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Super 8

Avevo 18 anni quando scopersi in fondo ad un cassetto nello studio di mio padre un filmino in super 8, senza etichetta e nascosto sotto delle carte.
Sorpreso e curioso lo presi tra le mani cominciando a guardare in controluce per vedere di cosa si trattava e nei primi fotogrammi si vedeva un primo piano di mia madre che sorrideva evidentemente a mio padre che la riprendeva. Scorsi alcuni metri della bobina ove si vedeva un paesaggio marino, senza dubbio un ricordo di una estate di qualche anno prima. Quello che mi incuriosì era l’indugiare dell’obiettivo sulla generosa scollatura materna e sulle sue cosce che occupavano una lunga striscia dei fotogrammi che stavo scorrendo tra le dita. Riavvolsi la pellicola e approfittando di un monotono pomeriggio da solo in casa presi il proiettore dall’armadio e mi accoccolai davanti alla parete bianca della mia camera da letto, incuriosito dal fatto che questa bobina non fosse assieme alle altre che mi padre teneva in uno scaffale della cantina. Riapparve il volto sorridente in primo piano di mia madre, che all’epoca aveva superato da poco i quarant’anni; poi una inquadratura della spiaggia, ma doveva essere d’inverno perché non si vedevano ombrelloni, ma una coppia di ragazzi tutta vestita che passeggiava sulla battigia. L’obiettivo poi, come avevo osservato prima, seguitava ad indugiare sulla generosa scollatura di mia madre che aprendo il soprabito lasciava poi vedere le gambe nude ed i piedi anch’essi nudi ben piantati nella sabbia. L’inquadratura poi risaliva e improvvisamente mi resi conto che mia madre si stava tenendo su la gonna, sotto il soprabito finchè evidentemente mio padre rimase come attratto dal folto triangolo nero, non protetto da slip! Rimasi per un attimo sorpreso fissando la figa di mia madre, così in bella mostra, avendo come sottofondo musicale il ronzio del proiettore. Il volto sorridente e per nulla imbarazzato di mia madre veniva poi ripreso e rimasi come colpito dalla sua mimica allegra e per nulla imbarazzata specie quando apparve anche un altro uomo, che evidentemente conosceva benissimo perché adesso venivano ripresi entrambi, l’uno vicino all’altra e sorridenti verso l’operatore (mio padre? ). L’uomo e mia madre dicevano qualcosa alla telecamera, ma è arduo sapere cosa in un film muto, ma immagino rispondessero ad un invito dell’operatore perché l’ uomo, facendosi più vicino a mia mamma le appoggiò la mano sul petto, sollevando i bordi della scollatura fino ad estrarne un seno per mostrarne un capezzolo ben eretto e duro. L’uomo sorrideva e faceva segno al capezzolo indurito di mia madre per nulla infastidita, anzi la telecamere si abbassava a seguirne la mano che stava palpando dall’esterno il rigonfiamento ormai evidente tra le gambe dell’uomo.
La scena poi cambiava di colpo, evidentemente i tre si erano trasferiti altrove e, riconoscendo i mobili del nostro appartamento al mare, si trovavano là per continuare il loro incontro. Spensi per un attimo il proiettore, riflettendo su quanto avevo scoperto. Di solito si fa fatica ad immaginare i propri genitori far sesso, ma vederli così mi aveva completamente spiazzato, ma anche profondamente eccitato tanto che bastarono poche carezze per venire.
Scesi in cucina per bere un bicchier d’acqua e ritornai poi subito nella mia stanza. Il proiettore riprese a dar vita alle immagini sulla parete, mentre me ne stavo seduto sul letto nell’oscurità della mia stanza. La ripresa inquadrava i mobili, per un attimo nella specchiera si vide la silhouette di mio padre con la cinepresa ed il letto dove era sdraiata mia madre. Adesso non vestiva più il soprabito ma solo delle calze autoreggenti e il reggiseno, mentre ondeggiava le gambe aprendole e chiudendole, finta pudica, alla vista dell’obiettivo. La cinepresa prese ad indugiare sulla sua figa che nel frattempo lei accarezzava aprendosi le piccole labbra. A fianco le apparve l’uomo che si era visto con lei sulla spiaggia che prese a baciarla mentre con la mano giocherellava con il seno abbondante di mia madre. Mio padre sembrava compiaciuto della cosa perché mantenne la telecamera sul loro bacio fin quando non si staccarono e l’uomo veniva ripreso mentre, nudo, armeggiava con il gancetto del reggiseno di mia mamma, liberandone le magnifiche mammelle. La telecamera inquadrava i capezzoli stretti tra le dita dell’uomo per poi scivolare sulla sua erezione che era sicuramente considerevole. Un primo piano del volti di mia madre riempiva la parete e lo sguardo di torbida complicità che la sua immagine riflessa mandava mi sorprese come una scarica, tanto che anch’io come quell’uomo ero in preda ad una grande eccitazione. La scena cambiò come se i due obbedissero ad un copione e mia madre si dispose gattoni sul letto, tenendo la testa sul cuscino. Mio padre ne inquadrò il volto dagli occhi chiusi, in attesa di quanto sarebbe successo, poi con le riprese iniziò a risalire lentamente, quasi volesse spogliarla più di quel che effettivamente era: lo zoom sul seno appoggiato al materasso e l’inarcamento della schiena di mia madre ne faceva risaltare le curve. Cambiando di posizione mio padre si mise di dietro a lei tanto che il mappando bianco delle natiche copriva tutta la parete della mia camera. Si vide l’uomo andare dietro a mia madre, ponendosi di fianco e guardando verso la telecamera come se stesse ascoltando quello che mio padre gli diceva, e poi di lì a poco appoggiare le mani sulle natiche di mia madre fino a separargliele permettendo a mio padre di riprenderle la natura lucida di umori e l’areola più scura dell’ano. L’uomo si metteva un dito in bocca insalivandoselo e poi iniziava a farne scorrere la punta sul bordo del sesso sorridendo verso la telecamera. L’inquadratura mostrava la lenta penetrazione di uno e poi due dita dentro la figa di mia madre e non era difficile immaginare il godimento che in quel momento doveva provare, visto che assecondava con il culo il movimento dell’uomo. Dopo poco l’uomo si pose dietro mia madre, certamente nell’idea di iniziare a scoparsela. Il rumore della pellicola che sbatteva sul proiettore e l’improvvisa luce sulla parete mi sorpresero eccitatissimo e per la seconda volta me ne venni, stirandomi sul letto in un orgasmo mai provato prima. Non sapevo se essere stupefatto, irritato o imbarazzato da quanto avevo visto: già è difficile scoprire la sessualità dei propri genitori, ma che addirittura fossero in qualche misura avvezzi a trasgressioni non proprio comuni mia aveva procurato un notevole sconcerto. Chi fosse l’uomo inquadrato non ne avevo la minima idea: cercai di immaginare quando si fossero visti e sicuramente risaliva ad almeno due anni prima, perché avevo riconosciuto nello sfondo della ripresa sulla spiaggia la nostra vecchia automobile che mio padre aveva cambiato appunto due anni prima.
Riposi la bobina in fondo al cassetto in cui l’avevo trovata e provai ad aprire altri cassetti della scrivania, nell’idea di trovare forse il seguito, ma nel casino di carte, bollette e documenti non rinvenni nulla di strano. Stavo per desistere quando mi venne l’idea di togliere il cassetto ed ecco che nell’intercapedine tra il mobile ed il cassetto vidi altre bobine di film in super 8! Anonime, senza alcuna custodia ne cominciai a svolgere una e subito vidi che riguardava mia madre. Ritornato in camera da letto la misi nel proiettore ed con ansia aspettai le immagini scorrere sulla parete. Mia madre in primo piano sorrideva all’obiettivo e muoveva le labbra parlando verso mio padre che la riprendeva. L’obiettivo insisteva nel riprenderla con una zumata sul letto della loro camera per poi ritornare su mia madre che, facendo una piccola smorfia, cominciava a sbottonarsi la camicetta bianca, aprendosi davanti a mostrare la generosa scollatura tra i seni che riempivano un reggiseno, anzi un reggipetto come lo chiamava sempre lei, tutto lavorato in pizzo bianco. La ripresa indugiava abbastanza sul seno e sulla protuberanza dei capezzoli che evidentemente spingevano la stoffa per poi allontanarsi a riprendere mia madre a mezzo busto. Si vedeva lei che quasi soppesava un proprio seno per poi liberarne uno accarezzando la punta del capezzolo che reagendo diventava eretto e turgido. La ripresa del capezzolo e poi l’inquadratura ravvicinata delle labbra di mia madre impegnavano tutta la parete di proiezione finchè ad un certo punto la telecamera inquadrava il viso di mia madre che sembrava guardare non più verso l’obiettivo ma a fianco di esso e in effetti nel campo entro ancora l’uomo che avevo visto nel filmino precedente. L’uomo si era avvicinato e si vedeva che parlava guardando un po’ verso mia madre un po’ verso la telecamera per poi piegarsi a voler succhiare dal capezzolo che mia madre prontamente gli porgeva come ad un assetato. Nel cambio di ripresa si vedeva l’uomo seduto sul letto e mia madre ancora con la camicetta slacciata ed il reggiseno inginocchiata tra le sue gambe ed intenta a tenere con una mano il sesso dell’uomo. Per un attimo si vide mia madre parlare come rivolta verso la telecamera e sorridere per poi, tirandosi da una parte i capelli, declinare la testa per accogliere in bocca il membro virile dell’amico. Come un consumato regista mio padre intanto riprendeva questo pompino insistendo sul particolare della bocca e delle labbra attorno al membro mentre si vedeva l’uomo appoggiare una mano tra i capelli di lei. La pelle del membro scorreva lucida tra le labbra di mia madre, mentre con le dita della mano accompagnava il movimento di andare e vieni lungo l’asta. La ripresa del volto dell’uomo visibilmente soddisfatto ne sottolineava il gesto di ammiccamento compiaciuto verso la telecamera, quasi a voler sottolineare l’abilità di mia madre nel fargli il pompino. Ad un certo punto si vedeva l’uomo quasi inarcarsi, tenendo ben ferma la testa di mia madre sul suo pene , nel momento dello spasmo. Dalle labbra di mia madre si vide uscire un liquido lattescente, segno che l’uomo aveva eiaculato nella sua bocca. Mia madre dopo poco rivolgeva la testa verso la telecamera con uno sguardo di soddisfazione e le tracce evidenti del rapporto orale le segnavano non solo il mento ma anche lungo i seni e la camicetta bianca. La fine anche di questa seconda bobina mi lasciò in uno stato di eccitata stupefazione, chiedendomi ancora chi fosse l’uomo e perplesso sulla moralità dei miei genitori.
La terza bobina iniziava con una ripresa in esterno al mare: stavolta si vedevano degli ombrelloni aperti e della gente sdraiata a prendere il sole.
Mio padre riprendeva mia madre in costume da bagno rosso seduta sul lettino mentre si dava una crema contro le scottature: doveva essere di diversi anni prima perché mia mamma appariva nettamente più giovane; ad un certo punto apparvi perfino io in costume da bagno assieme ad un mio amico del mare di diversi anni prima: avrò avuto sì e no 10 anni. Si vedevano delle persone fare il bagno tra il bagliore riflesso ed io venivo inquadrato con le gambe a mezza acqua mentre giocavo a palla con il mio amico. Adesso la telecamere aveva ripreso ad inquadrare mia madre completamente sdraiata al sole sul lettino, di fronte a mio padre che la riprendeva. Probabilmente su richiesta di mio padre si vedevano le gambe di mia madre agitarsi fino ad aprirsi mettendo in evidenza il cavallo del costume. Lo zoom insisteva sul triangolo tra le gambe e poi per un attimo, quasi con un gesto naturale con le dita mia madre spinse di lato il cavallo di stoffa e si intravide il ciuffo di peli sulle labbra della vagina , La ripresa poi cambiava totalmente e mia mamma, quasi volesse lanciare con la mano un bacio verso la telecamera entrava dentro una cabina del mare e si chiudeva la porta alle spalle. La ripresa della porta chiusa adesso sembrava fatta da più lontano e capii subito perché quando si vide un ragazzo di ventàanni o poco più avvicinarsi e bussare. Evidentemente aveva ricevuto il permesso perché lo si vide entrare e richiudersi la porta alle spalle. Per altri fotogrammi si vedeva sempre la porta chiusa poi, evidentemente mio padre si era distratto. Ecco il ragazzo già fuori allontanarsi rapidamente e poi seguiva la ripresa in primo piano del volto di mia madre che parlava sorridente verso l’obiettivo, mentre con un dito si ripuliva il mento e le labbra da tracce di bagnato!
Il filmino proseguiva poi con altre scene di mare, di me che leggevo sotto l’ombrellone, di mia madre che mi spruzzava dell’acqua, di una signora che prendeva il sole in toples e mia madre che faceva finta di riprendere mio padre perché la stava guardando e poi terminava con una ripresa della bandiera rossa che sventolava sul tetto del bagno.
Presi il penultimo filmino e lo misi sul proiettore chiedendomi cosa mai avrei visto. Apparve subito il volto di quell’uomo degli altri film, anche se adesso aveva i baffi ed appariva molto più abbronzato: era seduto al tavolino di un bar e vicino si vedeva mia madre che indossava un vestito a fiori molto svasato e lungo fino alle caviglie, di quelli tutti abbottonati davanti e con una scollatura a tutto tondo, poi si vedeva anche un altro uomo, sempre sui quarant’anni, di bell’aspetto ed un’altra donna, più giovane di mia madre, vestita in jeans e T-shirt bianca. Le riprese del panorama mi confermarono che si trattava dell’anno scorso, quando i miei genitori si erano presi una settimana di vacanza in maggio da soli a Ischia, perché volevano fare un po’ di cure, così avevano detto, ed io ero andato a dormire a casa di mia zia per non perdermi una settimana di scuola.
La scena cambiava poi perché si vedevano i due uomini, la donna e mia mamma in costume mentre chiacchieravano a mollo nella piscina dell’albergo e facevano segno verso mio padre evidentemente perché entrasse in acqua anche lui. Nei fotogrammi successivi ecco di nuovo una ripresa panoramica del mare e degli alberi e delle piante grasse e poi di mia madre e della donna sedute a fianco che conversavano e salutavano verso l’operatore. La donna era meno vistosa di mia madre, nel senso che sembrava abbastanza carina, con un seno piccolo e decisamente più magra, forse la fidanzata o la moglie di quell’uomo che avevo visto per la prima volta. La ripresa cambiava nuovamente e adesso ci trovavamo nella penombra di una camera d’albergo. La ripresa inquadrava un grande specchio che rifletteva l’immagine di mia madre completamente nuda e con le cosce aperte ad accogliere l’uomo, che già avevo conosciuto nei precedenti filmati, che la stava montando. La ripresa poi ruotava ed inquadrava, seduto su una poltrona, l’altro uomo, nudo e crudo, con in mano una macchina fotografica e la ragazza che era prima in piscina seduta ai suoi piedi ed ancora in costume da bagno. Il volto di mia madre era una maschera di godimento e sebbene fosse un film in super 8 non era difficile immaginarne i gemiti ad ogni spinta. La ragazza si avvicinava poi al maschio che montava mia mamma e lo baciava mentre questi le si aggrappava al seno, sollevandole la parte superiore del bikini. L’uomo doveva essere venuto dentro a mia madre perché si disarcionava e si vedeva il suo membro tutto lucido e bagnato non più in erezione e la ragazza, momentaneamente abbandonata far segno verso il maschio seduto sulla poltrona perché rimpiazzasse il primo e, in effetti, dopo pochissimi fotogrammi, anche il secondo uomo prese a montare tra le gambe di mia madre, rinnovando con energiche spinte il piacere che essa ne traeva.
Nell’inquadratura successiva appariva la ragazza in primissimo piano con in bocca il pene.. dell’operatore: anche mio padre reclamava la sua parte e la ripresa non era proprio ottimale, risentendo del lavoro di bocca della donna. La ripresa seguente era stata fatta un altro giorno, anche perché adesso si vedeva mia madre tutta vestita di rosso con i capelli raccolti dietro, mentre si truccava passandosi sulle labbra un rossetto rosso vermiglio poi si alzava in piedi facendosi riprendere e parlando come se chiedesse a mio padre se era elegante. Le inquadrature seguenti riprendevano mia madre passeggiare lungo il viale che porta al castello aragonese e poi eccola che si incontra con la ragazza e l’uomo che fanno segno anche verso mio padre. Le magnifiche vedute della marina e del castello di Ischia continuavano per alcuni minuti , intervallate da primi piani di mia madre e della donna che avevano la incontrato e se non fosse per tutto quello che avevo visto prima poteva certamente essere un innocente filmino delle vacanze! Il quadretto terminava bruscamente per lasciare posto a mia madre che seduta su un muretto con alle spalle il mare di Ischia si sollevava il lembo della gonna rossa mettendo in mostra le sue gambe e il sesso, visto che aveva pensato evidentemente di non mettersi le mutandine. Il sesso di mia madre appariva come un fiore carnoso, offerto alla vista di mio padre e degli amici che ben presto le furono vicino, affiancandola e toccandola lungo le gambe nude, fino a sfiorare il sesso. Mia madre scesa dal muretto era addossata ad esso e ripresa di fianco, mentre fissava l’infinito dell’orizzonte e con la gonna tirata su era appoggiata all’amico che la stava scopando da dietro. L’altra coppia, invece, appariva seduta in una panchina, con la testa di lei sul grembo dell’uomo, impegnata in un gioco orale. Il filmino finiva così ed io ero già venuto diverse volte, Riposi tutto nel cassetto e quando tornarono a casa i miei genitori quella sera li guardai con altri occhi! FINE

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