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Una salutare bevuta

Venerdì 10 settembre ore 15. Sulla mia scrivania in ufficio suona il telefono. è mio marito.
“Ciao, come stai? è un po’ di giorni che torni a casa che io dormo già. Devo telefonarti per parlare un po’ con te? Spero che le tue serate di lavoro vadano bene, ma non pensi di passarne qualcuna anche con me?
“Certo, volentieri. Che programmi hai? (Accidenti, stasera avrei quell’appuntamento con Mauro, il mio attuale cliente, nelle vesti di Lia la battona).
“Pensavo ad un club priveè, è un po’ che non andiamo in giro a maialare, almeno insieme. (Povero caro, se sapesse.. )
“Certo, molto volentieri, alle otto sono a casa.
Alle 18 in punto sono al solito bar. Sempre più clienti mi guardano ammiccando, la voce si sta spargendo. Meno male che nessuno che mi conosce frequenta questo posto. Dopo un dieci minuti entra Mauro che si siede vicino a me senza dar segno di conoscermi.. Gli sussurro:
“Stasera non posso, devo essere a casa alle otto.
“Aspettami all’angolo, ti accompagno.
Mi fa salire sulla sua macchina e parte subito.
“Questo non dovevi farmelo. Ho pensato tutto il giorno alla nostra serata.
“Mi spiace proprio ma ho un impegno familiare improvviso.
“Va bene, sarà per la prossima settimana. Se mi dici dove abiti ti accompagno. In cambio mi fai una sega durante il viaggio.
Come da ragazzina, quando facevo le seghe ai miei amichetti…
Io abito nell’hinterland e lui prende subito delle strade secondarie guidando piano.
Gli tiro fuori il cazzo e comincio a menarlo con foga. è bello sembrare una rispettabile signora ed intanto fare un bel segone.
Nessuno parla, lui guida ed io meno. è piacevole sentirmi crescere il suo bastone nella mano, sentire il glande che si ingrossa. Cosa faccio se schizza? rischiamo di sporcarci tutti. La soluzione la trova lui:
“Quando godo prendilo in bocca, bevimi tutta la sborra.
Ridivento subito Lia.
“Guarda che la una sega era in cambio del passaggio, il pompino con ingoio costa 100. 000. –
“Lo sai che con me non hai problemi di soldi.
“Ok allora avvertimi quando stai per godere.
Lo so benissimo che non gli resta molto, lo sento vibrare, ingrossare..
“Adesso, prendilo in bocca per bene. Tieni la sborra, bevila bene tutta.
Eseguo come una brava scolara, gli avvolgo la cappella con le labbra, mentre succhio e continuo a massaggiargli l’asta sempre più lentamente. Mi risollevo solo quando ho bevuto anche le ultime gocce.
Entro in casa con 100. 000 lire in più. Abbraccio subito mio marito e gli stampo un bacio sulla bocca.
“Ciao, che buon sapore che hai.. Se non sapessi che arrivi dritta dall’ufficio penserei che hai succhiato qualcosa…
Usciamo dopo cena, verso le dieci. Andiamo in un privee sui navigli dove non siamo mai stati. è un posticino piacevole, con bar ed una specie di salotto e una stanza con grandi divani al primo piano. Ci sono tre coppie ed almeno sette singoli. Dovete sapere che con mio marito fino ad oggi abbiamo incontrato e giocato solo con coppie, non so come reagirebbe se mi lasciassi sbattere da degli uomini. Nelle nostre fantasie private, però, spesso ne parliamo. Lui mi chiede se mi piacerebbe farmi più uomini insieme, se ne prenderei uno in figa ed uno nel culo insieme, ed io naturalmente gli rispondo sempre di sì. Oltre a ciò, di fronte a lui, ho fatto sì qualche pompino ma mai con l’ingoio.
L’atmosfera intorno a noi si sta scaldando, una coppia sale di sopra seguita da un singolo a cui la signora ha fatto un cenno.
“Vedi? la signora ha deciso di farselo e glielo ha fatto capire.. Perchè non fai lo stesso?
“Con chi?
“Ci sono quei due uomini che chiacchierano insieme, perchè non te li fai tutti e due?
“Sei sicuro di volerlo? e se poi arrivano gli altri?
“Te li fai tutti, fai la troiona come sai fare tu. Ho voglia di vederti farti sbattere. Potresti anche bere un po’ di sborra.
“Allora vado di sopra. Se proprio lo vuoi, glielo dici tu. Guarda che la faccio davvero la troiona, poi non ti incazzare..
Mi alzo e salgo al piano superiore. La lei della coppia ha già il cazzo del marito in bocca ed il singolo la sta pompando alla pecorina. Mi siedo un po’ distante a gustarmi la scena, sollevandomi la gonna fino alla vita. Immaginando la serata non ho messo le mutandine. Vedendo il pompino della signora mi torna in bocca il sapore della sborra che da poco ho bevuto. Dopo poco entrano i due che mio marito ha adocchiato e si siedono ai miei lati, uno per parte. Senza parlare si aprono i pantaloni ed estraggono i cazzi guardandomi fisso. Naturalmente li prendo in mano mentre cominciano a toccarmi tra le gambe dove trovano un bel lago.
Decido di passare all’azione, mi alzo in piedi e mi spoglio completamente mentre loro fanno altrettanto, poi ne metto uno a sedere e mi infilo sul suo cazzo senza tante storie. Me lo cavalco con gusto a smorzacandela, me lo sento fino all’utero. L’altro sale in piedi sul divano e mi porge l’uccello da succhiare. Anche qui mi ci metto di impegno, succhiandolo a fondo e stringendogli le palle in mano. Voglio godere in fretta sperando che loro non facciano lo stesso: quando godo divento ancora più vacca, mi si apre e si bagna il culo e so di non avere più limiti. Godo in silenzio a denti stretti per non agitarli più di quanto non siano già, voglio che durino.
Senza una parola prendo una mano di quello che ho in bocca e lo porto a toccarmi il buco del culo: so che lo farà impazzire sentirlo aperto e fradicio…
Mi guardo intorno: nessuna traccia di mio marito. In compenso una altra coppia sta scopando su un divano poco lontano e due uomini sono a pochi centimetri da me col cazzo in mano. Penso che dovrò farmi anche loro, ma per il diritto di precedenza tiro ancora più vicino quello che mi sta infilando le dita nel culo sperando che capisca cose deve fare.
Capisce.. mi allarga le chiappe e appoggia la cappella al mio buco largo e fradicio.
Tiro un urlo, me lo ha affondato di colpo, mi si appannano gli occhi, mi sbattono in due furiosamente. Tra le lacrime (di gioia e piacere) intravedo mio marito che osserva attentamente lo spettacolo. Cosa proverà? Rabbia, gelosia, arrapamento? Non me ne frega niente, voglio farmi sbattere ancora così a fondo, anzi mi piace farlo davanti a lui.
Mi sento piena, i due mi pompano culo e figa in modo eccezionale. Decido di dare il mio meglio, comincio a mugolare e a parlare.
“Si, cosi, sbattetemi. Riempitemi il culo e la figa, fatemi impazzire.
Tutti gli altri si sono fermati a guardare, penso di essere uno spettacolo interessante.
“Ancora, di più, datemi più cazzo, dappertutto.
Mi trovo un cazzo in bocca ed uno in mano.
“Voglio i cazzi, tanti, tutti, dappertutto.
Continuo a guardarmi intorno con la coda dell’occhio, mio marito non mi guarda più, è sparito. Meglio così… posso scatenarmi.
“Adesso riempitemi di sborra, presto, dappertutto, menatevi i cazzi, sborratemi addosso..
Mi sdraio per terra con i buchi in fiamme, mi faccio un ditalino mentre cinque uomini in ginocchio intorno a me si menano i cazzi pronti a lavarmi. Gli spruzzi arrivano all’improvviso e mi colgono dappertutto: in faccia, sulle tette, sulla figa. Apro la bocca ed il più furbo me lo ficca in gola mentre gli succhio i getti bollenti. Mi ricordo all’improvviso del desiderio di mio marito ed urlo:
“Buona, buona la sborra, fatemela succhiare tutta la sborra calda.
Mi bevo la sborra di tre diversi mentre finisco di godere per il ditalino.
Poi mi alzo tutta gocciolante e corro in bagno: sorpresa:
Mio marito sta sbattendo la signora della coppia che non era salita. La sbatte da dietro mentre lei si appoggia al lavandino. Non mi hanno notato.
“Dai sbattimi nel culo, pensa a quel cornuto che di sotto che non vuole farmi scopare e crede che sia venuta a gabinetto. Veniamo qui solo perchè così quando torniamo a casa gli tira un po’ e mi chiava. Pensa che non sa nemmeno che lo prendo nel culo. Dai, sborrami in fretta che devo andare.
Mi faccio vicino…
“Guarda i due maiali.. dai, inculala bene, vuotale i coglioni nel culo.
“Si adesso la riempio. Sylvya sei unica, fai impazzire tutti.
Toglie il cazzo dal culo della signora che comincia a colare dallo sfintere.
“Non mi lavo neanche tanto lo stronzo non capisce se è sborra o se mi sono bagnata da sola. E poi il culo non me lo tocca in ogni caso..
“Senti, con un marito così perche non ti scrivi il nostro telefono? Potremmo divertirci un po’ di più quando hai tempo..
“Perchè no, molto volentieri. Io mi chiamo Laura..
(Cara Laura, Lia ha certi programmini con te).
Si ricompone e torna dal cornuto, io e mio marito ci laviamo e torniamo di là.
“Silvya, ricominciamo? ?
“Ci puoi giurare. Ti sei perso le mie bevute di sborra, devo continuare? però poi voglio anche la tua…. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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