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Una botta di cazzo non ha mai ucciso nessuno

C’è ancora un po’ di sole. Il posto è veramente carino. Sarebbe meglio se Alice non ci fosse, a pensarci bene. è una tipa a posto, ventiquattro anni, ma in fondo ha delle idee ristrette, striminzite. Ha occhi riduttivi, occhi nei quali non si riesce a far entrare granché. E tutto quello che passa la misura la manda fuori di testa.
A Katy piace quel che passa la misura, quel che sfugge al controllo la diverte. Ha ventisei anni, voglie larghe e fuori luogo. E scopare è l’unica cosa che ai suoi occhi meriti ancora il disturbo e qualche sforzo. Alice è come gli altri, impaurita e aggressiva.
Una macchina si ferma non lontano da loro. Portiere che sbattono. Katy non ci fa caso e continua:
“No davvero, Alice, devi allargare il buco del culo e il pensiero seguirà. Bisogna dilatare il pensiero, vedere in grande, senza scherzi… Bisogna allargare le idee… ”
“Noi vi allargheremmo volentieri qualche altra cosa. ”
Alice è in piedi. Katy stenta a rialzarsi. Non ha voglia di rotture di coglioni. Non ha voglia di avere a che fare con quella voce di abbruttito. Né con le sue scarpe a punta. Non rispondono, guardano l’acqua. I tre tipi si avvicinano:
“Su, non fate quelle facce, il mio amico scherzava tanto per distendere l’atmosfera. ”
“Siamo venuti qui per rilassarci un po’, vediamo due ragazze e ci siamo detti perché non rilassarsi insieme… Non vogliamo darvi fastidio, solo per fare conoscenza… ”
Katy si alza, evita di guardarli. Tozzi, cattivi e avvinazzati. Terno perdente per le ragazze. Alice si riaggiusta la gonna, ha veramente l’aria di una ritardata. Katy la tira per il braccio, fa un cenno con la testa ai tipi dicendo:
“Ce ne stavamo andando, abbiamo da fare. Peccato, sarà per un’altra volta… ”

Uno dei tre le sbarra la strada:
“Sei sicura di non avere tempo per divertirti con noi? ”
E le piazza una mano sulle tette. Katy vede Alice per terra, la testa sbattuta sull’asfalto e il tipo su di lei che le tira un ceffone pauroso dandole della troia.
Sente Alice che urla, che la chiama. Poi la mano dell’altro tra le cosce che le malmena la figa. Il tipo ride dicendo:
“Questa non ha l’aria molto scontrosa”, e la butta per terra.
“Tira giù le mutande e apri le gambe, aprile bene, così non ti farò troppo male col mio cazzo. ”
Katy obbedisce. Quando le dice di girarsi, si gira. Alice piagnucola, cerca di trattare, li supplica di non toccarla. Uno la tiene per i capelli. Le tira indietro la testa dandole della puttanella. Lei ha il viso rosso, segnato di lacrime.
Katy dice:
“Lasciatela stare, lasciatela in pace. ”
Il tipo sopra di lei ride e le dà una botta secca sul naso a mano piatta.
Gli altri hanno tirato su Alice. L’immobilizzano contro il cofano della macchina, le braccia torte dietro la schiena. Il tipo su di lei le sussurra:
“Allora, carina, cosa ne dici del mio cazzo? Sembra che ti piaccia, eh? ”
Katy sente Alice prendere dei ceffoni tra una protesta e l’altra. Ha paura che ci vadano troppo pesanti, ha paura per lei, che non regga il colpo. Le grida:
“Ma porca troia, lasciati fare, non provocarli. ”
I tipi ridono:
“Due baldracche così, devono scopare come dei ricci… Prova a metterglielo nel culo, scommetto che è largo come un’autostrada. ”
Hanno l’aria veramente sbronza. E l’alcol non li rende particolarmente amabili. Per quanto tempo ancora si divertiranno a scoparsele sbrodolando cazzate? Katy riflette. Soprattutto bisogna non fargli paura, che non gli prenda il panico. Soprattutto non provocarli. Vorrebbe che Alice si calmasse. Soprattutto che non l’ammazzassero. Soprattutto rimanere vive. Qualsiasi cosa, ma rimanere vive.
“Oh, è da non credere come questa qua si lascia fare. ”
“Con la faccia da troia di ultima categoria che si ritrova non deve farsi chiavare spesso, eh? ”
“Secondo me tra la sua figa e una pattumiera non c’è molta differenza. ”
“Dovevamo portarci dei preservativi, non si sa mai… con due baldracche che si lasciano violentare… ”
La battuta li diverte per un po’. Un altro sale sopra Katy, ma prima le allarga di più le gambe. Quando entra le dice:
“Muovi il culo, troia, muovi il culo per sentire come ti scopo bene. ”
Alice è più in là, sdraiata a terra, montata da un tipo, che sale e scende, e a volte dà dei colpi più violenti; ogni volta Alice grida e a lui la cosa sembra faccia piacere.
Oramai i tre sono prossimi ad avere un violento orgasmo. Vengono, e le insultano:
“Troia, ti schizzo tutta, mi scarico i coglioni dentro al tuo culo da puttana… Aaah, siiii… Puttana! ”
è finita, hanno finito, Alice riprende a piangere mentre la machina dei tre si allontana, Katy la guarda disgustata.
“Come hai potuto lasciarti fare così, senza dire nulla? “, le chiede Alice.
“Per me è importante continuare a respirare, qualche botta di cazzo non ha mai ucciso nessuno… ” FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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