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Usuraio

Mi chiamo Andrea, voglio raccontarvi l’avventura che mi capitò qualche anno fa, allora avevo 19 anni, vivevo in un paese in provincia di Bari, e come succede dei piccoli paesi, ci conoscevamo quasi tutti, io avevo molti amici, ma spesso uscivo con Mario un mio coetaneo, tra i ragazzi della nostra compagnia lui era il primo che possedeva una macchina, infatti suo padre era uno dei “signori” del paese, avendo ereditato sia dal padre che dal suocero molti terreni e appartamenti, anche i miei erano benestanti e quando volevamo toglierci qualche capriccio ci trovavamo sempre d’accordo.

Una sera dopo avere bevuto parecchio, Mario iniziò a raccontarmi che il padre, che si chiamava Saro, faceva l’usuraio, infatti appena veniva a sapere che in paese qualcuno era in difficoltà economiche, si faceva avanti proponendo un prestito a interessi pazzeschi, i poveracci che si erano già visto rifiutare l’aiuto dalle banche non potevano che accettare, uno di questi era un uomo sui 50 anni, di nome Antonio, che possedeva un’azienda agricola, per degli investimenti sbagliati si trovò costretto a chiede un prestito al padre di Mario il quale accettò. Antonio riuscì a pagare quasi tutto il debito, ma si ammalò quando mancavano ormai solo due rate per estinguere il debito, chiese una proroga a Saro il quale gliela rifiutò dicendo che se non pagava gli avrebbe portato via l’azienda, Antonio lo implorò, dopotutto mancava davvero poco, e lui proprio non sapeva come fare, Allora Saro gli propose un cambio, lui avrebbe cancellato il debito e Antonio gli avrebbe messo a disposizione tutta la sua famiglia per una sera. Antonio ci pensò ma alla fine, per non perdere tutto quello che aveva, dovette accettare.

Mario mi disse che il padre l’aveva già portato con sé a questo tipo di incontri, dopotutto era il suo unico figlio maschio, e doveva prima o poi occuparsi degli “affari di famiglia”, mi disse che c’era parecchio da divertirsi e mi chiese se il giorno seguente volessi andare con lui, il padre sicuramente non avrebbe avuto nulla da ridire, io ancora un po’ sbronzo accettai.

Venne la sera seguente e Mario passò a prendermi, io avevo quasi cambiato idea, non sapendo cosa aspettarmi, ma poi mi feci convincere e salii sulla sua auto.

Prima di scendere indossò e mi fece indossare una maschera di quelle che si usano a carnevale, per non farci riconoscere, entrammo in casa di Antonio, Saro era già arrivato e aveva con sé quattro albanesi, che lavoravano per lui raccogliendo pomodori, Antonio era seduto su una sedia e di fianco a lui c’era una donna di circa 45 anni, probabilmente la moglie, che non riusciva a capire perché quegli uomini fossero entrati in casa loro con quell’aria da padroni e perché il marito stava lì senza fare niente con un’aria da cane bastonato.

Quando entrammo io e Mario, Saro disse

“bene, adesso ci siamo tutti, chiama giù il resto della famiglia”, Antonio salì le scale e poco dopo scese con le due figlie Concetta e Annalisa, il figlio Marcello, e una coppia anziana, probabilmente i genitori o i suoceri di Antonio. I figli li conoscevo, infatti Marcello era stato a scuola con me, e le due sorelle maggiori di lui, le avevo conosciute quando frequentavo Marcello. Quando furono tutti seduti Saro cominciò a raccontare che Antonio gli doveva dei soldi e che purtroppo non poteva pagare, quindi se non volevano ritrovarsi tutti in mezzo a una strada dovevano darsi tutti da fare, in fondo Antonio li aveva sempre mantenuti nel lusso e ora dovevano ricambiare.

Si guardarono tutti in faccia sbalorditi, non sapevano cosa volessero da loro, quindi Saro si alzò, si avvicino alla moglie di Antonio e le strappò la veste che indossava, ci fu un urlo generale, Antonio si alzò per difendere la moglie ma Saro gli facendogli vedere il foglio che lo faceva diventare proprietario di tutto il podere se i debiti non venivano pagati gli disse

“fai come ti pare, se vuoi che ne andiamo anche subito, ma domani torno per sbattervi tutti in mezzo alla strada, altrimenti facci divertire e questo foglio lo butto nel fuoco”

Antonio allora si rimise seduto e Saro continuò a spogliare la donna che si ritrovò presto nuda, nel frattempo anche i quattro albanesi ebbero il permesso da Saro di avvicinarsi agli altri membri della famiglia e in breve furono tutti quanti nudi, anche i vecchi, Saro allora prese ma moglie di Antonio la fece abbassare e le infilò il cazzo in bocca, intanto disse agli albanesi di darsi da fare cominciando dai vecchi, infatti mentre due di loro li tenevano gli altri due obbligarono i poveretti a far loro un pompino, quando i due vecchi si rassegnarono e smisero di dimenarsi quelli che li tenevano li lasciarono per andare dai ragazzi, iniziarono a toccare le due ragazze dappertutto, le poverette gridavano ma il padre non poteva fare nulla, Saro nel frattempo aveva tirato fuori il cazzo dalla bocca della moglie di Antonio e si avvicinò a Concetta la fece sdraiare per terra e dopo averla frugata tra le cosce con una mano la penetrò in un solo colpo, Annalisa guardava il trattamento a cui era sottoposta la sorella e cercò di scappare, ma Mario che non aveva fatto nulla fino a quel momento la prese per un braccio e cominciando a palparla mi disse

“dai che ci divertiamo anche noi” io non avrei voluto, ma il mio cazzo era già in tiro, allora mi abbassai i pantaloni e mentre Mario la teneva io infilai il mio cazzo nella sua figa bollente, lei si dimenava ma io la tenni stretta a me, dando così il tempo a Mario di togliersi i pantaloni e le mutande, poi lo vidi che si posizionava dietro di Annalisa e senza nessuna lubrificazione le forzava il buco del culo, Annalisa gridava ma non potè evitare l’intrusione.

Nel frattempo un albanese si stava facendo spompinare proprio da Marcello, mentre un altro lo stava inculando, anche i due vecchi ebbero la loro parte di cazzo, infatti Saro stava scopando la vecchia mentre il nonno veniva inculato da un albanese, la moglie di Antonio nel mentre veniva scopata in figa dall’altro. Ogni tanto cambiavamo posizione e io mi trovai a inculare la vecchia mentre Mario si faceva spompinare, all’improvviso sentimmo Saro ridere, guardammo nella sua direzione e vedemmo Antonio che aveva il cazzo duro, allora Saro disse

“vedo che sei in tiro anche tu, se vuoi partecipare accomodati pure” Antonio cercava di nascondere l’erezione dopotutto era la sua famiglia che veniva violentata in tutti i buchi possibili e per colpa sua, ma Saro lo costrinse a sdraiarsi sul tavolo, prese la vecchia e gliela mise sopra e lo costrinse a scoparla come si deve, Antonio cercava di trattenersi ma dopo un po’ non potè fare a meno di godere nella pancia della vecchia, anche non eravamo sul punto di venire e allora scegliemmo dove sborrare, io scelsi il culo di Concetta, Mario il culo di Marcello e gli altri si accomodarono dove trovavano posto.

Nella stanza c’era un’odore di sesso e sudore, tutti eravamo venuti, allora Saro disse ad Antonio e alla moglie di portare da mangiare e da bere per tutti noi, perché la notte era lunga e dovevamo riprenderci per ricominciare tutto daccapo.

Devo dire che anche se quella sera mi ero divertito lasciando libero sfogo a tutte le mie voglie, il giorno dopo non ero tanto fiero di me stesso, da quel giorno iniziai a frequentare sempre di meno Antonio, il quale ogni tanto mi invitava ancora ad andare a incassare i crediti del padre, ma io non ebbi più il coraggio di andare con lui. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un’altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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