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Un meraviglioso equivoco

Da un po’ di tempo ho preso l’abitudine, dopo il lavoro, di andare in un bar in centro, vicino a S. Babila, a bermi un aperitivo. è diventata una piacevole abitudine, una mezz’ora di relax dopo una giornata stressante in ufficio. Mi bevo un ottimo gin tonic, faccio quattro chiacchere col barman e poi a casa.
Da qualche giorno ho notato due tipi che anche loro si rilassano dopo il lavoro con un paio di aperitivi. Ogni tanto mi guardano fisso, ed io faccio lo stesso dato che non sono niente male. Tutti e due mori, ben prestanti, non più di trentacinque anni.
Ieri sera. Come al solito sono seduta al banco. Percepisco una presenza sullo sgabello al mio fianco: è uno dei due.
“Salve”.
“Salve”.
“Anche oggi ci si rivede, eh?
“Già…. Da solo, oggi?
“No, il mio amico arriva subito.
“Senti (subito col tu), ti dispiace se vado subito al sodo?
“In che senso?
“Io e il mio amico vorremmo chiederti quanto vuoi per venire con tutti e due….
(Accidenti che equivoco: mi hanno preso per una battona che va nei bar a rimorchiare clienti)
Resto un attimo paralizzata, poi sto per replicare in malo modo ma… sento tra le gambe un pizzicore che conosco molto bene, la cosa mi sta arrapando, mi sto bagnando. E se…..
Taccio per un po’, poi:
“Sai dipende, in genere non lo faccio con due insieme(bugiarda)..
“Guarda che paghiamo bene. (Ho deciso, faccio la puttana)
“Si ma dove?
“Il mio amico abita in un residence a Porta Venezia, potremmo andare subito lì. Quanto vuoi?
“Di solito 100 a cliente ma in due insieme almeno 300.
“Ok d’accordo. Allora quando arriva il mio amico andiamo?
“Va bene, faccio una telefonata.
Ho un calore interno che mi fa scoppiare, sto per fare la puttana a pagamento, io che pagherei quei due per farmi chiavare..
Telefono a mio marito avvertendolo che farò un po’ tardi dato che devo andare a cena col mio capo e ospiti stranieri.
“Va bene, va bene, devo crederci? Comunque divertiti e non strapazzarti troppo.
Non ci ha creduto, sa benissimo come sono fatta e che non mi lascio sfuggire nessuna occasione di assaggiare qualche nuovo uccello.
Chiamano un taxi che in pochi minuti ci porta al residence. è un piacevole appartamentino di due stanze.
“Senti, se non ci metti fretta dopo ti diamo di più.
E intanto mi mette in mano 300. 000 lire.
“Va bene, vedremo.
Per fortuna porto sempre della biancheria che mio marito giudica da troia, per cui quando comincio a spogliarmi faccio proprio un bell’effetto.
Ci sediamo sul divano, io al centro e loro ai lati, tutti nudi. Hanno già i cazzi semi rigidi, niente male come dimensioni. Li prendo in mano tutti e due mentre loro mi stringono le tette e mi infilano le mani tra le cosce.
“Senti come è bagnata, la porca. Le piace il mestiere che fa..
Mi piace fare la puttana, vorrei che mi parlassero, che mi dicessero che sono una troia.
“Ditemi cosa volete..
“Fai un pompino al mio amico.
Mi piego subito di lato e mentre prendo in bocca il cazzone ormai duro come il sasso, l’altro mi tocca la figa fradicia dal dietro. Con una mano gli faccio una sega dietro la schiena.
“Che figona che sei, sei proprio una gran troiona, succhiami il cazzo.
Queste parole mi fanno impazzire, mi infilo il bastone in gola fino quasi a soffocare, è buono, lo succhio forte mentre sento una mano che mi scava la figa. L’altro che ho in mano è diventato più grosso di quello che ho in bocca. Voglio vederlo, succhiare anche quello. Mi giro, è grosso e lungo, quasi nero; Lo prendo bene in bocca leccandogli la cappellona, faccio fatica a prenderlo in bocca, è troppo grosso. I due intanto hanno invertito le parti e adesso è l’altro che mi tocca la figa da dietro. Io sono talmente fradicia che mi si è bagnato e allargato anche il culo e quello dietro se ne accorge.
“Lo sai che questa troia ha il culo sfondato? è largo e bagnato quanto la figa.
“Facci vedere.
Mi metto in ginocchio sul divano col culo verso l’esterno e con le mani mi allargo il culo: loro da dietro rimirano i miei due buchi fradici e oscenamente aperti.
“Cazzo, sei meravigliosa, ti fai inculare?
Sto per urlare di si, di farlo, sto per implorare, ma devo mantenere la parte.
“Veramente non lo do a tutti, e poi costa di più.
“Non ti preoccupare, bastano altri 200?
“Siii- mentre lo dico sento giàun cazzo che si appoggia allo sfintere, sento la
cappella che mi allarga piano. L’altro sale in piedi sul divano e automaticamente prendo il cazzone più grosso in bocca. In quel momento quello che mi sta inculando dà un colpo secco e mi impala fino ai coglioni. Tiro un urlo, mi sento sfondare, mi piace…
“Parlatemi, vi prego, fatemi godere, ditemi che sono una porca..
“Sì, tieni puttanona prendi il cazzo nel culo, te lo sto sbattendo fino alle palle.
Sei una troia sfondata, nel tuo culo ci passerebbe un treno.
“E a me fai un bel pompino, vaccona. Fammi godere che ti voglio riempire la gola di sborra.
“Mi fate morire, si, sto godendo col culo, sbattimi, riempimi. E tu sborrami in bocca, voglio berti tutto.
In quel momento sento un calore immenso nel culo. il cazzo ha degli spasimi e mi sento riempire di liquido bollente che sale, sale..
Poi sento che lentamente me lo sfila dal culo:
“non ti muovere, un attimo solo, allargati il culo con le mani:
Sto ancora godendo, sono alla pecorina con un cazzo in bocca e le mie mani che allargano le chiappe mentre sento rivoli di sborra che mi cola fuori dal culo. Sento un rumore inconfondibile: mi sta fotografando il culo aperto.
“Ecco, adesso ho immortalato il culo più bello che abbia mai visto, adesso fai godere il mio amico, troia.
Anche l’amico non ne può più e con due colpi su e giù con la testa sento un getto sulla lingua: sta godendo nella mia bocca, getti veloci e numerosi, caldi.
è molto appiccicosa, molto dolce, la bevo volentieri e rumorosamente. Tengo il cazzo in bocca per un po’ per non porgere le ultime goccie, massaggiandogli le palle molto grosse.
“Sono stata brava?
“Non brava, unica. In genere le tue colleghe voglio fare una sveltina e via. Ma tu sei diversa, l’abbiamo capito subito quando ti abbiamo vista.
“Già… sono diversa.
“Senti, qui ci sono le altre 200. 000, quando vieni di nuovo con noi?
“Quando volete, io sono tutte le sere alla stessa ora in quel bar… FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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