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Storia vera (Francesca)

Ciao! Io sono Francesca una ragazza ventiseienne che vive in una grande città del centro Italia, non sono bellissima forse un po’ abbondantina, ma con tutte le curve ben pronunciate, l’ideale per quegli uomini che gradiscono il seno prosperoso, il sedere tondo e la coscia consistente. Vivevo un’esistenza normalissima a fianco di un fidanzato, come tante donne hanno, da cinque anni e il classico giro d’amicizie “a coppie” fino a quando, nell’agosto dell’anno passato, il mio ragazzo non decide di buttare in aria il cappello, provare a dare una svolta alla sua vita e mi lascia.

Dramma ! Io ero innamoratissima di lui e tutto per me filava liscio compresa l’intesa sessuale, che ancora era ottima e abbondante a differenza di quello che sento in giro da parte di alcune amiche che, passato il primo anno, massimo due, iniziano sia a ridurre il numero dei rapporti che la fantasia e la carica erotica applicata.
Con il mio fidanzato non era così, noi avevamo mediamente quattro, cinque rapporti a settimana e nonostante lui vivesse solo a volte, tanto per variare, mi facevo prestare la casa di una mia amica oppure ci recavamo nei classici ritrovi da coppiette in macchina, con cumuli di quotidiani attaccati ai vetri a proteggere la nostra intimità.
Rimasta sola e passato un primo momento di smarrimento riniziai a mettermi “in moto” alla ricerca prima di tutto di una compagnia femminile con la quale uscire a svagarmi un po’ e, come credo spesso succeda in questi casi, la paura della solitudine e la desolazione dei sabati passati in casa a chattare con qualcuno via Internet, ti porta ad attaccarti alla prima “amica” libera che ti accetta, in un rapporto di falsità e convenienza che, visto a posteriori, è di una tristezza inaudita.
Io trovai sulla mia strada Giovanna. Dire che eravamo diverse è poco, lei tipo raffinato, tanta puzza sotto al naso esteta ed arrivista anche se poi passava da un fidanzato all’altro con la semplicità con cui io mi cambio le mutande, ma in ogni caso carina esteticamente, io invece sempre allegra alla ricerca di qualcuno che mi facesse ridere e svagare senza chiacchiere di lavoro, investimenti, capitali e noiosità varie…. ma visto che non avevo amiche libere….. mi accontentavo.
Le settimane passavano quasi tutte uguali, una capatina in un locale fino alla mezzanotte e poi a ballare Giovanna alla ricerca di uno che avesse tanti soldi e un lavoro interessante io forse cercavo solo di vendicarmi con il sesso opposto, conoscenza, qualche uscita a cena e poi nulla.
Una sera, mi sembra fosse ottobre, insieme con Giovanna decidiamo di andare a ballare in una cittadina vicina, un locale più adatto a me che a lei con tanta gente, forse un po’ grezza, ma sicuramente più sincera, spontanea e simpatica.
Per un po’ tutto ok poi Giovanna scorge un suo ex fidanzato e iniziamo un lungo inseguimento, non
voleva esser lei a fermarlo, cercando di incrociarsi, fino a quando verso mezzanotte e mezza lui “casualmente” ci vede al bar e ci viene incontro. Mi presenta il tipo, bruttino di viso, ampia calvizie ma decisamente un bel fisico e poi, forse per paura glielo soffiassi o semplicemente perché rompevo, mi ritrovai velocemente esclusa dalla discussione. Non che m’importasse molto solo che adesso mi stavo rompendo le palle la macchina era una sola e mancava ancora un bel po’ ad andare a casa. Io mi sentivo imbarazzata e inutile e me ne stavo a due metri ferma come una statuina a rompermi le scatole quando mi si avvicina un ragazzo che mi dice: “Non ti pare di essere di troppo? Vieni ti faccio un po’ di compagnia poi quando la tua amica si libera ti mollo. Non temere non sono appiccicoso e sono incensurato” Mi fece sorridere, accettai l’invito e ci spostammo a sedere ad un tavolino vicino ai due piccioncini dove si presentò e mi fece conoscere un suo amico.
Lui, che si chiamava Paolo, e l’amico, Claudio, si rivelarono due ragazzi simpaticissimi, alti un bel fisico tornito da un moderato uso di palestra capelli corti barba fatta e vestiti in modo sportivo ma elegante, si poteva pensare fossero due fratelli ad eccezione de viso che non portava nessun tipo di rassomiglianza, mascolino dai tratti marcati il primo, più morbido, quasi femminile, il secondo.
Erano due ragazzi simpaticissimi e mi tennero compagnia per quasi un paio d’ore fino a quando cioè la Giovanna, proprietaria dell’auto che ci doveva riportare a casa, finì di fare il suo comodo, e la sua pomiciatina, e venne a riprendermi.
A questo punto Paolo, mi viene all’orecchio e mi dice ” Se magari un giorno ti va di rivedersi, io tu e Claudio, chiamami a questo numero” e mi mise in mano un bigliettino da visita con tre numeri di telefono, casa, lavoro e cellulare.
Cosa voleva dire ? ? ? ? ? ? ? ?
Il tormento mi accompagnò per un paio di giorni, quella frase “io tu e lui” mi era entrata nella testa e non riuscivo a liberarmene, volevano passare una serata a ridere o scherzare oppure ……….
Per quattro giorni mi sentivo come quei gatti dei cartoni animati ai quali appare l’angiolino e il diavoletto che si picchiano per trascinarlo da una o dall’alta parte, poi presi la decisione di chiamarlo e lo feci al numero di casa.
Ero tesissima e super indecisa, pronta a riattaccare di botto, ma quando dall’altra parte mi rispose la madre di Paolo mi sentii più tranquilla, mi passò Paolo al telefono che m’invitò a bere in un conosciuto pub della città.
Accettai e fu di nuovo una serata divertentissima a tre con Paolo e Claudio che non finivano di stupirmi per simpatia e affiatamento tra loro come fossero stati due fratelli.
Al momento di lasciarci, mentre Paolo andava a pagare, fu Claudio questa volta a dirmi che mi avrebbero rincontrato volentieri un’altra volta e anche lui ci mise la fatidica frase “io tu e lui”.
Andai a casa, ricordo che era giovedì e il tormento riniziò……
Cosa volevano?
Erano scemi o ……….. ? ? ? ? ?
Non reggevo più !!! Il venerdì mattina chiamai Paolo al lavoro, approfittandone anche per verificare la veridicità di questo numero, e lui m’invitò a passare la giornata di domenica in casa sua in montagna.
Eccolo il momento che aspettavo e temevo l’invito in un posto non pubblico.
Inventai su due piedi un impegno e dissi che mi riservavo di andare e che in ogni caso sarei arrivata con un mezzo proprio, mi feci dare l’indirizzo e l’indomani, il sabato pomeriggio, andai e verificarne l’ubicazione.
Era una piccola casetta nel mezzo di un paese abbastanza frequentato, ossia quanto bastava a farmi sentire più tranquilla.
Le ore passavano lente e il tormento non cessava di diminuire, avevo paura, ero piena di dubbi, ma allo stesso tempo pensavo ad un’esperienza diversa, ad una fantasia erotica che non capita tutti i giorni di poter realizzare, ad un treno che mi stava passando davanti e non sapevo se sarebbe potuto riaccadere.
Oppure era solo la mia testa a pensare male (o bene ! ) e questi due volevano veramente passare qualche ora in allegria a ridere e scherzare come avevamo già fatto?
Il brutto di questa situazione è che entrambe le soluzioni per un verso o per l’altro avevano lati positivi e lati negativi, neanche io sapevo cosa fare, adesso pensavo vado, dopo un minuto avevo cambiato idea e poi il ciclo ricominciava….. Che tormento!
La domenica mattina non resisto, decido che ormai o fatto trenta e farò trentuno, chiamo Paolo al cellulare e lo avverto che arriverò a destinazione verso le 11 in tempo per pranzare, lui mi dice di fare come voglio tanto lui e Claudio sono già li dalla sera precedente.
Saranno mica due omosessuali ?
Avevo un tormento in più nella mia testa ! E brava Francesca, come se quelli che avevo non mi bastassero!
Arrivo a destinazione tesissima, mi sono messa in testa delle idee talmente strane che non riesco più nemmeno io a ritrovare la via d’uscita.
Suono il campanello, sono le 11 esatte e Paolo, il padrone di casa, viene ad aprirmi, classico bacino di benvenuto, mi prende il cappotto, mi annuncia a Claudio, che intanto sfaccenda in cucina, poi m’invita a visionare la casa.
La casa è ubicata nella via centrale del paese, disposta su due piani, a quello terreno c’è una piccola cucina, un salotto grande con caminetto, un bel divano ad elle un tavolino da fumo, una vecchia libreria che funge anche da porta tv e una un’ampia tavola da pranzo. Nel piccolo ingresso che unisce le due stanze, oltre alle scale per il piano superiore, dove ci sono tre camere da letto, trovano posto un bagnetto e un microscopico ripostiglio.
Mentre giro per casa e in particolar modo mentre mi mostra le camere, m’irrigidisco tremendamente, vorrei scappare sono tesa, tesa, tesa e ancora tesa.
Intanto il tempo passa, si parla del più e del meno, mi adopero in cucina e l’ora di pranzo è già arrivata. Dopo pranzo è Claudio che provvede a lavare i piatti, mentre io e Paolo fumiamo una sigaretta e aspettiamo l’inizio delle partite di calcio, con la tv sintonizzata sulla nota e divertente trasmissione della domenica pomeriggio dedicata al pallone.
Mentre fumo la mia sigaretta penso a quanto sono scema, e pure maliziosa; Nelle fantasie della vigilia pensavo ad un assalto appena varcata la soglia di casa con i due soggetti che mi aspettavano nudi , magari, pensavo timorosa, sono due perversi amanti di pissing oppure due bisessuali che mi avrebbero usata solo per variare un po’, invece sono qui da quattro ore e ancora nulla, Paolo e Claudio sono due ragazzi semplici, sinceri, simpatici che hanno offerto un pranzo in campagna a una loro nuova amica, niente di più semplice.
Confesso che adesso sono molto rilassata e tranquilla, anche se mi sento sciocca e pure un po’ maialina , e mi viene da ridere di me stessa ripensando
alla settimana che trascorsa.
Fischi d’inizio su tutti i campi di calcio, ci posizionamo sul divano, con davanti un liquorino per i due ragazzi e una coca-cola per me, e incentriamo la nostra conversazione su alcuni ospiti della trasmissione, ma, di fatto, quel televisore acceso toglie un po’ di comunicazione tra noi, quando all’improvviso, dopo una diecina di minuti, un boato invade la stanza e Claudio e Paolo balzano in piedi con le mani al cielo.
La squadra del cuore di Paolo e Claudio ha segnato un gol.
Sono felice anch’io, infatti tifiamo per la stessa squadra, anche se non faccio tutto quel baccano , ma loro devono sfogarsi per un minutino, poi Paolo si rimette a sedere si avvicina all’orecchio e mi bisbiglia “Adesso dobbiamo festeggiare” e prima ancora che io possa replicare qualcosa lui inizia a baciarmi e a succhiarmi il lobo dell’orecchio e molto delicatamente mi prende la mano.
Sono paralizzata, un brivido come non ho mai sentito mi percorre o meglio mi invade il corpo, Claudio spegne la televisione, si avvicina e inizia ad accuparsi dell’altro orecchio portandomi le mani ai fianchi. Il tempo si è fermato. In questo momento ho quattro mani che mi passano per il corpo, che frugano, che cercano…. è una sensazione fantastica , i miei occhi sono chiusi, sento le loro mani scorrere sul mio corpo delicatamente e ancora nessuno dei due ha ancora toccato in punti ” strategici”.
I due amici mi fanno alzare in piedi, non riesco ad aprire occhi, il cuore batte all’impazzata, uno dei due, non so chi, si posiziona davanti e mi bacia in bocca mentre con le mani mi cintura alla vita, l’altro da dietro continua ad occuparsi del collo e dei lobi delle orecchie mentre le sue mani si posizionano sopra a quelle dell’amico in vita.
Adesso le loro mani iniziano a muoversi lentamente due lungo i miei fianchi due verso l’alto.
Le mani del ragazzo che stà davanti a me, e che ancora non ho coraggio di guardare, iniziano a sollevare la mia lunga gonna nera, mentre l’altro ha già raggiunto i bottoni della camicetta e uno ad uno li stà aprendo. La camicia adesso è tutta sbottonata, e con un gesto delicato mi viene sfilata da quello che ho dietro, l’altro intanto ha sollevato gran parte della gonna e si è già accorto che le mie gambe sono strette dentro a un paio di autoreggenti nere veramente eccitanti, mentre le mutandine, sempre nere, sono belle ma classiche con una trina in pizzo e una vasta superficie.

A questo punto, praticamente all’unisono sento dire ” Sei fantastica Francesca, sei bellissima ed estremamente eccitante”.
Questo mi dà coraggio, apro gli occhi, davanti a me, ora lo vedo, c’è Paolo, dietro Claudio, abbasso lo sguardo e capisco, dal rigonfiamento dei loro pantaloni, che, se sul fatto che sono bellissima possono anche aver mentito, sicuramente non lo hanno fatto nel definirmi eccitante.
Prendo coraggio e mi decido a muovere le mani, sono ancora impacciata ma inizio istintivamente con lo sfilare la felpa di Paolo mentre loro finiscono di spogliarmi.
Un po’ con il mio aiuto e un po’ facendo da soli anche i due maschietti sono ormai in mutande, mentre a me sono rimasti addosso il coordinato e le calze. Si spogliano completamente, insieme, e si siedono sul divano, allungano le mani, mi tolgono le mutandine e mi invitano ad inginocchiarmi a terra davanti a loro. Adesso Paolo mi abbassa il reggiseno, senza toglierlo per far apparire il mio seno ancora più prosperoso e Claudio si avvicina porgendo le sue labbra sulle mie. Prendo in mano i loro cazzi e inizio un leggero movimento, mi stacco da Claudio e inizio a slinguarmi con Paolo.
Ho in mano due cazzi duri come il marmo, davanti a me due toraci muscolosi che inizio alternativamente a baciare, muoio dalla voglia di prendere in bocca quelle due aste, ma confesso che aspetto un loro invito che non arriva. Una mano adesso mi solleva la testa, mi bacia, mi porge due profilattici e mi chiede di montarli sui loro peni. Solo adesso posso guardare con attenzione i loro membri, sono di misura normale, molto simili nelle dimensioni, forse Claudio ha un centimetro in più dell’amico, ma niente di esagerato, sono duri come colonne di marmo e appetitosi come solo un cazzo ritto può essere. Vorrei prendere i due cazzi in bocca, contemporaneamente, ma visto che nessuno purtroppo me lo chiede, eseguo il mio compitino e ci srotolo sopra i due preservativi.
Claudio adesso si alza in piedi, mi aiuta a montare cavalcioni all’amico e, palpandomi i seni , mi impone un lento ritmo, mentre Paolo sembra più concentrato a non venire che a farmi provare piacere. Dopo pochi colpi Paolo infatti raggiunge l’orgasmo, si alza e si avvia al bagno, Claudio si siede sul divano, uccello ritto e mi fa cenno di montare su di lui. Anche Claudio non dura molto, sicuramente l’eccitazione è notevole per tutti anche se io non sono riuscita a godere.
Adesso Claudio va al bagno, Paolo sembra sparito forse è al piano superiore, io aspetto il mio turno, delusa sessualmente ma, tutto sommato, felice.
Anche Claudio esce dal bagno, non mi dice niente, si incammina per il piano superiore.
Entro io. Appena finito di lavarmi non ho il coraggio di uscire dal bagno, mi sento imbarazzata, poi decido che non posso passare la mia vita li e che, se qualcuno deve essere in imbarazzo, quella non sono certo io, loro hanno goduto velocemente e questo vuol dire che la mia parte l’ho fatta, mi lavo, mi ricompongo, alzo la testa ed esco. Riprendo immediatamente coraggio nel vedere i due ragazzi che all’apparenza sembrano messi peggio di me, forse per la ridicola durata del rapporto, si sono già rivestiti e fumicchiando una sigaretta hanno già riacceso la tv.
Nessuno dice niente riguardo a quanto successo e tutto, compresi gli argomenti, si ricollegano a quanto facevamo prima di scatenarsi, come se quei momenti non fossero mai esistiti.
Solo dopo capirò, quanto è stato importante e poco spontaneo da parte loro, i quali sicuramente non sono nuovi a esperienze di questo tipo, farmi intendere che erano dispiaciuti per la freddezza, la mancanza di preliminari, nonché per la breve durata del rapporto, che si è consumato, tutto compreso in una diecina di minuti o forse anche meno.
Sono finalmente a mio agio, vedere quei due cani bastonati mi fà sentire fiera e forte, non ho goduto, ma vengo fuori da questa esperienza a testa alta e mi sono levata una voglia.
Mi stò sbagliando !
Arriva la fine delle partite e, appreso che la nostra squadra ha vinto e bene, i due ripetono il copione di un’oretta prima con tanto di “dobbiamo festeggiare” sussurrato all’orecchio.
Ora sono completamente a mio agio, il ghiaccio è rotto, tutto sembrava svolgersi come prima e se qualcuno ha bisogno di riscattarsi quella non sono
io.
Loro sono diversi da prima, una volta che tutti ci siamo denudati, mi chiedono di rimettermi le scarpe, che mi ero tolta da sola ma che loro trovano particolarmente eccitanti, mi fanno sedere sul divano, Claudio in ginocchio a leccarmi la micetta mentre Paolo monta in piedi sul divano e, senza tanti preamboli mi infila il cazzo in bocca. Cerco di ritmare il pompino con le leccate al mio basso ventre e ben presto si rendono conto, dai movimenti e dal mugolio soffocato dal cazzo di Paolo che mi dilata la mascella, che ho raggiunto un’orgasmo.
Adesso siamo pari, decido allora di prendere una piccola iniziativa, visto che muoio dalla voglia di vedere due cazzi davanti a me, li faccio sedere sul divano, mi inginocchio a terra e inizio a spompinarli a turno per un tempo che non ricordo, fino a quando Claudio mi passa un profilattico, glielo infilo, lui si alza andando a posizionarsi dietro di me, mi fa alzare e inizia a penetrarmi la micetta umidissima da dietro, mentre il cazzo di Paolo è sempre a disposizione della mia avida bocca. Farmi possedere alla pecorina mi ha sempre fatto impazzire, ma adesso, con uno dietro che spinge, un cazzo in bocca e quattro mani che frugano ovunque è una cosa fantastica. Mugolo e mi agito come una troiona navigata e comunque come non avrei mai pensato di fare, mentre il ritmo inizia piano piano a salire. Vorrei continuare all’infinito ma adesso anche Paolo mi porge un preservativo e, anche se un po’ a malincuore, glielo monto; lui si siede sul divano Claudio sfila via l’uccello di dentro me e mi aiuta a montare cavalcioni sull’amico, ma stavolta in modo da dare a Paolo le spalle e a lui, che stà davanti, la possibilità di baciarmi e toccarmi i seni.
Ho un bel pene che mi penetra, una mano da dietro avvolge un mio seno, l’altra mi stuzzica il clitoride, davanti a me un altro bel giovane a cazzo duro che alternativamente ora mi bacia in bocca, ora mi bacia l’altro seno.
I due torelli si scambiano varie volte il posto e ben presto mi convinco che stavolta la cosa non avrà durata breve.
Passo da un cazzo all’altro al loro comando e mentre uno si siede sul divano per avermi l’altro si mette davanti mi carezza, mi bacia, mi tocca i seni, mi aiuta a pompare visto che le mie gambe cominciano ad accusare la fatica, mi bisbiglia parole d’incoraggiamento, si delizia a toccare le mie gambe velate da quelle calze autoreggenti che fanno impazzire gli uomini.
Paolo adesso chiede il cambio, si alza e va in bagno, penso che sia venuto, io monto su Claudio, ma stavolta in modo tradizionale, guardandolo, facendo si che lui possa massaggiarmi i seni e baciarmi in bocca, non capisco più niente, sono totalmente spaesata, godo e vorrei che non finisse mai.
Sento Paolo tornare, fa un po’ di tramestio ma non ci faccio più di tanto caso, Claudio a quel punto mi sfila il pene e velocemente si distende a terra, sul tappeto mi posiziona sopra di lui e riprende nuovamente a pompare.
Paolo si posiziona vicino a noi alla mia destra, con una mano mi palpa i seni e sento che con l’altra inizia a spalmarmi qualcosa nei pressi e sopra il mio buco del culo.
Mi blocco, non so cosa fare ho paura, ma lui a già finito, si posiziona sopra di me e mi appoggia il suo pene al mio sfintere, mentre Claudio smette di pompare.
Alzo la testa, mi giro, guardo Paolo e gli dico ” No , il culo No ! “. In quel momento capisco cosa faceva quando è tornato, aveva posizionato un grande specchio sulla mia sinistra, mi bacia e mi dice ” Guardati, guardati come sei bella e desiderata” e allo stesso tempo mi volta la testa verso lo specchio. Mi vedo, io chiusa nella morsa di due bei ragazzi come una pornostar, io davanti alla possibilità di provare un’esperienza nuovissima, io che mentre penso a tutte queste cose sento che Paolo inizia a premere e non riesco a dire di nuovo no.
Avevo avuto tre soli rapporti anali con il mio ragazzo, e tutti dolorosi, ma adesso no, forse anche perché Paolo ha trovato come lubrificante, oltre a quello artificiale messo da lui, un bel po’ di umori della mia micetta che, vi assicuro, non aveva mai gocciolato così tanto.
Claudio è ancora bloccato, io emetto qualche smorfia di dolore, Paolo da dietro inizia piano piano a farsi posto nel mio culo che ben presto prende a dilatarsi, confermando la mia sensazione che l’umettante che mi ha spalmato è veramente miracoloso.
Claudio da sotto mi bacia e mordicchia i seni, ma ancora è immobile con l’uccello dentro di me, Paolo intento stà piano piano aumentando il ritmo della sua penetrazione.
Adesso le smorfie di dolore e i lamenti si trasformano in mugolii di piacere e Claudio, da sotto, riprende a pompare cercando un ritmo compatibile con quello del suo compagno.
Adesso i due hanno trovato la giusta sincronia e fortunatamente riescono a mantenerla per qualche minuto, quanto basta a farmi i loro cazzi che si strusciano dentro di me separati da una sottile membrana, quanto basta per farmi avere un altro feroce orgasmo.
Il ritmo aumenta in modo forsennato, il mio sfintere, ormai completamente dilatato è fonte di piacere immenso e quella scena riflessa nello specchio, che continuo a guardare con insistenza, aumenta a dismisura il mio godimento. Adesso veramente vorrei che il tempo si fermasse, ma purtroppo sento Paolo sfilare il cazzo dal mio culo, si alza in piedi, toglie velocemente il preservativo viene davanti a me e, mentre Claudio, libero di fare come vuole, riprende a pompare a un ritmo esagerato mi mette il cazzo in bocca e viene.
Anche la sbroda non mi è mai piaciuta tanto ma adesso, vuoi anche per rispetto a Claudio che è sotto e che sicuramente non gradisce il seme dell’amico sul viso, la bevo tutta.
Non ho più freni, continuo a leccare le ultime gocce di quel cazzo che si stà ammosciando davanti ai miei occhi e dico a Claudio di sbrigarsi che voglio bere anche il suo caldo nettare.
Claudio da sotto, con un gesto rapido, sfila il cazzo dalla mia topa e mentre mi siedo per ricevere la sua sborrata mi sento riposizionare alla pecorina, lo vedo nello specchio che mi monta dietro e, deciso a prendersi la sua parte di culo, appoggia l’asta dura al buco stretto e riparte a cavalcare. Paolo è sempre davanti a me a farsi ciucciare il cazzo, tanto per tenere la mia bocca allenata per quando Claudio avrà finito. Anche Claudio ha deciso di venirmi in bocca, come l’amico mi assesta gli ultimi colpi decisi, poi sfila il preservativo, e senza voler disperdere neanche una goccia, mi viene davanti tenendomi il cazzo piantato nella gola fino alla fine.
Credevo di svenire. Non avevo mai goduto tanto. Non riesco a descrivere… immaginate voi, ma immaginate la cosa più positiva della vostra vita e moltiplicatela per cento.
Ci diamo una lavatina, mi rivesto, ci facciamo un caffè , una sigaretta e poi saluto e ringrazio i due ragazzi dicendo loro che sicuramente li avrei richiamati. FINE

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