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Strana storia

Il racconto è riferito ad un episodio immaginario.
Anche oggi la stessa storia, non capisco cosa devono dirsi Anna e Noemi quasi tutti i giorni, come rientra a casa scende da lei e Ciro e mi manda su i bambini. Certo Simone è simpatico e con Flavia va molto d’accordo ma Luana è una tale rottura che non ti fa combinare niente.
Ho notato che molte volte Anna risale accaldata come se i riscaldamenti andassero a tutta birra, cosa che mi riesce difficile credere conoscendo la tirchieria smodata di Ciro, e tutte le sere immediatamente dopo cena crolla nel letto; la cosa mi stà stufando, di scopare non se ne parla neanche più. Ogni volta che mi avvicino dice che non riesce a passare dalle faccende domestiche al sesso, bella risposta, questo significa che non si scoperà più visto che tutte le sere c’è qualcosa da fare in casa.
Ho il cazzo che salta su ogni volta che intravedo qualcosa di femminile, specialmente quando Flavia scende a giocare da Fiorella, ha una mammina niente male Fiorella, già Sara non è veramente male.
è fissata per vestire in maniera provocante; fisicamente non è niente d’eccezionale una brunetta snella, alta, un bel viso, poche tette ed un bel culo. Tutte cose che si trovano molto facilmente in giro, ma Sara le confeziona sempre con molta cura, anche quando è in casa sembrava sempre pronta per andare ad una festa. Toni è un uomo fortunato, chissà se a letto Sara mantiene quello che promette.
Una sera erano tutti a casa mia Flavia, Simone, Fiorella e Luana… sembrava un asilo. Anna come il solito era da Noemi e Ciro.
Uffa! Ho finito l’olio…
Perché quella stronza di Anna non lo scrive sul notes quando finisce qualcosa, è meglio che lo chiedo a Sara perché se vado ora da Anna le pianto un casino! Tra i ragazzini, la cena da preparare e le cose che mancano, mi girano le palle a più non posso.
Sara come il solito era in tiro.
“Ciao Tom”
“Ciao Sara, scusami ma ho finito l’olio non n’avresti una bottiglia? ”
“Certo, entra che la prendo”
“Toni non c’è? ”
“E quando mai c’è, una sera il calcetto, una sera il bridge, una sera il cazzo che se lo frega… ” disse Sara avviandosi verso lo sgabuzzino.
“Cena sempre fuori? ”
“Già, evidentemente a casa sua non stà bene. Io credo che abbia un’amica” fece Sara con una voce normalissima.
Rimasi di stucco all’idea delle corna. Ma tu guarda, Toni ha il pane e non lo vuole, io che lo voglio non l’ho, evidentemente l’altra deve essere una fica spettacolare per scartare la moglie.
Nel frattempo Sara era ritornata con la bottiglia.
“Mandami giù Fiorella tra dieci minuti”
“Ok, ciao bellezza! ”
“Già proprio una bellezza” fece lei schernendosi.
Mentre risalivo le scale sentì delle voci da fuori la porta di Noemi, era la prima volta che lasciavano la finestra della cucina socchiusa e preso dalla curiosità mi fermai per origliare. Ero curioso di sapere cosa si dicessero di così importante lei e Anna, posai la bottiglia e mi sporsi dalla scala per sentire meglio.
“… leccala bene… ”
LECCALA BENE? !
Ma che cazzo facevano quasi tutte le sere li dentro? Scavalcai la ringhiera e mi sporsi per sbirciare dentro, erano tutti e tre nudi sul divano del salotto, Anna era sdraiata sul divano con le sue belle gambe arrotolate attorno alla vita di Ciro che se la stava scopando mentre Noemi le stava con la fica sulla bocca palpandole le tette.
La sorpresa fu tale che per poco non caddi di sotto.
Troia che non sei altro ecco perché non hai mai voglia di scopare! Ti fai una bell’ammucchiata con quei due tutte le sere. Risalì a casa scombussolato, dopo circa mezz’ora salì Anna.
Dentro di me ribolliva di tutto, avrei voluto sbatterla fuori di casa, pestarla, urlarle di tutto ma mi trattenni. Se ci fossimo separati il tribunale avrebbe assegnato a lei sia Flavia che la casa ed io mi sarei ritrovato con una mano davanti e l’altra di dietro. Non era quello il modo per vendicarsi, no, le avrei reso pan per focaccia. Non ero da buttare via, a trentasei anni avevo ancora un fisico atletico e non sono mai stato brutto, al più solo coglione.
-°-°-°-
Nei giorni seguenti iniziai a guardarmi intorno, in ufficio avevo un certo successo ma il tempo per iniziare una relazione non c’era. Troppi casini, troppi impegni e troppo poco tempo.
Dopo qualche giorno capitò che Flavia era giù da Fiorella a giocare e Anna, come il solito, era da Noemi a scopare.
Il mio morale seguiva fasi alterne, un momento ero livido di rabbia, un altro ero ridotto ad uno straccetto.
Andai giù per recuperare la bambina ma Flavia non ne voleva sapere di smettere di giocare così mi misi in cucina a parlare con Sara mentre lei preparava la cena.
“Continuerebbero a giocare all’infinito” dissi io mentre le osservavo il sedere.
“Già non si stancano mai. Uffa che palle! Ma perché Toni mette tutto sotto il lavello! ”
Bofonchiò Sara mentre s’inchinava a prendere una scatola. Rimase con le gambe tese e si piegò sul busto, portava dei pantaloni aderenti che le entrarono tra le natiche evidenziandole il culo e mettendo in risalto la forma degli slip.
“Cavolo che panorama! ”
Mi uscì spontaneo.
Sara si girò verso di me senza cambiare posizione e mi fissò.
“Ti metto in imbarazzo oppure sono talmente brutta che è meglio che cambi modo di vestire? ”
“Non mi metti in imbarazzo ed il panorama è di mio pieno gradimento, anzi mi piacerebbe conoscerlo meglio… ”
Dissi a voce bassa. Temevo che si girasse e mi mollasse uno schiaffone, ma dovevo rischiare. Ero giunto alla conclusione che Sara era la mia candidata principale.
Si rialzò lentamente poggiando la scatola sul tavolo e piazzandomisi davanti, sentivo già il bruciore sulla guancia ma Sara mi prese una mano e se la poggiò sul culo.
“Allora come ti sembra? ”
“Morbido e sodo” biascicai ingoiando a vuoto
Lasciai scorrere la mano sul suo culo, la feci scendere lentamente sulle sue cosce e la feci risalire tra le gambe. Un paio di cosce stupende sode e calde, senza un filo di cellulite. Sara si chinò su di me e mi baciò ficcandomi la lingua in bocca. Ci baciammo con voracità ma solo per poco ricordano che nell’altra stanza c’erano le bambine a giocare.
“è troppo tempo che Toni non mi tocca… ” disse con un filo di voce Sara.
“è un coglione se spreca il tempo con un’altra… ”
“E tu allora? Cosa dovrebbe dire Anna. Non stai sprecando il tempo con un’altra? ”
“In questo momento Anna stà scopando con Noemi e Ciro. è una storia che va avanti da alcuni mesi ma l’ho scoperto solo da poco”
“Ma dai! A chi credi di prendere in giro? ” sbottò Sara.
“Sali sopra e cerca di origliare, le bambine le guardo io”
Sara uscì immediatamente per poi ritornare dopo cinque minuti.
“Incredibile, e tu non fai niente? ”
“Qualunque cosa faccio perdo mia figlia e non voglio”
“Ma le cose a letto come vanno? ” chiese Sara sedendosi vicino a me.
“Buio totale da almeno otto mesi” dissi con calma.
“Ecco il motivo. è per questo che mi stai dietro, sei talmente arrapato che ti scoperesti chiunque. Non è vero Tom? ”
“Non dire cazzate, non ho mandato in vacanza gli occhi. Sei una bella fica e mi sei sempre piaciuta”
Senza farle dire altro la presi dietro il collo e la baciai ancora, all’inizio Sara fece resistenza ma poi rispose con foga piazzandomi una mano sul cazzo che nel frattempo era diventato duro come la roccia. Le nostre effusioni furono bruscamente interrotte dalle urla delle bambine che litigavano, così risalii su casa con l’immagine del culo di Sara stampato in mente.
Come il solito quello che mi fregava era il tempo, non riuscivo a trovare il modo per rimanere solo con Sara. C’era sempre qualche ragazzino di troppo, oppure le suocere o Carmen. Già Carmen, lei ed Adriano sono una coppia di vecchietti che abitano porta a porta con Sara, simpatici ma invadenti. Non c’era modo di sfuggirle, si era auto nominata portiera e custode della palazzina, come sentiva dei passi sulla scala esterna si affacciava per vedere chi fosse.
Per ironia della sorte fu la suocera di Sara che sbloccò la situazione, quella stronza teneva il gioco al figlio e controllava la nuora come un cane da guardia, ma non aveva considerato la nipote. Infatti, Fiorella voleva andare continuamente a casa della nonna per giocare nel giardino e visto che insieme a lei c’era Flavia la nonna se le portò via tutte e due.
Ero sul balcone quando sentì Sara dire a Carmen.
“No, vado io a dirlo a Tom. Gli devo dare delle videocassette che Flavia ha prestato a Fiorella”
Come al solito Carmen s’impicciava. Aprii la porta ed andai in bagno a controllare il mio aspetto. Mi sentivo come un quindicenne al suo primo appuntamento e contemporaneamente non volevo perdere l’occasione con Sara.
“Posso? ” chiese Sara entrando.
“Vieni, entra”
“Le belvette sono da mia suocera, ti ho riportato i video di Flavia… ”
Sara era venuta verso di me tendendomi le videocassette, le presi e le buttai sul tavolo poi afferrai Sara per una mano e la tirai verso di me
“Ma… ”
Non ebbe tempo di dire altro, le chiusi la bocca con un bacio mentre la circondavo con le braccia afferrandola per le chiappe. Sara rispose immediatamente, ci spogliamo come due furie e ci tuffiamo sul letto. Le accarezzavo le tettine da adolescente, le facevo scorrere le unghie sulla schiena, Sara era sdraiata sul letto senza capire più nulla. Ha due capezzoli piccoli e lunghi, iniziai a succhiarli e morderli. Mi afferrò per i capelli e mi tirò su di botto.
“Cazzo! Fermati o vengo”
“E vieni, chi ti tiene? E dopo che sei venuta ti faccio venire ancora… ”
Tuffai la testa tra le sue cosce, trovai una bella fica cespugliosa ma con i peli rasati ai lati. Anna li tagliava come le spogliarelliste, in pratica aveva una striscetta sul pube e nient’altro, diceva che i peli sulla fica e sul culo le davano fastidio con i tanga. Allargai la fica con le dita ed iniziai a lecNoemi, titillavo il clitoride con la lingua, la infilavo in fica per poi toglierla e succhiargliela forte, contemporaneamente con una mano tormentavo una tetta. Sara è vergine di culo, me ne sono accorto la prima volta che le ho ficcato un dito dentro, si è ritratta ma poi si è rilassata, evidentemente le piace. è venuta ancora, mi ha strizzato la testa tra le cosce ed ha mugolato forte.
“Oh Dio, mi ero dimenticata com’era bello! Adesso vieni qui che ti sistemo io”
Mi ha sdraiato ed ha iniziato a smanettarmelo, mi grattava leggermente le palle facendo scorrere le unghie sul cazzo, poi mi ha ficcato lentamente un dito nel culo.
“Ti piace? ” mi ha chiesto guardandomi negli occhi.
“Mi vuoi inculare? ”
“Mi piacerebbe ma non ho un bel cazzo come questo tra le gambe”
Ha aperto la bocca e se lo è ficcato tutto dentro iniziando un bocchino da infarto. Lo succhiava fino alla fine per poi leccarlo dalle palle alla punta, intanto faceva andare il dito nel mio culo. Dopo un primo attimo di smarrimento mi sono accorto che mi piace la sensazione che mi da il suo dito.
“Fermati che altrimenti vengo” ho sussurrato.
“Allora vieni, riempimi la bocca di sborra. Poi te lo faccio indurire di nuovo, non pensare di cavartela senza avermi scopato”
Mi lasciai andare alla sua bocca, sentì la sborra montami dalle palle e le schizzai un fiotto caldo sul palato.
“mm quanta buona roba”
La sborra le colava dalla bocca ma Sara continuava a leccare ingoiando tutto. Ha continuato a leccare e maneggiare il mio cazzo fino a quando si è indurito di nuovo.
“Adesso scopami, dammi una bella sbattuta, fammi godere ancora”
Senza darmi modo di alzarmi Sara mi si mette a cavalcioni e s’infila il mio cazzo nella fica cominciando a fottersi da sola a smorza candela. Mi piace, ma mi piace ancora di più se a muovermi sono io, così mi tiro su e rovescio Sara sul letto le afferro le caviglie e me le metto davanti al viso, scopandola mentre ha le gambe chiuse. Poi la giro, le schiaccio la faccia sul letto, le afferro le chiappe e continuo a sbatterla da dietro. Ci metterò un po’ a venire di nuovo anche se la fica di Sara è molto stretta. Intanto lei continua a godere, un orgasmo dopo l’altro, io vado e vengo fregandomene se le faccio male sul culo, la stringo ancora più forte e le sborro dentro accasciandomi sopra di lei
“La prossima volta ti rompo questo tuo bel culetto”
Le sussurro in un orecchio. Sara è frastornata, le brillano gli occhi, si gira lentamente e mi stampa un bacio sulla bocca.
“Va bene, basta che ti fai inculare anche tu”
“Come farai? ” le chiedo perplesso, lei ride divincolandosi per sfilarsi il mio cazzo da dentro.
“Andrò a comprare un bel vibratore, giusto della tua misura”
Rimango sul letto a guardarla mentre và in bagno a lavarsi. Perché no mi chiedo, forse mi piace pure.
-°-°-°-
Anna era sempre incazzata, il fatto che Flavia fosse di solito da Fiorella le aveva stravolto il ménage, Noemi non poteva spedire Simone e Luana da Fiorella, le bambine litigavano dopo cinque minuti. Così si erano dovuti organizzare con la madre di Noemi. Lucia passava i giorni dispari a prendersi i nipoti ed in quei giorni Anna spariva fino all’ora di cena.
Una volta le chiesi cosa facesse da Noemi per tutto quel tempo, cose da donne mi rispose. Già il cazzo di Ciro era una cosa da donne.
Dopo una settimana si presentò una nuova occasione, passarono gli zii di Toni, gente simpatica con due schianti di figlie. Solo che mentre Mara è una ragazza di venti anni consapevole dell’effetto che fa sugli uomini, Anna è una diciottenne con un fisico da sballo ed un cervello fermo ai quattordici anni. Fiorella ed Flavia si precipitarono dalle ragazze, Mara ed Anna le faceva giocare e loro non le mollavano, così portarono le bambine con loro a fare la spesa.
Dopo dieci minuti scesi da Sara e come al solito Carmen sbucò fuori di casa.
“Ehi Tom, dove vai? ”
“Da Sara, non sento più strilli e mi domando cosa succede”
“Sono andate via con gli zii di Toni”
“Ah! In ogni modo devo chiedere a Sara delle cose per l’asilo” mi voltai e suonai alla porta.
“Le bambine sono con gli zii… ” mi disse Sara aprendomi la porta
“Lo so, me lo ha già detto Carmen, ma ti volevo chiedere se hai parlato con le maestre”
Carmen stazionava sul pianerottolo in attesa di essere invitata anche lei ma Sara non la guardò neanche.
“Dai entra, andiamo a parlare nel salotto”
Seguì Sara dentro casa chiudendomi la porta alle spalle, Sara intanto aveva acceso la radio.
“Senti Mark io non voglio continuare questa storia, tu mi piaci ed a letto vai forte ma sono piena di scrupoli e non voglio rischiare di rompere il matrimonio anche se Toni è uno stronzo. ” disse Sara sprofondando nel divano.
Mi si smosciò tutto, pregustavo già una scopata coi fiocchi ed invece Sara mi mandava a cacare. Ma perché cazzo non avevo trovato una zoccola come Anna che scopava per il gusto di scopare senza tanti scrupoli, tranne che con il marito ossia io.
“Non voglio impelagarmi in una storia, mi basta quella con Toni… ”
Mi suonò un campanello in testa… storia? Io volevo fotterla e basta non volevo mica sposarla!
“Sara non confonderti io non ti voglio sposare, ti voglio scopare. Se ti avessi conosciuto prima forse ti avrei fatto la corte ma adesso la nostra storia, come la chiami tu, è solo sesso. E non voglio che sia altro! ” esplosi quasi urlando. Sara schizzò su dal divano mettendomi una mano sulla bocca.
“Zitto stronzo! Carmen sente tutto”
Rimase in piedi davanti a me, sentivo il suo profumo e potevo guardane nella sua scollatura, anche se non c’era molto da guardare.
“E così vuoi solo sbattermi, bene… anche io, ma volevo che fosse chiaro. Tra noi c’è solo sesso, tutto il sesso che vuoi in tutti i modi che ci verranno in mente. Ma solo quello” fece mentre mi baciava leggermente il collo.
“In tutti i modi che escogiteremo? ” chiesi
“Mi sono stufata di essere una brava madre di famiglia, quel coglione di mio marito non lo merita. Gli piacciono le troie? Sarò la peggiore delle troie, ma non per lui, voglio fare di tutto. Spremiti il cervello e tira fuori tutte le fantasie che hai, io ti seguirò” sussurrò mentre mi si strusciava contro.
“Facciamo un patto” dissi con quel poco di lucidità che mi restava “se uno dei due dice no tutto finisce ed amici come prima. Nulla è vietato e possiamo coinvolgere anche altri adulti ”
“D’accordo via libera alla fantasia ”
Ci stavamo strusciando contro come due serpenti, senza usare le mani, il cazzo era tornato ad essere duro come un palo, mi faceva male nei pantaloni.
“Voglio incularti” disse Sara.
“Lo hai comprato? ”
“Sì, un bel vibratore a forma di cazzo da ventitré centimetri. Può anche spruzzare dalla punta, una meraviglia” disse Sara mentre andava a prenderlo.
“Da come ne parli si direbbe che lo hai già provato” borbottai mentre mi spogliavo.
“Vestiti! Ti spoglio io! No non l’ho provato, lo svergino con te” ordinò Sara ritornando con un cazzo di gomma che mi sembrava enorme ed un vasetto di crema per le mani.
“Che ci fai con la crema? ” chiesi sempre più dubbioso
“è un consiglio del commesso, mi ha chiesto che uso intendessi farne e quando gli ho detto che mi ci volevo sfondare il culo si è proposto di farlo lui, gratis e tutte le volte che volevo. Gli ho riso in faccia ma poi mi sono scusata, è che ho già un uomo che ci pensa gli ho risposto. Così, mentre mi palpava il culo, mi ha consigliato la crema”
Mentre Sara parlava mi ero rivestito, mi fece girare ed appoggiare al divano, mi slacciò i pantaloni e me li calò insieme ai boxer.
“Me lo vuoi mettere dentro in piedi? ” dissi con un filo di voce. Il cazzo non mi si era smosciato.
“No, mettiti in ginocchio. Sembra che la cosa ti piaccia, hai il cazzo ancora teso” disse facendo scorrere la sua mano fresca sul mio cazzo bollente. Poi unse il vibratore ed iniziò a ficcarmi due dita piene di crema nel culo.
Era vero, avrei mentito a me stesso negandolo ma il mio cazzo mi tradiva. L’idea di farmi inculare da una bella fica mi attirava. La mano di Sara continuava a masturbarmi, poi sentì un contatto freddo contro il buco del culo.
“Allargalo più che puoi, ora te lo rompo” e così dicendo Sara spinse delicatamente dentro la punta del vibratore. Forse sono frocio ma la cosa mi piacque, il dolore era relativo e la mia foia era così grande che spinsi il culo indietro.
“Fermati checchina, sono io che ti inculo” disse Sara ammollandomi una pacca sul sedere.
“Dopo ti faccio vedere cosa ti combina questa checchina, comunque mi piace un sacco. Dai spingi! ”
Sara iniziò a stantuffarmi quell’affare nel culo mentre si sditalinava balbettando di tutto.
“Frocio… te lo rompo… chissà se dopo vorrai scoparmi ancora o andrai a cercare qualche bel maschietto… cazzo come godo! ”
Venne come un fiume, tremando e mordendomi una coscia, sfilò gentilmente il vibratore dal mio culo e lo buttò sul divano.
“Dai scopami! ” disse mentre mi si abbracciava alzando una gamba. Le tolsi gli slip, la presi in braccio mettendomi tra le sue cosce e le ficcai il cazzo in fica con un colpo solo. La scopavo in piedi, una fatica bestiale considerando che è alta quasi un metro e ottanta ma in quel momento non sentivo niente, solo una bella fica arrotolata addosso a me che si faceva sbattere con forza. L’avrei sentito più tardi, con i muscoli freddi.
La appoggiai contro un muro continuando a tenerla da sotto le cosce, sembrava un pollo alla diavola infilzata da uno spiedo per quanto le tenevo larghe le gambe mentre la scopavo. Le sborrai in fica come un invasato sbattendola contro il muro come una bambola di pezza, la tenni in braccio ancora per qualche secondo poi la feci scendere.
“Cazzo che scopata! Quel cretino di Toni ci ha provato una volta ma siamo finiti ruzzoloni per terra, d’altronde è dieci centimetri più basso di me” fece Sara stirandosi le gambe.
“Leccalo per bene, puliscilo e fallo tornare duro” dissi mentre mi sistemavo comodo sul divano. Sara si accoccolò tra le mie gambe ed iniziò a pulirlo con la lingua mentre con le dita mi vellicava le palle. Ci vollero quindici minuti buoni per risvegliare il morto ma alla fine gli forzi di Sara furono ricompensati.
“Adesso è il turno del tuo culetto” dissi sogghignando “ma io non uso la crema, insalivalo per bene o è peggio per te”
“Ma ti farai male anche tu! ” esclamò Sara.
“Ho il cazzo talmente indolenzito che non fa niente, ciuccia troia! ” e le piegai la testa sul mio cazzo. Sara cercò di insalivarlo al massimo, poi la sdraiai sul divano come per scoparla.
“Voglio guardarti negli occhi quando te lo rompo” dissi e mi chinai tra le sue gambe per lubrificale il culo. Non sono mica scemo, non volevo rovinarla. Mi tirai su e le appoggia la cappella sul buco, palpitava.
“Piano… ”
“Zitta e becca! ” lo spinsi dentro con violenza, Sara sbarrò gli occhi ma poi si rilassò e cercò di agevolare l’entrata. Dopo poche pompate era a bocca aperta che si sgrillettava a tutto spiano.
“Dai! Spingi! … che bello… non credevo… rompimi in due! ”
Sara ha un culo spettacolare, rotondo, alto e sodo; due bellissime cosce lunghe. La tenevo per i fianchi mentre la inculavo, e la guardavo. Ancora tutta vestita tranne che per gli slip, la gonna arrotolata in vita, i sandali con i tacchi che mi strusciavano dietro la nuca. Il mio cazzo ora scivolava bene nel suo culo, il mio primo culo, caldo, molto più caldo di una fica e molto stretto. Ressi per dieci minuti durante i quali Sara venne un’altra volta, poi tirai fuori il cazzo e le spruzzai la sborra addosso sporcandole i vestiti.
“Guarda che cazzo hai combinato, ho la camicetta di seta tutta zozza! ”
“La prossima volta ti schizzo in faccia. Se non va via te ne compro un’altra”
“Già, senti una cosa volevo estendere il patto. I nostri incontri debbono avvenire dopo almeno una settimana e questo per vari motivi. Non voglio dare modo a Carmen di insospettirsi, non voglio che ci annoiamo tra breve e voglio una novità ogni volta, che ne dici? ” disse Sara mentre si cambiava.
“Va bene ma una novità per volta, proposta a turno. A proposito non hai freddo senza calze? ” feci avviandomi verso la porta.
“Sì è ora di metterle, perché? ”
“Allora metti solo quelle con il reggicalze, e gli slip mettili per ultimo”
“Sei anche feticista! Ma bravo! Comunque va bene , ci vediamo checchina” mi salutò sorridendo Sara.
“Ciao culo rotto” dissi mentre chiudevo la porta.
-°-°-°-
Bisognava trovare il sistema per vederci più spesso, ma come! Esploravo qualsiasi direzione ma tutto quello che mi veniva in mente lo scartavo subito.
I giorni passavano e non cavavo il ragno dal buco, poi si ruppe la macchina di Sara.
La sera venne Toni a casa, quando lo vidi sulla porta incazzato nero mi si strinse il culo per la strizza.
“Ciao Tom”
“Ciao Toni, vieni entra”
“Ti volevo chiedere una cortesia, si è fusa la macchina di Sara e per il momento non abbiamo i soldi per comprarne un’altra, potresti accompagnare Fiorella all’asilo? ”
“Certamente, non ci sono problemi”
“Ti ringrazio… senti qualche volta potrebbe venire anche Sara per andare al mercato? ”
“Nessun problema”
“Allora ci conto, ciao”
“Va bene, ciao”
La mattina dopo suonai alla porta di Sara, fece prima Carmen ad uscire che lei ad aprire.
“Ciao Mark che c’è? ”
“Porto Fiorella all’asilo, la macchina di Sara è morta”
“Ciao Tom, andiamo Fiorella, sbrigati! ”
Le bambine faceva un casino tremendo in macchina, e dopo averle scaricate all’asilo mi rimaneva un oretta di buco prima di andare in ufficio, così proposi a Sara di riaccompagnarla.
“Ma non devi andare in ufficio? ”
“Sono uno dei pochi fortunati che entrano alle nove e mezza, dai andiamo”
“Portami al mercato”
“Senti, bisogna trovare il modo di incontrarci di sera fuori casa, altrimenti il rischio che ci becca Carmen è enorme”
“Già, ma come… ” disse Sara “… senti perché non mandi Flavia in piscina con Fiorella, così avremo un ora e mezza libera! ”
“Bell’idea! E potremmo sfruttare la casa di mio fratello tanto lui è sempre all’estero per lavoro! Stasera iscrivo Flavia”
La sera stessa andai in piscina ad iscrivere la bambina, martedì e venerdì dalle sei alle sette e mezza.
Perfetto!
-°-°-°-
“Ci mancava la piscina di Flavia” borbotto Anna a cena.
Mi guardai mia moglie, un tipo molto simile a Sara, l’unica differenza erano le tette, Anna ha due tette stupende una quarta abbondante, alte e sode, con i capezzoli piccolissimi. Anche lei sembra sempre pronta per andare ad una festa, e la passione per la lingerie femminile me la ha attaccata lei. Non usa nulla di intimo che non sia di seta, calze, slip e reggiseno mi costano una cifra ma fanno un effetto clamoroso.
Peccato che ha godersi la mia bella mogliettina fosse Ciro e chi sa chi altro.
-°-°-°-
Martedì sera in piscina io e Sara chiacchieravano tranquillamente seduti sui gradini della balconata, non era la sera del sesso.
“Ho pensato alla novità di giovedì” esordì Sara
“Racconta”
“Pinuccia, la figlia di Carmen. Voglio guardare mentre te la inculi”
“Pinuccia? Ma sei diventata scema? Ha 45 anni ed è sposata! Come cazzo faccio a scoparmela? ”
“A questo ci penso io, la novità è mia e quindi devo organizzare tutto io. Non ti preoccupare, sono già due giorni che me la lavoro. Le ho raccontato che Toni mi ha descritto le tue grazie e visto che il marito soffre di impotenza da almeno un anno era molto interessata”
“E come fa Toni a conoscere il mio corpo? ”
“Avete fatto la doccia insieme al tennis, le ho detto che hai un cazzo nerissimo, come un negro. Che hai un bel fisico lo vede da sola, tra parentesi non ti sei mai accorto che ti si scopa con gli occhi ogni volta che ti vede? ”
“Non ci ho mai fatto caso, e poi è vero che ho il cazzo un po’ scuretto ma non è certo da negro”
“Comunque le brillavano gli occhi, l’ho invitata ad accompagnarci in piscina venerdì con la scusa di farle vedere l’impianto per iscriverci il figlio. Tu mettile distrattamente una mano sulla coscia e vediamo che succede. Gli racconterò tante di quelle cose che avrà la fica fradicia, e poi voglio avere qualcosa con cui ricattare Carmen nel caso si accorgesse di qualcosa”
“E sì fai presto tu a dire mettile una mano sulla coscia, la faccia che si beccherà lo sganassone sarà la mia! Comunque ci provo, sembra ancora una bella fica”
Il venerdì sera in piscina Sara si mise a sedere sullo scalino davanti a me e Pinuccia. Pinuccia parlava continuamente, di qualsiasi cosa le passasse per la testa, con la scusa di guardare in piscina mi spostai leggermente in avanti e finsi di scivolare, per riprendermi le posai una mano sulla coscia e, una volta risistemato, ce la lasciai.
Inizia ad accarezzarla lentamente intanto Sara si era accorta che stava succedendo qualcosa, Pinuccia si era azzittita di botto. La mia mano scorreva lungo la sua coscia infilandosi sotto la gonna, Pinuccia usò il suo cappotto per coprire il tutto e ricominciò a parlare. Dopo cinque minuti Sara si girò e vide Pinuccia con gli occhi lucidi persi nel nulla, le stavo titillando il grilletto. Infilò anche lei la mano tra le cosce di Pinuccia accarezzandole, Pinuccia si riprese di scatto e ci guardò a bocca aperta.
“Dai, andiamo a divertirci” disse Sara alzandosi e prendendo Pinuccia per la mano, uscimmo dalla piscina tutti e tre a braccetto ed andammo a casa di Sandro.
“Voi due avete una storia, vero? ” chiese Pinuccia a Sara.
“Noi due ci divertiamo senza pensieri. Ci piace il sesso, e lo facciamo volentieri. Vedrai che ti faremo godere come una pazza”
Sara spinse Pinuccia dentro casa ed iniziò immediatamente a spogliarla, da nuda non era un granché, anzi era abbastanza sfatta. La sbatté sul letto ed iniziò a leccarle la fica, io mi spogliai e poi tolsi i vestiti a Sara lasciandole solo il reggicalze e le scarpe. Pinuccia mugolava e si contorceva, girai intorno al letto e le appoggiai il cazzo sulle labbra. Fui risucchiato da un tornado, se lo ficcò tutto in gola massaggiandomi le palle. Le afferrai le tette e le strizzai forte, non un fiato, anzi si agitava ancora di più. Sara aveva smesso con la lingua ed adesso infilava due dita nella fica di Pinuccia, mi cercò con gli occhi ed indicò la borsa che si era trascinata dietro. L’avevo riconosciuta, era la videocamera di Toni, sfilai il cazzo dalla bocca di Pinuccia ed iniziai a fotterla con forza.
“ancora… ancora… più giù… dammene di più… ” rantolava Pinuccia.
“Te lo darò tutto in culo! Girati zoccola” le dissi. Senza un fiato Pinuccia si mise carponi, era senza controllo, Sara stava già filmando tutto ma non le fregava niente o forse non se ne era neanche accorta. Pinuccia aveva un bel culo comodo, già collaudato, così me la inculai senza tante storie spostandomi per permettere a Sara di riprendere tutto. Poco dopo Sara ripose la videocamera e si unì a noi, si infilò sotto Pinuccia ed iniziò un sessantanove.
“Sto per venire, apri la bocca Sara che ti ci sborro dentro”
Sfilai il cazzo dal culo di Pinuccia e sborrai nella bocca aperta di Sara, Pinuccia si sdraiò sul letto e Sara le andò sopra facendo colare la mia sborra nella bocca di Pinuccia. Poi la baciò a lungo.
Rimanemmo ad accarezzarci sul letto con Pinuccia che ripeteva continuamente di non essersi mai comportata così, come una troia. Ero convinto che non si sarebbe mai più fatta vedere, si vergognava come una ladra.
-°-°-°-
Anna continuava il suo fottimento con Noemi e Ciro, alcune sere vedevo salire anche Luigi, il fratello di Noemi, si dovevano fare delle belle ammucchiate. Prima o poi le avrei fatto scontare tutto.
Toni continuava a rientrare tardi e di Pinuccia neanche l’ombra. Carmen aveva mangiato la foglia e Sara le aveva fatto vedere il video dicendole che lo avremmo spedito al genero se ci avesse rotto le palle, da quel momento Carmen ci resse il gioco depistando la suocera di Sara.
Era di nuovo martedì ed io e Sara sedevamo sulla balconata.
“Allora cosa hai pensato per venerdì? ”
“Vestiti come una puttana, ti faccio battere”
“Cosa? ”
“Ti porto sulla maglianella, dove ci sono le negre, e ti faccio fare la puttana per un’ora. Trentamila di bocca e cinquanta la fica, niente culo. Quello è solo mio, te lo faccio in macchina dopo”
“O cazzo! E se mi becco qualche malattia? ”
“Prima tiri giù il sedile, lo smanetti per farlo indurire poi metti subito il preservativo e lo lavori di bocca, se vuole fottere ti sdrai e lo lasci fare. I soldi subito. Io mi apposto e riprendo tutto” continuai imperterrito.
“Non riprenderai un cazzo al buio”
“Non temere, mi sono fatto prestare una telecamera notturna da Mark, riprenderò tutto”
“Mark chi? ”
“Il mio amichetto d’infanzia, si occupa di security per il vaticano, una specie di detective. Tu piuttosto vestiti adeguatamente”
“Gonna o pantaloni? ”
“Gonna corta, tette di fuori e pelliccia”
“Creperò di freddo”
“Sei talmente bona che non starai molto sulla strada, a proposito non più di 15 minuti a cliente”
Sara sorrise all’idea e mi baciò a lungo.
Il venerdì sera alle sei e dieci Sara era già sul marciapiede, due minuti dopo si ferma la prima macchina. Avevo trovato un posto con molte frasche intorno e mi ero appostato in modo da poter vedere bene. Sara si fa pagare poi comincia a lavorarsi il cliente, un uomo di mezz’età. Neanche cinque minuti e quello le viene in bocca. Come avevo previsto i clienti si susseguono a ritmo serrato, in un ora se ne fa sei, quattro dei quali se la scopano veloci come conigli. Carico tutto in macchina e passo a riprenderla.
“Allora, come ti è andata quest’ora da puttana? ”
“Ci credi che non sono riuscita a godere? Come stavo lì lì per venire quello sborrava, che rabbia! Comunque ho alzato duecentosessanta mila in un ora, niente male”
“Hai un futuro come zoccola”
“Certo, e tu come pappone”
“Vieni a pagare il tuo pappone, troia”
Ci infilammo nuovamente tra le frasche ma questa volta per scopare sul serio, sdraiamo i sedili e Sara mi tira fuori il cazzo iniziando un pompino. è brava a fare bocchini, è nata per farli, lo succhia lentamente, lo lascia raffreddare lavorando la cappella con la lingua per poi riprenderlo tutto in bocca, al calduccio.
La sdraio, mi accomodo tra le sue cosce e glielo infilo in fica, Sara si tormenta i capezzoli mentre la scopo lentamente, è talmente infoiata che viene quasi subito. Ho il cazzo ricoperto dalla broda di Sara, le è colata dovunque cosi non ho bisogno di lubrificarlo per incularmela. Infilo dentro la cappella ed inizio un giochetto di leva e metti, lo sfilo e l’infilo spingendo ogni volta di più. Intanto Sara si masturba e gode ancora, alla fine non reggo più e comincio a fotterla alla grande per finire schizzandole un mare di sborra nel culo.
“Povere puttane, secondo me sono talmente abituate a non godere con i clienti che non riescono più a godere per niente” dice languidamente Sara trattenendomi tra le sue gambe “tu invece mi fai godere come una matta”
“Anche tu mi spremi le palle ben bene. Non ti mollerei per niente al mondo”
Sara volle ripetere il giochetto della puttana per quasi due mesi, alla fine credetti che lo volesse fare di mestiere, e mi ero rotto, ormai la novità era sparita. Non riuscivo a capire la sua metamorfosi, la storia di sesso iniziata dalla solitudine di due sfigati era diventata non so bene cosa.
“Sai, è come se qualcosa si è rotto, più passa il tempo e meno me ne frega di Toni. Anzi, mi sta montando una rabbia infinita, una sorta di voglia di autodistruzione. Forse fare la puttana mi attira proprio per questo… Comunque al momento sto solo mettendo da parte un po’ di soldi. Voglio rifarmi le tette come Anna e mi servono i soldi”
“Con questo ritmo ti ci vuole un anno! Metti su un telefono ed in capo ad un paio di mesi hai fatto”
“Un telefono? ”
“Sì, come per gli annunci sul giornale. Una casa con entrata indipendente ed un annuncio”
Sara si uccise dalle risate, ma il martedì successivo mi fece vedere l’annuncio.
– Giovane italiana disponibilissima… –
“Sarò il tuo primo cliente”
“Manco per niente io con te voglio godere, e con quelli che verranno di godere non se ne parla, piuttosto preparati per venerdì ho una bella sorpresa. Lubrificati il culetto per benino, ti sarà utile, appuntamento all’appartamento di Sandro mi troverai già lì. ”
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Attesi il venerdì con ansia, il mio lato omosessuale stava emergendo e l’idea di farmi stendere le pieghe del culo dal vibratore di Sara mi eccitava.
Entrai in casa e la vidi subito, nuda tranne che per il reggicalze e le scarpe si stava facendo leccare la fica da un negro.
“Ciao montone, lui è Kob”
“Hm e cosa dovrei fare con Kob? ”
“Spogliati e vieni qui”
Nel frattempo Kob si era alzato rivelando un cazzo di normali proporzioni, mi spogliai rapidamente e li raggiunsi.
“Kob muore dalla voglia di scoparmi ed io gli ho promesso che potrà farlo se accetta di farselo succhiare da te, voglio fare il trenino del culo, tu inculi me e Kob incula te. Poi, dopo che io e te siamo venuti può scoparmi, che ne dici? ”
Il mio cazzo già duro parlava per me, feci sedere Kob su bordo del letto e mi inginocchiai davanti a lui
“Succhiaglielo… lentamente… lecca la cappella… bravo… non farlo venire… ” mi sussurrava all’orecchio Sara accarezzandomi le palle mentre ciucciavo il cazzo di Kob.
Sara l’aveva lavato, sentivo il sapore del sapone e per la prima volta sentivo il sapore del cazzo. Niente male, ma nulla a che vedere con il sapore della fica, non sarei mai diventato frocio, non avrei mai rinunciato alla fica.
Sara si era stesa sul letto con il culo in aria invitandomi a sodomizzarla, non mi feci pregare ed iniziai a lubrificarle il culo con la crema mentre Kob faceva lo stesso con me. Mi alzai e lentissimamente lo misi tutto nel culo di Sara.
“Stronzo che non sei altro, potevi farlo con ancora più calma! Preferisco quando me lo sbatti dentro d’un colpo, così mi fai più male” disse Sara a denti stretti.
“Piano piano te lo allargherò talmente tanto che non sentirai più dolore… ” risposi.
“Dai Kob, fattelo! Voglio sentire le tue botte attraverso il cazzo di Tom, e tu stai fermo. ”
Kob non se lo fece ripetere due volte, mi afferrò per i fianchi ed iniziò a spingere contro il mio buchetto, poco dopo era tutto dentro e cominciò a pistonare alla grande. Sara si beccava le botte di Kob tramite il mio cazzo mentre di sgrillettava, tutti e tre ci guardavamo nello specchio dell’armadio. Una sensazione incredibile, avere il cazzo nel culo di una troia lasciva come Sara e contemporaneamente farselo rompere! Sara venne rapidamente, ormai ci metteva molto poco a godere, ed io pure non durai molto. Le avevo appena sborrato in culo che Kob si sfila e rimane in piedi ad aspettare con il cazzo dritto che mi levassi per fottersi Sara, era lei il suo premio. Sara si siede sorridendo ed inizia a sbocchinarlo mentre io afferro la telecamera ed inizio le riprese. Kob la teneva per la testa dandole il ritmo e Sara succhiava con la sua solita bravura, poco dopo Kob la rovescia sul letto girandola sulla pancia.
“Vuoi incularmi? ” gli chiede Sara.
“No, voglio scoparti così” ribatte Kob piazzandole un cuscino sotto la pancia ed allargandole le gambe, la infila da dietro in una mezza pecorina. Fare le riprese è un casino ma bene o male riprendo la scena.
“Non mi venire dentro, ho smesso la pillola e potrei rimanere incinta” dice Sara.
“Non ti piacerebbe un bel bambino nero? ” ribatte Kob continuando a pistonare.
“Mi riuscirebbe difficile spiegarlo a mio marito… ” biascica lei mentre comincia a godere di nuovo.
“Cazzi tuoi” dice Kob e le allaga la fica di sborra. Sara collassa sul letto senza una parola mentre Kob si rialza.
“Bella troia, come tutte le bianche. Peccato che ha poche tette” dice Kob mentre si riveste e senza aggiungere altro prende e se ne và. Intanto Sara si è ripresa e si è accorta della borra che le cola dalla fica.
“Che gran bastardo! Che figlio di puttana… mi ha sborrato dentro”
“A lui non gli frega niente se resti incinta” ribatto io.
“Be ci sono tanti metodi per evitarlo, a proposito ti è piaciuta la novità? ” mi chiede Sara alzandosi ed abbracciandomi .
“Come novità niente male, ma preferisco le donne” le rispondo baciandola “Ricominciamo con le nostre novità quando hai finito con le marchette, ti voglio con le tettone”Sara mi guarda di sottecchi mentre si stira languidamente sul letto
“Non so come fai a sopportare Anna” butta lì con indifferenza
“Sto digerendo la cosa, voglio vendicarmi… no non vendicarmi, voglio cambiare le cose… forse… boh! Ho una gran confusione in testa… ”
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Cerco di capire il comportamento di Anna, le è sempre piaciuto scopare ma non mi sarei mai immaginato questo. Torno indietro con la memoria per individuare il momento scatenante, sono almeno otto mesi che è cambiata, prima di allora è sempre stata remissiva un tipo facilmente influenzabile, poi boom! Completamente un’altra, scostante, inavvicinabile.
Ripenso a cosa è successo circa otto mesi fa, ma non trovo nulla che possa aver causato questo, poi mi ricordo. Anna è sempre stata attratta dall’esoterico e Ciro e la moglie sono soci di un circolo medianico, giusto in quel periodo Anna andò con loro per assistere a delle sedute. Mi si insinua immediatamente il dubbio che sia stata plagiata visto il suo carattere.
Vado immediatamente da Mark e lo metto in croce per avere delle informazioni sul circolo Mistero 2000. Due giorni dopo Mark mi richiama chiedendomi di passare da lui.
“Bel gruppo di bastardi, un circolo satanico, sono stati denunciati più volte per plagio, truffa, estorsioni, minacce… insomma gente da evitare. Il loro grande capo è un tal Giovanni Rosi, un volpone” mi informa Mark.
“Mi serve qualcosa per trattare con il loro capo da una posizione di forza. Devo obbligarlo a dirmi alcune cose che probabilmente vorrà tenere segrete” dico mentre sfoglio il dossier.
“Ho saputo che ha un conto in svizzera, è uno dei tanti modi con cui lo tengono per le palle quelli della DIGOS. è un loro informatore, tu accenna al conto ed all’opportunità di informare la finanza vedrai che collaborerà” sorride Mark.
“Non so come ringraziarti… ”
“Lascia perdere e vattene che ho da fare”
Andai immediatamente al circolo esoterico e chiesi del gran maestro.
“Al momento è in meditazione e non si può disturbare” mi disse il portiere.
“Sono sicuro che mi riceverà” dissi passandogli un bigliettino chiuso con scritto DIGOS “dagli questo e vedrai”.
Il portiere prese il bigliettino ed entrò in una stanza, dopo cinque minuti il gran maestro mi fece accomodare nel suo sancta sanctorum.
“Sempre nei momenti meno opportuni, stavo iniziando una novizia… ” borbottò l’uomo.
“Di fica o di culo? ” chiesi.
L’uomo mi guardò perplesso poi scoppiò in una risata.
“Di culo. Allora cosa vuoi? Non ho niente per voi, lo sapete che chiamo io” fece l’uomo.
“Otto mesi fa venne qui una ragazza con due dei tuoi, Ciro e Noemi… ”
“Fermati, tu non sei delle DIGOS, non mi avete mai chiesto informazioni sulle persone che frequentano il circolo, allora chi cazzo sei? ” mi bloccò l’uomo.
“Che ne dici se informo la finanza di un certo conto in svizzera. Posso continuare? ”
“Continua pezzo di merda” sibilò l’uomo.
“allora, in breve, cosa le avete fatto? ”
“Dovevo un favore a Ciro, è direttore di banca ed io avevo alcuni problemi, io non c’entro, non me la sono neanche scopata… ”
“Ti credo ma vieni al sodo”
“… bè insomma , Ciro voleva essere il suo spirito guida… ”
“e che cazzo è? ”
“… il suo padrone, il suo nume, non può rifiutargli nulla. Non è stato difficile, è una che vuole credere, così abbiamo fatto una serie di sedute per sapere chi fosse il demonio disposto a controllarla e durante l’ultima questo demonio si è incarnato in Ciro. Adesso è sua, anima e corpo”
“C’è modo per annullare il tutto? ”
“Lo deve volere Ciro, senza il suo aiuto non possiamo fare niente”
“E toglierla dalla suo potere? ”
“Neanche questo”
Non c’era scampo Anna era sua, ma forse…
“Ciro ci crede in queste stronzate oppure è un opportunista? ”
“Ci crede? Certo che ci crede e pure quella zoccola della moglie. Me la sono scopata sotto gli occhi di Ciro con la scusa dell’iniziazione ed era tutto felice! Si berrebbe qualsiasi cosa. Non me lo sarei mai aspettato da un uomo nella sua posizione”
“Bene, ho trovato la strada. Se non posso togliere Anna a Ciro posso mettere sotto Ciro! Voglio diventare il suo spirito guida”
“Cazzo! Se si viene a sapere sono fottuto! Non posso non se ne parla neppure, sarebbe la mia rovina! ”
“Questo è il numero del mio cellulare, ti do due giorni per pensarci poi, se non ti sento, vado alla finanza” conclusi mettendogli in mano un biglietto da visita.
Sarebbe capitolato, se avessi forzato ora si sarebbe impuntato, ma due giorni a rimuginarci sopra l’avrebbero piegato. E così fu.
“Allora gran maestro, cosa mi dici? ”
“Va bene ma ad una condizione, che tieni tutto per te e non ti fai più vedere”
“D’accordo dimenticherò che esisti”
“Verrà Ciro da te quando sarà stato fatto tutto” e riattaccò.
Passarono quindici giorni senza che succedesse niente, intanto io continuavo la mia vita normalmente. Gli affari di Sara andavano a gonfie vele, alzava quasi un milione al giorno.
“Quasi quasi mi ci dedico definitivamente” mi disse una sera in piscina.
“Ma ti piace? ”
“Non dire cazzate, non ho trovato uno straccio di cazzo che mi ha fatto godere, torno a casa ogni volta arrapata come una matta. Ho consumato il vibratore che comprai a furia di infilarmelo in fica, perché non torniamo ai nostri venerdì? ”
“Quanto ti manca? ”
“Ho chiuso. Faccio l’operazione tra due settimane”
Guardai l’orologio, le sette meno un quarto, non c’è tempo per andare a casa ma c’è tempo per qualcos’altro.
“Dai andiamo”
“è tardi, dove cazzo vuoi andare? ”
“Qui fuori alla standa” dissi trascinandomela dietro.
“Alla standa? ”
Appena entrati alla standa ci infilammo in un camerino.
“Tom, ci sentiranno! ” disse Sara mentre le alzavo la gonna.
“E tu godi in silenzio”
La porta del camerino non arrivava a terra e da fuori si vedevano i nostri piedi, senza abbassarle gli slip la girai e lo infilai in fica.
“Questo è meglio del vibratore” sussurrai all’orecchio di Sara mentre la scopavo.
“Fammi godere, dai sbattimi per bene” mugolava Sara assecondando le mie botte. Le tappai la bocca mentre veniva, questa troia ha l’abitudine di strillare, poi le venni nella fica tenendola per i capelli mentre la riempivo di sborra.
“Che stronzo che sei, ora mi colerà tra le cosce! Non ho neanche i fazzoletti per pulirmi” brontolò Sara ma poi si girò a baciarmi con foga.
Uscimmo dal camerino e vidi una grassona che ci guardava con disapprovazione, aveva capito quello che era successo. Quando le passai vicino le bisbigliai “queste cose a te non capitano, cicciona! ” ed uscii con Sara sotto braccio che sculettava contenta.
Ritornammo alla piscina e ci sedemmo vicino ad una signora con un cane. L’odore della mia sborra eccitò il cane che infilò il muso sotto la gonna per lecNoemi. Sara rimase impietrita a gambe aperte con il muso del cane che le premeva sulla fica. La donna se ne accorse e strattonò immediatamente il cane per tirarlo via scusandosi.
“Cristo! Quello mi si voleva scopare! Hai visto che cazzo? ”
“Bell’idea, forse… ”
“Forse che? Mi vorresti far scopare da un cane? Non sei mica matto? ”
“Naaaa, sto solo cazzarando… ” dissi io.
Due giorni dopo Sara entrò in clinica per l’operazione ed io rimasi senza trastullo.
-°-°-°-
Anna continuava la sua routine e di Ciro nemmeno l’ombra, cominciavo a pensare che il Gran Maestro mi avesse preso per il culo. Passavo le serate leggendo libri sulle sette e sui riti satanici, ma cominciavo a rompermi. Dopo una settimana Anna scese da Noemi con Flavia, dieci minuti dopo Ciro suonava alla porta.
“Buona sera maestro, posso entrare? ” sussurra Ciro.
Lo guardo strabuzzando gli occhi poi realizzo, il Gran Maestro aveva tenuto fede alla parola.
“Entra”
dico mentre vado in salotto e mi siedo sul divano. Ciro mi segue e si inginocchia davanti a me.
“Maestro ho udito il tuo richiamo, sono pronto ai tuoi desideri”
VENDETTA!!! TREMENDA VENDETTA!!!!
Bene, adesso cagherai sangue stronzetto. Ti sei voluto prendere mia moglie ed ora te la faccio pagare.
“Non sei stato sollecito nel compiacermi, hai pensato solo al tuo piacere sbattendoti Anna”
“Ma no! è stata usata come altare in almeno tre messe nere in tuo nome… ”
“E come è stato trattato il mio altare? ”
“Ma… come vuole la tradizione… ”
“Voglio sentire da te cosa hai fatto e perché! ”
“è stata stesa sdraiata nuda sulla pietra per darti un altare degno, poi ad ogni passo della funzione è stata usata da un affiliato come comunione con te, all’ultimo passo è stata sodomizzata da me per ribadire la nostra sottomissione. Alla fine ha partecipato all’orgia generale”
“Questo è un rito ridotto! Manco IO! Manca la sottomissione finale dell’officiante e dell’altare! ”
“Ma… veramente non lo conclude mai nessuno il rito… ”
“ADESSO Sì! Da ora in poi i riti saranno completi, l’officiante e l’altare offriranno il loro culo ad un montone! Per la tua mancanza ti ordino di astenerti da ora in poi da qualsiasi atto sessuale, deciderò io quando sciogliere la tua punizione. Organizza un’altra messa per sabato, l’altare sarà Noemi anzi mandala su, debbo parlarle! ”
Ciro sbianca in volto ma non ribatte nulla, si alza lentamente e si inchina salutando.
“Udire è obbedire”
Noemi bussa alla porta dopo neanche cinque minuti.
“Entra serva” le dico aprendo la porta.
Noemi non è una bellezza abbagliante, bassina, mora, leggermente abbondante ma con un gran culo. Entra in casa ad occhi bassi e si inginocchia al centro del salotto. Mi piazzo davanti a lei, in piedi, con il cazzo a venti centimetri dal suo viso.
“Ben fatto serva. Perché è questo che sei, la mia serva”
“Sì maestro” sussurra.
“Sarai l’altare per una messa in mio onore e la funzione si svolgerà completamente… ” le dico girandole intorno, ho voglia di rompere il culo di questa zoccola se penso a come hanno ridotto Anna lei e Ciro, mi sale il sangue alla testa.
“Spogliati, voglio vedere se sei degna”
Noemi si alza e comincia a spogliarsi lentamente, uno squallore unico, usa una lingerie degna di una monaca o di una zingara.
“Sei uno schifo, non dovrai mai più usare i collant ma solo calze di seta, niente reggiseni o slip, gonne corte, camicette e solo tacchi alti… INGINOCCHIATI DAVANTI A ME! ”
Noemi cade in ginocchio terrorizzata, le alzo il viso e le faccio colare della saliva sulle labbra.
“Lecca il succo del tuo padrone, serva”
Lentamente Noemi si lecca le labbra, poi alza le mani ed inizia a slacciarmi i pantaloni.
“Cosa fai serva? Vuoi il cazzo del tuo padrone? ”
“Sì maestro” sussurra.
“Bene ti accontento. Spogliami”
Ha le mani gelide ma mi spoglia con delicatezza, non appena sono nudo mi sdraio sul tappeto.
“Succhialo fino a farlo diventare duro poi inculati e fammi godere”
Ubbidiente come un cagnolino Noemi apre la bocca ed inizia a succhiarmelo con delicatezza, mi strizza leggermente le palle, le succhia, lecca il mio cazzo per tutta la sua lunghezza per poi infilarselo tutto in bocca, mi stuzzica il culo con un dito; poi si alza e mi si accoscia sopra, il mio cazzo non è molto lubrificato e le fa male, non riesce a metterselo in culo.
“Allora serva, cosa aspetti ad incularti? ”
“Mi fa male… ”
“E cosa me ne frega se ti sfondi il culo? Ficcatelo tutto dentro serva e fammi godere! ”
Noemi comincia a spingere più forte ed alla fine ha tutto il mio cazzo su per il culo, con il viso rigato di lacrime comincia a muoversi sodomizzandosi da sola.
“Più veloce serva… ” biascico, Noemi piange e continua lo smorzacandela poi ad un tratto si ferma.
“Che cazzo ti prende serva? CONTINUA! ”
“Mi è venuto un crampo… ” dice piangendo Noemi mentre si massaggia un polpaccio. La sbatto a terra di colpo, vado in cucina ed afferro il mattarello.
“E così ti è venuto un crampo… me ne frego io dei tuoi crampi serva, finisci con la bocca! Mettiti in ginocchio, hai il culo stretto ed ora te lo allargo io”
Noemi guardava con gli occhi sbarrati il bastone senza riuscire a muoversi.
“Sbrigati! ” le urlo dandole un calcio, non appena si mette carponi le piazzo il mattarello davanti la bocca sussurrandole.
“Leccalo per bene, insalivalo più che puoi” le lascio il tempo per un paio di succhiate poi le passo dietro e spingo il bastone brutalmente nel suo culo.
“AAAAHHHHH! ”
“Bene serva, adesso fammi godere” dico ridendo mentre mi sdraio davanti a lei. Noemi piange a dirotto ma riprende a lavorarmi con la bocca, intanto mi guardo la scena del suo culo impalato riflesso nello specchio della camera, non riesce a concentrarsi sul mio cazzo, più si muove e più il bastone le distrugge il culo. Ad un tratto la scanso e le vado alle spalle.
“Come bocchinara non vali niente… ” le dico mentre le sfilo il mattarello insanguinato dal culo “… così mi sfogo nella tua fica” la sdraio e le allargo le gambe, le apro bene la fica e le infilo piano il cazzo dentro. Noemi sembra rinata, mi si aggrappa alla schiena e si fa sbattere con gusto.
“sì… sì… scopami maestro… continua… continua… ” mi biascica in un orecchio. Le strizzo le tette e continuo a pompare come un matto, Noemi viene subito.
“Voglio sborrarti in gola, preparati a prenderlo in bocca… ” ansimo mentre sento la sborra montarmi nelle palle. Mi sfilo dalla sua fica, la afferro per i capelli e la tiro su cercando la sua bocca mentre lei mi asseconda aprendola, il primo fiotto di sborra centra la sua bocca aperta e mentre Noemi la chiude per ingoiare finisco di sborrarele in faccia.
“Brava serva, adesso puliscimi per bene”
Noemi si mette in ginocchio e la sborra le cola sulle tette ma mentre si avvicina con la bocca al mio cazzo la blocco.
“Con i capelli, serva” sussurro.
Noemi non fa neanche una piega, prende i suoi lunghi capelli neri e comincia a pulirmi il cazzo, alla fine è tutta imbrattata di sborra.
“Posso lavarmi maestro? ”
“Lavati e vattene, preparati per sabato”
Sabato. Alle otto Ciro suona alla porta, Anna si inginocchia immediatamente davanti al suo padrone e la cosa mi fa girare le palle.
“Desideri me? ” chiede Anna ma Ciro mi guarda e fa cenno di no con la testa.
“Maestro, siamo pronti. Quando vuoi possiamo andare”
Anna mi guarda stralunata.
“Maestro? ” chiede a Ciro.
“Sì è il mio maestro, ma TU sei la mia schiava! ” ribatte Ciro.
“Servo, non strillare in mia presenza. Lei è tua solo fino a quando voglio io… ”
“LEI è MIA! ” mi interrompe Ciro.
Mi giro velocemente e gli appioppo un manrovescio fortissimo, nel frattempo è entrata Noemi che si è inginocchiata davanti a me.
“Tu sei mio ed è mio tutto quello che ti appartiene” dico a Ciro, poi mi rivolgo a Noemi “ho il cazzo sporco, puliscimelo come tu sai”
Noemi mi apre i pantaloni e mi tira fuori il cazzo, non è affatto sporco ma questo Ciro non lo sa. Lo prende delicatamente in bocca e inizia a farmi un pompino, poi smette e lo asciuga con i capelli.
Ciro è sbigottito dalla performance della moglie ma rimane in silenzio, peso venti chili più di lui e sono in ottima forma.
“Ho cambiato idea, stasera l’altare sarai tu e Noemi officerà” dico a Ciro.
“Ma non si è mai usato un uomo come altare! E poi stasera il rito sarà completo! ” tenta di protestare Ciro.
“Servo, mi stai annoiando. Forse deciderò che non mi vai bene… ”
Ciro si azzittì immediatamente, essere rifiutati dal proprio padrone è una condanna a morte certa.
“Andiamo”
Usciamo in processione, e dopo un’ora di macchina arriviamo ad una cascina abbandonata, nel prato ci sono altre sei macchine. Il giro di Ciro è bello largo, nella sala attrezzata per la messa nera ci sono una ventina di persone ed un caprone. Velocemente indossano gli abiti da cerimonia mentre io mi spoglio nudo. Mi metto in piedi dietro l’altare e, uno dopo l’altro, gli adepti vengono a salutarmi leccando i miei piedi. Ciro si è sdraiato sull’ara e Noemi inizia il rito mentre gli adepti salmodiano versi satanici.
Il rito scorre lungo le sue sei fasi ed alla fine di ogni fase un adepto si avvicina all’altare e sodomizza Ciro. è coperto dal sangue di un gatto ed ha il culo pieno di sborra, quando Noemi chiama per la fase finale Ciro scende dall’altare con gli occhi sbarrati e si mette carponi, un adepto prende il caprone e lo avvicina a Ciro, l’animale inizia ad annusargli il culo ed a leccare la sborra che ne cola, poi, aiutato da Noemi, sale in groppa e sodomizza anche lui Ciro. Spingo brutalmente Noemi in ginocchio affianco al marito e le strappo i paramenti.
“Per te ringrazierò io Satana, e non il caprone” e prendo a incularla selvaggiamente mentre intorno a noi si scatena una serie di pompini, poi tutti gli adepti maschi inculano a turno Ciro e Noemi mentre tutte le donne si masturbano freneticamente. Una volta terminato il giro inizia l’orgia generale, Anna viene afferrata da due uomini che se la scopano contemporaneamente uno in fica e l’altro in culo, Noemi viene tenuta in ginocchio e fatta scopare dal montone, Ciro si ritira in un angolo ed io giro per la stanza spingendo il mio cazzo dentro ogni buco, alla fine vengo nella bocca di un ragazzo di vent’anni che si sta scopando una signora ultrasessantenne.
La mia sborra cola dalla bocca del ragazzo e finisce sulle tette della vecchia, un uomo sui quaranta si avvicina e comincia a leccare Noemi, mentre mi allontano vedo che l’uomo ha infilato il cazzo in bocca alla vecchia ed intanto si stà baciando con il ragazzo. Noemi è svenuta, dopo che il caprone l’ha montata ha leccato la fica di una ragazza mentre veniva scopata da chiunque passando la trovava libera. Anna sta facendo un pompino ad un vecchio mentre un ragazzino di tredici forse quattordici anni le stà leccando la fica, io mi siedo sull’ara e continuo a guardarmi intorno. La testa mi gira come se avessi bevuto una damigiana di vino, sono in preda ad una tale frenesia che le mie gambe tremano.
Dopo una mezz’ora è rimasta in attività solo Anna, il vecchio alla fine ha sborrato e lei si è dedicata al ragazzino che adesso se la sta scopando. In tutto sono passate tre ore, tre ore che hanno lasciato il segno su Ciro che non si è mai alzato dal suo angolino, ha sbavato e borbottato come un pazzo per tutta l’orgia. Lo guardo fisso negli occhi e gli faccio cenno di avvicinarsi.
“Bene servo, una buona messa”
“Sei contento padrone? ”
“Sì” dico sdraiandomi sull’ara. Ciro si avvicina e cerca a leccare il mio cazzo con l’unico risultato di rimediare un ceffone.
La volontà di Ciro è completamente piegata, Anna è tornata ad essere mia e di nessun altro in più ho guadagnato Noemi.
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Voglio chiudere la partita con Ciro definitivamente, ho deciso di metterlo nei guai con la banca ma guai grossi, da galera. Così sono andato in banca è l’ho costretto a fare un bonifico sul suo conto di due miliardi, li ho fatti prelevare in contanti e me li sono fatti dare.
Dopo dieci giorni Noemi mi dice che lo hanno arrestato per furto e non so cos’altro. Ormai viviamo tutti in una grande famiglia, abbiamo unito gli appartamenti con scale interne, e nel mio letto Anna e Noemi fanno a gara per accaparrarsi il mio cazzo.
Sara è tornata dopo aver scaricato Toni, ora ha un gran bel paio di tette ed ha deciso di contunuare a fare la puttana. Ogni tanto si unisce a noi per delle serate di fottimento ma sempre più raramente. FINE

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