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Trio dal dentista

“Cazzo, che palle!! ”
“Possibile che non ci sia modo di evitare di farsi curare i denti? ”
“Ma non potevano essere come le normali ossa che resistono nel tempo senza cure particolari? ”
Questi pensieri mi passano per la testa in un caldo pomeriggio di luglio mentre mi sto recando dal dentista per la ‘tradizionalè pulizia semestrale, nel classico abbigliamento estivo: pantaloncini corti fino al ginocchio e maglietta a maniche corte.
Mentre continuo ad imprecare tra me e me, sono arrivato al portoncino di ingresso dello studio.
Suono il campanello e l’assistente del dentista mi apre.
Entro nella sala d’aspetto e noto che stranamente non c’è nessuno.
Arriva l’assistente che, dopo avermi chiesto il nome per verificare l’appuntamento e le operazioni da fare, mi dice: “Lei è fortunato, oggi il dottore non c’è. Abbiamo avvisato i pazienti, però lei deve fare solo una pulizia… Ci pensiamo io e la figlia del dottore. ”
Mi verrebbe da dire “Cazzo, che culo! Non potevate chiudere? “, invece riesco solo a proferire un “Meglio. Così non dovrò tornare un’altra volta…”

Entro e l’assistente mi fa accomodare sulla sedia maledetta.
“Sei comodo, scusi, è comodo? ”
“Si, più o meno, ma diamoci pure del tu. ”
“Va bene. Ma non farti chiamare con il cognome, dimmi come ti chiami. ”
“Sergio. ”
Non devo chiedere il suo. So che si chiama Sara.
“Vado a chiamare Elena, la figlia del dottore, e poi iniziamo la pulizia. ”
Esce dalla stanza e ritorna poco dopo con la ragazza.
“Ciao. ”
“Ciao. ” Rispondo.
“Segui le orme del padre? ” chiedo.
“No, do solo una mano. Io faccio l’università, economia e commercio. ”
“…e durante le pause di studio ti diverti a far soffrire i clienti di tuo padre…”
“Ehi, voi due” – si intromette Sara – “Avete finito? Non vorrei star qui fino a domani…”
“Ok, Ok” – dico – “Facciamo questa maledetta pulizia…”

Sara mi fa appoggiare la testa allo schienale.
Prende lo strumento per la pulizia, mi fa aprire la bocca ed inizia.
Comincia con gli incisivi.
“Questi sono semplici” – mi dice – “Poi passiamo ai molari. Elena, vedi? ”
“Si”
“Intanto che io pulisco, tu guarda se vedi carie o inizi di carie. ”
I minuti passano lentamente, finchè Sara, trionfante esclama: “Quasi finito. Comincio l’ultimo dente. ”
Subito si corregge: “Come non detto. Questo è difficile. Non riesco a prenderlo bene. ”
Inizia a muoversi e ad appoggiarsi a me.
I suoi movimenti non sono composti come prima ed il suo camice inizia ad aprirsi leggermente davanti a me.
Ho la scollatura del camice davanti ai miei occhi. Non posso fare a meno di vedere che non indossa il reggiseno; addirittura riesco a vederle il capezzolo sinistro.
Alzo gli occhi ed incrocio il suo sguardo. Non sono sicuro che la visuale che sto avendo del seno di Sara sia del tutto involontaria.
Il mio cazzo reagisce. Inizia a diventare duro.
Cerco di nasconderlo incrociando le mani sulla patta, ma lo sguardo di Elena mi dice che non ci sto riuscendo o comunque è ormai tardi per nascondere l’erezione.
Alla fine Sara esclama: “Finito! “.
Poi mi guarda ed aggiunge: “Sono stata brava? “.
Sempre cercando di nascondere l’erezione che sto avendo dico “Si. Non mi hai fatto male per niente! “.
Elena, spostando lo sguardo da me a Sara e poi sulla mia patta, interviene: “A giudicare dal suo cazzo sei stata bravissima! ”
Sara segue lo sguardo della ragazza, ma vedendo che le mie mani coprono tutto, mi dice: “Togli le mani. ”
Io sono imbarazzatissimo. Non so cosa fare, ma lei insiste, quasi ordina: “Toglile! “.
Lentamente, spostando lo sguardo sul piccolo lavabo, tolgo le mani.
“Elena ha ragione, ce l’hai duro! Sei un maiale! “.
“Scusa, non so cosa è successo… Mi spiace… Scusate…”
“Come non sai cosa è successo! ” – interviene Elena – “Le hai guardato le tette e non hai più capito un cazzo! “.
“No, si, insomma… Scusa…”.
“Così ti piacciono le mie tette? Basta dirlo…” e così dicendo Sara si slaccia lentamente il camice, mostrandomi il suo seno ed i suoi capezzoli già duri.
Non so cosa pensare. Ciò che sta accadendo mi sta mandando in tilt. Non capisco più nulla.
“Elena” – la voce di Sara mi riporta per un attimo alla realtà – “fagli vedere anche le tue”.
Elena, sorridendo si slaccia il camice e lo lascia cadere per terra. Le sue tette non sono belle come quelle di Sara ma anche lei ha già i capezzoli duri.
E poi è rimasta solo con un bel perizoma bianco che lascia intravedere i suoi rossi peli pubici.
Ha davvero un bel corpo ed anche il mio pene se n’è accorto…
Elena sorride: “Guarda, sembra che io ti piaccia…”
Anche Sara sorride: “Così non vale! ” E si lascia cadere il camice.
Anche lei indossa un perizoma, nero.
È sicuramente più bella di Elena; i dieci anni di differenza (ad occhio e croce lei ne ha circa 30, Elena non può superare di molto i 20…) giocano a suo favore.
Tra l’altro è più esperta di Elena…
Il camice se lo toglie girata di schiena, mostrandomi il suo perfetto sederino e provocando ancora me ed il mio uccello che a questo punto è al massimo dell’erezione.
Sara non è bionda naturale; i suoi peli pubici sono scuri.
Elena, che la sta guardando, ha lo stesso mio pensiero: “Ma tu non sei bionda naturale… fammi vedere meglio”.
Si avvicina a Sara e le toglie il perizoma. Poi le passa una mano sui peli, quasi a volervi verificare più da vicino.
“E tu? Sei davvero rossa? ”
“Certo! ” risponde Elena sfilandosi il perizoma.
Poi Sara si avvicina a me. È bellissima. Nuda. Se ci fosse stata fino a questo momento qualche possibilità per cui il mio pene si afflosciasse, adesso era definitivamente impossibile che ciò accadesse. Non ho idea di come sarebbero andate a finire le cose. Non riesco a capire cosa vogliono fare. Ho una speranza ma non ho nemmeno il coraggio di pensare che possa avverarsi. Spero solo che mi lascino andar via il più presto possibile: devo masturbarmi!
Mentre la mia testa elabora questi pensieri, Elena e Sara si sono avvicinate a me.
Sara si è messa alla mia destra e mi ha preso le mani, spostandole dalla patta dove io le avevo rimesse, Elena è in pratica sopra le mie gambe, quasi appoggiata ai miei piedi.
Me ne accorgo solo perché mi dice: “E tu? Sei biondo naturale o tinto? ”
Sono così rincoglionito che non capisco cosa vuol dire fino a quando Elena con uno strattone secco e deciso mi toglie d’un solo colpo pantaloncini e boxer.
Il mio cazzo non aspettava altro e si erge diritto tra le mie gambe.
“Non è tinto, è proprio biondo! ” Esclama Elena.
“Ed ha proprio un bel cazzo! ” Fa eco Sara.
Poi Sara fa compiere rotazioni e spostamenti alla sedia, finchè mi trovo perfettamente coricato in orizzontale.
Si sposta dietro alla mia testa. Poi avanza e mi mette la sua fica sulla mia bocca.
“Lecca! ” mi dice, quasi fosse un ordine.
Eseguo.
Inizio a leccarle le cosce, poi le labbra e poi le tocco, con la lingua il clitoride.
Sento che le piace dai “Siii” prolungati che emette e da come si muove.
“Sa leccare o fa finta? ” chiede Elena.
“è bravo, è bravo.. ” ansima Sara.
“Fammi provare…”.
Sara si sposta e sulla mia bocca arriva la fichetta rossa di Elena.
Ad Elena ciò che faccio piace … “Mi piace… è bello…”
Sara conferma “Te l’avevo detto che è bello farsi leccare la fica”.
“Sergio meriterebbe un premio. ”
“Hai ragione. ” E così dicendo Sara si inginocchia sul mio pene.
Lo scappella. Io mi fermo un attimo e guardo cosa sta facendo. Mi guarda negli occhi. “Ti masturbo o te lo succhio? “.
Non rispondo… Vorrei che me lo succhiasse, ma non ho il coraggio di chiederlo.
Lei però non fa nulla, tiene in mano il mio cazzo scappellato ed insiste “Te lo succhio o ti faccio una sega? Deciditi! ”
“Succhialo”. Lo dico così piano che lei non sente “Cosa? Parla più forte!! “.
Sono costretto a prendere coraggio: “Succhialo, fammi un bel pompino!! “.
“Sei proprio un porcellino! ” mi dice Elena.
Nel frattempo Sara ha appoggiato la sua lingua sotto la mia cappella e mi sta trattando il cazzo come se fosse un cono e la cappella come se fosse il gelato.
Me la sta leccando.
Mi piace tantissimo. Inarco la schiena tutte le volte che me lo lecca. Ci sa proprio fare.
Ogni tanto lo prende completamente in bocca. Sento la sua lingua che lo spinge contro il palato e lo stringe in una fantastica morsa di piacere.
“è pronto? ” chiede Elena.
Sara non risponde ma lascia la presa.
Subito dopo Elena si sposta e prende il posto di Sara.
Ma lei non me lo prende in bocca. Lei si mette a cavallo, prende il mano il mio cazzo duro ed umido e se lo appoggia alle grandi labbra. Ha qualche difficoltà, allora la aiuto. Prendo in mano il mio cazzo e lo guido verso la sua fica. Lei inizia a farsi penetrare. Prima la cappella, poi lentamente tutto il resto.
Le piace. Il suo volto non mente…
Inizia a muoversi. I suoi movimenti le provocano piacere, a me non troppo. Si muove lentamente ma non in modo da far godere anche me. Il mio pene è duro, resta duro e se si va avanti così potrebbe restarlo per ore…
Sara evidentemente se ne accorge perché inizia a baciarmi sulla bocca, poi si avvicina al mio orecchio destro e mi sussurra “Poi tocca a me…”.
Intanto Elena continua nel suo movimento, finchè dopo non molto si ferma, mi guarda con un sorriso e dice “Sono venuta…. “.
Poi si alza e lascia il posto a Sara.
Lei non ha difficoltà. Si siede sul mio cazzo e lo fa entrare senza troppi problemi.
Poi inizia a muoversi. Il suo movimento è più ‘tradizionalè.
Adesso mi piace. Lei lo sa, lo vede.
Si china verso di me, mi bacia, ci baciamo.
Io mi alzo leggermente e le succhio i capezzoli. Lei mi aiuta tenendomi la testa.
Fortunatamente questa è una posizione ‘ritardantè per l’uomo, altrimenti sarei già venuto.
Elena intanto si è messa dietro Sara e con le mani le accarezza la schiena, le spalle, le natiche.
Le ha anche infilato un dito nel buchino dietro, aumentando il piacere di Sara.
Sara continua il suo movimento, ora lento, ora leggermente orizzontale, ora decisamente verticale, qualche volta sento il cazzo che sta per uscire… è bellissimo.
Mi guarda negli occhi e mi dice “Sto quasi per venire… facciamolo insieme. “.
“Aspettami, le rispondo, pochi secondi.. “.
Ancora due o tre movimenti e poi la guardo negli occhi “Sto per venire. ”
“Siiii vieni, dai anch’io!! ”
E detto questo le scarico tutto quanto prodotto dai miei testicoli nel suo corpo.
Lei resta sopra di me, con il pene dentro fino a quando le dimensioni tornano quelle della posizione di riposo.
Poi si alza e tutti e tre ci avviamo verso il bagno per lavarci un po’.
“La prossima volta che avete queste intenzioni, avvisatemi prima, non vorrei venir qui accompagnato…” dico loro scherzando.
“La prossima volta ti romperemo il culetto…. ” Afferma Sara.
Sta scherzando o è seria?
Non riesco ad interpretarla….
Vedremo. Per adesso accontentiamoci di questa bellissima ora di sesso… FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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