un po’ di sborra?”.

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