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Viaggio Allucinante

Nota dell’ autore: il racconto è narrato, a turno, dai vari protagonisti.

(Alessandro)
Quest’anno, abbiamo deciso di fare un viaggio in Puglia, io e la mia fidanzata Daniela, insieme con i nostri amici Luca e Stefano.
Partiamo alle sette di sera da Treviso e ci immettiamo sull’autostrada con la nuova macchina, un monovolume Voyager che ben si presta al lungo viaggio.
Daniela è seduta di fianco a me e chiacchiera con i nostri amici che stanno sul sedile posteriore.

(Luca)
Dopo un po’ di strada, Daniela si lamenta del fatto che dovrà stare ferma per tutto il viaggio.
“Non fa bene alla circolazione” si lamenta, quindi arretra leggermente il sedile, si toglie le scarpe e, allungando le gambe, appoggia i piedi sul cruscotto, fin sotto il parabrezza.
Indossa una minigonna bianca piuttosto attillata e, con la posizione che ha assunto, le si sono scoperte quasi completamente le cosce.
Me la godo da dietro, incapace di proferire parola: è una figa strepitosa, se non fosse che Alessandro è mio amico, me la scoperei anche subito.
Tiene le gambe incrociate, con i piedi uno sopra all’altro ed ogni tanto cambia posizione: è una manovra meravigliosa durante la quale i muscoli delle gambe si rendono leggermente visibili rendendo ancora più eccitante lo spettacolo.
Non riesco a staccarle gli occhi dalle gambe: una linea armoniosa parte dal bacino, prosegue lungo le cosce e continua nella curva delle caviglie e nelle forme delicate dei piedi: vorrei accarezzare e baciare quella pelle abbronzata e vellutata senza tralasciarne un solo centimetro.
Da un po’ di chilometri mi è diventato duro: avere quella meraviglia così disponibile a pochi centimetri e poterla solo guardare è una tortura che proprio non mi meritavo.

(Stefano)
Proseguiamo in direzione di Firenze; il passaggio attraverso l’Appennino è molto interessante. Provo un po’ di invidia nei confronti di Alessandro: sta con una ragazza stupenda ed ha anche trovato un buon lavoro, mentre il sottoscritto non riesce nemmeno a portare qualcuna al cinema il sabato sera.

(Daniela)
Il viaggio mi piace moltissimo: adoro attraversare in macchina le montagne, vedere i paesi ed i campi ai bordi della strada.
Mi sono messa con le gambe bene in vista apposta per eccitare Luca: ogni tanto abbasso il parasole con la scusa di specchiarmi, in realtà lo uso per vedere i suoi occhi puntati fissi sulle mie gambe, quasi in adorazione.
Ho anche notato che i pantaloni gli si sono gonfiati all’altezza del pube: povero Luca, se non si calma un po’, prima della fine del viaggio gli sarà venuto il cazzo lungo e duro come una mazza da baseball! .
“Alex, fermiamoci” propongo “c’è un autogrill e devo fare pipi. Poi, sono già le dieci, dobbiamo mangiare qualcosa”.
Proposta accettata, ci fermiamo ed entriamo.
Io mi dirigo subito verso la toilette: il tempo passato dalla partenza e la posizione che ho assunto mi hanno stimolato come un diuretico.
Ceniamo e ci concediamo un riposino, sui sedili della macchina.

(Alessandro)
Stiamo per ripartire ma, un po’ per la stanchezza, un po’ per la cena, sento che gli occhi mi si annebbiano: mi accordo con Stefano, guiderà lui per le prossime ore.
Ripartiamo: io siedo davanti, di fianco a Stefano, mentre Daniela si sposta sul sedile posteriore, insieme a Luca, così potrà stare un pochino più comoda.
Passa qualche minuto e mi addormento.

(Luca)
Daniela ora è vicinissima a me: vedo che Alex è partito per una bella dormita e decido di lanciare l’amo:
“Dany, perchè non ti stendi un po’, così riposi meglio. Se vuoi appoggiarti a me, non mi dai certo fastidio”.
“Grazie, Luca, speravo me lo dicessi. Mi sento veramente stanca e questo buio concilia il sonno”.
Si toglie nuovamente le scarpe, appoggia i suoi deliziosi piedini sulle mie gambe e si stende sul divano posteriore della macchina.
“Poveri piedini, come saranno affaticati” faccio io, con un tono premuroso.
“Moltissimo” si lamenta lei.
“Ci vuole un massaggio riposante” azzardo e le prendo in mano il piede.
“Andata” penso e cominciò a palparle/massaggiarle le dita dei piedini, poi le caviglie ed in breve arrivo alle ginocchia: non ho il coraggio di proseguire, anche se lei non si ribella; temo che Alex si svegli all’improvviso e venga fuori qualche casino.
Ma, oltre ogni previsione, è Daniela che prende l’iniziativa:
“Posso cambiare posizione, Luca? Sai, ho la testa appoggiata alla portiera e non è molto comoda come cuscino”.
Si gira: appoggia la sua graziosa testolina sul mio ventre, stende la gambe verso la portiera opposta e chiude gli occhi.
“Massaggio alle spalle? ” sussurro io.
“Grazie” dice lei, ancora più piano.
Ne arguisco che nessuno dei due intende svegliare Alessandro.
Comincio a massaggiarle le spalle: Daniela indossa solo una maglietta con dei bottoncini sul davanti.
Dalle spalle al collo è un attimo, poi esito: ci provo o no?
Comincio a slacciare con delicatezza i bottoni: uon, due, tre … ecco, la maglietta è aperta.
Lentamente, con un occhio ad Alex per controllarne eventuali movimenti, infilo la mano sotto la stoffa, tra la pelle ed il reggiseno: stupendo, due belle tette calde e sode aspettano solo le mie carezze.
Daniela non muove un muscolo (so benissimo che non sta dormendo) e comincio a palparla: sento la tetta piena, gliela schiaccio un po’, poi mi dedico con più attenzione al capezzolo che mi diventa duro tra le dita.
Continuo a toccarle le tette per qualche istante, poi decido il gran passo: lentamente, sfilo la mano dalla maglietta e le accarezzo il pancino; supero la cintura della minigonna e … attimo di esitazione, poi passo anche l’orlo della gonna ed infilo sotto la mano.
Sono eccitato ed emozionato: un nulla e mi gioco l’amicizia di Alex (e, probabilmente, il posto in macchina) ma quella meraviglia stesa su di me è irresistibilmente bella.
Le scosto piano le mutandine e comincio ad accarezzarla le labbra della fighetta: lenti movimenti circolari, poi un po’ di su e giù. Daniela sospira piano, per non farsi sentire, si gira un po’ di più verso di me e sento la sua mano appoggiarsi sul mio braccio e stringerlo.
Le allargo la figa e comincio a titillarla delicatamente: è bagnatissima, dev’essere una sofferenza anche per lei trattenere i sospiri e restare immobile.
La clitoride reagisce con entusiasmo alle mie attenzioni: la sento bene sotto i miei polpastrelli.
Infilo le dita e comincio a penetrarla piano: temo che ceda al piacere e lanci un sospiro forte oppure un grido rovinandoci entrambi.
Invece Daniela è bravissima: gode in silenzio e riesce anche ad appoggiare la sua deliziosa mano sulla patta dei miei pantaloni: abbassa la cerniera e la infila dentro.
Incredibile: mi tocca l’uccello e le palle, le strizza leggermente e comincia a masturbarmi.
Veniamo quasi insieme: lei ritrae la mano bagnata di sperma e se la pulisce nelle mutandine.

(Stefano)
Arriviamo a Napoli verso le sei del mattino: i miei compagni di viaggio dormono saporitamente.
Alex è “mancato” poco dopo la partenza dall’autogrill e non si è ancora svegliato, mentre la “sua” Daniela si è addormentata in braccio a Luca e sembra che si trovi abbastanza bene lì.
Mi dirigo verso il centro, in cerca di una pensioncina: abbiamo bisogno di riposarci un po’ e di darci una rinfrescata, prima di ripartire.
Ne vedo una che conosco, sveglio gli altri e ci sistemiamo in due camere: io con Luca ed Alex con Daniela.
Appuntamento per mezzogiorno: pranzo e poi via, di nuovo.

(Daniela)
La pensioncina in cui ci ha portato Stefano è piuttosto modesta, però l’ambiente è pulito e ne approfitto per fare subito una doccia.
Mi spoglio sotto lo sguardo attento di Alex: “Mi insaponi la schiena? ” propongo, facendo un po’ la gattona.
La proposta è accolta immediatamente: Alex si spoglia e mi segue sotto l’acqua calda: in un attimo gli viene lungo e comincia a toccarmi: ci abbracciamo forte e ci palpiamo dappertutto, sfruttando l’effetto lubrificante del sapone.
Alex mi prende in braccio, avvolta nell’accappatoio, e mi porta sul letto.
Continua a palparmi, stando in ginocchio a cavallo del mio corpo: vedo il suo cazzone lungo che penzola e non posso trattenermi dal prenderglielo in mano. Lo sento duro e caldo, accenno a masturbarglielo ma Alex mi ferma: mi punta il pisellone sulla figa, poi lo spinge dentro.
Finalmente una bella scopata: posso godere liberamente, senza dover trattenere il fiato come la scorsa notte, con Luca…

(Luca)
Pranziamo velocemente, poi ripartiamo subito per raggiungere la Calabria.
Tocca a me guidare: l’autostrada è in pessime condizioni, come sempre: devo stare attento alle buche mentre auto lanciate a velocità folle ci sorpassano anche nelle curve più strette.
Non è facile concentrarsi: Daniela è seduta davanti, vicino a me.
Ha sostituito la minigonna con un paio di pantaloncini corti ed attillati: direi che è ancora più provocante di ieri sera.
Questa mattina l’ho guardata negli occhi durante la colazione: non una parola o un cenno a quanto è accaduto l’altra notte; devo riconoscere che ci sa fare alla grande: prende quello che vuole senza nemmeno dire “grazie” e poi via, come se non fosse accaduto nulla.
Purtroppo non è così per il mio povero cazzo: i pantaloncini di Daniela me lo hanno mandato di nuovo in tilt.

(Stefano)
Alex continua a chiacchierare con Luca e Daniela: trovo piuttosto strano che lei stia lì, davanti, invece che qui dietro con il suo fidanzato. Mi sono offerto di spostarmi davanti, ma lei ha rifiutato.
Comunque, contento Alex …..

(Alex)
Dopo circa due ore, dobbiamo abbandonare l’autostrada: più avanti c’è un grave incidente e ci fanno uscire al casello prima.
Stefano dice di conoscere una scorciatoia e ci infiliamo in una stradina che è poco più di un viottolo di campagna.
Fatti una decina di chilometri, rischiamo di scontrarci con una vecchia Lancia che procede contromano, coperta di polvere e con a bordo quattro o cinque ceffi dall’aria minacciosa.
Luca si fa scappare un “vaffanc… “.
Pochi secondi e l’auto è dietro di noi: dico a Luca di accelerare ma non conosce la strada e non può tirare più di tanto: l’autista della Lancia ci supera; la macchina si mette di traverso e siamo costretti a fermarci.
Scendono dalla Lancia cinque uomini, di età compresa tra i quaranta ed i cinquantanni.
Due di loro tirano fuori la pistola e ci fanno scendere dalla macchina.

(Luca)
Che cazzo di situazione!
Ci insultano ferocemente, poi ci obbligano a toglierci orologi e portafogli; uno loro raccoglie le nostre cose, poi ci perquisisce per sincerarsi che non abbiamo nascosto nulla.
Da ultima perquisisce Daniela: più che una perquisizione, è una visita ginecologica.
L’uomo la palpa in tutto il corpo, soffermandosi in particolare sul culo ed in mezzo alle gambe; gli altri ridono: “Vito, ti è venuto duro? ” lo sfottono.
Prendono delle corde dalla loro macchina e ci legano.
Afferrano Daniela, e la sollevano di peso, poi spalancano le portiere del Voyager e la sbattono sul sedile posteriore.
Non ho il coraggio di guardare: i cinque si denudano e si avventano sulla povera Daniela.
La spogliano strappandole i vestiti di dosso: la sento urlare disperata ma noi non possiamo fare assolutamente nulla per lei.

Una selva di mani si impossessa del corpo di Daniela: Alex urla e piange disperato mentre io non riesco a fare altro che insultare quei bastardi minacciando di ammazzarli se fanno del male alla ragazza: ovviamente, l’effetto delle mie minacce è zero.

Vediamo il corpo di Daniela letteralmente coperto dalle mani di quegli uomini che la palpano continuamente: le infilano le dita dappertutto: nella figa, nel culo, in bocca, mentre i loro cazzi diventano durissimi.
Si avventano sulle gambe di Daniela, le stringono le tette ed i capezzoli, le leccano le cosce, la figa i piedi.
Infilano le mani sotto il suo corpo, palpandole il culo.

(Alex)
Sono sconvolto: maledico il giorno in cui ho organizzato questo viaggio.
Daniela è nelle mani di quei delinquenti che la stanno toccando come fosse una puttana: la sento gridare, invocare aiuto, ma non posso fare niente per salvarla.

(Stefano)
Cazzo, che scena eccitante: cinque bastardi che stanno per violentare quella figona di Daniela; neanche nei film porno ho mai visto niente del genere.
Il cazzo mi è venuto così duro che mi fa male.
Avessi una mano libera, me la infilerei sotto i pantaloni per farmi una bella sega.
Ecco, cominciano a scoparla.
Un uomo sui cinquanta – sembra sia il capo – si china su di lei, mentre un altro dalla parte opposta della macchina ha immobilizzato le mani di Daniela, bloccandola sul sedile.
Daniela lancia un urlo più forte: dalla posizione in cui mi hanno legato, riesco ad intravedere il membro eretto dell’uomo che punta la fighetta di Daniela.
L’uomo inarca le natiche e poi spinge il cazzo dentro il ventre della ragazza: sentiamo le urla disperate di Daniela insieme con le risate sguaiate degli altri quattro che incitano lo stupratore a scoparla.
Passano quattro – cinque minuti: quell’uomo ha una resistenza notevole: continua a fottere Daniela sbattendoglielo dentro con una foga impressionante; finalmente, emette un gemito più forte e raggiunge l’orgasmo.

Si solleva dal corpo della nostra amica ma, purtroppo, il secondo uomo è già pronto a sostituirlo: sento Daniela lamentarsi debolmente, ormai ha capito che è inutile ribellarsi e subisce in silenzio l’oltraggio.

La scena si ripete con il terzo, poi il quarto ed infine anche l’ultimo dei banditi violenta la povera Daniela, mentre un altro la tiene ferma per impedirle di fare resistenza.

(Luca)
Sono disgustato: non avevo mai visto fare una cosa del genere ad una ragazza: sento che sto per vomitare.
Penso anche ad Alex: non ho il coraggio di guardarlo in faccia: mi sento in colpa per ciò che è accaduto la scorsa notte, come se avessi fatto qualcosa di simile a ciò che quei banditi stanno facendo a Daniela.

(Alex)
Qualunque cosa sia accaduta, sembra che sia finita: quei cinque maledetti hanno scaricato un fiume di sperma ed ora sembrano appagati.
Si rivolgono verso di noi con un ghigno.

(Stefano)
Oh cazzo, vengono verso di me.
“Guarda questo stronzo che pantaloni gonfi che ha: ti è piaciuta la scenetta eh? ” mi aggredisce uno di loro.
Non posso negare: ho l’uccello in condizioni pietose: credo non mi sia mai diventato così lungo prima di oggi.
“Allora, facciamo il gran finale” propone un altro.
Mi sollevano di peso e mi portano davanti al Voyager: mentre due di loro mi tengono fermo, un terzo mi libera dalla corda e mi abbassa i pantaloni e le mutande.
Resto lì con il cazzo dritto e durissimo, davanti a Daniela ancora stesa sul sedile posteriore e semisvenuta.
“Dai stronzo, facci vedere cosa sai fare” mi ordina uno dei banditi.
In due, uno da una parte della macchina e uno dall’altra, prendono Daniela per le braccia e le gambe e la girano sottosopra.
Cazzo, che splendore: le avevo sbirciato il culo attraverso i pantaloncini, ma vedermelo li davanti senza mutandine è quasi uno shock.
Daniela ha un culo meraviglioso, prosperoso e sodo come se ne vedono pochi.
“Inculala, stronzo, o ti taglio le palle e te le faccio mangiare” mi minaccia uno dei banditi.
Senza pensare ad Alex o a Luca che sicuramente mi stanno guardando, mi stendo sul corpo di Daniela: lei sta rinvenendo dopo lo stupro collettivo, e quando sente che un altro uomo sta per penetrarla nel buchetto ricomincia ad urlare.
Devono mettercisi in due per tenermela ferma: mi insalivo per bene la cappella sperando di alleviarle un poco il dolore, appoggio il cazzo in mezzo alle sue natiche e … glielo spingo dentro.
Non sento più nulla: le urla di Daniela si mescolano con quelle di Alex e di Luca e sopra ad ogni cosa, un piacere immenso mi invade. Comincio a sodomizzare Daniela afferrandole con le tette le mani: ho perso ogni pudore nei confronti dei miei amici, l’unica cosa che mi interessa è godere appieno quel momento di piacere così intenso e perverso.
Il corpo meravigliosamente ecciatante di Daniela ed il senso di probito che deriva dal partecipare al suo stupro davanti agli occhi di Alex ha decuplicato la mia eccitazione.
Le stringo forte le tette e continuo a sodomizzarla, tra le risate e le incitazioni oscene dei banditi.
Dopo qualche minuto, uno schizzo di sborra si scarica nel culo di Daniela: una goduta favolosa, la più intensa che abbia mai avuto. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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