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Una ragazza molto stupida

Claudia e Marcello sono due giovani universitari appena giunti a Roma dalla provincia per studiare. Sono fidanzati da sei mesi ed è parso loro più che naturale cercarsi casa insieme. Vivono in un appartamentino luminoso e si amano. Claudia è una ragazza bellissima: alta un metro e settantotto, lunghi capelli castani che le arrivano fino al sedere, occhi cerulei ed un sorriso di una dolcezza coinvolgente. Marcello ne è teneramente innamorato, ma spesso indugia a pensare al suo seno alto e sodo, sproporzionatamente grande sul suo atletico corpicino da modella, o alla linea delle sue gambe affusolate che si unisce al sodo culetto. Purtroppo per lui sono solo pensieri: Claudia è molto religiosa e vuole restare casta e pura fino al matrimonio, e lui è troppo innamorato per forzarle la mano. Un’ultima notazione: Claudia è dolce, gentile, ma molto, molto stupida.
Una mattina in cui Marcello era andato all’università, lasciandola sola alle prese con le faccende domestiche, ricevette la visita di Giorgio, Antonio e Stefano, tre loro amici. Claudia li accolse cordialmente ed iniziarono a chiacchierare del più e del meno. All’improvviso Giorgio si chinò su di lei e la baciò. Claudia andò su tutte le furie:
“Che fai? Come ti permetti? Non lo sai che sto con Marcello e che non lo tradirei per niente al mondo? ”
Giorgio la guardava con aria dubbiosa:
“Davvero? ”
“Certo, cosa credi? ”
“Beh, io non ne sono così certo…”
Claudia divenne rossa di rabbia e lo schiaffeggiò.
“Beh, ve l’avevo detto io…” commentava Antonio “Claudia è una ragazza fedele”
“Può essere” convenne Stefano “ma io continuo ad essere dubbioso. ”
“Già Claudia” concluse Giorgio “perché non ce lo dimostri? ”
Claudia, il cui piccolo cervello era già confuso, li guardava con aria interrogativa: “E cosa dovrei fare secondo voi? ”
“Beh, io un’idea ce l’avrei. ” rispose Giorgio “Mi ricordo che un giorno Claudia si è infuriata perché Marcello si era eccitato guardando un’altra. ”
“Certo, me lo ricordo” intervenne Antonio
“Gli ha dato un cefone…”
“Appunto. ” continuò Giorgio “Ecco, io pensavo di mettere alla prova Claudia: io cerco di eccitarla e se non ci riesco ha ragione lei. Giusto no? ”
“Mi sembra ragionevole” dissero gli altri.
Claudia però li guardava dubbiosa: “Io non lo faccio! ” rispose, non sapendo bene perché. Giorgio, però, cercò di provocarla:
“Vedete che avevo ragione: ha paura di farci vedere che si ecciterebbe. ”
“Ma neanche per sogno” si infuriò lei.
“Forza, proviamo quello che avete detto, così vi dimostro che io sono fedelissima. ”
I tre ragazzi si guardarono con un cenno d’intesa: avevano programmato tutto, contando sulla famigerata stupidità di Claudia.
Giorgio prese il controllo della situazione:
“Bene, allora spogliati, così ti possiamo controllare. ”
Claudia fece cadere a terra la sua gonna e si sfilò lentamente le mutandine, poi sollevò la maglia che indossava, mostrando il suo seno nudo.
“Brava. Ora vediamo se quello che dici è vero. ” Così dicendo Giorgio la fece appoggiare al tavolo del soggiorno e le infilò una mano tra le cosce e prese ad accarezzarle la fichetta. Le separò con delicatezza le labbra e prese a sfiorarle il clitoride, prima con gesti leggeri, quasi casuali, poi sempre più decisamente, pressandolo e titillandolo. Dopo poco il familiare odore di lubrificante si spandeva nell’aria. Claudia stava diventando rossa in viso ed iniziava a sospirare sempre più forte. Ad un certo punto chiuse gli occhi ed emise il primo, soffocato gemito.
Giorgio non perse tempo e la fece voltare. Con una mano continuava a giocare con il clitoride, con l’altra le palpava le enormi tette. Lei ormai era completamente andata: gemeva grondando umori per terra, pronunciando parole sconnesse.
In un attimo Giorgio, approfittando della situazione, si tirò giù la zip e fece uscire dai boxer il suo pisello già duro. Con un piccolo movimento del bacino lo portò all’ingresso palpitante di lei e lo infilò dentro. L’enorme verga la dilatò in un istante e Claudia trasalì e dopo poco un rivolo di sangue iniziò a colarle lungo le gambe.
“Cazzo, è vergine” esclamò Antonio.
“Ed è anche strettissima” esclamò tra i grugniti Giorgio. “Se non fosse… completamente bagnata… sarei già venuto”
Intanto Claudia si faceva spingere avanti e indietro dai colpi del cazzo di Giorgio, gemendo e trasalendo ad ogni affondo. Lui si sentì sempre più padrone della situazione e prese a spingere con sempre maggior forza, facendola urlare, ma di piacere. La scopata andava verso un ritmo forsennato e Claudia ora si era spinta all’indietro per assecondare al massimo le spinte del suo stallone. Una sensazione nuova le stava montando da dentro il ventre: si sentiva in fiamme, i suoi muscoli si contraevano e rilassavano sempre più velocemente, finché una scarica elettrica non le pervase il corpo e venne urlando.
Giorgio la tirò su per i capelli e la tenne su per le tette:
“Allora, ti è piaciuto? ” le sussurrava all’orecchio. Lei annuì:
“Si, sto… godendo”
“E questo è niente”
La lasciò andare di colpo, stappandole un urletto e prese a scoparla selvaggiamente, con affondi profondissimi e veloci che le facevano sobbalzare le tette violentemente. La portò rapidamente verso un secondo, e poi un terzo orgasmo. Lei non faceva ormai altro che urlare, sgocciolare oscenamente dalla figa e massaggiarsi il clitoride.
Dopo una decina di minuti di questo ritmo Giorgio era stremato, e fu costretto a sedersi sul pavimento, trascinandosela con sé.
Ora era lei a condurre il ritmo, sobbalzando forsennatamente su quel cazzo che le stava regalando orgasmi a catena: “Scopami, scopami… spaccami. ” Sussurrava, con l’aria più innocente possibile.
Ormai Giorgio non si conteneva più. Si alzò di scatto in piedi, la prese per la testa e le infilò il cazzo vibrante completamente in bocca, inducendole una serie di conati e contrazioni che lo fecero venire. Uno, due, tre schizzi le finirono direttamente in gola, poi Giorgio mollò la presa sulla sua testa e le permise di scostarsi tossendo. Il quarto schizzo la raggiunse violentemente in viso, così come il quinto, mentre gli altri le finirono sulle tette. Lo sperma le colava dappertutto.
“Ora è il vostro turno, ragazzi” disse Giorgio ai suoi amici.
Antonio e Stefano la sollevarono da terra di peso mentre ancora tossiva con l’aria svuotata, la fecero mettere carponi e mentre Antonio si infilava di nuovo nella sua figa arrossata dal precedente superlavoro, Stefano si stava godendo la sua calda bocca. Non era un granché a succhiare, così fu costretto a dirle cosa doveva fare, ma dopo poco i colpi di Antonio imposero un buon ritmo anche al pompino.
Claudia, però se lo faceva scappare di bocca un po’ troppo spesso, per poter gemere liberamente, così Antonio se la portò in grembo e si sedette, così da permettere a Stefano di tenerla per la nuca e di infilarsi completamente in gola. Lei diventava sempre più rossa, sia per l’eccitazione che per il pompino che le impediva di respirare. Cercò di divincolarsi leggermente e prese a succhiare lentamente il pisello che aveva in bocca, mentre lentamente si allontanava con al bocca dai coglioni.
Ma Antonio non si stava divertendo molto e così la riportò carponi e prese a spingere più forte. Poi ad un tratto uscì da lei. Claudia si fermò e si girò a guardarlo con aria interrogativa.
“Mettiglielo bene in bocca, sennò urla” disse Antonio e poi le sverginò anche il culo. Claudia cercava di urlare disperata, ma tutto ciò che si percepiva erano deboli mugolii. Antonio, intanto, spingeva sempre più a fondo e non si fermò finché non arrivò a toccarle il culo con i colgioni. Le diede diversi colpi nell’intestino, poi chiamò Stefano:
“La troia reagisce bene al cazzo… Vediamo come se la cava con il sandwich? ”
Un attimo dopo Stefano faceva irruzione nella fighetta stretta e sanguinante. I due si sentivano l’uno con l’altro, separati da una minuscola membrana, ma Claudia era troppo stretta ed erano costretti ad affondare a turno, tra le urla ed i rantoli di lei.
Stefano non ce la faceva più e dopo un paio di colpi più rapidi le venne in figa. Lei sgranò gli occhi e poi gli si accostò contro, come un sacco vuoto.
Antonio continuò ancora un poco a deflorarle l’intestino, poi la prese per i capelli e la rivoltò per terra, le salì a cavalcioni sul petto e si cinse il cazzo con le tettone di lei. Stefano le spinse in alto la nuca e così Claudia potè prenderlo anche in bocca, proprio mentre Antonio veniva. Lo sperma le finì in bocca, in faccia e sulle tettone.

I tre ragazzi si erano rivestiti in fretta e stavano ormai sulla soglia della porta, mentre Claudia era ancora riversa a terra, ricoperta di sperma. Prima di uscire Giorgio si fermò sulla porta e le disse:
“Hai visto? Ti abbiamo dimostrato che non sei altro che una troia. Se fossi in te, però, non lo direi a Marcello: potrebbe restarci male… E se hai bisogno di altro cazzo sai dove trovarci. FINE

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