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Solo a Cuba

Quello che sto per scrivere è il racconto di quanto è accaduto nell’estate del 1999.

Finalmente in vacanza!
Era tanto tempo che io e mio marito Marco aspettavamo quel viaggio e finalmente si avverava.
Il programma prevedeva una settimana all’Avana e una settimana a Varadero, sul mare. Forse un po’ banale ma ci sembrava la maniera migliore per fare turismo e rilassarci.
Doveva essere anche l’occasione per dedicare un po’ di tempo a noi stessi, visto che il lavoro ci porta spesso a stare lontani per molti giorni.

Da un po’ di tempo le nostre scopate erano sempre più rare.
In compenso, per aumentare la nostra eccitazione, era sempre più frequente il ricorso a fantasie varie.
Quella più ricorrente era sicuramente quella dove io scopavo con Marco mentre succhiavo la nerchia di un altro uomo.
A dire il vero a scatenare questa fantasia ero stata proprio io, ammettendo a Marco che qualche volta mi eccito al pensiero di grossi cazzi; soprattutto cazzi con grosse cappelle.
Era vero!
Mi era scappato nel corso di un fantastico ditalino, proprio mentre lui mi accarezzava il clitoride continuando a chiedermi:
“Dai dimmi qual è il tuo pensiero più perverso” “Dimmi cosa ti piacerebbe fare”.
La sua insistenza e la mia eccitazione mi fecero dire:
“Mi piacerebbe ciucciare un bel cazzone”.
Nulla più di questo.
Lo so che è una frase da troia ma in quel momento non me ne rendevo conto e, appunto, era anche la verità.
Fu però sorprendente la reazione di Marco che immediatamente si alzò in ginocchio sul letto infilandomi il suo cazzo in bocca e dicendomi:
“Intanto succhiati questo, brutta troia! ” e quasi subito mi inondò la bocca con una colata di sborra calda e saporita.

Eravamo seduti sulla spiaggia all’Avana nel tardo pomeriggio a gustarci il tramonto ed a berci un Rhum. Ad un certo punto si avvicinò Carlos, simpatico ragazzo mulatto che esprimendosi in una mix di Italiano-Spagnolo e Napoletano ci offriva la “straordinaria” possibilità di farci da guida nella visita della città vecchia.
OK! ASSUNTO.

Ci incontrammo il giorno dopo nel nostro albergo e passammo tutta la giornata in giro di qua e di la.
Alle 5 del pomeriggio i nostri piedi incominciarono a protestare e decidemmo di fermarci a fare un bagno in una bellissima spiaggetta un po’ appartata.
Facemmo un bagno rilassante e divertente, scherzando e ridendo come vecchi amici.
Non c’era dubbio; Carlos era molto simpatico come peraltro la maggior parte dei Cubani!
Usciti dall’acqua ci sdraiammo tutti e tre sull’unico asciugamano.
Carlos indossava un costume di cotone che assomigliava molto di più ad un paio di mutande, quelle che hanno quel triangolo davanti e che da noi usano solo gli uomini di una certa età……avete presente?
Forse per la situazione particolare (o forse perché sono davvero un po’ troia) ma non potei fare a meno di notare l’enorme rigonfiamento del pacco di Carlos che, disteso a pancia all’aria e mezzo addormentato, non immaginava di certo immaginare quello che stavo osservando con piacere.

Quando il sole era già tramontato tornammo verso l’albergo.
Marco disse:
“Carlos, visto che questa sera sei nostro ospite a cena, se vuoi venire in camera a farti una doccia non ti fare problemi”
e Carlos, annuendo, rispose:
“OK. VALE “.
e io non immaginavo quello che sarebbe accaduto.

Entrammo nel bagno della nostra camera in quest’ordine: Marco, Carlos, io.
Quando uscì dal bagno Marco e Carlos erano seduti sul letto, coperti solo da un asciugamano girato intorno ai fianchi.
Marco aveva uno strano sorrisetto che mi incuriosiva mentre Carlos guardava la televisione dimostrando scarso interesse per quel che stava facendo.
A quel punto Marco disse:
“Vieni a sederti qui in mezzo” indicando un piccolo spazio tra lui e Carlos.
Se vi dicessi che non avevo capito nulla vi racconterei una bugia!
Ma a quel punto, incominciando a sentire anche una certa eccitazione, volevo assolutamente scoprire cosa sarebbe accaduto.
Mi sedetti tra i due anche io avvolta in un piccolo asciugamano. I miei seni, dei quali vado da sempre fiera, facevano una gran fatica a rimanere compressi in quel modo. Alzai l’asciugamano allentandolo, scoprendo inevitabilmente le mie cosce. Non feci in tempo a rimediare alla situazione che Marco aggiunse:
“Betty, mezza spogliata in questo modo faresti eccitare anche un cieco! Figurati due arrapati come me e Carlos”
a quel punto risposi:
“Che dici? Cosa centra Carlos. ”
e lui:
“Ti conosco abbastanza per sapere che infileresti volentieri le mani lì sotto per toccargli il cazzo? ”
Mi stava facendo incazzare!
Con chi pensava di parlare?
Volevo rispondergli come meritava ma mi ritrovai, senza capire come, con la sua lingua in bocca e una sua mano su una tetta, con le due dita che stringevano già il capezzolo facendolo roteare, come sapeva che mi piaceva.
Un istante dopo sentivo le sue dita che si introducevano tra le labbra della mia figa.
Solo in quel momento capivo che ero completamente sbrodolata e che qualsiasi cosa avessi detto o fatto per rifiutare quella proposta sarebbe stato inutile.
OK!
Ma a quel punto doveva essere come VOLEVO IO.
Con una eccitazione che mi faceva battere le tempie e senza smettere di slinguare Marco, iniziai ad allungare la mano verso Carlos…. “questo è il ginocchio” , pensavo mentre pian piano salivo, “ha le gambe incrociate….. ora si muove… le gambe adesso sono un po’ più divaricate… questi sono i coglioni…. questo e il suo cazzo…. è enorme!! … che cappellona!! …. è almeno il doppio di quello di Marco!! ………”.
Iniziai a fargli una sega molto lentamente, interrompendo il mio movimento per accarezzarglielo, il chè mi aiutava ad immaginarne la forma.
Subito dopo con l’altra mano presi anche quello di Marco, incominciando un doppio movimento con la destra e con la sinistra che mi faceva letteralmente infuocare.
Marco continuava a sgrillettare e Carlos, che intanto a iniziava ad emettere una serie di mugolii di approvazione, mi accarezzava dolcemente ovunque; pancia, fianchi, spalle, seno….. BELLO! .
Poi si scambiarono mentre il cazzo di Carlos continuava incredibilmente ad ingrossarsi, diventando anche sempre più nodoso e duro.

A un certo punto quello che stavo aspettando.
Marco:
“Vuoi succhiarglielo? ”
“Siiiiiiii”
“Fallo allora! ”
Non me lo feci ripetere.
Mi girai lentamente evitando l’imbarazzo di guardare negli occhi Carlos.
Quell’enorme affare era proprio davanti a me, nella mia mano che tentava inutilmente di contenerlo, lucido e incredibilmente grosso.
Mi chinai pian piano e con mia grande goduria ne feci scivolare un primo pezzo nella mia bocca vogliosa.
La mia la fica intanto scottava!!!!!
Purtroppo non feci in tempo ad iniziare il mio movimento che Carlos mi inondò con una mega sborrata che mi presi interamente in bocca.
Ingoiato il suo liquido caldo mi rigirai nuovamente verso Marco che, ovviamente, apettava il suo turno. Assaporai il suo diverso sapore e la sua differente dimensione quando, in un attimo, la seconda sborrata in pochi minuti! .

Tutto quello che accadde dopo è sicuramente meno interessante………Forse ho preferito dimenticarlo. FINE

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