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Un piacere non si rifiuta mai

Con tutto il da fare che c’era nel palazzo erano due mesi che non vedevo la zia Fuffi sua figlia aveva un esame importante e telefonava anche poco, una sera mi madre mi chiamo mentre vedevo la tv e mi disse che la zia Fuffi aveva un favore da chiedermi,
“Ciao zia come va? ”
“così, Isa a finalmente dato l’esame ed è partita per la montagna con il padre, io sono qui con i nonni”
“mi ha detto la mamma che ti serve qualcosa”
“sì Mimi la mia vicina ha il televisore da spostare in un’altra stanza potresti venire a fargli l’impianto se non è troppo disturbo”
“ma figurati zia, quando”
“domattina alle 8 non possiamo aspettare oltre, di alla mamma che ti fermi a pranzo”
“va bene zia a domani sarà un piacere”
“non solo tuo Mimi, ci vediamo da Peppa”
riattaccai il telefono e informai mia madre del fatto lei mi disse di andare tranquillo e di essere gentile con la zia.
Altro che gentile, gentilissimo dalle frasi della zia incominciai a pregustarmi la zia e la sua vicina, preparai la borsa con i ferri e andai a dormire presto la giornata l’indomani sarebbe stata dura.
Alle 7. 50 bussavo già al citofono di mia zia “Ciao zia sono Mimi”
“già qui, sali da pepa al n. 4 io arrrivo” e mi aprii il portone
bussai al n. 4 e mi aprii Peppa con un neglige nero corto sotto completamente nuda, ” ciao Mimi” disse facendomi entrare e appena chiusa la porta mi bacio infilandomi la lingua in bocca e mi tasto il pacco “già in forma” disse sentendolo duro.
“Peppa sei proprio figa” e le afferrai le tette mentre mi sbottonava la patta estraendomi il cazzo e accarezzandolo “non aspettiamo la zia” “peggio per lei se non si sbriga” vedemmo aprirsi la porta ed entrò mia zia che aveva le chiavi “brutti maiali si comincia senza di me”
la zia era vestita con una gonna a portafoglio lunga fino al polpaccio e una maglietta nera da cui si intravedevano i capezzoli duri come chiodi.
Peppa continuando a tenermi per l’uccello prese mia zia per mano e ci portò nella sua camera, lì Peppa si sfilo il neglige e mia zia apri la gonna scoprendo calze nere e giarrettiere così rimase togliendosi la maglietta, iniziarono a spogliami accarezzandomi in tutto il corpo io palpavo quello che mi capitava sotto “calma ragazze sono qui per voi”
“ci hai trascurato” disse mia zia mentre Peppa annuiva
“oggi vi rifarete, mettevi carponi sul letto” obbedirono baciandosi in bocca
“vedo che avete approfondito la vostra amicizia! dissi incominciando ad accarezzare da dietro entrambe la fiche, passai a leccare per prima mia zia il suo pelo biondo mi carezzo il palato mentre la penetravo con la lingua “Mimi sei diventato ancora più bravo devi avere fatto molta esperienza, porcello” io continuai infilandolo due dita in fica e saggiando con il mignolo il buchetto la zia era su di giri e Peppa reclamava lo stesso trattamento, lasciai la zia a masturbarsi a passai a lei mordicchiandole il clitoride e sondando anche il suo buchetto.
Quando le vidi belle calde feci sdraiare Peppa di traverso sul letto e zia Fuffi a 69 sopra cominciarono a slinguarsi senza farsi pregare io avevo sei buchi a disposizione mi portai dietro mia zia e la infiocinai in fica lei ansimò “ma è più grosso l’uso gli fa bene, Peppa sei un demonio con quella lingua” dopo una dozzina di colpi le uscii dalla fica e glielo infilai nel culo a secco perché era già slargato
“di un po’ zia lo zio ti incula spesso vero” lei aveva appena accusato la penetrazione “siiii, ma lo ha meno largooooo, daiii ora sfondami” e si tuffo sulla fica di Peppa, inculai mia zia per un quarto d’ora “vvvengggooo mi hai distrutto lllllooo zioo non dura cosìììì” usci dal culo della zia e girai intorno al letto feci mettere sotto stavolta mia zia e montai in fica Peppa che gradii molto “Mimi che bel cazzo, scopami” la limai per bene ebbe un’orgasmo mentre continuavo a scoparla, ad un certo punto tolsi il cazzo da quella fica rossa
“zia insalivamelo bene, che voglio sfodare la Peppa” mia zia obbedii e tenne Peppa per i fianchi aprendomi con sue mani le natiche dell’amica.
Inculai Peppa piano piano perché da dietro l’avevo sentita vergine ma quando mi ebbe tutto dentro esclamo “ma è bellllooo un cazzzo nel culo!!! ” pompai sempre più forte stavo venendo e lo gridai “vengo puttanone vi sfondoooo” inondai quel culetto mentre la zia mi ciucciava i coglioni.
Ci sdraiammo sul letto con me in mezzo “bella la scusa del tv” rispose Peppa ” non è una scusa ieri Ada mia figlia ha compiuto diciotto anni e io le ho regalato il tv per la sua camera” la zia afferrandomi il cazzo “e io le regalo questo” rimasi interdetto e bisbigliai “ciooeeee”
“ora ci riposiamo, poi tu fai l’impianto mentre tua zia va dai nonni giù di sotto, all’una arriva Ada mangiamo qualcosa e alle due sale tua zia per consegnarle il suo regalo, te” aggiunse Peppa.
E così facemmo, io ero distratto con la testa in mezzo alle nuvole all’idea di sverginare una mia coetanea anche se non la conoscevo, durante la mattina Peppa che si era messa una vestaglietta rimanendo nuda sotto, mi spiegò che era due anni che sorprendeva la figlia a masturbarsi più volte al giorno e che l’aveva sentita dire al telefono ad una sua amica che il giorno del suo compleanno si sarebbe fatta scopare da chiunque, così per evitare problemi avevano pensato a me, il resto della mattina fu tranquillo perché Peppa nonostante la voglia voleva che conservassi le mie energie per sua figlia.
All’una suonarono alla porta io ero già seduto a tavola e Peppa andò ad aprire torno dopo poco con una stupena ragazza rossa come lei alta un metro e ottanta con una quinta di reggiseno vestita in jeans un po’ larghi e maglietta accollata a mezze maniche tutto molto casto, mi presentò e il pranzo passò parlando dei nostri studi, ache se ogni tanto avevo qualche difficoltà dato che Peppa mi carezzava il pacco sotto il tavolo, il pranzo finì che ero infoiato come una bestia, Ada disse che andava a fare un riposino ed io restai solo con Peppa, alle due precise arrivò mia zia Fuffi che mi fece spogliare e mi mise un fiocco rosso sul cazzo teso dicendomi d aspettare dietro la porta, e entro da Ada.
“posso Ada”
“zia Fuffi scusa maaa” seppi dopo che l’aveva sorpresa con un flacone di deodorante che voleva piantarsi in fica, senti che parlavano ed ad un certo punto udii il segnale la parola “regalo” il cazzo era ancora in tiro se ne era occupata Peppa con la bocca, entrai nella stanza lasciando Peppa lì fuori e vidi sul lettino Ada stesa nuda con mia zia nuda che le leccava la fica, la ragazza sbarrò gli occhi “questo è il mio regalo Ada, Mimi è un caro ragazzo con un bel cazzo ora vi lascio soli” “no zia rimani” rispose Ada “ho paura resta a farmi coraggio” mia zia sorrise mi prese per mano e mi portò con l’uccello davanti alla bocca della ragazza “assaggialo leccalo un po’” lei obbedì era un po’ imbranata ma si impegnava io intanto le accarezzavo le tette dure come il marmo, mia zia continuava a leccare Ada ad un certo punto mi chiamo a se e mi accompagnò l’uccello all’imboccatura di quel fichino vergine ma Ada mi blocco “aspetta Mimi, mamma viene anche tu”.
La porta si aprii e Peppa entrò era nuda ma con due lacrimoni che le rigavano le guance “Mamma voglio che sia tu a guidarmelo dentro, ti voglio bene” Peppa bacio sua figlia sulla bocca e sostituii mia zia che incomincio a leccare e pastrugnare le tette di Ada, Peppa intanto dopo avermi dato un bacio con lo schiocco sul glande lo introdusse nella fica della figlia e rivolta a me “fai piano Mimi, ma falla godere come sai fare tu” mi sembrava di impazzire quella fichina era stretta ancora quasi imberbe e calda come una fornace diedi un colpo per rompere l’imene e Ada lanciò un grido di dolore ma era troppo eccitata mia zia le leccava i capezzoli e sua madre il clitoride.
Ada mi fissò “sfondami Mimi, voglio tutto il tuo cazzo” affondavo in lei prima lento e poi veloce ruotando il bacino per svangarla per bene venne almeno tre volte e volle leccare la fica prima a mia zia e poi a sua madre, lo faceva con passione venne ancora una volta e si abbandono sul letto, Peppa si alzo da cavalcioni del viso di sua figlia e leccandosi le labbra si appoggio con il busto in avanti al comò “vieni dentro il mio culo Mimi” io la presi subito a grandi colpi e lei già al parossismo venne gridando il nome della figlia troppo presto per me, ma fu subito sostituita da mia zia “sborrami dentro nipotino porcone” e così feci inculando furiosamente mia zia e venendo insieme.
Ada che si era ripresa si rivolse a sua madre “Mamma poteri averlo anch’io nel culo sembra bello”
“sei sicura, fa un po’ male la prima volta, a me l’ha rotto stamattina e sono ancora un po’ indolenzita”
“si mamma voglio festeggiare alla grande”
Feci sdraiare Peppa sul letto Ada sopra a 69 e mia zia lecco con molto scrupolo la rosetta di Ada dilatandola con un dito poi mi fece segno, se la fica di Ada era una fornace il culo era un’altoforno la svangai con forza e li rispondeva ai colpi sporgendo il sedere mentre sua madre lecca un po’ la sua fiva un po’ i miei coglioni, non so quanto durò ma al suo terzo orgasmo venni dentro il suo culetto abbrancandole le tette.
Ormai era sera dovevo rientrare la zia telefonò ai miei per avvertirli che c’era stato un’imprevista ed avrei fatto tardi poi si vesti mi saluto con un tenero bacio
“grazie Mimi sei meraviglioso, tieniti in esercizio ma lascia un po’ di cazzo per la tua vecchia zia.
“certo zia chiamami quando vuoi”
Rimanemmo io Peppa e Ada ci trasferimmo sul letto matrimoniale e parlando confessai ad Ada che era sua madre che mi aveva sverginato, lei sorrise “ora le hai restituito il favore, le hai sverginato il culo e la figlia in fica e in culo” “hai ragione” risposi “ma vorrei chiedervi un favore” “parla Mimi” rispose Peppa ” visto che siete due belle fiche con delle tette stupende me la fate una spagnola” “certo” esclamo la madre “chi preferisci”
“prima una e poi l’altra” osai dire Peppa si rivolse alla figlia “comincio io, così impari” si sdraiò e mi prese il cazzo tra le tette strofinandole e leccandomi la punta, poi lasciò il posto alla figlia che imito la madre, ad un certo punto si fermo guardandomi “sborrami in bocca sverginami il terzo buco e ingoio il mio cazzo, la scopai in bocca e venni mentre mi strizzava i coglioni, la madre mi ripulii l’uccello “ora vai a casa” soggiunse Peppa “senò te lo consumiamo troppo, e mentre mi vestivo Ada mi baciò in bocca “grazie per i regali, potrò averne ancora, mi sono piaciuti molto”, sorrisi pizzicandole il culo. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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