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Un’estate diversa

La mia amica Paola si è separata sei mesi fa.
Una brutta esperienza fatta di pianti e rancore, per questo ho sempre cercato di starle molto vicina e farle sentire che poteva contare su di me.
Infatti, quando a luglio mi ha offerto di passare con le un po’ di tempo nella sua casa al mare, non ho esitato ad accettare. Ho fatto i bagagli e ho salutato mio marito senza troppi rimpianti, sapendo bene che per tutto il mese si sarebbe consolato con quella troietta che aveva più volte cercato di convincermi ad accettare nel nostro letto (ma questa è una storia che non ha nulla a che fare con quello che sto per raccontare adesso).
Siamo partite per il mare, noi due sole, contente di avere tutto il tempo a nostra disposizione.
Durante il viaggio, Paola mi ha raccontato di aver conosciuto un tipo più giovane di lei, piuttosto rozzo, ma decisamente molto attraente soprattutto sotto il profilo del sesso, “un vero pornostar” l’ha definito, aggiungendo che era stato una manna per farla sentire meglio dopo la separazione.
Sarebbe passato a trovarla qualche volta, se io non avevo nulla in contrario. Figuriamoci, ero contenta per lei.
I primi giorni furono di relax totale, non facevamo nulla che non ci andasse di fare, a volte non ci prendevamo neppure la briga di scendere in spiaggia.
Ci sdraiavamo nel suo giardino, vestite solo di un minuscolo slip, a chiacchierare facendo interminabili bagni di sole.
E fu durante uno di questi pomeriggi che lo stallone di Paola arrivò senza preavviso.
Uscì in giardino senza neppure darmi il tempo di mettere qualcosa addosso, si sedette sul lettino di Paola e fissando con ostentazione il mio corpo, mi porse la mano e si presentò.
Poi senza togliermi gli occhi di dosso salutò Paola; iniziò baciandola sul collo per poi scendere verso il seno, prendendole i capezzoli fra le labbra, ma continuando a fissarmi anche mentre la sua mano si insinuava sotto lo slip, fra le gambe della mia amica.
Mi aspettavo che Paola protestasse, invece la mia amica stava inarcando la schiena e aprendo le gambe mentre le dita di lui la esploravano.
Non la riconoscevo più.
Lo sguardo insistente di lui da un lato mi infastidiva, ma era eccitante, come se volesse farmi capire che quello che stava facendo a Paola lo avrebbe fatto volentieri a me.
I miei capezzoli si stavano indurendo, anche se cercavo di non prestare attenzione a quanto avveniva sotto i miei occhi.
Ormai lui la stava decisamente masturbando, lo slip era quasi completamente abbassato, offrendo la vista dei peli biondo rossi, ma la prima debole protesta di Paola arrivò solo quando lui abbandonò i suoi seni per scivolare con la lingua verso il basso.
Deve aver pensato che farsi leccare sotto i miei occhi era davvero troppo.
Così, con un sorrisino di scusa per me, si alzò e se lo portò in casa.
Tutte le porte e le finestre restarono aperte e dopo pochi secondi i gemiti della mia più cara amica erano ben udibili in tutto il giardino e questo non contribuiva di certo a calmare l’eccitazione provocata in me dalla vista delle carezze di poco prima.
Cercavo di non pensare a quello che avveniva in casa, ma la visione dei peli dorati della mia amica in cui si muovevano frenetiche le dita di lui continuava a tormentarmi.
Mi sfilai le mutandine e allargai le gambe al sole, i due erano occupati più che mai e nessuno mi avrebbe visto.
Scivolai con le dita fra le gambe, mi accarezzai con un dito il clitoride, era teso e duro per la voglia; continuai a sfregarlo mentre con le dita dell’altra mano aprivo delicatamente le labbra, ormai bagnate.
Era un gioco che mi piaceva fare fin da quando ero ragazzina, e anche crescendo non avevo perso il gusto di darmi piacere tutte le volte che ne sentivo la voglia, nei posti e nei momenti più strani.
Ero così eccitata e intenta a masturbarmi che non mi ero resa conto che i rumori provenienti dalla casa erano cessati, finché un fruscio leggero mi fece aprire gli occhi. L’uomo era in piedi davanti a me, con gli occhi fissi sulla mia fica, che continuavo a soddisfare con le dita.
Avrei voluto smettere, ma ero troppo eccitata e il suo arrivo anziché inibirmi non fece che accrescere la frenesia.
Quello che lui, ai piedi del lettino, stava guardando doveva certamente piacergli perché vidi apparire sotto i boxer un’erezione di tutto rispetto, che si rivelò fantastica appena lui lasciò cadere i boxer sul prato e si avvicinò a me.
Si abbassò fino ad avvicinare il suo grosso membro alla mia bocca, sussurrandomi di continuare a toccarmi, ma di assaggiare nel frattempo quello che aveva lui da offrirmi.
Impossibile resistere alla tentazione, la mia lingua non chiedeva altro.
Si mise sopra di me, in modo da arrivare con la sua bocca alla mia fica e mentre io continuavo a giocare freneticamente con il mio clitoride, lui prese a leccarmi tutti gli umori che grondavano abbondanti, godendo intanto per tutto quello che le mie labbra e la mia lingua stavano facendo intorno al suo enorme cazzo.
Io ero ormai ai limiti dell’orgasmo e lui se ne accorse. “Aspetta” mi disse cambiando posizione, “non venire ancora”.
Facile a dirsi… io ero eccitata al massimo, sarebbe bastata un’altra leccatina e sarei esplosa.
Ma vidi che lui si alzava, entrava in casa e tornava dopo qualche istante con Paola.
Le sfilò il costume che si era nel frattempo messa e le chiese di sedersi sul lettino di fronte a me, a gambe aperte, nella stessa posizione in cui mi trovavo io.
Paola ubbidì senza replicare, gli occhi velati dall’eccitazione.
Si sedette di fronte a me, divaricò le gambe.
Eravamo entrambe a cavalcioni del lettino, una di fronte all’altra e così vicine che le nostre fiche quasi si sfioravano.
L’uomo si inginocchiò e mise la testa fra di noi, leccandoci a turno, velocemente, mentre con le mani ci spingeva da dietro, facendoci avvicinare sempre di più.
Paola alzò una gamba e la passò dietro la mia schiena, sentii il caldo umore della sua fica fondersi con il mio, mentre la lingua del suo uomo ci stava facendo godere.
Non avevo mai diviso niente di più intimo con un’amica e lo trovavo fantastico, così come quando le mani di Paola iniziarono a giocare con il mio seno.
Il suo uomo si alzò e disse che voleva vederci continuare da sole, io non avevo il coraggio di muovermi, ma Paola non esitò a sfiorarmi con le dita le labbra grondanti e a chinarsi per leccarmi, come aveva fatto lui poco prima. Intanto lui si era avvicinato a lei da dietro, le aveva sollevato i fianchi e l’aveva poi fatta sedere penetrandola .
Ma durante tutto il tempo , Paola non aveva mai smesso di leccarmi e io non resistevo davvero più…. mentre lei godeva per i colpi che lui le dava, io esplosi in un orgasmo fantastico.
Non ero mai venuta grazie ad una donna.
Mentre urlavo dal piacere, lui fece alzare Paola lasciandola in piedi, continuando a soddisfarla con le dita e di colpo infilò il suo cazzo enorme nella mia fica ancora pulsante per le ondate dell’orgasmo.
Prese a scoparmi quasi con violenza, velocissimo.
Paola intanto era passata dietro di me, che godendo mi ero sdraiata .
Si mise in piedi a gambe larghe proprio sopra il mio viso e si abbassò finché la sua fica si trovò sopra la mia bocca, prima che me ne rendessi conto la stavo leccando selvaggiamente, mentre lui mi scopava sempre più forte.
Raggiunsi un altro orgasmo proprio insieme a Paola, che ansimava e urlava sotto i colpi frenetici della mia lingua.
Finalmente vedendoci godere insieme, il suo uomo si lasciò andare, coprendo di sperma il mio seno.
Paola allungò le mani e prese a spalmarmelo sul corpo, ancora scosso dal piacere, poi si chinò e lo leccò con gusto.
Eravamo esausti, ma era stata, fino ad allora, l’esperienza più appagante mai avuta.
Ero certa che ce ne sarebbero state altre a ravvivare le nostre giornate estive e non mi sbagliavo affatto. FINE

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