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Una Storia di Natale

Laura si rotolava fra le lenzuola incapace di dormire, era quasi mezza notte ma più cercava il sonno più si sentiva vispa ed eccitata come da bimba quando, la sera di Natale, non sarebbe mai andata a letto sperando d’incontrare il grande vecchio vestito di rosso.
Ma nella mente ne aveva una figura diversa, per lei Babbo Natale era un uomo nel pieno delle forze, agile e robusto (altrimenti come sarebbe salito sui tetti, scivolando nei camini! ) e, in definitiva, molto sexy… Laura infilò la mano fra le gambe, accarezzando il vello di seta del pube… da lì a inserire l’indice curioso nella fessura umida ci passò poco.
Più il dito si muoveva più le sue terminazioni nervose andavano in tilt vinte dall’onda di piacere che si procurava; benché avesse diciannove anni Laura non era vergine e certe voglie e certi torpori la facevano fremere e sospirare, era anche restia a indulgere in giochi saffici o solitari malgrado non fosse una puritana o una bacchettona… una bacchettona!
Ecco cosa le sarebbe servito in questo momento, una bella bacchettona pulsante con cui trastullarsi… aveva già avuto crisi simili in passato e le aveva superate solo dopo essersi infilata in vagina ogni arnese adatto allo scopo, su cui era riuscita a metter le mani e ripensando al piacere e all’appagamento procuratosi con un cetriolo compiacente, Laura scivolò nel dormiveglia con la mano ancora affondata nel nido caldo.
Un rumore improvviso e insistente la riscosse qualche tempo dopo, non poteva dire quanto, un minuto, un ora… però quel rumore così strano; ricordò di essere sola in casa e ripensò immediatamente ai movimenti fatti la sera prima di andare a letto ma, ne era certa, aveva chiuso ogni porta ed ogni finestra con cura tuttavia il rumore c’era stato eccome, ne era certa, facendosi coraggio andò verso la porta che si aprì prima che la raggiungesse.
– Ooohhh! Babbo Natale! – esclamò Laura, spalancando gli occhi sorpresa, per nulla spaventata, guardando l’uomo grande e grosso che le stava davanti nel suo informe abito scarlatto ornato di un bordo di folta pelliccia bianca.
– Proprio io piccina, ogni anno scelgo tra i desideri che volano nell’etere e scendo di persona a soddisfarli… guarda! – così dicendo Babbo Natale rovesciò sul tappeto tutto il contenuto del grosso sacco e Laura, tornata bambina, non stava più nella pelle di fronte a tutti quei pacchi e pacchetti che le s’ammucchiavano ai piedi, incurante di essere mezza nuda di fronte all’uomo ma, si sa, Babbo Natale non bada a certe cose… o no?
Guardandola Babbo Natale avvertiva una strana sensazione, come d’aver scordato qualcosa, difatti, guardando meglio, s’accorse che non tutti i regali destinati a Laura erano usciti dal sacco, c’era un altro pacco destinato a lei… un pacco che cresceva attimo dopo attimo e stava diventando ben visibile sotto la stoffa dai calzoni rossi.
Laura si era chinata a raccogliere un pacchetto e una natica soda era sbucata dai calzoncini da notte sgualciti, facendo aumentare ulteriormente il volume dell’ultimo pacco destinatole da Babbo Natale, incurante di tutto la ragazza stracciò la carta e fece scivolare fra le dita le calze di seta nera che subito indossò armeggiando coi ganci del reggicalze, lo desiderava da tempo ma non aveva mai osato acquistarlo e poi… a che pro?
Un pacco attirò la sua attenzione e, tolta la carta, un grosso e roseo fallo, di gomma morbida, le riempì le mani, non ne aveva mai visti di così perfetti, pareva vivo e pulsava fra le mani che lo sfioravano trepide e curiose, senza pensarci lo portò alla bocca leccandolo con la lingua aguzza… un cazzo vero non avrebbe potuto essere meglio anche se…
-Grazie Babbo Natale, esaudisci i desideri, anche se… – mormorò Laura e lui fece un gesto, sorridendo bonario, d’incanto il fallo diventò d’ebano stupendola… era una delle sue fantasie più remote, il cazzo nero e minaccioso la fece infradiciare ulteriormente.
-Provalo, vediamo se ho azzeccato la misura! – disse Babbo Natale, con voce roca; subito Laura saltò sul letto a gambe larghe e provò ad infilarsi il glande grosso e scuro nel suo nido che, benché fradicio d’umori, non riusciva ad accoglierlo, neppure provando nelle più disparate posizioni… quasi riusciva ad entrare, ma poi pareva gonfiarsi ancora di più, come per dispetto, impedendole d’introdurlo e facendola sbuffare di delusione e desiderio represso… era sicura che quell’arnese fosse mille volte meglio del cetriolo!
– Che peccato, è troppo grosso… non entra. – protestò la ragazza delusa ed eccitata all’inverosimile da tutto quell’armeggiare, percepiva i propri umori copiosi colare dalla figa ed infilarsi fra le natiche, la bella sensazione di essere immersa in un lago caldo e viscido .
– Prova a lubrificarlo un po’ con la saliva. – consigliò il buon vecchio con un groppo in gola e Laura, obbediente, s’impegnò in un elaborato bocchino leccando il fallo mostruoso che, fra le labbra spalancate e sulla lingua protesa, vibrava di vita propria.
– Dai, adesso e pronto… aiutami! – disse lei impaziente, inginocchiandosi sul letto e volgendo le spalle all’uomo vestito di rosso che, imbarazzato, prese l’arnese e l’appoggio alla fessura luccicante, lei non stava più nella pelle dal desiderio di possedere quel cazzo e, intanto, si apriva la figa per offrirsi meglio… a fatica il glande si fece strada allargando oltre misura quella femminilità spalancata ed offerta.
– è ancora troppo grosso, ce ne occorre uno più piccolo! – disse Babbo Natale, con un sorriso bonario, scuotendo la testa e facendo ondeggiare la folta barba bianca.
– Si, hai ragione… ma questo lasciamelo, chissà che prima o poi… ! –
– Ero certo che andasse bene e non ho con me una grande scelta ma… girati che proviamo questo! – disse lui, appoggiandosi al culetto morbido ed invitandola a porgergli le terga, subito dopo Laura si sentì riempire, senza fatica, da un fallo di grosse dimensioni che le aderiva perfettamente alle pareti della vulva che vi si adattavano come un guanto facendola impazzire e mandandola in visibilio.
– Questo si che va bene, oh che bello… è proprio della mia misura, lo sento che mi dilata tutta al punto giusto, la punta è baciata dalla cervice e le palle mi sbattono sul pube, è fatto su misura per me, come hai fatto? – disse Laura, eccitata e contenta, allungando la mano alle spalle per toccare quel membro così perfetto e… sorpresa, toccò le gambe di Babbo Natale, il ventre di Babbo Natale e i testicoli di Babbo Natale che, in ginocchio sul letto le aveva infilato il proprio cazzo nella figa grondante.
– Stai buona che devo prendere le misure per bene. – borbottò lui afferrandola per i fianchi e affibbiandole una serie d i colpi che avrebbero sfondato una vacca da monta ma che, pur nella sorpresa, mandarono Laura nell’orbita di un orgasmo fulminante.
– Ma… Babbo Natale, mi stai chiavando alla pecorina! – mormorò Laura fra i gemiti.
– Preferisci un’altra posizione? – s’informò lui, gentile, continuando a scoparla con vigore e a ritmo serrato, era talmente grosso che ne avvertiva ogni rilievo, ogni venuzza…
– Noooo, mi va benissimo così, ma… – mugolò la ragazza, agitando piano i fianchi.
– Durante il coito il membro varia di dimensione, voglio essere certo che quello che ti darò vada bene per ogni… occasione. –
– Allora provalo anche nella posizione classica. – propose lei, attendendo impaziente che il membro scivolasse fuori dalla vulva per mettersi supina e, scostando la folta barba bianca, impugnò quel cazzo portentoso guidandolo dentro di se, sollevando il bacino.
– Anche così sembra che vada bene. – disse l’uomo, scuotendo e roteando i fianchi per farglielo sentire in tutta la sua estensione ed in ogni anfratto.
– Effettivamente… spingilo più in fondo… così, da bravo… tiralo fuori, spingi… togli … spingi… di più, di più… più veloce… più veloce… grande! Vengo, vengoooo! – Laura si abbandonò sul letto in preda ad un altro orgasmo che la lasciò senza fiato.
– Direi che così è perfetto. – disse Babbo Natale accasciandosi su di lei, aveva dato fondo a tutta la propria abilità e autocontrollo per evitare di venire anche lui e le scomposte contrazioni vaginali di Laura non l’aiutavano certo a trattenersi.
– Meglio di così… è stato stupendo. – mormorò lei, sazia e appagata, a proprio agio malgrado il peso dell’uomo che le gravava addosso.
– Bene, allora è fatta… Elamir, Sialam, Coriel… venite pure, ho del lavoro per voi! – disse Babbo Natale, battendo forte le mani e, quasi subito, Laura vide entrare tre nani, o forse erano gnomi… due erano sicuramente maschi, lo si notava dalle vistose mazze che pendevano fra le gambe smilze, la terza era una femmina col seno alto e voluminoso … Forse erano elfi, pensò Laura, perché non erano tozzi e rozzi come s’immaginava nani e gnomi, questi avevano lineamenti fini, orientaleggianti e le sembravano molto belli.
Il vedere Babbo Natale col cazzo affondato profondamente nel corpo di Laura ebbe un effetto immediato sui nuovi arrivati che confermarono all’istante tutte le dicerie riguardo i volumi virili di nani e simili, a quella vista, la giovane sentì montare di nuovo il desiderio e agitò i fianchi, sculettando in modo voluttuoso, beandosi della sensazione di pienezza che le giungeva dal basso ventre.
Laura non riuscì a resistere, allungò la mano per toccare il cazzo dell’elfo più vicino che, per consistenza e dimensioni, non aveva nulla da invidiare a quello che continuava a riempirle la vulva pulsante… senza inibizione la “elfa” (come si chiama un elfo femmina? ) le s’avvicinò per baciarla con libidinoso desiderio, Laura allungò l’altra mano affondandola fra le cosce affusolate della creatura trovando una vagina fradicia come la sua ma… non riuscì a concentrarsi su questa sensazione che al viso della bella Coriel si sostituì il cazzo nerboruto di quello che doveva essere Sialam ed entrò piano fra le labbra, infilandosi fino in gola, posseduta da Babbo Natale, spompinando Sialam e masturbando sia Elamir che Coriel la giovane si sentiva pienamente soddisfatta e felice anche se…
– Elamir, prova da questa parte e… bada di prendere le misure giuste! – disse Babbo Natale, sfilandosi dalla vulva calda e palpitante dalla ragazza, ubbidiente l’elfo lo sostituì e quasi Laura non si accorse del cambio avvenuto in lei tanto era presa dall’esperienza così nuova e coinvolgente che stava mettendo alla prova tutto il suo corpo… Coriel si dedicava con meticolosa attenzione alle sue generose mammelle, le modellava con le mani facendo indurire i capezzoli che poi succhiava con voluttà strappando dalle labbra gemiti di piacere incontrollato… di colpo Laura si trovò sola sul letto, si guardò attorno disperata temendo di aver solo sognato ma, con enorme sollievo, sentì il membro di Sialam scivolarle sul corpo, fra le tette, sulle natiche, fra le cosce spalancate… sembrava toccarla ovunque, solo dopo si rese conto che erano due, poi tre, i peni che l’esploravano ogni lembo di pelle facendola palpitare… che cazzi, tutti così uguali eppure così diversi che, quando le s’infilarono nella figa sporgente, in una girandola di strusciate ed affondi, seppe riconoscere senza indugio a chi appartenevano godendo delle varie particolarità di ognuno e beandosi di prenderli in bocca e poi, messa supina, anche tra le tette e sul ventre; un grosso glande, traslucido di umori, le solleticò la pianta dei piedi mentre un altro s’infilava sotto l’ascella masturbandosi tra i peli e la pelle tenera, in un parossismo di sensualità che raggiunse l’apice quando la bella Coriel, vicinissima al suo viso, schiuse lascivamente le labbra per pompare il glande di Sialam ma, con meraviglia, vide la bocca sbarrarsi oltre ogni limite mentre anche il pene s’ingrossava a dismisura assumendo misure da cavallo, sovrumane e incredibili; provò lei stessa la medesima sensazione poco dopo col cazzo di Elamir che dopo esserle scivolato in fondo alla figa tanto dolcemente da strapparle una lacrima, le s’ingrossò a dismisura nel ventre fin quasi a farlo esplodere, l’elfo la possedeva in modo incredibile, sprofondato nel suo corpo non la pompava ma gonfiava e “sgonfiava” il proprio fallo tanto da raggiungere, da una misura normale, un volume gigantesco che la dilatava fino a stirare la pelle della vulva minacciando di far schizzare fuori il clitoride, infiammato e sensibilissimo, bastarono pochi minuti di quel trattamento e Laura si sciolse nell’ennesimo orgasmo.
La ragazza vide l’elfo stendersi sul letto e gli s’inginocchiò sopra… stando sollevata su di lui provava l’inebriante sensazione di dominare quel minuscolo essere dal membro così versatile ma… quel cazzo magico non finiva di stupirla, guizzò come un serpente dal ventre dell’elfo fino ad affondarle in corpo dove, senza aver preso mira o misure, arrivò a sfondarle l’utero facendole urlare la gioia del godimento sfrenato, s’accasciò sfinita senza curarsi del proprio corpo che era quasi il doppio di quello dell’elfo, intanto Coriel si dava da fare leccandole docilmente… fantastico… il culo!
Oohh il culo… quella era un’altra sua intima fantasia, farsi sodomizzare però senza provare l’intenso dolore narratole dalle amiche che già avevano provato… non si era resa neppure conto d’aver formulato quel pensiero che…
Cavandole un gemito di delusione Coriel smise di spianarle le grinze dell’ano con la lingua ma ecco che un dito paffuto e levigato già la stava rovistando nel budello dilatato… cominciava a godersi quel lento massaggio, così straordinariamente intimo ed intrigante, quando il “dito” cominciò a crescerle dentro, lento ma inesorabile, slabbrando lo sfintere e sbarrandolo all’inverosimile, si sentiva invasa fino dentro la pancia, non aveva mai provato nulla di simile e neppure pensava esistesse un godimento tanto intenso lubrico e cerebrale da farla comportare e sentire una puttana, una porca sotto ogni punto di vista!
Aveva il culo pieno e l’elfo riprese a fotterla in quello strano modo, gonfiando a più riprese il membro, slabbrando e svuotando le chiappe infuocate… una sensazione strana, piacevolissima, un godimento continuo portato al parossismo, quando la testa finalmente intese che, dopo tutto, la stavano inculando per bene fu colta da un violento capogiro che le fece perdere le energie mentre ogni sua fibra veniva scossa da un orgasmo esplosivo, avvertiva i muscoli dello sfintere “pompare” l’intruso al suo stesso ritmo adeguandosi al gonfiore del cazzo mostruoso che la godeva in modo così coinvolgente… voleva urlare il godimento che provava ma non ne aveva la forza e, prevenendola come sempre, Babbo Natale le si mise di fronte accarezzandole dolcemente il viso e i capelli, quindi l’imbavagliò sprofondandole in gola col suo duttile fallo, trattenendo un conato di vomito Laura lo poppò con slancio… adesso il cazzo aveva assunto dimensioni quasi normali, permettendole di giocarci di labbra e lingua come aveva sempre sognato di fare.
– Se sborra adesso, m’affoga. – ebbe il tempo di pensare, con un brivido di voluttà incontrollata, che il glande stretto tra lingua e palato, si gonfiò repentinamente e prese ad eiaculare fiotti di sperma, densi e bollenti, che le sprizzarono dritto in gola con tale impeto e quantità da obbligarla a inghiottire in fretta. Suggeva la linfa dei coglioni di Babbo Natale ma, invece, avrebbe voluto assaporarla e centellinarla come un liquore; il liquido seminale era così copioso che straripò dalle labbra sul mento; temendo di restarne soffocata Laura lo sfilò di bocca e gli schizzi l’aspersero volto e collo, colando nell’incavo tra le mammelle che mai aveva sentito così sode e reattive… i capezzoli turgidi parevano esplodere.
L’uomo pose il cazzo fremente in quel solco ormai viscido, strinse i seni tra le mani forti e calde, spremendo il membro in quella morbida morsa spillando le ultime stille dense e perlacee che spennellò col glande sulle colline gonfie e sode, insistendo sulle punte che s’inturgidirono ulteriormente, a Laura pareva deflagrassero da un momento all’altro, per la prima volta, quella notte, provò una fitta dolorosa che subito svanì in una sensazione tanto deliziosa e acuta da strapparle un gemito vizioso proprio mentre un altro brivido, di dolore, le si spandeva dal culo sempre posseduto da Sialam che aveva gonfiato a dismisura il suo cazzo e, cinico, roteava i fianchi per dilatarle ulteriormente lo sfintere già sfondato poi, di colpo l’organo si sgonfiò lasciandola pesta e ansante a boccheggiare sul letto; subito l’elfo, rapido ed efficiente, se la tirò sopra impalandola fino all’utero e facendola prostrare sul suo petto; la sua lingua lunga e rosea saettò dalle labbra, letale come un serpente, le invase la bocca limonandola abilmente fino a toglierle il fiato… la ragazza comprese che non era solo il cazzo dell’elfo ad espandersi a piacimento ma anche la lingua che, pur diventando grossa e dura quasi come il cazzo, conservava intatta tutta la sua morbida duttilità.
Completamente presa dalla scoperta Laura si lasciò andare, continuando a baciare quel nanerottolo così abile e dotato, inarcò i fianchi alzando le natiche per tenere la bocca incollata al maschio e succhiare quella lingua così versatile che, se ne rendeva conto solo ora, poteva essere un egregio coadiuvate in molti altri giochi erotici… detto fatto, qualcuno le lappava il culo con lingua vellutata e morbida, gli elfi potevano essere molto delicati se volevano… questo doveva essere Elamir , la lingua indugiò sulla rosa dell’ano a umettarla e stimolarla con abili e veloci leccate che la mandavano in estasi, la lingua la sodomizzò e Laura spalancò gli occhi… l’elfo la stava di nuovo inculando ma no, Elamir stava di fronte a lei e presale la testa fra le mani, le infilò il cazzo in bocca… insieme alla lingua di Sialam che, comunque, aveva il fallo sempre ben piantato nella sua vagina .
La ragazza, ubriaca di piacere, stentava a connettere… forse era proprio Babbo Natale che la stava sodomizzando ma no, vedeva il grande vecchio vestito di rosso che, seduto su una poltrona, ammirava la scena menandosi piano il cazzo nodoso.
Coriel! Ecco chi le stava facendo il culo con la lingua fatata e… che inculata!
Sialam e Coriel, che riempivano le sue guaine più intime, avevano trovato un ritmo e un accordo perfetti, quando il fallo di Sialam s’ingrossava la lingua di Coriel assumeva un volume normale gonfiandosi, di conseguenza, quando il membro rimpiccioliva… erano così veloci ed affiatati da non farle quasi avvertire la differenza tra quando era la vagina o l’ano ad essere dilatato; l’unica certezza era che godeva come una vacca e avrebbe voluto che non smettessero più così come lei non voleva smettere di pompare il cazzo nerboruto di Elamir che adesso era l’unico ospite della sua bocca ormai abile, la lingua di Sialam si stava dedicando con evidente piacere ai suoi capezzoli turgidi.
Malgrado l’autocontrollo e la resistenza propria degli elfi, Laura faceva ad Elamir un pompino come mai nessun elfo (o elfa) gli aveva fatto, improvvisamente avvertì prepotente la necessità di eiaculare in quella bocca ospitale, ormai il denso magma che ribolliva nelle palle era incontenibile ed non poteva più resistere, però la ragazza non aveva espresso il desiderio, neppure mentale, di farsi irrorare la gola, tuttavia… Elamir non ne poteva più il cazzo gli si gonfiava contro la sua volontà. era consapevole che Laura non poteva dilatarsi quanto una donna della sua specie, quindi aveva paura… non poteva neppure più sfilarsi, le sue dimensioni erano tanto lievitate da sbarrare del tutto la bocca di Laura.
-Ti prego… ti prego… – mormorò l’elfo in preda al panico.
-Voglio essere riempita di sperma, voglio berti tutto, fino all’ultima goccia! – pensò Laura con la mascella quasi slogata ma rivolgendo all’elfo lo sguardo trionfante… aveva capito il gioco, adattandosi e volgendo a proprio vantaggio la situazione.
Accolse, con un grugnito animalesco i primi fiotti bollenti che le sprizzavano in gola, in figa e… strano… anche in culo… senza che se ne rendesse conto Babbo Natale aveva sostituito Coriel e, tenendola saldamente per i fianchi, la pompava nel retto con vigore fino a scaricarsi in lei contemporaneamente ai suoi collaboratori, la copiosità e la violenza delle eruzioni parevano getti d’idrante che la sollevarono dal letto, Laura si rese conto che stava fluttuando a mezz’aria, sostenuta dai membri possenti che riempivano ed inondavano ogni sua più intima cavità… ripiombò tra le lenzuola del letto sfatto restando a guardare con gli occhi sbarrati quei membri che continuavano ad aspergerla con fiumi si sperma che lei si spalmava lussuriosa su tutto il corpo rotolandosi in quel lago denso e bollente.

Laura aprì gli occhi, sbattendo più volte le palpebre alla luce che filtrava dalle tende, annidata tra le lenzuola del suo letto, si sentiva bene, allegra… che magnifico delirio, era stato tutto così stupendamente realistico, anche la dolorosa fitta allo sfintere corrugato che avvertiva non appena si stiracchiava voluttuosamente, si sentiva ancora tutta intorpidita da quella notte di sesso tanto sfrenato da sembrare vero. Urtò qualcosa sul letto e, titubante, impugnò il grosso fallo d’ebano che, mentre lo guardava perplessa accarezzandone i rilievi e le cavità, s’animò pulsando improvvisamente di vita propria, incoraggiata ed eccitata lei lo agitò felice fino a quando, dal meato, sgorgarono le stille dense e lattiginose che Laura, soddisfatta, succhiò avidamente prima di riaddormentarsi abbracciata al suo regalo! FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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