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Una breve visita

Aveva scelto proprio una bella giornata Diana per andare a trovare i suoi amici, Renata e Maurizio. Camminava veloce, ai caldi raggi del sole faceva compagnia un leggero venticello, e quando passò all’ombra gli fece piuttosto piacere.
Diana era una bella ragazza di 29 anni, non molta alta, con i capelli chiari e corti, un bel sorriso, sobria nelle forme, ma con un sedere favoloso.
Era un bel po’ che non si vedeva con loro, e l’occasione del cane che si erano regalati i suoi vecchi amici, da quando erano andati ad abitare poco fuori città, era stata la scusa buona per incontrarsi di nuovo e conoscere così il nuovo arrivato.
Giunta davanti alla loro abitazione, attraversò rapidamente il piccolo prato che immetteva nella scala d’accesso, due rampe, e arrivò alla porta d’ingresso dove l’attendevano i due amici.
Renata era una donna di circa 40 anni, bassa di statura, ma con due seni prorompenti, delle bellissime gambe e un sedere che andava migliorando nelle forme man mano che passava il tempo. Maurizio era più avanti negli anni, stava sulla cinquantina, ma ben portati sia nel corpo sia nello spirito molto giovanile.
Dopo rapidi convenevoli, si sedettero nei comodi divani del salotto, Diana su quello a due mentre la coppia d’amici su quello a tre. Si aggiornarono sulle ultime novità, e come il solito si finì di parlare di sesso, argomento preferito dai tre.
Nel frattempo il cane Remì, che era accovacciato fra i tre, bisognoso di carezze, si avvicinò a Diana e infilò il muso fra le sue gambe, sotto la corta gonna, appoggiandosi al divano. Ai rimproveri della coppia verso l’animale, lei ridendo cominciò a carezzarlo.
Diana stava raccontando che era parecchio che non faceva all’amore, ma che l’ultima volta era stata speciale, infatti, l’avevano fatto in tre, e stava raccontando com’era successo, incalzata da Renata, che voleva sapere ogni più piccolo particolare.
Maurizio, immaginandosi la scena, già cominciava ad eccitarsi.
“Ora ti manca solo di farlo con un cane” osservò guardando le due donne e aspettando le loro reazioni.
Diana sorrise alla battuta.
” non si può mai dire ” rispose con malcelata malizia.
“Perché lo faresti veramente? ” chiese Maurizio
“ma no, stavo solo scherzando” rispose Diana.
“Peccato, perché credo che a Remì non dispiaceresti” “considerando che sto a secco da un po’ di tempo non sarebbe una cattiva idea ” osservò Diana, e dicendo questo, scivolo leggermente in avanti, portando il bacino verso il muso di Remì.
Confermando che era una donna senza inibizioni, e gli piaceva molto scherzare, si sollevò la gonna a pieghe mostrando gli slip ormai a contatto con il muso bagnato del cane. Il quale, sentendo gli odori del sesso della ragazza, cominciò dapprima ad annusare e poi a leccare le mutandine, sotto lo sguardo sorpreso di Renata, ed eccitato di Maurizio.
Diana voleva solo scherzare come suo solito, lo scopo era di sorprendere i due astanti, e quando aveva alzato la gonna non pensava minimamente di farlo con un cane, ma quel muso caldo e umido al contatto con il suo sesso gli diede immediatamente un certo piacere e rimase in quella posizione per un poco.
Continuarono a conversare cercando di far finta di nulla, Diana desiderava togliersi da quella scomoda posizione, ma suo malgrado non gli riusciva, gli piaceva troppo. Quando Maurizio si rese conto che a Diana non dispiaceva quello che stava facendo il suo cane, eccitatissimo, si alzò e si avvicinò ai due, seguito da una sempre più sbigottita Renata.
Si sedettero in terra ai lati dell’animale, che intanto continuava a leccare sempre più intensamente, sentendo aumentare gli umori della vagina di Diana, mentre lei aveva aperto leggermente le cosce per far sì che Remi si potesse muovere più liberamente.
Maurizio avvicinò la propria mano allo slip di Diana, e lo spostò delicatamente da un lato in modo che ora la lingua potesse scivolare direttamente sul suo sesso, lei a quel piacevole contatto ebbe un breve sussulto, e cominciò a muoversi lentamente in avanti e indietro.
Renata non sapeva cosa fare, talmente era inebetita, ma allo stesso tempo eccitata suo malgrado dalla scena che stava osservando. Maurizio se ne accorse, e prendendogli una mano la portò verso il pene dell’animale, ma lei la ritrasse immediatamente. Lui ci riprovò, e questa volta Renata sotto il suo sguardo di rimprovero non ebbe il coraggio di ritrarla.
Sotto la guida della sua mano afferrò il pene dell’animale e iniziò a massaggiarlo. Dopo pochi movimenti cominciò ad uscire dalla peluria un coso rossastro che andava allungandosi sempre di più sotto la mano dei due. Renata non l’aveva mai visto in quel modo, e rimase sorpresa dalle sue misure, ma continuò a masturbarlo da sola anche quando Maurizio le lasciò la mano lasciandola continuare da sola. Remì emise un breve mugugno di piacere, continuando a leccare Diana.
Maurizio pensò che era arrivato il momento di togliere le mutandine a Diana, che sollevò il sedere per agevolarlo, poi si slacciò la gonna e la fece cadere in terra. Renata era tutta intenta a fare una bella sega al proprio cane, ed era riuscita a farglielo uscire in tutta la sua grandezza. Non pensava mai che un cane potesse averlo così grande, e lo guardava estasiata. Maurizio gli propose di leccarlo, ma Renata si oppose con decisione, allora Diana si alzò dal divano, si avvicino al cane, spostò leggermente Maurizio, e abbassandosi sotto di Remì, comincio a succhiarglielo lei, mentre con una mano lo masturbava.
Facendo questo aveva messo il sedere proprio davanti agli occhi di Maurizio, che allungò una mano per carezzarglielo, ma si ritrasse subito sotto lo sguardo di rimprovero di Renata, la quale, vedendo l’amica in quella scomoda posizione, gli slacciò la camicetta molto aderente che portava, e che Maurizio provvide poi a sfilargliela.
Mentre Diana seguitava a fare un bel bocchino a Remì, che mostrava di gradire molto il servizio, Maurizio fece il giro dell’animale e raggiunse Renata, che a pecorina dall’altro lato dell’animale era tutta intenta ad osservare l’amica all’opera.
La prese da dietro e gli sollevo la gonna, portava come il solito, un tanga che metteva in mostra un sedere dalle forme perfette. Renata aveva ancora una pelle da ragazzina, nonostante i quarant’anni. Gli tolse con grazia gli slip, poi la gonna e il maglioncino, finché non rimase completamente nuda. Era sorpreso Maurizio dalla sua compagna, non avrebbe mai pensato che avrebbe accettato una situazione simile.
Diana nel frattempo era eccitatissima, prendere in bocca quel popò di cazzo l’aveva portata alle stelle e aveva una gran voglia di scopare. Si tolse allora da sotto del cane, e si mise a pecorina con la pancia appoggiata al divano, offrendo il culo ai tre.
Maurizio e Renata capirono al volo le intenzioni di Diana, e mentre lui prendeva in mano il cazzo del cane, lei dapprima carezzò la vagina di Diana poi gliela apri leggermente con le dita, mentre Maurizio avvicinò la punta del pene fra le cosce della ragazza, seguito docilmente dai movimenti di Remì.
Diana sentì una cosa calda e dura dapprima appoggiarsi alla sua fica, e poi entrare per un pezzetto. Remì iniziò a fare avanti e indietro, ad ogni colpo entrava sempre di più dentro di Diana, al terzo o quarto colpo lo infilò del tutto. A quel punto Maurizio lasciò di guidare i movimenti dell’animale, che continuò da solo, mentre Diana cominciava a muovere il culo in avanti e dietro assecondando i ritmi che imponeva quella bestia, che ora appariva ai loro occhi come un essere umano.
Remì, ben piantato con le zampe posteriori, cingeva con quelle anteriori i fianchi di Diana, mentre con il bacino riversava dei colpi vigorosi.
Diana era bagnatissima, tanto che il cane faceva uscire quasi del tutto il proprio cazzo dalla sua fica, per poi infilarlo di nuovo con vigore. Quei movimenti facevano emettere a Diana dei gridolini di piacere.
Nell’andirivieni dell’animale, ad un certo punto la punta del pene fuoriuscendo dalla fica, si appoggiò al buchino del culo e Remì senza rendendosi conto lo spinse dentro. Diana emise uno sgrilletto “no, lì no! Non l’ ho mai fatto, mi fa male ” Ma il cane continuò ancora per un po’ mentre Diana si dimenava per farlo uscire. Maurizio capì che Diana assolutamente non voleva, e per non comprometterne la riuscita scansò indietro l’animale, e afferrato il suo cazzo lo rimise nella fica di Diana che lanciò uno sguardo d’intesa a Maurizio e ricominciò a muovere il culo sempre più velocemente ritmando il movimento del cane.
Sotto gli sguardi attenti della coppia, dapprima venne Diana, emettendo dei sospiri apparentemente affannosi, e immediatamente dopo Remì, che continuò ancora per un po’ nel suo movimento, facendo colare così un po’ di sperma lungo le cosce di Diana, che continuava a muovere il bacino come per prolungare quel piacere così intenso.
Maurizio, a quel punto si alzò, e si diresse verso la stanza da letto, da dove ne uscì completamente nudo e con un cazzo di lattice nelle mani. Era un gioco che con Renata praticava spesso con gran piacere di lei.
“Due donne due cazzi! ” esordì ridendo Maurizio, dirigendosi verso di loro. Renata era ancora eccitatissima, e aveva un gran desiderio di sfogarsi anche lei come la sua amica, e quando Diana la fece stendere sul tappeto, non fece obiezioni. Docilmente si stese supina, con le gambe appena piegate e divaricò un po’ le cosce. Maurizio e Diana si piegarono su di lei, lui cominciò a baciarla teneramente sulle labbra, mentre Diana la carezzava tra le gambe. Sentendola già abbondantemente bagnata, gli appoggiò e poi spinse facilmente il dito pollice nella fica, mentre con il medio le carezzava il clitoride già duro.
Renata ad un tratto volle girarsi a pancia in sotto, sua posizione preferita, Maurizio le sollevò la pancia per farla mettere a pecorina, e s’infilò con la testa tra le sue gambe cominciando a leccarla.
Mentre lavorava con la lingua, appoggiò le mani sui glutei di Renata iniziando a massaggiarli, poi prendendo una chiappa per mano gliele allargò appena. Diana capì al volo le intenzioni di Maurizio e afferrando il fallo di lattice, dapprima lo leccò giocandoci un po’ sulla punta e poi lo strofinò sulla fica di Renata finché non incontrò l’apertura.
Spinse appena e trovò subito la strada giusta. Entrava con molta facilità malgrado fosse un cazzo di dimensioni superiori a quelle di un uomo normale. Renata non nuova a quest’esperienza a lei molto gradita, abbassò il viso verso il basso in modo da offrire il sedere all’amica. Diana trovò molto erotico quel gioco e si stava eccitando di nuovo.
Renata, tra quello che aveva visto poc’anzi, la lingua di Maurizio, e il cazzo finto che la faceva vibrare tutta, era sul punto di godere.
A quel punto Maurizio si tolse da sotto da dove la stava leccando, fece mettere Diana a pancia in sotto appoggiata sul divano, mise in mano a Renata il cazzo finto, e unendo le loro mani lo misero nella fica di Diana che cominciò a muovere il culo secondo i movimenti dei due, poi Maurizio tolse la sua mano lasciando libera di agire Renata che si divertiva un mondo a far godere la sua mica. Passato poi dietro alla sua compagna, prese in mano il proprio cazzo ormai durissimo e lo infilò velocemente sua nella fica.
Le due donne gridavano insieme dal piacere, Renata riversava la propria eccitazione muovendo forsennatamente il cazzo finto dentro di Diana, che aprì ancor di più le cosce per farlo entrare meglio e tutto.
Sotto i movimenti di Maurizio, Renata venne gridando fortissimo, e immediatamente dopo venne lui. Diana godé per ultima, ma lungamente.
Renata continuò a fare sue giù con il cazzo finto anche dopo che Diana aveva goduto, ma ora più lentamente, e lei che aveva voglia di provarlo ancora una volta, si portò una mano sulla fica carezzandosela lascivamente. Bastò poco e venne ancora con intensità.
Rimasero per un po’ sdraiati e ansimanti, poi si guardarono negli occhi e cominciarono a ridere non credendo a quello che avevano appena fatto.
Per Maurizio tradurre in realtà questa fantasia erotica, era stata una fantastica esperienza cui nessuno dei tre aveva creduto essere possibile realizzare, ma che ora li aveva lasciati piacevolmente sconcertati.
Si diressero alla doccia, e tutti e tre sotto gli spruzzi dell’acqua continuarono a scherzare su quello che avevano combinato fino a poco prima.
Diana salutò i due amici congedandosi, poi rivolgendo loro uno sguardo di complicità carezzò dolcemente Remì e uscì. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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