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Troia per amore

Sabina aveva avuto poche esperienze sessuali. Era già appartenuta ad un uomo, un ragazzo, senza però potersi abituare alle sensazioni del rapporto completo. La penetrazione era stata breve, pulita, resa sterile dal suo preservativo. Era tutto finito, dopo l’eiaculazione precoce, quell’unica volta.
Gli occhi degli uomini presenti nella stanza erano puntati su di lei. Il suo vestito, la gonna sembravano essere trasparenti, tra le gambe la stoffa si inumidiva. Sabina intuiva, che presto sarebbe successo qualcosa di proibito, un eccesso. Marco fu il primo a farsi avanti, cingendola da dietro, palpeggiandole i seni, era l’ultima occasione per mandare tutto a monte, .. . se non avesse voluto continuare, non avrebbe dovuto fare altro che schernirsi, però teneva a Marco ed aveva fiducia in lui. Sabina non si mosse, anzi, lasciò che la testa le cadesse in dietro sulla sua spalla. I suoi occhi erano chiusi, forse in un sogno romantico. Marco, non era solo, lo accompagnavano due amici. Non c’era spazio per intimità. Andrea nel frattempo le sollevava la gonna, scoprendo le mutandine bianche. Senza preliminari, come se tutto fosse già stato chiaro, Marco e Piero le abbassarono gli slip, lasciandoli penzolare sotto le sue ginocchia. I genitali di Sabina erano, pur non essendo più del tutto virginei, stretti ed acerbi. Le mani di Marco le aprivano la cerniera posteriore del vestito, slacciavano il reggiseno e impastavano le giovani mammelle ormai in parte esposte. La mano sinistra passava a frugarle il sedere. Tutto succedeva così in fretta. Sarebbe caduta in avanti se Piero non l’avesse sostenuta, pur senza riguardo, infilandole con decisione due dita nel canale vaginale, facendola sussultare. Andrea, ignorandola, rivolgendosi a Marco: “.. . avevi detto troia? Tu questa l’hai pagata! ” Intanto la mano sinistra di Marco raggiungeva la mano di Piero intenta a dilatarle l’intimità. Anche il sedere le veniva maltrattato. I commenti di Andrea facevano crescere la tensione, più di ogni esposizione alle mani fameliche degli altri due: “Cosa aspettiamo a fotterla? Io la scopo davanti, finché è ancora stretta. Dietro la fai tu, Marco? ” Marco non rispose subito, poiché non una punta di sadismo stava vedendo se lo avrebbe potuto prendere dietro. Il suo indice sinistro penetrava l’ano ancora intatto della malcapitata. Sabina preoccupata: “Marco non prendo la pillola! Mi avevi promesso che i tuoi amici sarebbero usciti subito.. . , lo farai con i preservativi, .. . vero? “. Ridendo: “Piero e Andrea sono i .. . Preservativi! .. . Poi per una volta non resterai in cinta, no? ”
Di nuovo repentinamente, la scena cambiava. In frazioni di secondo Sabina si trovava quasi in punta di piedi sostenuta da sei mani, quando in veloce sequenza ebbe un leggero bruciore vaginale, ricevette un colpo sul basso ventre, all’altezza dell’utero con un forte dolore cupo e poi un bruciore più intenso nel sedere. Andrea trionfante: “questo è un vecchio trucco da magnaccia, mentre infilano la figa della puttanella, le danno un pugno in pancia, mentre un altro le svergina il culo. In pochi minuti la puledra diventa una miniera d’oro”. Il dolore diminuiva lentamente. Marco si irrigidì e riempì in un attimo una parte della sua intimità, fino allora ancora vergine. Lo sperma le scivolava tra le cosce, mentre Andrea imperterrito continuava penetrarla da davanti.. . abusivamente avendola presa d’inganno. Piero propose di spostarsi su di un letto, “per scoparla con più comodo”, esprimendo il desiderio di dare il cambio ad Andrea. Il quale le diede l’ultima scoccata e le crollò addosso. Sabina aveva procurato il terzo orgasmo della sua vita. Il suo utero sguazzava non protetto nella “sborra” di un “altro” uomo, e tra alcuni minuti, se fosse rimasta in cinta non avrebbe più saputo da chi. Si aspettava di fare la nanna con il suo nuovo ragazzo, esponendosi per amor suo ad una situazione piccante, però ora nella sua vagina c’era il seme di un estraneo. I dolori erano passati e anzi, con la sorpresa di tutti restò con le ginocchia piegate in aria e fece segno ad Piero di sbrigarsi. Si era arresa all’evidenza. Piero andò immediatamente a fondo e nonostante la poca frizione venne subito riempiendo ogni piccolo recesso della sua voragine vaginale. Numero quattro! L’iniziazione non era finita, la pausa fu breve.. . Marco: “ora la fica tocca a me! ” .. . con la sicurezza di un veterinario muoveva le dita dentro e fuori, girando e impastando il canale vaginale della giovane. “Baldracca, Troia, Bagascia, Puttana.. . ” Piero commentava e Sabina sosteneva l’eccitazione tentando una difesa vana: “Non sono quello che pensate”, Marco intanto faceva con la sua mano ficcata nel bassoventre della ragazza rumori indecenti.. . “ora state esagerando, avevo detto che mi sarei spogliata, ma non volevo avere del petting.. . ” Andrea: “Puttanella, ti sei fatta tre ragazzi.. . ti abbiamo sfondata, sborrato nel culo e nella figa, forse messa incinta e tu parli di petting, Troia! ” Marco commentava le proprie azioni: “ora ti slabbro la figa” penetrandola in un colpo solo “mi sa che qui c’è poco da slabbrare, sei la prima diciottenne con la figa larga come una vacca! ”
“La mia ragazza deve avercela stretta e scopare solo con me. Tu non sei stretta e in questo momento hai il cazzo di Andrea nel culooo.. . argh.. . “. Ora anche Marco l’aveva inseminata. “Da domani scopi per Andrea”. Coricata sul letto, il viso nel cuscino, il membro di Andrea entrava e usciva come in un ritmo consueto, solo il leggero sentimento di dover andare di corpo disturbava il crescente benessere. Sabina assaporava la dolce eccitazione del sentirsi donna persa, puttana.. . la perdita di Marco l’avrebbe preoccupata più tardi. “L’unico difetto sono le tette” commentava Piero massaggiandole un seno. “Le si ingrosseranno, vedrai! La pillola farà gratis il lavoro del silicone, altrimenti le faccio io un paio di iniezioni di ormoni.. . ” sussurrò Andrea, che aveva appena finito, pesandole a corpo morto sulla schiena.
Piero voleva la sua bocca, non per baciarla.. . ma per penetrarla anche lì, era ancora flaccido. “Attenta ai denti” Sentiva come il pene riprendeva vigore. Ancora Piero: “la Paola lo succhia meglio” Marco di nuovo frugandole fra le gambe: “non mi parlare di quella smorfiosa, fino adesso me l’ha data una volta sola.. . ” “perché era ubriaca” aggiunse Piero. Paola era l’amica di Sabina, pochi giorni prima Piero e Paola si erano improvvisamente lasciati.. . “Con le sue poppe avrebbe fatto più soldi lei in un giorno che la sorella di Andrea in una settimana”. Carmen, la sorella di Andrea era in una classe parallela dello stesso liceo di Sabina, da alcuni mesi la loro amicizia si era lentamente sciolta, Carmen era diventata sempre più esigente e snob, non teneva più a frequentare gli stessi amici di Sabina. Lentamente Sabina cominciava ad aprire gli occhi su ciò, che negli ultimi mesi succedeva attorno a lei. “Ragazzi, mia sorella fa la squillo, lo fa se le pare.. . Sabina ehm.. . Paola lo avrebbe fatto dopo scuola, al bar.. . e nel capannone dietro casa mia.. . ” Marco aggiunse: “di pure Sabina.. . la nuova puttanella nascente nel firmamento delle troie del paese! ” Piero tornava dalla cucina, con un cetriolo in mano: “Marco fai spazio, ora le rifiniamo il diametro” Un oggetto freddo stava facendosi strada tra le grandi labbra, una forte pressione, non sembrava dovesse penetrarla, poi d’un tratto lo stesso dolore come con Andrea. Sabina tentò di ribellarsi ma tutti e tre la tenevano ferma. Piero la stava scopando con un grosso cetriolo, una specie di esagerato vibratore. Più che il dolore era l’umiliazione, che alzava le sue difese e nel contempo cresceva nuovamente l’eccitazione. Andrea le blocca brevemente la testa e le schizza in gola, dandole un colpetto sulla testa: “ben fatto puttanella”. Piero si diverte a sentire il cetriolo attraverso il suo ventre. Sabina trasale vedendo Andrea armeggiare con una siringa, le stesse mani di prima la tengono ferma, il cetriolo lasciatole nella vagina non esce perché fermato dalla coperta accenciata. Andrea si lascia tempo “questa roba è fenomenale, una pera e la meno troia delle ragazze diventa una battona, pensa lei che è già troia cosà farà.. . è tua incondizionatamente.. . la mia firma è farla o nel culo o nella figa, non è necessario cercarle la vena.. . le puoi guardare negli occhi e vedere come diventa tua. ” Marco: “.. . no, non era nei patti, solo marchette.. . ” A. : “pensi veramente che domani si farebbe fare ancora da noi.. . probabile, ma con i clienti.. . soprattutto i camionisti.. . dubito, io voglio andare sul sicuro. Alzatele le gambe! Nella topa o dietro? ” Sabina era come paralizzata. In coro: “falle la figa”. Una volta sollevate le gambe verticalmente cadde il cetriolo lasciando un apertura discreta. L’ago si trascinava lentamente lungo le pareti vaginali, lacerandole in parte, il dolore era lancinante. “Tappale quella bocca, la cagna è così aperta che le vedo l’utero. Ora sono nell’utero.. . gran porcheria” spingendo il pistone della siringa “quattro o cinque giorni al mese senza guadagno.. . faglielo togliere prima possibile.. . “. Sabina si rilassò immediatamente, non era più necessario tenerla.. . Ora farfugliava: “.. . mmh, Andrea cosa mi hai ffff.. fatto tutto gira.. . rimettimelo dentro, v.. . voglio essere tua e di Marco amo tutti, tutti e tre. Scopatemi per favore”. Andrea: “io vado ho altri impegni.. . a più tardi”. “Marco voglio sentirti dentro, Piero fammi il culo. Ahh.. . come siete buoni, piano, la passera mi brucia.. . oh ho male di pancia, Marco sei uno stronzo, essere troia mi piace.. . ohhh.. . che male.. . Marco sbattimi più forte, fammi sentire la tua putta.. . na.. . cosa .. . ah Piero tienimi le tette.. . ahhh.. . la pancia brucia.. . ” Sabina era svenuta. Sabina si è rimessa presto e a causa dello svenimento ha dimenticato tutto quello che è successo.. . Ma che svenimento.. . era solo un incubo, reale era solo l’umidità tra le gambe e il sudore! FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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