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Tempo di vacanze

Il viaggio verso l’isola era stato abbastanza piacevole, a parte una piccola turbolenza che era durata venti minuti. Ora l’aria calda, umida, tropicale lo avvolgeva come un lenzuolo bagnato, dando la sensazione che i vestiti che indossava fossero troppo stretti ed inzuppati. Giacomo ha preso la sua borsa ed è salito sul bus dell’albergo.
L’autobus non era una meraviglia di tecnologia moderna, un Ford 1958, ben conservato ma senza condizionamento d’aria e sedili morbidi, il vinile faceva sembrare ancora peggiore il calore e la schiena della camicia era diventata molle di sudore.
Ha pensato all’ultima volta che era stato su un torrido bus come quello, era stato otto anni prima e si trattava di un bus militare ed era stato in Sardegna, almeno questa volta non doveva portare un’uniforme soffocante.
L’albergo era piacevole, moderno ma ha costruito con un tocco nostalgico, gli ospiti erano in coda nell’atrio ed il personale li stava accogliendo efficientemente. Giacomo ha gettato uno sguardo agli altri ospiti, quelli che erano arrivati con lui e quelli che avevano già iniziato le loro vacanze. Ha sorriso dentro di se, congratulandosi per aver fatto la scelta giusta. Aveva sentito dire di posti dove alla reception mostravano gente giovane ed atletica ma la clientela era formata da pensionati, in questo albergo invece c’erano alcuni anziani ma la maggior parte degli ospiti era giovane.
Ha trovato la sua stanza, ha aperto la porta ed è entrato; il condizionamento rendeva l’aria fresca e confortevole. Ha lasciato cadere la borsa e ha guardato l’opuscolo delle attività, le stesse che un giovane dello staff gli aveva illustrato precedentemente ma che aveva ascoltato distrattamente, la voce che gli sembrava monotona, ancora stordito per il viaggio, l’aveva annoiato, ed inoltre stava guardando la camminata molto sexy di una brunetta che attraversava l’atrio in pantaloncini.
Ha deciso che sarebbe andato in spiaggia, avrebbe lasciato che la sabbia gli scorresse tra le dita dei piedi senza bisogno di prendere decisioni per un po’, erano anni che non camminava a piedi nudi su una spiaggia, e ha sorriso a lungo mentre cominciava a spogliarsi. Ha trovato il costume da bagno e se l’è messo, dopo essersi guardato allo specchio; a 32 anni era ancora in buona forma, grazie anche alle visite trisettimanali alla palestra ed all’andare in bicicletta a fare le compere.
Camminando sulla spiaggia ha provato la delizia della sabbia bianca che si spostava sotto i piedi, c’era una brezza leggera che non rinfrescava molto, ma era comunque piacevole; qua e là c’era gente che prendeva il sole, completamente rilassata. La spiaggia era abbastanza grande per dare a ciascuno il suo spazio o privacy per le coppie, ma si era abbastanza vicini per permettere a Giacomo di osservare i vicini. Alcune donne erano molto ben fatte nei loro bikini ed alcuni uomini avevano un bel aspetto. Giacomo si stupiva ogniqualvolta vedeva una coppia male assortita, un uomo grasso ed una donna ben fatta o viceversa, lo sapeva che l’aspetto fisico cambia con gli anni, proprio due anni prima era sovrappeso e fuori di forma, ora si sentiva magnificamente, libero e così vivo.
Si stava avvicinando alla fine della spiaggia che era tagliata da un affioramento di roccia vulcanica, un muro di roccia di cinque metri divideva la sabbia liscia della spiaggia e Giacomo ha pensato per quanti miliardi di anni il vulcano aveva versato la lava calda nell’oceano. Le rocce erano state levigate dal vento, dalla sabbia e dalla pioggia. Stava per girarsi e ritornare quando ha
visto un movimento in cima alle rocce.
La donna era in piedi in cima al vecchio flusso lavico e si avviava verso il mare; si tirava il costume da bagno arancione sulle natiche mentre camminava. Giacomo ha osservato che era a seno nudo e poteva vedere le linee decise dove l’abbronzatura finiva ed iniziava la pelle chiara. Affascinato l’ha guardata fermarsi al termine delle rocce, far oscillare le braccia indietro e poi in avanti.
Si è avviato ad aggirare la roccia per vedere cosa c’era sull’altro lato: ha trovato un piccolo recinto e ha seguito i suoi picchetti di legno fermandosi davanti ad un cancello che sbarrava il sentiero; un cartello ha richiamato la sua attenzione “Spiaggia nudista. Solo maggiorenni” ha letto. Era stato dipinto
a mano, in bella scrittura. Giacomo ha spinto il cancello ed è entrato con una sensazione che cresceva nei fianchi.
Sulla spiaggia la gente era distesa in gruppi più o meno numerosi a seconda dei gusti, la maggior parte delle donne era in topless e ce n’erano alcune completamente nude, la maggior parte degli uomini portava costumi molto succinti.
Giacomo si sentiva completamente vestito con i suoi boxer; ha gironzolato per la spiaggia guardando verso il mare e la gente sdraiata. Una ragazza l’ha sorpassato correndo guardandosi sopra la spalla per afferrare un frisbee, i suoi seni sodi e giovani sobbalzavano lietamente, ha afferrato il disco di plastica e l’ha subito rilanciato ad un giovane nudo, le mammelle ondeggiavano e si scontravano facendo un rumore ben udibile. Ha ignorato Giacomo e ha gridato per la goffaggine del suo amico che aveva lasciato cadere il frisbee.
Giunto a metà spiaggia Giacomo si è fermato per togliersi il costume; la sensazione dell’aria ed il calore del sole che sembrava carezzargli la pelle, gli ha dato un piacere quasi esilarante. Ha appallottolato il costume e l’ha stretto nel pugno. Una donna ben fatta di una cinquantina d’anni si è avvicinata camminando con una donna molto più giovane, di forse vent’anni, erano ambedue nude come Giacomo, ridevano e parlavano. La donna più anziana aveva un bell’aspetto, leggermente abbronzata, seni pieni un po’ abbassati e gambe ben fatte. Giacomo ha pensato che senza guardarla in viso avrebbe potuto pensare che avesse 35 anni; solo i capelli grigi e la maturità del viso scopriva il segreto. La donna più giovane era da KO; molto ben fatta, con piccoli seni, una vita magra e anche snelle ma tentatrici. I capelli d’oro scendevano dietro di lei fino quasi alla vita e l’abbronzatura li faceva risaltare. Gli occhi di Giacomo
hanno confrontato i triangoli di peli ricci all’attacco delle quattro gambe, preferendo il morbido, quasi luminescente della bionda a quello più scuro della compagna, ha osservato anche che sul corpo della ragazza più giovane non vi erano linee di abbronzatura.
I tre corpi si sono avvicinati e poi hanno deviato per evitare una collisione. Le donne hanno guardato Giacomo, i loro occhi si sono incrociati brevemente facendosi l’occhiolino, poi gli hanno sorriso e Giacomo ha risposto.
“Buon giorno signore. ” Ha detto Giacomo compitamente.
Hanno sorriso e la più giovane ha anche riso un po’.
“Ciao, ” e “Buon giorno” è stata la loro risposta mentre passavano.
Giacomo ha resistito all’impulso di fermarsi e guardarle allontanarsi finché non sono state lontane tre passi. Si è fermato e poi si è girato in tempo per vedere la bionda guardare sopra la spalla verso di lui e poi girare la testa. Viste da dietro sembravano molto più vicine d’età. La parte posteriore della bionda si agitava invitantemente ed era una bellezza guardarla così ben abbronzata.
Ha ripreso a vagare per la spiaggia e ha visto una giovane signora ben abbronzata e nuda, con un largo cappello che tentava di piantare un ombrellone nella sabbia fine. Aveva una bella figura, con seni abbastanza grandi che ondeggiavano eroticamente mentre lottava con quell’aggeggio che non voleva cooperare. Si è avviato verso di lei, quando è stato a dieci metri gli ha girato la schiena e si è chinata a prendere l’ombrellone mostrando il suo dietro ben sagomato e la forma meravigliosa della sua micia. La bianca pelle cremosa sembrava fuori luogo e Giacomo ha potuto vedere i capelli rosso arancio sotto il largo cappello. Ha rallentato e ha aspettato finché non è stata di nuovo in piedi.
“Ha bisogno di una mano? ” ha domandato cortesemente; la donna si è girata e Giacomo ha sentito il cuore sobbalzare. Il viso era bello e delicato come il resto del suo corpo.
“Um, dunque, sì, potrei aver bisogno di aiuto, ” ha detto, gettando uno sguardo sulle nudità di Giacomo.
Lui ha preso l’ombrellone dalle sue mani e ne ha guardato la base, era quadrata e non a punta.
“Dobbiamo scavare un buco nella sabbia. , ” ha detto “Non ha punta e non è possibile piantarlo. ”
“Cercavo di evitalo. , ” ha detto la rossa con tristezza.
Giacomo si è inginocchiato nella sabbia e ha cominciato a scavare con le mani finché non ha trovato la sabbia umida; ha messo l’ombrellone nel buco e per sicurezza ne ha scavata ancora un po’.
“Ora, vediamo se funziona. , ” ha detto gettando un’occhiata alla rossa che si era seduta sulle anche ad osservare con le mani sulle cosce. Giacomo ha messo il palo nella buca ed ha scoperto che non era largo abbastanza per accogliere l’ombrellone. Si è alzato afferrando l’arnese e spingendolo nel buco il più profondamente possibile; quando si è accorto di aver toccato il fondo, ha guardato la rossa intendendo chiederle di mettere la sabbia intorno al palo. Lei stava fissando con gli occhi blu spalancati il suo inguine, osservando la sua carne che ondeggiava e rimbalzava quando si muoveva. Giacomo ha sorriso e ha cominciato a mettere la sabbia intorno al palo coi piedi, fissando la rossa che continuava a fissare. Il suo sguardo l’ha eccitato e ha sentito la sua asta crescere lentamente, imbarazzandolo un po’.
“Fatto. ” ha detto finendo. “Bello e profondo. ”
“Oh, um, grazie. , ” ha detto togliendo gli occhi dalle gonadi di Giacomo.
“A proposito, io sono Giacomo. , ” ha detto sorridendogli.
“Ciao, mi chiamo Barbara. , ti preoccupa qualcosa? ”
Giacomo ha sorriso e ha accennato col capo, guardando giù ed osservandola aprire l’ombrellone. Il suo sguardo era nei suoi seni che erano piuttosto pieni, il suo didietro era rotondo e liscio e si univa alle sue cosce con curve delicate. Barbara si è pulita le mani dalla sabbia e si è seduta sulla coperta, lasciando solo le gambe al sole. Giacomo è scivolato sotto l’ombrellone accanto a lei, il suo braccio ha toccato brevemente quello della donna. In quel breve contatto una scossa è passata da uno all’altra e le ha fatto fare un piccolo salto. Si è girata, ha frugato nella borsetta e ha preso una bottiglia di plastica di lozione abbronzante.
“Devo mettermi questo prima di diventare rossa come un’aragosta. , ” ha detto. “Una delle maledizioni di essere rossa. ”
“La pelle chiara ha degli svantaggi, non è vero? “, ha risposto Giacomo placidamente.
“Oh! Lo so”! , ha riso Barbara.
Giacomo l’ha guardata spandere l’olio sulle gambe e salire fino allo stomaco. Non riusciva a togliere gli occhi dal cespuglio pubico arancione, era affascinato dal triangolo spesso di peli lussuriosi.
“Ma essere rossa ha altri vantaggi. , ” ha riso Giacomo.
“Hmm, suppongo di sì. , ” ha risposto Barbara, poi si è lanciata in una serie umoristica di storie sull’essere chiamato “rossa, ” “testa di carota” ed altro ancora. Stava ungendosi con la lozione i seni facendoli dondolare eroticamente e brillare al sole tropicale. “Avrò avuto cinque o sei anni ed una donna in un negozio ha detto, ‘Come sei bella, e dove hai preso quei capelli rossi? ‘ Bene, l’ho guardata, mi sono arruffata i capelli e ho detto ‘Li ho tinti! ‘”
Giacomo ha riso immaginando il viso della donna. Barbara ha finito la parte anteriore e ha dato la bottiglia in mano a Giacomo. “Mi spalmi la schiena? “, ha domandato, guardandolo fissamente in viso.
“Dovrai obbligarmi. ” Ha risposto scherzosamente.
“Oh! Va bene allora! Mi dovrò abbronzare solo il davanti. , ” ha detto Barbara
fingendosi offesa.
Giacomo ha afferrato la bottiglia. “Girati civetta, prima che ti picchi il sedere come un tamburo. ”
“Dio. ” ha sorriso Barbara, “che bruto. E sono anche alla tua mercè! ” Barbara si è girata appoggiandosi ai gomiti e lasciando le anche appoggiate alla coperta.
“Alla mia mercè e nuda. , ” ha detto Giacomo versando un po’ di lozione sulla sua schiena.
“Non è una cattiva combinazione. ” Giacomo era contento che fosse girata di schiena perché la sua asta aveva cominciato a sorgere. Mentre la sua mano spargeva l’olio caldo sulle sue spalle e sulla schiena, la sua asta è divenuta ancora più rigida e Giacomo si è mosso in modo che non la vedesse se avesse girato la testa.
“Uomini! Approfittate sempre di noi povere donne indifese. ” Ha detto lei in tono divertito. “Sempre a pensare con l’inguine. ”
“Donne! ” ha ribattuto Giacomo “Sempre a stuzzicare noi poveri ragazzi, eccitarci e poi ridere di noi”.
Giacomo aveva coperto la sua schiena di olio scivoloso ed ora il suo posteriore era la sola area di pelle asciutta; Giacomo si è versato della lozione sulla mano.
“Bene, mi sono ricordato che sei nuda ed indifesa. ”
“Veeerooo, ma cosa pensi di fare su una spiaggia piena di gente che io potrei.. . potrei.. . ohhhhh. ”
La mano di Giacomo era scivolata su dal fondo del suo didietro, spalmando la lozione sul suo culo rotondo mentre lei parlava. Ha tirato il globo sinistro per aprirle le natiche, le dita hanno carezzato delicatamente il suo cespuglio mentre scivolavano all’altra natica, causando il suo balbettio. Mentre la mano saliva sul culo, allargando la natica destra, ha versato un po’ di olio proprio sull’ano e l’ha guardato rotolare giù per il suo corpo e gocciolare lungo la micia.
Barbara è rimasta zitta a lungo e Giacomo ha fatto scivolare le dita scivolose lungo la micia, spalmando l’olio sulle pieghe umide, facendo inarcare leggermente le anche di Barbara e facendogli sfuggire dalla bocca un lamento di sorpresa. “Potrei fare molte cose qui sulla spiaggia. , ” ha detto Giacomo sottovoce carezzando le labbra scivolose. “Cose che ti potrebbero piacere. ” “Io.. . Io.. . mmmmmmm. , ” si è lamentata Barbara senza fiato.
Le dita di Giacomo avevano aperto le labbra trovando i suoi umori da spalmare, le anche di Barbara si sono mosse verso l’alto leggermente e le sue gambe si sono aperte un po’ di più. “Che.. . che genere di cose? ” ha detto Barbara in un bisbiglia ed a occhi chiusi.
Giacomo ha pigiato il dito facendolo scivolare nell’apertura; Barbara si è lamentato sottovoce aprendo di più le gambe. “Questo genere di cose. , ” ha bisbigliato Giacomo.
“Ooohhaaa.. . , ” si è lamentata Barbara. “Quale altro genere? ”
Il cazzo di Giacomo ha sobbalzato, completamente rigido, in piedi nei suoi venti centimetri.
Si è mosso intenzionalmente strisciando la testa contro le sue costole più basse.
“Com’è questo”? , ha domandato facendo scivolare il dito più in profondità ed usando gli altri per carezzarle la clitoride.
“Ohhhhhhh.. . sto.. . sto per venire”! , si è lamentata Barbara inarcando leggermente il culo unto per permettere alle dita di Giacomo di accarezzarle più facilmente la clitoride. Giacomo ha sentito la micia pulsare ed afferragli il dito, le gambe si sono chiuse intrappolandogli la mano. “Mmmmmmmmmm.. . ”
Il culo tremolante ha stretto la mano di Giacomo che lentamente ha piegato il dito, spingendo il cazzo contro il suo fianco al ritmo del dito. Le anche di
Barbara lentamente si sono contorte e gli ha inumidito le dita con la sua crema.
Silenziosamente hanno continuato e le sue gambe si sono aperte di nuovo.
“Stai tranquilla. ” ha bisbigliato e poi ha tolto la mano e si è messo a cavalcioni delle sue cosce, appoggiando il cazzo tra le sue natiche. Ha versato dell’olio sulla schiena e ha cominciato a strofinarlo. Chinandosi in avanti per raggiungere le sue spalle ha forzato il cazzo a scivolare tra le sue natiche e Barbara ha stretto cercando di afferrare l’asta lunga e dura. “Rilassati, ” ha detto Giacomo; ha gettato uno sguardo intorno e ha visto che nessuno stava badando a loro, la gente più vicina era quasi a cento metri. Si è chinato in avanti e le ha bisbigliato nell’orecchio. “Nuda ed indifesa. ”
Barbara al sentire quelle parole si è lamentata forte; Giacomo si è seduto e ha spinto la grossa asta tra le natiche, facendola scivolare direttamente nella sua passera con un movimento lento ma deciso.
“Ohhhhhhhh.. . gawwwwwwdd.. . ! “, si è lamentata sentendo la sua verga gonfia invadere le sue profondità. Ha inarcato le anche facendolo entrare più profondamente.
Giacomo ha sentito il cazzo entrare e poi scivolare dentro di lei, l’inarcarsi delle anche e l’umidore scivoloso che gli fluiva intorno. Era molto eccitato e temeva di venire troppo rapidamente. Un’idea gli è scintillata nella testa tramutando un’eiaculazione prematura in un gioco erotico.
“Stai tranquilla, molto tranquilla. ” ha detto quietamente chinandosi sulla sua schiena.
Ha continuato a fingere di massaggiarla con l’olio e poi ha spinto il cazzo con forza infilandolo profondamente dentro di lei. Barbara si è lamentato di nuovo e le sue anche si sono mosse su e giù lentamente, eroticamente; anche quelle di Giacomo si sono mosse con un dondolio appena percettibile, al ritmo delle sue spinte.
“Vienmi dentro. ” ha rantolato Barbara, “Per favore sborra, dentro di me. ”
Giacomo non poteva resistere alla sua voce, alla sua sensualità, alla sua morbidezza; il suo cazzo si è gonfiato e le anche si sono spinte in avanti spingendo con forza contro le sue natiche. Ha sentito l’ondata espandersi nel cazzo e lo sperma eruttare come un pozzo di petrolio dalla testa, profondamente nella fica della eccitante rossa.
Anche Barbara l’ha sentito, profondamente, una marea agitata che ha lavato le pareti intime della sua micia, rivestendole di sperma caldo, la sua micia si è contratta, ha afferrato il grosso invasore della sua fica, succhiando e mungendo la calda sborra dentro di lei, ha spasimato e si è lamentata sentendo la sbarra palpitante che sembrava volerla spalancare mentre si era ingrossato solo di pochi millimetri.
Sono rimasti a lungo incapaci di muoversi, di parlare, poi Giacomo si è chinato in avanti e ha bisbigliato: “Mia signora, vuole qualcosa d’altro? ” baciandole l’orecchio delicatamente. “Gawd! ” si è lamentata Barbara. “Mi hai eccitato come non mi era mai capitato! ”
Si sono separati guardandosi l’un all’altro come se fosse la prima volta. Barbara era di una bellezza più radiante di quanto non fosse stata prima, il viso leggermente arrossato e gli occhi blu scintillanti. Alla fine si sono alzati e si sono diretti verso l’albergo, Giacomo aveva indossato gli boxer e Barbara il bikini, un piccolo affare verde che non le copriva assolutamente il sedere. Barbara ha detto che sentiva caldo per lo sperma di Giacomo che le era sceso per le cosce mentre camminavano sulla spiaggia, lui l’ha rassicurata che non si vedeva per la lucentezza oleosa del suo corpo. Anche il corpo di Giacomo brillava, per il sudore, non per la lozione.
Sono andati nella stanza di Giacomo dopo che Barbara gli ha detto che condivideva la sua con altri. Hanno fatto la doccia insieme, insaponandosi l’un l’altro ed esplorandosi vicendevolmente quelle mai troppo importanti zone erogene. Barbara non voleva lasciare l’asta eretta di Giacomo, continuava ad accarezzarla, la faceva rotolare tra le mani e sentiva il suo calore.
Si sono asciugati e lui l’ha condotta al letto, ma Barbara l’ha spinto giù sulla sua schiena. “È il mio turno. ” Ha detto allegramente.
Si è presa il suo turno di piacere e Giacomo si è rilassato. Lentamente ha pompato il cazzo su e giù, esaminandolo da vicino; una goccia di liquido pre spermatico si era formata sulla punta e Barbara l’ha leccata via gustandone il sapore salato; si è spostata tra le gambe di Giacomo e gli ha leccato le palle continuando ad accarezzargli l’asta. La lingua ha tracciato una linea dalla base su sino alla testa. Giacomo ha guardato in giù e ha visto Barbara schiacciarsi la punta bagnata contro la guancia, spalmando la pre eiaculazione sulla guancia e sul labbro superiore; ha fatto turbinare la lingua intorno alla testa dell’asta palpitante, poi ha succhiato.
Ha sentito nella bocca come del caldo, liscio velluto e Giacomo si è lamentato mentre le labbra circondavano la base dell’asta. Si è mossa portando le labbra alla base; la pressione che lui ha sentito è stata come se un paio di pantaloni stretti gli comprimesse una massiccia erezione. Il suo cazzo è stato sommerso completamente nella bocca e nella gola, palpitante e morbida. Poi, lentamente, è scivolata sopra il cazzo, stringendovi intorno ermeticamente le labbra, usando la lingua per schiacciarlo contro il tetto della bocca, graffiando leggermente coi denti la cima dell’asta. “Ohhhh.. . gawd.. . ! ” si è lamentato. “Ohhhhhhhh! ”
Barbara ha riso, spedendo vibrazioni attraverso la verga fino alle palle. Giacomo ha sentito ogni nervo del cazzo formicolare; si è fermata e poi è scivolata giù di nuovo sul cazzo, usando le labbra per tirarlo in bocca mentre avanzava. Giacomo ha sentito la sensazione delle sue labbra che lo tiravano nella sua bocca e ha cominciato a tremare.
“Ohhhhh Geeesuuuù! Mi farai venire. ”
A metà strada sul cazzo Barbara si è lamentata, provocando un rumore delizioso prima di continuare. Solo altri due di questi lunghi, lenti, incredibilmente erotici movimenti e Giacomo ha capito di essere al capolinea, si è lamentato e ha alzato le anche.
Barbara l’ha sentito arrivare quando era a metà strada sull’asta che, palpitante, si è espansa per fare spazio allo sperma che si agitava dentro.
Si è fermata, con quasi metà cazzo in bocca, e ha usato la lingua per fare il solletico alla parte inferiore della testa. Ha ottenuto la sua ricompensa nel ruscello spesso di sperma che si è lanciato a capofitto nella sua bocca ed è schizzato contro il fondo della sua gola; l’ha seguito un ruscello ancora più robusto, più spesso di sborra salata. Il cazzo ha pulsato ed ha sprizzato nella sua bocca, creando un lago vasto e pesante di sperma. È scivolata indietro sull’asta succhiando le ultime gocce dalla testa prima di ingoiare la sborra calda, deglutendo rumorosamente più volte.
Ha baciato e leccato il corpo di Giacomo salendo dal cazzo, ha schiacciato i seni pieni contro la verga semi dura e gli ha baciato lo stomaco, poi si è spostata più in alto e gli ha succhiato i capezzoli, ha indugiato a lungo ed è arrivata alle sue labbra quando era nuovamente completamente duro; ha messo la testa del cazzo contro la sua micia bagnatissima facendone scivolare dentro un po’.

“Ora ti chiaverò! ” ha detto sottovoce. “Nudo ed indifeso. ”
Dicendolo si è seduta su Giacomo impalandosi sul suo cazzo rigido. Si sono messi a gemere tutti e due, Barbara ha mosso le anche su e giù, avanti ed indietro, da un lato all’altro, mescolando i suoi umori con l’attrezzo di Giacomo. Si è chinata in avanti, ha schiacciato i rosei capezzolo contro le sue labbra dicendogli di succhiare e lui l’ha fatto ascoltandola mentre gli sibilava di succhiare più forte. Più succhiava e più selvagge diventavano le rotazioni della ragazza, finché ha cominciato a sbattere rapidamente il culo sul suo cazzo con tutto il suo peso. È venuta inarcando la schiena ed afferrandosi duramente le tette, le mani di Giacomo sulle anche la trattenevano sul cazzo.
Barbara è crollata in avanti, respirando pesantemente e sudando; la sua micia continuava a spasimare intorno alla durezza di Giacomo che muoveva le anche, entrando e uscendo lentamente da lei, solo di un paio di centimetri.
“Ecco la mia sborra. ” Le ha bisbigliato nell’orecchio.
Il cazzo di Giacomo si è agitato ed ha spruzzato ancora una volta sperma dentro Barbara che rabbrividiva ad ogni pulsazione della verga. Sentiva la crema lavarla dentro e poi formare una pozza intorno al suo cazzo.
Si sono svegliati dopo un’ora, ancora uniti, con Barbara sopra Giacomo; si sono baciati e toccati per un’altra mezz’ora, poi hanno fatto di nuovo la doccia. Giacomo le ha domandato di cenare con lui quella sera e lei sperava che glielo chiedesse; si sono messi d’accordo di trovarsi in sala da pranzo.
Si è vestito accuratamente per la cena, ha indossato pantaloni di cotone bianchi ed una camicia di cotone; ha lasciato aperti i primi tre bottoni della camicia perché i caldo era ancora intenso, si è guardato allo specchio e poi si è diretto alla sala da pranzo per attendere l’arrivo di Barbara e dei suoi amici.
L’ora dell’appuntamento era passata da pochi minuti quando Barbara ha voltato l’angolo, era insieme ad altre due donne. Gli occhi di Giacomo hanno apprezzato la vista che Barbara presentava, portava un vestito azzurro che rendeva più evidenti i capelli rossi e si adattava alla sua bella figura, dopo di che ha osservato le sue compagne. Erano la bella donna e la bionda da knockout che aveva visto nude precedentemente sulla spiaggia!
Barbara ha presentato Giacomo a sua zia Margherita ed a sua cugina Michela, la
figlia più giovane di Margherita. Giacomo ha adulato Margherita dicendole che era troppo giovane per avere una figlia dell’età di Michela, e poi ha adulato Michela dicendole che i suoi occhi verdi splendevano come smeraldi.
“È l’individuo che abbiamo visto sulla spiaggia prima. ” ha detto improvvisamente Michela. “Non te lo ricordi Mamma? ”
“Oh sì. , ” ha detto Margherita guardando Giacomo di nuovo, “Non l’ho riconosciuto vestito. ”
Giacomo è arrossito leggermente. “Mamma! “, “Zia Margherita! “, hanno esclamato le ragazze sgridandola per averlo fatto arrossire.
“Devo confessare, ” ha risposto Giacomo “Che non avrei mai indovinato che lei era la madre di Michela. È terribilmente in forma. ”
“Grazie Giacomo. , ” ha sorriso Margherita, “Apprezzo la sua osservazione. ”
“Sono affamata. , ” ha detto Barbara, “Andiamo a sederci! ”
I quattro sono entrati nella sala da pranzo e hanno chiacchierato mentre aspettavano in fila di accedere al buffet.
Michela e Margherita erano venute sull’isola perché una si era diplomata a pieni voti e sarebbe andata a lavorare in una società di computer e l’altra si doveva rimettere dopo il divorzio. Barbara diceva di essere lì per tenerle d’occhio.
Giacomo ha riso. “qualcuno fa da chaperon stasera? ”
Tre voci hanno risposto quasi all’unisono. “Io no! ” e tutti hanno riso di cuore. Si sono seduti ad un piccolo tavolo e la conversazione è passata in secondo piano.
“Hmmmm. , ” ha detto Giacomo. “Provate il pollo, è favoloso. ”
“Queste lasagne sono veramente buone. , ” ha detto Barbara.
“Volete una di queste patate ripiene? “, ha domandato Michela.
Hanno mangiato in silenzio per un po’.
“Nulla uccide una conversazione come il buon cibo. ” ha detto Margherita agli altri. “Tutto questo è veramente notevole per un buffet. ”
“Quella ragazza in palestra mi ha detto di un posto eccezionale in città. ” ha detto Michela.
“Veramente? ” ha domandato Barbara. Michela ha accennato col capo allargando gli occhi.
Mentre la cena volgeva al termine un’orchestrina ha cominciato a suonare musica esotica, ritmica, e Michela ha domandato Barbara se le sarebbe dispiaciuto se lei e Giacomo avessero ballato. Non aveva problemi e Michela e Giacomo hanno scoperto di riuscire a ballare bene insieme; lei era più piccola di Barbara ed aveva le movenze di un gatto. Appena ritornati al tavolo Barbara si è proposta per il ballo seguente. Giacomo non ha fatto problemi anche se si sentiva il sudore gocciolare giù per la schiena. Anche Barbara ballava bene e le occhiate che gli lanciava volevano chiaramente ricordargli quello che era successo precedentemente.
Sono ritornati ai loro posti e Michela ha detto di voler andare ad “incipriarsi il naso, ” così Barbara l’ha accompagnata. Hanno iniziato a suonare una musica lenta e Margherita e Giacomo si sono guardati l’un all’altro.
“Bene, ho ballato con le altre, ora tocca a noi? ”
Margherita ha sorriso, ha esitato per un momento poi ha accettato. Giacomo aveva preso per alcuni anni delle lezioni quando aveva voluto uscire con una ballerina, per poi scoprire che a lei non piaceva ballare per divertimento; le lezioni comunque non erano state inutili.
Hanno ballato con facilità e lei gli si è appoggiata un po’ più stretto del necessario. Hanno continuato a ballare consapevoli dell’effetto che avevano l’uno sull’altro. Giacomo, più giovane, il fusto, ballava con Margherita. E Margherita, la donna matura, esperta, ballava col giovane.
“Hmmm, le cose che ti farei se avessi quindici anni di meno. ” Ha sussurrato. Giacomo ha sorriso. “Mi sembri ancora capace. ” ha risposto.
Margherita ha sorriso e l’ha guardato ammirandolo. Non era un fusto schivo ha pensato. “Più che capace. ” Ha risposto, lasciando che le altre parole rimanessero sospese nell’aria tra di loro.
La musica è terminata improvvisamente ed i ballerini hanno cominciato ad abbandonare la pista. Si sono guardati per un momento, poi sono ritornati al tavolo dove hanno trovato Barbara e Michela in attesa.
“È così bello scoprire qualcuno che è capace di ballare veramente. ” Ha detto Margherita per coprire il suo evidente imbarazzo. “Voi ragazze dovreste ballare un lento con lui, è una festa. ”
“Mamma, stai diventando una divorziata libertina. ” l’ha presa in giro Michela.
“Michela conosce un bel locale in città. , ” ha aggiunto Barbara, “Siete della partita? ”
“Sicuro. , ” ha risposto Giacomo.
“Bene, ragazzi, andate e divertitevi. ” ha detto Margherita.
Le ragazze hanno riso, hanno salutato e Giacomo le ha scortate fuori dalla sala da pranzo.
“Dio, sono così imbarazzata Giacomo. ”
“Di cosa? ” ha domandato Giacomo guardando la bionda.
“Mia madre! ” ha detto Michela accompagnandosi con un gesto della mano “Sembra.. . bene.. . affamata d’uomini. ”
“Davvero? Ma è maggiorenne, lascia che si diverta come preferisce. ”
“Inoltre, Michela, non hai detto di avere un’ottima idea per Giacomo? ” ha aggiunto Barbara guardando sua cugina.
“Ho pensato che potremmo andare ad un night club. ” ha detto Giacomo.
“Sciocco. ” ha risposto Michela. “Quello era per restare noi tre soli. La mamma l’ha detto piuttosto chiaramente, dopo che ci sei passato vicino sulla spiaggia, che ti sarebbe saltata addosso se ne avesse avuta l’occasione. ”
“Hmmm. ” ha detto pigramente Giacomo, “Forse dovrei ritornare indietro. ”
“No, bellimbusto! ” ha esclamato Barbara. “Sei nostro per questa notte! ”
“Nostro? Nostro? Tuo e di Michela? “, ha domandato Giacomo, come se non avesse capito.
“Sì, tutto nostro, tutta la notte, fino a che riuscirai a stare in piedi. ” Barbara ha sorriso. “O fino a che il coso riuscirà a stare in piedi. ” ha riso Michela.
Dopo di che i tre sono andati nella stanza di Giacomo.

Le ragazze gli hanno detto di spogliarsi e spegnere le luci; sono scomparse nel bagno insieme, ridendo per qualche progetto che avevano escogitato. Giacomo ha cominciato a spogliarsi e ha spento le luci, dopo di che è salito sul letto. La stanza era molto scura e ha visto solo delle ombre apparire dal bagno.
La sua gamba ha incontrato della carne morbida, una mammella si è mossa sensualmente sulla sua tibia; la sua coscia ha trovato una mano sull’altro lato, lo carezzava delicatamente. Non c’era alcun bisogno di eccitarlo, Giacomo era già completamente eretto e disponibile. Una bocca è scivolata sulla testa del cazzo, è scesa a metà strada, la lingua ha turbinato intorno alla punta. Labbra si sono pigiate contro il suo capezzolo e hanno succhiato facendolo lamentare sottovoce. La bocca sul suo glande lo ha fatto attraversare da piccole scariche elettriche e ha sentito una mano scivolare tra le sue gambe ed accogliere i suoi testicoli.
Barbara si è mossa, si è inginocchiato a lato del letto e gli ha bisbigliato nell’orecchio, “Nudo ed indifeso. ”
Giacomo si è lamentato sottovoce e Barbara gli ha preso le mani e le ha guidate alle sue mammelle piene. “Nudo ed indifeso. ” ha detto di nuovo. Giacomo le ha accarezzato le tette ed ha sentito le mani di Barbara ai suoi polsi. Un rumore di uno scatto gli ha colpito le orecchie e ha sentito il freddo metallo intorno ai polsi.
“Cosa succede? ” ha domandato Giacomo un po’ allarmato.
“Rilassati. ” Ha detto Michela. “Questo è a tuo beneficio, per il tuo piacere. ” Barbara ha condotto Giacomo dal letto al muro vicino ai piedi del letto, ha trovato quello che cercava, un faretto attaccato alla parete. Dei fruscii e Michela ha detto di essere pronta. Lui ha sentito Barbara allacciare qualche cosa alle manette e farlo girare, le sue braccia sono state alzate sopra la testa fino ad essere completamente stese.
Michela ha acceso la luce nella stanza e Giacomo ha sentito il cazzo contorcersi. Era nuda ed indossava una briglia di pelle che le si incrociava sul seno, poi le scendeva tra le gambe, le strisce di pelle erano adornate di borchie luccicanti e fibbie cromate. I suoi polsi avevano delle manette di pelle che legavano Barbara alla briglia di Michela, trattenendo i polsi della bionda ai suoi fianchi. Barbara era completamente nuda e la sua pelle chiara contrastava pesantemente con quella della cugina, completamente abbronzata. Giacomo era ai piedi del letto, il cazzo sporgente in fuori e le braccia alte sopra la testa. Ha alzato lo sguardo e ha visto la corda sottile che allacciava le sue mani al faretto, la corda scendeva e si allacciava al piede di un pesante mobile; non aveva dubbi che tirando con forza sarebbe riuscito ad allentare i vincoli, ma era anche ansioso di vedere quello che le due donne avevano progettato per lui.
Barbara ha portato Michela vicino a Giacomo tirandola rudemente per un braccio.
“In ginocchio. ” ha detto in maniera burbera scagliando a terra la cugina. Michela si è inginocchiata di fronte all’uomo, sembrava fragile, indifesa.
“Ora succhiagli il cazzo. ” Michela si è mossa in avanti, ha preso in bocca il cazzo e lo ha succhia scendendo fino a metà. Giacomo si è lamentato osservando il cazzo scomparire nella bocca. Dopo alcuni momenti Barbara ha ordinato di nuovo a Michela.
“Ho detto succhia! “, ha detto duramente la rossa forzando la cugina a scendere di più sul cazzo teso e soffocandola un po’. “Succhialo! “, ha sputato Barbara spingendo di nuovo la testa di Michela; questa volta Michela lo ha preso tutto in bocca e ha sentito la cappella serica in gola. Barbara ha afferrato i capelli di Michela e l’ha spinta a fottere il cazzo di Giacomo, fino a che le anche di Giacomo hanno cominciato a muoversi.
“Basta. ” ha comandato Barbara tirando via Michela dalla verga.
“Sdraiati sul letto. ”
Michela ha obbedito e Barbara l’ha girata affinché Giacomo potesse vedere il cespuglio biondo che copriva la micia. Ha aperto le gambe delle ragazza, ha fatto scivolare due dita dentro di lei e ha pompato dentro e fuori lentamente. Il cazzo di Giacomo ha sobbalzato a quella vista e ha fissato la scena che si svolgeva davanti a lui.
Barbara ha toccato Michela finché non ha cominciato a muovere la testa da un lato all’altro, poi l’ha tirata fino a che la testa non è sporta dall’orlo del letto. Barbara ha appoggiato il suo corpo nudo fino a che la testa di Michela non è stata tra le sue cosce, i lunghi capelli biondi scendevano sino al pavimento.
“Succhiami. ” ha comandata Barbara.
Michela ha alzato la testa e ha cominciato a leccare la micia coperta di peli rossi di sua cugina, provocando rumori di baci bagnati quando la lingua colpiva. Dopo alcuni secondi Barbara ha tirato la testa della bionda tra le sue gambe, girando le anche contro il viso del ragazza. Questo non solo ha sostenuto la testa di Michela ma ha provocato a Giacomo una furiosa erezione.
“Mangiami. ” ha sibilato Barbara. “Fammi venire sul tuo viso. ” Michela si è lamentata dentro la rossa presa di Barbara, le sue anche hanno ondeggiante sul letto. Giacomo ha visto il viso di Barbara arrossire ed il rossore ha coperto anche il suo torace, gli occhi chiusi e la bocca aperta. Ha cominciato a tremare, dapprima leggermente, poi i seni hanno cominciato a scuotersi insieme alle cosce.
“Uh-huh! Sì! Uh-huh! Ohhhh”! Barbara ha gridato, scuotendo e tirando i capelli di Michela. La rossa è venuta, il viso contorto nell’orgasmo, il corpo si è scosso facendo barcollare sensualmente le tette. Dopo un momento si è alzata e si è allontanata dalla testa della ragazza.
“Sul pavimento. ” Ha esclamato Barbara tirando in piedi Michela. Giacomo ha visto il viso della bionda scivoloso e luccicante per la crema di Barbara, e Michela non ha fatto cenno a leccare o asciugarsi. Barbara ha posizionato la bionda sulla schiena, poi ha preso due pezzi di corda, legando le gambe della cugina alle caviglie, poi l’ha alzata fino a curvare le ginocchia. La corda è stata allacciata alla briglia di pelle che indossava. Ora Michela era aperta davanti a Giacomo, la fica completamente mostrata. Poteva vedere le labbra brillanti di umori.
Barbara si è inginocchiata e ha succhiato la micia bionda, provocando rumori di risucchio e schiaffeggiamento. I capelli arancione venivano scossi mentre spostava la testa da un lato all’altro per leccare e succhiare la micia di Michela; l’ha portata ad un secondo orgasmo, poi si è fermata.
“No! Non fermarti! Per favore! Non fermarti”! , ha implorato Michela.
Si è seduta, sorridendo ed asciugando la crema di Michela dal suo viso. Si è alzata e si è messa di fronte a Giacomo, poi ha asciugato il succo di Michela dalle sue labbra, dal viso e dalle guance.
Giacomo le ha leccato le dita, succhiando da ognuno il sapore della bionda.
Lei si è girata e ha aperto la borsa da cui ha tolto un lungo dildo a due teste, ne ha inserito un’estremità nella sua micia, poi si è inginocchiata e ha spinto l’altro estremo dentro Michela.
Barbara ha alzato gli occhi a Giacomo. “Vuoi vedermi fotterla? ”
“Ohhh, Dio sì”! , si è lamentato Giacomo.
Ha fatto scivolare la lunga asta profondamente dentro Michela, poi hanno cominciato ad ondeggiare avanti ed indietro. Michela ha fatto ondeggiare le anche selvaggiamente e dopo alcuni secondi è cominciato l’orgasmo, lamentandosi e cercando al massimo il piacere. Barbara è durata qualche secondo di più, cominciando a venire proprio quando Michela ha smesso. Si è alzata lentamente e ha tolto il dildo delle fiche; si è messa davanti a Giacomo mettendo il cazzo di plastica davanti al suo viso.
“Succhialo! ” ha comandato Barbara. “Lecca i miei umori. ”
Giacomo l’ha fatto e Barbara l’ha spinto nella sua bocca fino a soffocarlo un po’, mentre gli strofinava l’altro estremo, bagnato dei succhi di Michela, sulla faccia. Quando è stata soddisfatta ha tirato fuori il dildo dalla bocca di Giacomo ed è ritornata a Michela che aveva guardato dondolando le anche sensualmente per tutto il tempo.
Ha spinto il dildo dentro Michela e l’ha fottuta, pompandolo dentro e fuori nella fica inzuppata con una mano e tirandole i capezzoli con l’altra.
Michela ha piagnucolato e si è scossa, venendo due volte mentre Barbara la fotteva col grosso dildo. Ha continuato fino a che Michela non è stata sull’orlo del suo quarto orgasmo prima di fermarsi, facendo lamentare la bionda; a quel punto Barbara ha lasciato le mani di Michela.
“Togliti quella roba. ” Ha detto Barbara. “Ti voglio completamente nuda. ” Le mani di Michela sono volate sopra le cinghie e le fibbie, e rapidamente è stata nuda. Barbara ha tirato il viso della ragazza alla sua micia e le ha comandato di succhiare. Michela l’ha fatto mentre le tirava i capezzoli facendola rantolare molte volte. Giacomo aveva una visione meravigliosa di Michela inginocchiata tra le gambe di Barbara, il culo puntato verso di lui e dalla micia aperta colava spessa crema bianca per le cosce.
“Sei pronta? ” ha domandato Barbara a Michela, sollevando il viso della bionda dalla sua fica. Michela ha accennato col capo e ha guardato Giacomo sopra la spalla, il viso ancora brillante per gli umori cremosi di Barbara.
Michela si è messa con la testa tra i piedi di Giacomo e Barbara si è inginocchiata tra le gambe di Michela, sono tornate a spingere il dildo a due teste nelle loro fiche e hanno cominciato a dondolare. Questa volta Michela ha avvolto le gambe intorno la vita di Barbara, hanno trovato il ritmo giusto. Barbara ha guardato Giacomo che aveva gli occhi vitrei per il desiderio, il cazzo era eretto, palpitante e la cappella era color porpora; poi ha abbassato lo sguardo su Michela e la bionda ha appoggiato le mani sulle tette sbarazzine, poi ha aperto la bocca. Lo sguardo di Giacomo è passato dall’una all’altra. Barbara si è stretta insieme le tette piene, le ha schiacciate, ha tirato i capezzoli finché non si sono rizzati.
“Nudo ed indifeso. ” ha detto Barbara. “Spara tutta la tua sborra su di noi. ”
Giacomo ha emesso un gemito e ha arcuato la schiena, cercando di avvicinare il cazzo alla bocca aperta di Barbara. È venuto sprizzando un lungo torrente di sperma attraverso l’aria, proprio sopra le tette di Barbara, il cazzo ha dato di nuovo una scossa ed un altro ruscello è sprizzato, ha disegnato una linea bianca di sperma spesso sullo stomaco di Barbara, sulle tette, sul collo e sul viso. Un terzo colpo è partito, questo è finito sul biondo monte di Michela raggiungendo la pancia di Barbara. Ogni volta che il cazzo si rilassava, spesse gocce di sperma gocciolavano su Michela, spruzzando il capezzolo sinistro, il collo ed il mento. Michela ha guardato lo sperma sgorgare dal cazzo, raggiungendo l’orgasmo quando lo ha sentito spiaccicarsi contro Barbara. Ha sentito lo spruzzo atterrare sulle sue gambe e sullo stomaco, non poteva resistere più.
Dopo il terzo spruzzo Michela ha afferrato il cazzo palpitante facendolo puntare verso il basso e mungendolo; ha guardato la goccia di sborra sulla punta cadere verso il suo viso; ha aperto la bocca giusto in tempo per catturare il quarto ruscello di sperma caldo sulla lingua. Pompandolo con più forza ha continuato a godere mentre la sborra calda cadeva sul suo torace con un rumore ben udibile di spiaccichio.
Barbara l’ha guardata mungere il cazzo sopra il viso e le tette, la sua fica stringeva il dildo con forza, sempre di più; le sue mani sono scivolate sullo sperma che le infradiciava le tette e ha sentito la sborra calda gocciolare dal mento cadendo tra le tette. Lo sperma correndo giù per la sua pancia alla sua clitoride l’ha solleticata leggermente e quando ha compreso il volume di sborra con cui Giacomo l’aveva colpita, ha avuto un altro orgasmo.
Michela ha abbandonato il cazzo ricevendo l’ultima goccia sopra la punta del naso. Il suo corpo era torturato da mini orgasmi mentre lo sperma cremoso gocciolava giù per i suoi fianchi e per il collo; ha guardato Barbara e la sua fica ha serrato il dildo con forza sufficiente a farlo sentire alla ragazza. Il mento di Barbara era bianco per la brillante massa di sperma che gocciolava sopra le tette fradice.
Quasi all’unisono le ragazze si sono guardate, poi si sono mosse una verso l’altra flettendo il cazzo di plastica nelle loro fiche e provocando orgasmi in miniatura. Michela ha leccato il mento di Barbara poi l’ha baciata usando la lingua per spingere la sborra spessa dalla sua bocca a quella della cugina. L’hanno leccato ed ingoiato, poi Michela ha leccato il mento di Barbara, condividendo lo sperma rimanente con la cugina, poi ha interrotto il bacio e ha cominciato a leccare lo sperma dalle tette di Barbara, spingendo il viso tra i morbidi tumuli di carne coperti di sborra.
Lentamente le due ragazze sono ritornate in se e si sono guardate ridendo. Barbara ha tolto il dildo dalla sua fica e poi da quella di Michela, che ha rilasciato l’invasore con un rumore di risucchio che ha fatto ridere tutti e tre.
Michela ha slegato la corda permettendo alle braccia semi intirizzite di Giacomo di scendere; Barbara ha slacciato i legami.
“È tutto così incredibile! ” ha detto Giacomo. Le ragazze erano state così eccitanti da aver fatto venire Giacomo senza toccarlo! Giacomo ha mosso le braccia per cercare di riattivare la circolazione e Michela si è seduta a leccare una goccia riluttante di sperma dalla punta del cazzo.
“L’idea è stata di Michela. ” ha detto Barbara. “Le piace la roba pervertita. ”
I tre hanno acceso le luci e sono strisciati nel letto, le successive tre ore sono state una massa di caldo, carni sudate, rumori di labbra contro passere bagnate, cazzo in una fica, poi in un’altra, bocche su capezzoli e, finalmente, sborra spessa nella fica stretta di Michela. Barbara ha succhiato lo sperma dalla micia di suo cugina e Michela ha leccato Barbara fino all’orgasmo. Sfiniti si sono accucciati nel letto caldo e hanno dormito. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un’altra domensione. Arriva all’improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E’ così che nasce un racconto erotico.

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