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Una direttrice molto troia

Sono Anna, una signora di 36 anni, bionda, alta 1. 75 cm e prosperosa (peso 70 kg circa). Ho una quarta misura di reggiseno, il mio seno è grosso ma molto sodo, le mie gambe e il mio culo fanno di me una donna molto desiderata. Infatti non è raro sentire, mentre passeggio, dei commenti molto sboccati nei miei confronti.
Ho avuto un’educazione molto tradizionale, infatti dalle elementari al liceo classico ho frequentato istituti diretti da suore. Mentre l’università, l’ho frequentata ha Milano e proprio in questo periodo mi sono emancipata, soprattutto sessualmente.
Dopo essermi laureata, ho fatto e vinto un concorso alle poste e come incarico sono diventata la direttrice di un ufficio postale di un piccolo paesino della Sicilia.
Qui come dipendenti oltre me sono previsti 3 impiegati ed un postino e sin dal primo giorno ho trattato il personale a me sottoposto, in maniera molto dispotica.
I tre impiegati adesso, sono tre ragazzoni molto alti (1. 85 cm) palestrati e muscolosi con dei visi molto virili, i quali hanno suscitato in me una ben celata ammirazione, tanto da masturbarmi spesso pensando a loro, mentre il quarto, il postino era un omino grassottello (80 kg) basso (1. 60 cm) calvo e molto remissivo.
Il postino è un mio coetaneo mentre i tre impiegati che fanno parte dell’organico solo da un anno, hanno sostituiti tre vecchi impiegati andati in pensione, sono dei ragazzi di 25-26 anni.
Io ho sempre avuto in ufficio ed in paese un atteggiamento molto altero e severo e non ho mai dato adito ad alcun pettegolezzo nei miei confronti, anche se mi sempre resa conto di suscitare pensieri molto particolari ed osceni negli uomini che mi frequentano, impiegati compresi.
Sessualmente mi sono sempre soddisfatta (da quando sono la direttrice dell’ufficio postale) o praticando autoerotismo, durante l’anno, mentre nelle vacanze e nei fine settimana mi concedevo a cani e porci, come la più laida delle troie, ma lontano dal paese dove vivevo, inventandomi delle visite a delle vecchie zie inesistenti
Da dieci anni sono sposata con il postino, lo scelto per il suo carattere molto remissivo.
Naturalmente io sono sempre stato il capo famiglia e mio marito data la sua indole sottomessa si è sempre assoggettato alle mie disposizioni.
Sin da fidanzati sono stata molto chiara con lui, gli ho detto che non ero vergine e che durante le vacanze mi concedevo numerosi svaghi di carattere sessuale e che anche dopo il matrimonio, avrei continuato e forse anche incentivato queste abitudini.
Lui sessualmente è veramente una nullità, infatti oltre ad essere fisicamente una schifezza (tappo, grassottello e calvo) è dotato di una virilità veramente ridicola, ha un cazzetto che in erezione non supera i 6 cm. Inoltre soffre pure di eiaculazione precoce, non supera i 2 minuti durante i rapporti sessuali, mentre è un abile segaiolo. Infatti è solito menarsi delle interminabili seghe mentre mi ammira o mentre gli racconto delle mie avventure sessuali, durante i fine settimana o durante le vacanze.
Io per accentuare maggiormente la mia aria molto sensuale, ho l’abitudine di indossare abiti molto aderenti e scollati, che mettono in luce le mie tette ed il mio stupendo culo, oltre che le mie lunghe gambe.
Inoltre indosso sempre scarpe con tacchi molto alti (12-15 cm), in modo da slanciare la mia figura e da ridicolizzare e assoggettare ulteriormente quell’ometto di mio marito, che in questa maniera, non mi arriva che alle spalle.
In ufficio come ho gia detto sono molto autoritaria con i miei sottoposti, i quali pur avendo idee molto particolari su di me, sono costretti ad assoggettarsi alla mia autorità.
Tutto questo era così fino a quindici giorni fa, cioè fino a quando i tre impiegati non sono venuti in possesso di alcune fotografie che mi ritraevano in pose inequivocabili.
Infatti io da qualche anno, nei fine settimana, avevo iniziato ad esibirmi in locali a luci rosse ed una sera i tre impiegati entrarono in un locale dove facevo parte dello spettacolo.
Io ero sul palco e mi stavo esibendo in uno spogliarello molto hard e proprio quando già nuda stavo per finire il numero, infilandomi sia in culo che in figa due vibratori di notevoli dimensioni, mi accorsi della loro presenza tra il pubblico.
Naturalmente nel locale vendono delle fotografie delle artiste del cast, e tra queste le mie.
E proprio in tal maniera i tre signori si procurarono le foto che mi ritraevano in pose molto licenziose.
Quella sera non hanno fatto nulla, mentre l’indomani mattina, appena mio marito (il postino) è uscito per il rituale giro mi recapitarono sulla scrivania le foto compromettenti, accompagnate da una loro missiva:
Gentilissima dottoressa Anna ….. come puoi vedere ti abbiamo colta in flagrante mentre troieggi apertamente, queste sono solo alcune delle foto in nostro possesso, se non vuoi che non diventino di dominio pubblico dovrai ubbidire ciecamente ai nostri ordini, dovrai divenire la nostra troia privata. Adesso convocaci nel tuo ufficio che ti illustreremo il da farsi .
Appena finito di leggere la lettera prendo il telefono e chiamo uno di loro :
– Pronto signor Giovanni, ho letto la vostra comunicazione e vi attendo tutti e tre nel mio ufficio per ricevere le vostre disposizioni –
– Bene troia vedo che hai capito perfettamente, adesso arriviamo, aspettaci in piedi davanti alla tua scrivania –
Riattaccai immediatamente senza aspettare risposta, quindi mi alzai e in piedi davanti alla scrivania, come ordinatomi, li attesi.
Mi fanno aspettare per oltre mezz’ora. In questo tempo passeggio molto nervosamente in attesa di quelli che diventeranno d’ora in poi i miei padroni.
Finalmente entrarono tutti e tre ed avevano stampato sulla faccia un ghigno di soddisfazione.
Appena entrati uno mi rivolse immediatamente la parola :
– bene troia adesso hai finito di fare la padrona, da adesso in avanti, in questo ufficio postale comandiamo noi, tu dovrai solo obbedire. – ed aggiunse
– Per cominciare levati il vestito –
Mi tolsi immediatamente il vestito rimanendo solamente con le scarpe, le calze, il reggiseno e le mutandine. Quest’ultime tra l’altro erano molto sgambate e lasciavano scoperto gran parte del mio bel culo.
I tre iniziarono subito a fare commenti scurrili :
– guardate sta vaccona ha una biancheria intima da troia anche in ufficio –
– già non le basta quello che fa in certi localini la domenica sera – e poi rivolgendosi a me
– adesso levati anche il reggiseno e le mutandine troia –
Rimasta praticamente nuda, si divertirono a farmi sculettare per l’ufficio, dandomi pure qualche sonora pacca sul culo.
– che bella troia è la signora direttrice, credo che ci divertiremo parecchio con lei – disse il signor Antonio – che aggiunse
– Adesso mettiti questo camice –
Mi misi il camice come ordinatomi, me lo fecero allacciare, mi stava molto attillato.
Allacciato il camicie presero una forbice e tagliarono il camicie in vita, trasformandolo in un aderente giacchino, che mi lasciava completamente scoperta dall’ombelico in giù.
Continuarono a farmi sculettare così abbigliata e poi il signor Giuseppe si rivolgendosi a me:
– Adesso la signora direttrice, cosi combinata, va allo sportello si siede sullo sgabello e oggi riceve lei il pubblico –
– Ma signori è troppo pericoloso, qualcuno potrebbe accorgersi come….. – dissi io
– Zitta troia, se stai ferma allo sportello, nessuno si accorgerà che sotto sei nuda –
– Poi ci penseremo noi a farti avere tutto quello che ti serve senza che tu debba muoverti-
Così mi recai allo sportello e mi sedetti, quindi i tre aprirono l’ufficio facendo entrare i primi avventori.
Una volta aperto l’ufficio al pubblico, erano le nove, dovetti rimanere immobile su quello sgabello per tutta la mattinata fino all’ora di chiusura. La situazione oltre a riempirmi d’ansia per il rischio di essere scoperta in quella oscena posa, mi eccitava notevolmente, infatti ero completamente bagnata ed il liquido vaginale stava colando dallo sgabello, la cosa naturalmente, non passo inosservata dai tre uomini. Inoltre iniziavo ad avere un impellente bisogno di pisciare ed anche questo parve divertire molto i signori.
Solo alle tredici ebbi finalmente la possibilità di alzarmi finalmente dallo sgabello.
Alzatami, stavo per andare in bagno quando uno dei tre mi disse :
– dove credi di andare troia ? –
– devo andare in bagno per un bisogno urgente – risposi affannosamente io –
– Cara la mia puttana, tu a pisciare d’ora in avanti ci andrai solo dopo averci chiesto il permesso e non al cesso ma qui su questo vaso pieno di terra e davanti a noi, chiaro?
Quindi mi accovacciai con i piedi sul bordo del vaso, cosa non semplice con i tacchi che calzavo, a 50 cm da terra e cosce aperte in quella oscena posizione, dopo aver chiesto il permesso pisciai sotto il loro sguardo divertito e sentendo i loro commenti:
– guarda piscia come una cavalla –
– guarda che bella figa è la direttrice, penso che ci sollazzeremo molto con questa troia –
– che getto gli scappava proprio da pisciare a questa vacca, per non parlare del liquido vaginale che ha lasciato sullo sgabello, è proprio una troia in calore. –
Finito di pisciare mi aiutarono a scendere dal vaso e mi tolsero anche l’improvvisato giacchino mettendo in mostra anche le mie opulente tette.
– adesso puttanona è venuto il momento di assaggiare i nostri cazzi –
Si tolsero i pantaloni e esibirono dei randelli di notevoli dimensioni, circa 24-25 cm, e fattami inginocchiare, mi intimarono di succhiargli le nerchie.
Io mi attaccai ai loro cazzi con passione, gli leccavo le palle, l’asta fino alla punta indugiando con la lingua sul filetto, per poi imboccare la cappella e affondandola fino in gola raggiungendo con le labbra i peli pubici. Questo generava i loro commenti :
– ci sa fare il troione con quelle labbra da succhia cazzi –
– te lo dicevo che era una bocchinara nata –
– lo sapevo dal primo giorno che l ‘ ho vista che non era altra che una grandissima troia –
A questo il maschione di turno non resisteva e afferratami la testa con le mani iniziava a fottermi in gola fino a scaricarmi la sborrata tutta in gola, mentre mi ricopriva di insulti:
– ti fotto in gola troia, fino a riempirti di sborra, si adesso sborro, bevi tutto troia –
Io allargavo le narici per respirare meglio, oltre a strabuzzare gli occhi per resistere all’osceno assalto che stavo subendo.
Alla fine tutti e tre uno dopo l’altro, scaricarono nella mia bocca la loro densa sborra bianca.
Loro erano contenti soddisfatti mentre io ero tutta eccitata ed avevo la fica tutta bagnata dall’eccitazione, ormai avevo un gran bisogno di cazzo e desideravo tanto che i tre maschioni mi saltassero addosso, per scoparmi a dovere.
Loro invece, molto sadicamente, rimisero i loro cazzi nei rispettivi pantaloni, lasciandomi in mezzo all’ufficio nuda in calore e in fremente attesa.
– ti piacerebbe troiona, che ti infilassimo con i nostri cazzoni, ma invece te li faremo desiderare –
– dovrai pregarci di fotterti, adesso puoi pure rivestirti che per oggi non ti scopiamo più –
– vi prego sono troppo eccitata, vi scongiuro –
– basta troia abbiamo detto che ti devi rivestire – e poi aggiunsero
– domani non dovrai indossare nulla ad esclusione della calze e delle scarpe, sotto l’impermeabile, ne vestito ne biancheria intima, capito troia?
– si ho capito e faro come vorrete, ma per favore adesso fatemi qualcosa – risposi io
– troia, ti abbiamo già detto che oggi non ti fottiamo, se sei i calore vattene a casa e masturbati –
Così dopo essermi vestita attendemmo mio marito il postino che tornava dal suo giro, quindi chiudemmo l’ufficio e ognuno si recò a casa propria.
Arrivati a casa raccontai a mio marito l’accaduto e gli ordinai di leccarmi la figa fino a farmi raggiungere l’orgasmo in modo da placare la mia libidine.
Raggiunto l’orgasmo mi calmai e senza permettere pure a lui di sfogarsi, passai la giornata tranquillamente occupandomi della casa.
L’indomani mattina indossai l’impermeabile sopra calze e scarpe solamente, come ordinatomi e mi recai in ufficio.
Qui invitai mio marito a partire subito per il suo giro e attesi i 3 ragazzi, che arrivarono con mezzora di ritardo. Naturalmente ora non potevo più redarguirli, anzi fui rimproverata da loro perché non mi ero tolta l’impermeabile, cosa che feci poi immediatamente.
– Zoccolona adesso ti infili il camice tagliato e ti vai a sedere nuovamente sullo sgabello davanti allo sportello, però oggi ti infili questo cazzone di plastica nel culo.
Così con il cazzone di plastica nel culo ricevetti anche quella mattina il pubblico. Questa volta verso le dieci, approfittando che al momento, all’ufficio postale, non c’era nessuno, fui sostituita allo sportello e mi recai sul retro dell’ufficio, dove potevo girare nuda senza essere vista dal pubblico.
Arrivata sul retro dell’ufficio gli altri due mi accolsero invitandomi a mettermi a quattro zampe e sculettare in quella maniera per l’ufficio, con il cazzo di plastica nel culo a mo di coda, e tra le nerbate, per mezzo di un frustino da fantino, sulle chiappe.
– Adesso troia è ora di scoparti per bene – disse uno dei due
Quindi mi fecero appoggiare alla scrivania e uno melo ficco brutalmente in culo, sentii una fitta dolorosa, era la prima volta che prendevo un cazzo di quelle dimensioni in culo. Ma dopo qualche minuto delle sue vigorose spinte il dolore fu a poco a poco sostituito da una piacevole sensazione.
Mentre iniziavo a provare piacere il ragazzone che mi inculava mi sollevò da terra e mi girò verso il suo amico che già con il bel cazzone in tiro si apprestava ad inforcarmi dal davanti. Mi trovai così sollevata da terra è infilzata sia davanti che di dietro dai due superbi cazzoni.
Mi sentivo completamente riempita e iniziai quasi subito a godere con orgasmi a ripetizione mentre i due maschioni imperterriti seguitavano a limarmi tutte e due i buchi, riempiendomi di oscenità.
– lurida troia vedi come ci sollazziamo con il tuo corpo –
– abbiamo risolto il problema delle troie, pensa a quanti soldi ci fai risparmiare – e l’altro aggiunse
– Ci pensa la direttrice a soddisfare le nostre necessita sessuali, non siamo più costretti ad andare a troie, la nostra troia l’abbiamo qui in ufficio –
Dopo quasi un’ora di quella scopata e dopo numerosi orgasmi da parte mia i due ragazzi mi riempirono fica e buco del culo di sborra.
Sborra che dovetti tenermi nei due buchi, in quanto non mi permisero, di andarmi a lavare .
– troia rimani così senza pulirti e tieniti pronta, che anche Antonio fra un po’ ti farcirà con il suo sperma, e così bella farcita ti manderemo a casa, dal quel cornuto di tuo marito. –
Infatti i ragazzi appena ricomposti sono andati a sostituire il terzo allo sportello che appena giunto nel retro dell’ufficio ha preteso anch’egli la sua dose di figa.
– troiona adesso tocca a me divertirmi, vieni qui a succhiarmi il cazzo –
– si brava, lo succhi proprio bene, sei una vera raffinata del pompino, d’altronde con quelle belle labbra che ti ritrovi, non poteva essere altrimenti –
Io glielo succhiavo veramente con molta devozione, il suo bel cazzo mi piaceva veramente, mi riempiva completamente la bocca ed emanava un vero sapore di maschio. Mentre lo sbocchinavo mi ero nuovamente eccitata, ed avevo iniziato a sgrillettarmi.
Dopo qualche minuto il ragazzo mi fece interrompere il bocchino, mi pose alla pecorina sul divano e mi inculò con un sol colpo.
Ormai lubrificata come ero, a causa della sborrata che avevo ricevuto precedentemente in culo, e visto il mio stato di eccitazione, nonostante le notevoli dimensioni del cazzo che mi rovistava l’ano, iniziai immediatamente a godere e continuai fino a quando, anche il terzo maschione, non mi scarico il suo bianco nettare nell’intestino. Chiuso lo sportello di accesso al pubblico i tre si misero a sedere sul divanetto del mio ufficio, mentre io li deliziavo sculettandogli davanti.
– Cara troiona adesso aspetteremo il cornutone che torna dal giro di consegna della posta, poi mentre sarà nell’ufficio di la, tu gli dirai di attenderti e nel frattempo ci sucherai le minchie, tutto chiaro puttana ? –
– Si tutto chiaro ragazzi –
Dopo pochi minuti mio marito Arturo rientra dal suo giro :
– Caro aspettami che sto finendo un lavoretto con i ragazzi, credo che in una mezz’oretta me la caverò e poi potremo andare a casa –
– Stai li tranquillo e buonino che adesso ho da fare –
Quindi mi inginocchiai e iniziai a spompinare con maestria i tre meravigliosi cazzi.
I ragazzi commentavano a voce alta le mie gesta, talmente a voce alta che, credo, fosse impossibile per mio marito non capire cosa stesse accadendo.
– Succhia troia, che rifacciamo gustare la nostra sborra –
Li sbocchinai per quasi un’ora, gustandomi ogni centimetro dei fantastici bastoni, fino a farli sborrare. Però questa volta non vollero riempirmi di sborra la bocca, ma preferirono coprirmi di sperma la faccia. Poi mi fecero pulire con la lingua i loro cazzi dai residui di sborra e dopo esseri ricomposti mi fecero comparire così come mi trovavo, nuda e con la faccia coperta di sperma, davanti a mio marito.
– ciao tesoro – dissi con indifferenza, rivolgendomi a mio marito
– ciao cornutone, visto come ce la siamo spassata con quella troia di tua moglie? dissero i ragazzi a mio marito, che proseguirono
– sappi che la tua signora è diventata la nostra troia, e siamo intenzionati a usarla quando e dove più ci aggrada, spero che tu non abbia nulla in contrario.
– non vi preoccupate mio marito sa di essere cornuto e sono anni che accetta questa condizione senza protestare – aggiunsi io
E per accentuare questa mia affermazione, invitai mio marito a pulirmi con la lingua lo sperma che mi colava lungo il viso, cosa che lui fece immediatamente senza battere ciglio.
La cosa impressionò i tre ragazzotti che riempirono di insulti sia me che il mio consorte.
Finita l’operazione di pulitura indossai l’impermeabile ed insieme a mio marito mi recai a casa, mentre i ragazzi mi invitavano a prepararmi per la serata, perché sarebbero venuti a farmi visita.
Arrivata a casa mi feci leccare e pulire entrambi i buchi da mio marito finche non raggiunsi l’orgasmo. Poi lo feci spogliare e visto che aveva il pisellino in tiro, dopo avergli ficcato una carota nel culo, gli consentii di menarsi il pisellino mentre con due dita gli sfioravo le palline.
– ti piace tesoro? – gli chiesi
– si amore è bellissimo, sto per venire, vengo, godo si sborro, grazie amore – rispose lui
Quindi a questo punto iniziammo a prepararci per la serata. Mi feci un bel bagno e mi truccai con molta cura .
Mi vesti indossando le solite calze nere con la riga sorrette da giarrettiere dello stesso colore e calzando un paio di scarpe, rosse, molto scollate ed un tacco di 15 cm e nient’altro .
Mio marito lo feci attendere completamente nudo, con il pancione ed il cazzettino mignon ben visibili. Sembravamo una gran dama e un buffo giullare.
Verso le otto di sera, arrivarono i ragazzotti a casa nostra.
Gli corsi incontro sculettando allegramente e cinguettai verso di loro :
– buonasera ragazzi, sono felice di vedervi anche stasera e sarò felice di concedermi a voi e di esaudire ogni vostro desiderio –
– bene troia vedo che ti sei addobbata come una vera puttana e che hai fatto preparare anche quel cornutone di tuo marito –
– si ragazzi al cornutone piace molto vedermi fottere con gli altri e sarebbe felice di menarsi il pisellino mentre ci guarda –
– certo cornutone puoi guardare mentre ci sollazziamo con quel troione di tua moglie –
I ragazzi, mentre dicevano ciò, mi palpeggiavano da tutte le parti e guardavano schernendolo quel patetico pancione minidotato del mio maritino.
Poi decisero che dovevo mettermi a quattro zampe e vollero giocare alla cagnetta e i padroni, io sculettavo e loro mi lanciavano una palla, che poi io andavo a prendere e gli riportavo afferrandola con la bocca. Mentre mio marito stava in un angolo della stanza in piedi e con il pisellino in mano.
Durante questo esercizio usavano percuotermi le chiappe con un frustino da fantino o anche con una cinghia e a volte anche semplicemente, con dei sonori schiaffoni.
– Adesso basta fare la cagnetta, cambiamo giochino –
– Tu troia accovacciati ed afferrati le caviglie con le mani e cammina –
Io iniziai a muovermi in quella oscena posizione, sembravo uno strano animale, poi loro vollero aumentare le difficoltà . Infatti mi legarono le mani alle caviglie con del nastro isolante e mi infilarono in culo un cetriolo ed in figa un vibratore. Sempre con del nastro isolante sigillarono i due buchi, in modo che i due oggetti non potessero schizzare fuori da dove erano stati infilati e cosi combinata dovetti incominciare a muovermi .
Mentre avanzavo in quella goffa maniera, con un telecomando, azionarono il vibratore. Quest’ultimo avvenimento unito a tutta la situazione che stavo vivendo mi porto in pochi secondi ad un lungo ed estenuante orgasmo, infatti persi l’equilibrio, caddi di lato e iniziai a godere. Anche le espressioni del mio viso denunciavano quanto mi stava accadendo e proprio tali espressioni sembravano divertire molto i tre maschioni che ridendo sguaiatamente commentavano :
– guarda che faccia ha fatto la vacca, guarda che smorfie ridicole –
– è proprio una troia masochista, più la maltrattiamo più gode, la zoccola –
– si comportava da austera puritana in ufficio e poi guarda che razza di troia che è –
Poi mi liberarono le mani dal nastro che le vincolava alle caviglie e mi tolsero cetriolo e vibratore rispettivamente da culo e figa e mi invitarono a sbocchinarli con la dovuta devozione. Li succhiai con impegno e abilità, mi alternavo da uno all’altro, mi afferravano per le orecchie e mi ficcavano le aste fino in gola scopandomi selvaggiamente in bocca, poi si placavano per farmi riprendere a leccare e succhiare le aste. Li leccai alternativamente per quasi tutta la serata fino a che, uno alla volta, mi riversarono lo sperma in gola.
Dopo aver goduto tutti e tre nella mia bocca, chiamano mio marito e lo fecero inginocchiare di fianco a me, ci impongono di aprire le bocche ed iniziano a pisciare indirizzando l’immondo getto nelle nostre bocche spalancate. Finito di pisciare si rivestono e ci salutano dandoci appuntamento all’indomani mattina in ufficio.
Ecco come mi sono trasformata da austera direttrice dell’ufficio postale ad una troia a disposizione degli impiegati del medesimo ufficio. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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