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Storia di Beatrice

Mi chiamo Beatrice, vivo a Genova ed ho 28 anni.
Mio marito ha 50 anni ed ha perso molto della sua potenza sessuale di un tempo, anzi, per dirla fino in fondo, accade raramente che riesca ad assolvere ai suoi doveri coniugali.
Lui si sente molto colpevole della sua impotenza, anche se a me, in fondo, non importa più di tanto… non sono mai stata una “cagna” affamata!
Lui è convinto di aver raggiunto l’età in cui un uomo ha fatto il suo tempo, almeno come maschio e spesso mi dice di essere pentito di aver sposato una donna di vent’anni più giovane di lui.
Quando cerchiamo di fare l’amore e lui fa cilecca, mi ripete sempre che farei bene a tradirlo, che lui comprenderebbe la situazione e spesso mi invita a sfruttare le sue prolungate assenze per lavoro.
Ogni volta, al suo ritorno, mi chiede se ho seguito i suoi consigli, ma io continuo a ripetergli che sono una moglie fedele.
Qualche giorno fa ha deciso di occuparsi lui stesso del “problema” !!!
La sua nave è arrivata in porto giovedì; ogni volta che sbarca, deve adempiere ad un sacco di formalità con la dogana ed arriva a casa dopo qualche ora, ma questa volta mi ha telefonato chiedendomi di raggiungerlo sul cargo, cosa che fino ad ora non avevo mai avuto occasione di fare.
Mi ha accolta sul molo e mi ha fatto salire.
Era un pomeriggio splendido ed io indossavo un vestito leggero senza maniche, non portavo il reggiseno e facevo fatica ad impedire che la leggera brezza mi sollevasse la gonna, il che attirava l’attenzione dei marinai che si trovavano sul ponte, che tra l’altro erano tutti di colore, a torso nudo.
Non avevo mai visto dei corpi nudi cosi muscolosi e delineati ed è stata in quell’occasione che ho pensato a mio marito come un uomo vecchio.
Inaspettatamente mio marito Bruno si è rivolto in un gergo un po’ crudo, inusuale per lui e mi ha detto: – Allora cara ti sei fatta spazzare il camino mentre il tuo vecchio marito era via?
Ho risposto di no e mentre lui mi accarezzava con insistenza il seno, i marinai non mi levavano gli occhi di dosso ed io mi sentivo tutta eccitata.
* Ho una gran voglia di te, vieni!
Quando ho capito che voleva scoparmi sulla nave, ho spalancato gli occhi ma lui mi ha assicurato che non sarebbe riuscito ad aspettare di arrivare a casa, e così dicendo mi ha accompagnato in una cabina, mi ha coricato su di una cuccetta dopo avermi spogliato con frenesia ed ha cominciato a palpeggiarmi.
Ero eccitata per via dei marinai che avevo visto sul ponte ed ogni volta che sentivo dei passi davanti alla cabina mi mettevo a gemere o a gridare sotto le mani di Bruno.
Ho detto “sotto le mani” perché ancora una volta non era riuscito a farselo diventare duro.
Ero sulla cuccetta con le gambe spalancate quando mio marito ad un tratto ha aperto la porta della cuccetta.
Un marinaio che stava origliando è quasi caduto nella cabina e con gli occhi sbarrati che fissavano la mia passera ha provato a scusarsi.
Mio marito lo ha tirato dentro e me lo ha gettato tra le braccia senza proferire parola ed io meccanicamente, senza riflettere, gli ho slacciato i pantaloni.
Era tutto bagnato e puzzava di sudore ma quell’odore selvatico ha finito per sconvolgermi del tutto e quando ho visto scattare fuori dagli slip la sua verga nera, ho spalancato ancora di più le cosce.
Ha avuto un attimo di esitazione prima di penetrarmi e si è voltato verso mio marito con aria interrogativa, ma quando con un cenno lui gli ha dato il suo consenso, il marinaio di colore ha incominciatolo a scoparmi facendo gridare di piacere… mai avrei pensato che un cazzo potesse essere così lungo e duro.
Mi allargava la fessura fin quasi a squartarmi ed io continuavo ad urlare ed a incitarlo di sfondarmi e di farmi godere… di riempirmi con la sua sborra calda… non mi riconoscevo più!!!
Bruno si era seduto sulla cuccetta e mentre il negro mi scopava, lui mi stringeva la mano ed osservava finchè il marinaio voltandosi verso di lui gli ha chiesto se poteva sborrarmi dentro e ricevuto il suo consenso, mi ha inondato la pancia col suo succo bollente.
Quando ha finito si è rialzato ed io sono rimasta com’ero, non avevo neppure più la forza di chiudere le cosce, sentivo che le labbra della fica erano ancora allargate.
Bruno ha invitato il marinaio a mandargli qualcun altro e dopo meno di un minuto è entrato nella cuccetta un altro africano… un vero gigante!
L’altro gli aveva certamente spiegato la situazione dato che aveva già la “coda” fuori dai pantaloni e la impugnava come una mazza.
Si è steso sopra di me ed ha incominciato a penetrarmi con cautela, ma è riuscito a infilarne solo metà da quanto era grosso.
Mi ha stantuffata mentre io gridavo, fino a sborrarmi dentro, ma poiché gli è rimasto duro, ha continuato a limarmi fino a farmi godere altre due volte.
Bruno mi ha guardato e mi ha chiesto se ero sazia o se avessi voluto continuare ma io ero spossata, distrutta, quindi una volta mandato via il marinaio si è sdraiato vicino a me ed io sono rimasta quasi incredula sentendo il suo cazzo duro contro la mia pancia.
Ad un tratto il suo cazzo si è fatto largo tra le labbra della fica e mi ha penetrato; quasi non lo sentivo dentro di me un po’ per le dimensioni degli altri due e un po’ perché avevo la fica piena di sborra, ma questo sembrava eccitarlo fintanto da farlo sborrare e farlo rimanere abbandonato su di me distrutto.
Da allora ogni volta che mio marito ritorna vado a cercarlo sul cargo… ora sono una donna sessualmente soddisfatta. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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