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Tette tette

Avrei dovuto dirlo ai miei amici a pranzo. Mio padre ci aveva promesso di portarci a vedere l’incontro di lotta tra donne nel fango, uno di quegli spettacoli itineranti nei luoghi di villeggiatura, ma era dovuto rimanere in città per lavoro. Così ci avrebbe accompagnato mia madre.
Mio padre avrebbe visto l’incontro con noi e sicuramente, tra uomini, avremmo avuto un atteggiamento più goliardico. Invece mia madre immaginavo non sarebbe stata di grande compagnia. Si preannunciava un bel week-end. Noi cinque amici allo spettacolo e poi tutti a dormire a casa mia visto che sarebbero stati tutti ospiti a casa dei miei al mare! Eravamo io, Alberto e Francesco, due miei amici di lunga data, Paolo e Marco, due simpatici ragazzi che avevamo iniziato a frequentare da poco. Eravamo in ferie, e prima di partire tutti per la Spagna avevamo deciso di passare un paio di giorni a casa dei miei al mare e passare la serata assistendo a questo insolito spettacolo.

– Ragazzi, mio padre non ci può portare allo spettacolo, ci accompagnerà mia madre – dissi loro a pranzo.
– Va bene – disse Alberto e Francesco e Paolo annuirono. Mi lamentai:
– Non vi dispiace se viene mia madre? –
– No – disse Francesco
– Tua madre è una donna libidinosa! –
– Siii! – concordarono Alberto e Paolo.
Marco non l’aveva mai vista e sorrise. Pensai tra me e me, “libidinosa? Pensano che mia madre sia libidinosa? ” Beh, non mi sentii più tanto strano, visto che anche io pensavo che mia madre fosse una donna libidinosa. Quando tornai a casa, dissi a mia madre cosa avevano detto di lei Alberto e Paolo

– Mi hanno definita libidinosa? – chiese ancora.
Non so dirvi se era divertita o lusingata o tutte e due le cose. So solo che un bel sorriso le si stampò sul viso.

– Pensi che io sia libidinosa? – mi chiese.
– SI! – bofonchiai, era la prima volta che le dicevo una cosa del genere.
– Credo tu sia sincero – mi disse
Avevo iniziato a vedere mia madre sotto una luce differente qualche mese prima.
Mia madre è mora con una quarta di seno, un metro e settantacinque di altezza e un culo notevole per i suoi 46 anni. Mi domandavo come sarebbe stata nuda. Mi piaceva sbirciare le sue tette ballonzolare libere sotto la sua camicia da notte, che indossava poco prima di andare a letto. Mi appostavo nelle vicinanze della porta della sua camera con la speranza che la dimenticasse socchiusa, quel tanto che mi consentisse di vederla spogliarsi. Un giorno i miei sforzi furono premiati e riuscii a vederla in reggiseno e slip. Sebbene molti dei suoi indumenti intimi fossero bianchi quella sera indossava reggiseno e slip di seta neri, colore mio preferito. Una volta si accorse che sbirciavo sotto la sua vestaglia mentre si era piegata in avanti.
Sorrise solamente, e disse:

– Vedi qualcosa che ti piace lì sotto? –
I miei amici arrivarono al mare nel pomeriggio, ci cambiammo e mia madre ci accompagnò allo spettacolo. Sebbene avessimo 26 anni ai miei faceva piacere partecipare alle serate con i miei amici. Eravamo tutti in una macchina, quella di mia madre, un bel monovolume e potevamo stare belli comodi. Mia madre sembrava veramente sexy. Indossava dei jeans attillatissimi. Sopra indossava un top blu attillato e molto leggero, infilato nei jeans. Non l’avevo mai vista indossarlo senza una giacca sopra. Quel top le faceva due tette veramente grosse. Vidi i miei amici guardarla con occhi sfavillanti. Durante il viaggio mia madre si lasciò andare ad un comportamento molto amichevole ed eravamo tutti di buon umore. Allo spettacolo sedemmo tutti nella stessa fila.
Mia madre all’ultimo posto, io subito prima.

Presi a spiegarle cosa avremmo visto, quanto sarebbe durato lo spettacolo etc. Mamma notò che la maggior parte del pubblico era composto da giovani, poco sopra i venti anni. Una piccola percentuale erano ragazze ma molti i papà che avevano accompagnato i figli…

La tribuna, incitando l’inizio dello spettacolo, prese a rumoreggiare con linguaggio rude e anche un po’ volgare. Tutto nei limiti, comunque.
Molti avevano dei cartelli con scritte non certo da educande. Mia madre ne notò alcuni con la scritta “TETTE TETTE”. Dovetti spiegarle che durante la lotta era facile vedere le tette delle lottatrici uscire dal costume. – Ohhh… – disse. La tribuna cominciò poi a scandire slogan più spinti: “Puttana, Troia”.

Iniziò lo spettacolo e la folla iniziò a gridare più forte. Pian piano che il tempo passava le tribune iniziarono a fischiare e ad urlare a tutte le ragazze che avevano la sventura di passare per raggiungere i loro posti. Al grido di “Tet-te, Tet-te” qualche ragazza si tirava su la maglietta mostrando per qualche attimo le tette e un’ovazione della folla accompagnava il gesto. Durante una delle pause mia madre, vedendo un’intera sezione della tribuna di fronte alzarsi e muoversi da un lato tutta insieme, pensò ad un incendio o qualcosa del genere.
Ma di tanto in tanto, sempre al grido di “Tet-te, Tet-te” qualche ragazza accontentava la folla generando lo scompiglio.

Prima dell’ultimo combattimento, durante una pausa, molte persone si erano sedute. Mamma invece era rimasta in piedi per sgranchirsi le gambe. Qualche ragazzo, poche file più avanti, la notò con il suo top quasi trasparente e iniziò a gridare “Tet-te, Tet-te”. I miei amici mi fecero notare che le grida erano rivolte a mia madre. Mamma sorrise un po’ scioccata man mano che altri ragazzi si univano al grido di “Tet-te, Tet-te”.
Mamma disse:

– Non vogliono vedere le MIE di tette, ho allattato tre figli! –
Ma la tribuna continuava a inneggiare a mia madre che si guardava intorno imbarazzata. Mamma mi sorprese tirandosi su per scherzo il top con una mano e mostrando brevemente una coppa del reggiseno. La tribuna applaudì sonoramente e mia madre, imbarazzatissima, si mise a sedere. Ma la tribuna divenne ancora più chiassosa e sempre più persone si alzavano in piedi. Tutte le sezioni intorno a noi si erano alzate in piedi guardando nella nostra direzione. Mamma guardò in su, alla scalinata sopra a noi e tutti erano in piedi per vedere cosa stesse accadendo di così eccitante. Mamma guardò me e i miei amici. I miei amici sorridevano a inneggiavano “Tet-te, Tet-te”. Io mi unii a loro.

Con un sorriso da troia che non dimenticherò mai, Mamma si alzò in piedi, prese il bordo del top con entrambe le mani e lentamente lo sollevò. Arrivata al reggiseno, vidi le sue dita agganciarlo per il bordo inferiore. Lo tirò su e le sue grandi e bianche tette sgusciarono fuori dal reggiseno. Il rumore si fece assordante quando Mamma, sorridendo, tenendo il top ed il reggiseno appena sotto il mento, fece sventolare le sue tette davanti agl’occhi di migliaia di ragazzi, girando il corpo lentamente in ogni direzione così che tutti
potessero vedere. Con il sedere inarcato e le braccia su, le sue tette apparivano grandi, tonde e sode, e con due grandi capezzoli dritti che puntavano in alto.

Io barcollai, quasi svenni, ma ebbi una smisurata erezione. I miei occhi abbandonarono mia madre per passare ai miei amici rimasti a bocca aperta, alla folla rumoreggiante. Si videro una quantità di flash di macchine fotografiche. Finalmente mia madre si ritiro giù gli indumenti e si sedette. Quasi immediatamente l’ultimo combattimento ebbe inizio e la folla tornò ad occuparsi dello spettacolo.

Senza ulteriori imprevisti lasciammo lo spettacolo e tornammo a casa.
L’umore era frizzante. Una volta a casa, Mamma preparò qualcosa da mangiare e da bere per noi e ci sedemmo in salotto ad ascoltare musica e giocare ai videogiochi. Mammà sparì al piano di sopra, presumibilmente a letto, e i miei amici ancora commentavano lo spettacolo delle tette di mia madre. Ovviamente erano ancora spiazzati da quanto avevano visto. Circa un’ora più tardi, Mamma scese giù, chiedendoci se avevamo ancora fame. Indossava una sottile vestaglia chiusa solo da una cinta. Le sue tette senza reggiseno dondolavano dentro la vestaglia, i suoi capezzoli sporgevano e lo spacco lasciava intravedere un po’ del suo corpo. Mamma chiese se volevamo ancora qualcosa. Alberto e Francesco iniziarono ad inneggiare: “Tet-te, Tet-te”. Subito io e gli altri ci unimmo al coro: “Tet-te, Tet-te”
Mamma sorrise e disse:

– Non avete visto abbastanza? –
La cantilena continuava, così Mamma si mise di fronte al divano e alle sedie dove eravamo seduti, sorrise, slacciò la cinta della vestaglia e la aprì spalancandola. Noi applaudimmo mia madre che indossava solo un paio di sexy slip neri sotto la vestaglia. Mamma iniziò a fare uno spettacolo, facendo ondeggiare le sue tette con il busto inclinato in avanti, poi facendo scivolare la vestaglia iniziò a danzare. I nostri occhi erano incollati alle sue tette ondeggianti liberamente. Danzando con la musica dei CD in sottofondo, Mamma spalancò le gambe e si mise a danzare proprio di fronte a noi. I ragazzi gridarono “Avanti, avanti”. Mamma prese allora gli slip e iniziò a tirarli giù lentamente mostrandoci i suoi peli pubici. Fece cadere gli slip a terra e fece un passo in avanti fuori dagli slip. Si girò su se stessa e mostrò il suo bianco culo proprio in faccia a noi. Mamma era in pedi proprio di fronte a Francesco e fece qualche passo di lap-dance. Scrollò le sue tette ed il suo culo proprio in faccia a Francesco. Poi gli prese una mano e la portò su una tetta. Francesco prese coraggio e alzando anche l’altra mano le portò tutte e due sulle tette di Mamma accarezzandole.

Mamma si chinò e prese a tastare i pantaloni di Francesco; tirò giù la lampo e gli tirò fuori il cazzo dritto iniziando a maneggiarlo.
Alberto era seduto proprio di fianco a Francesco. Mamma allungò una mano ed iniziò a massaggiare anche lui. Alberto tirò subito fuori il cazzo e mentre mia madre li masturbava entrambi loro le accarezzavano tette e culo. Paolo era seduto dalla parte opposta di Alberto e presto mamma tirò fuori anche il suo di cazzo. Mamma masturbava ora Alberto e Paolo mentre tutti e tre le palpavano tutto il corpo. Ad un certo punto Alberto mise un dito nella fica di mia madre.

Mamma si portò lentamente a cavalcioni di Francesco, rivolta verso di lui. Prese il suo cazzo e lo puntò verso la sua fica che piano piano scendeva giù. Il cazzo di Francesco scivolò dentro la fica umida di mia madre che si sedette sulle sue gambe, ed iniziò a scoparlo in quella posizione. Marco si alzò e raggiunse mia madre. Io desideravo da morire tastare le sue tette e finalmente ebbi il coraggio di muovermi, andarle vicino e cercare a tastoni le sue grandi tette.
Mamma mi guardò e mi sorrise. Dieci mani erano sopra il corpo di mia madre mentre lei si scopava Francesco. Marco, stando di lato a mia madre si tirò fuori il cazzo e mamma se lo infilò in bocca.
Quasi subito Francesco mugugnò:

– Sto venendo! – ed iniziò a strattonare.
Quando finì, Mamma si sedette sulle gambe di Alberto, iniziando a scoparsi anche lui. Riprese a gustarsi il cazzo di Marco e lui le venne in bocca. Io mi davo da fare per tastare tutto il corpo di mia madre, le sue tette, la sua fica, il suo culo, le sue gambe, ma rimasi sempre dietro aspettando che finisse di scoparsi i miei quattro amici.
Finalmente, quando Paolo finì di scoparsi Mamma sul tappeto io mi tirai giù i pantaloni e mi inginocchiai tra le sue gambe. Mamma mi guardò e sorridendo mi aiutò a guidare il mio cazzo nella sua calda fica bagnata. Mi sdraiai su di lei e la scopai furiosamente.

Andammo avanti fino al mattino. Mamma ci scopò tutti più di una volta, ora uno alla volta ora in gruppo. Probabilmente venimmo tutti tre o quattro volte e sentii anche mia madre venire una cifra di volte.

Non partimmo più per la Spagna, quell’anno. Passammo le ferie in casa dei miei al mare. Mio padre lavorò tutta l’estate e ci raggiungeva solo nei week-end che noi sfruttavamo per riprendere fiato… FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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