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Un piacevole equivoco

Giada ha 41 anni ed è una professoressa di liceo, insegna biologia, è sposata con Marco da 9 anni ma ancora non hanno figli ma soprattutto è una strafica. La sua statura si aggira intorno ai 175 centimetri, ha i capelli castano chiaro, due occhini celesti enormi, labbra carnose e provocanti e delle gote molto rotonde veramente sexy, il seno è piccolo e morbido con due capezzoli piccoli e dritti, ma come se non bastasse ha un sedere da capogiro, sporgente e rotondissimo, ci potresti appoggiare un bicchiere sopra… Prima di incontrare Marco ha avuto una vita sessuale abbastanza tranquilla, due ragazzi con cui aveva rapporti abbastanza semplici, poi con i marito sperimentò il sesso orale ma con grande dispiacere del marito mai quello anale. Anche se Marco non aveva un pisello di dimensioni notevoli aveva sempre rifiutato le proposte del conserte per paura che le potesse fare male. Caratterialmente è una donna molto forte e decisa, non potrebbe essere altrimenti visto che deve fronteggiare circa un centinaio di alunni cosa che a lei riesce molto bene, questi adolescenti che quando passava per il corridoio si bloccavano per ammirarla e che quando si girava per scrivere qualcosa alla lavagna sgranavano gli occhi davanti quel culo perfetto, erano molto intimoriti dal suo fare autoritario e severo, ed infatti le ragazze la consideravano una prof stronza, i maschietti una stronza ma una gran gnocca… Quel Martedì Giada terminata una lezione, si avviava nel parcheggio verso la sua macchina visto che un’assemblea degli studenti le permetteva di tornare a casa prima, vicino alla sua vettura c’erano 3 uomini vestiti con giacche e cravatte e con delle grosse borse di cuoio che parlavano tra di loro, uno di questi come la vide la chiamò sfoderando un grande sorrise e le andò incontro. Anche Giada come lo vide lo riconobbe subito, era Piero un vecchio compagno di università e suo grande corteggiatore ( anche se a lei non dispiaceva non gli aveva mai dato filo poiché era già fidanzata e innamorata di Marco ) e subito iniziarono una chiacchierata. Dopo gli inevitabili come stai e gli inevitabili commenti alla bellezza della donna, l’uomo le disse che faceva il rappresentate per una casa editrice e che gli altri 2 erano suoi colleghi, che sarebbero rimasti fino a mercoledì in città e insistette per cercar di convincere la donna ad accettare un suo invito a cena, naturalmente esteso anche al marito che era anche lui un suo conoscente, ma Giada nicchiava un po’ ma alla fine accettò di farsi lasciare il numero di cellulare di Piero così nel caso avessero accettato lo avrebbe potuto rintracciare. Salutati Giada prese la strada di casa pensando all’incontro appena avuto e di quanto Piero fosse ancora attraente e fantasticò un po’ su di lui, poi si fece una bella risata dentro di se, si sistemò gli occhiali da professoressa che aveva su e che le davano un’aria incredibilmente sexy e iniziò a cercare parcheggio. Arrivata al palazzo prese l’ascensore, aprì la porta, posò le chiavi e si diresse in camera per cambiarsi; aperta la porta trovò il letto tutto disfatto, e due preservativi usati per terra… che rimase di sasso è riduttivo, se sedette e stette ferma per una decina di minuti immobile a pensare, poi una incredibile rabbia la assalì, sfogliava mentalmente mille volti per cercare di capire chi potesse essere l’amante di suo marito, poi cominciò a buttare vestiti e scarpe per sfogare la rabbia. Accecata dall’ira fu presa da una incredibile fame di vendetta, prese il cellulare e telefonò a Piero chiedendoli dove fosse e una volta avuto una risposta gli disse che lo avrebbe raggiunto subito. Salì in macchina e si diresse verso il ristorante in cui i 3 stavano facendo pranzo incredibilmente arrabbiata ma decisa a fargliela pagare al marito, parcheggiò, diede una sistemata al trucco, spense il cellulare e poi scese. Quel giorno indossava normali jeans blu, maglioncino nero ed un giubottino di pelle corto che lasciava scoperto il suo magnifico culo. Entrata su unì al pranzo dicendo che non voleva pranzare sola e che non aveva niente da fare il pomeriggio e che li avrebbe fatto compagnia nel loro pomeriggio di giri. I 3 erano abbastanza sorpresi dalla cosa, e tra una chiacchera e un’altra non lasciavano mai il bicchiere di giada vuoto riempiendolo sempre con del buon ma forte vino. L’atmosfera era molto allegra anche grazie al vino, Giada spesso quando rideva si addossava a Piero che l’avvinghiava a sua volta, usciti da pranzo salirono tutti e 4 sulla monovolume degli uomini con Giada che era alquanto brilla. Arrivarono davanti un’altra scuola, Diego (uno degli altri due uomini) disse che avrebbe sbrigato la faccenda da solo, così la donna insieme a Piero e Lucio si diressero nel bar di fronte. Qui il vino continuò a scorrere a fiumi fino a che Giada non disse ai due il vero motivo per cui li aveva raggiunti e di quanto fosse arrabbiata. Piero colse la palla al balzo e le disse per provocarla che se era veramente nera e desiderosa di vendetta avrebbe dovuto seguirlo in bagno, la donna si lazò e con sguardo da troia si diresse verso il bagno. Piero la raggiunse subito e una volta dentro cominciarono subito una furiosa limonata, poi lui si cacciò il cazzo e spinse la testa della donna verso il suo membro già duro e di normali dimensioni, Giada leccava e succhiava voracemente il pisello, mentre l’uomo mandava un messaggio a Lucio dicendogli di raggiungerlo in bagno. Entrato anche l’altro cominciarono a sbattere i cazzi sul volto della donna per poi rificcandoli dentro facendola pompare a ritmo sostenuto, non durarono molto ed imbrattarono il volto della donna ricoprendole completamente gli occhiali. Ritornati in macchina una volta tornato Diego lo informarono subito dell’avvenuto così mentre raggiungevano il motel si fece fare un bel pompino in macchina con tanto di copiosa sborrata. Arrivati in camera stapparono un’altra boccia di vino che fecero ovviamente bere quasi tutta a Giada, poi la spogliarono e cominciavarono a leccarla tutta, soprattutto il buchino; per quanto era ubriaca o per quanto era impegnata a ciucciare un pisello non si accorse che Piero la stava per inculare, fino a che il cazzo dell’uomo non entrò tutto e le uscì un urlo animalesco. Per tre ore fu scopata in ogni modo, e non mancarono doppie penetrazioni e copiose sborrate. Tornata sotto casa Giada era stordita per il vino e per i cazzo presi e gli orgasmi avuti, aprì il portone e le venne incontro il portiere che mortificato si scusava perché, dopo che il marito di Giada gli aveva lasciato le chiavi di casa si era portato a letto una sua amica che però quando gli suonò il cellulare e saputo che doveva tornare a casa perché il marito stava tornando, in fretta e furia avevano lasciato l’appartamento lasciando tutto in disordine. Giada si fece una gran risata, disse all’uomo di non preoccuparsi e tornò a casa. Qui il marito le chiese dove fosse stata e perché il telefonino era spento, lei sornione gli diede un bacio e gli disse che non aveva consegnato il programma dei libri e che se non lo avesse fatto i rappresentanti le avrebbero rotto il culo…. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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