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48 ore con due amici – la vendetta

Giacomo aveva quasi 18 anni, ma ne dimostrava meno. Era molto gracile, con un viso carino, alto circa 1, 68 cm.. Ragazzo semplice viveva in un paese di mille abitanti tutto casa e scuola, tranne una piccola comitiva di amici appoggiati alla Parrocchia.

Verso la fine dell’anno scolastico il padre invitò una famiglia di colleghi con un figlio (Filippo), appena più giovane. Anche lui mostrava meno dell’età reale, ma appariva un po’ più “smaliziato”.

I due fecero amicizia e la famiglia di Filippo invitò Giacomo a stare con il loro figlio nella casetta in un paese di montagna in Toscana. Questi non era abituato a stare fuori casa da solo, ma spinto dai genitori e dalla simpatia di Filippo accettò e il primo luglio il padre di Filippo lo andò a prendere per accompagnarlo. Durante il viaggio venne a sapere che Filippo e la moglie erano già partiti insieme all’amico di sempre del figlio: Marco.

Arrivati al paese però ci fu una brutta sorpresa: la nonna materna di Filippo era caduta rompendosi il femore e dovevano andare subito a Milano perché era da sola e aveva bisogno d’aiuto. Visto che erano tre e tutti grandicelli, previa autorizzazione dei genitori di Marco e Giacomo, fornitura di scorte alimentari e numerose raccomandazioni, li lasciarono soli.

La casa era una villetta bifamiliare, isolata con un bel giardino e per arrivare in paese ci volevano 10 minuti in bicicletta in una strada di campagna. L’altra villetta era di amici che sarebbero arrivati solo a fine mese. All’interno c’era una cucina grande un salottino con la TV e un tavolo per giocare a carte, il bagno con la doccia, un bagnetto solo con i servizi e 2 stanze di cui una, con un letto matrimoniale e un lettino era per i ragazzi.

Dopo pranzo partiti i genitori di Filippo decisero di arrivare fino al laghetto vicino, così iniziarono a prepararsi. Giacomo senza pensarci, prese il costume e andò verso il bagnetto, dove scoprì la mancanza della chiave. Un po’ scocciato si cambiò in fretta e partirono. Andarono verso la scorciatoia avendo modo di conoscersi meglio, poi arrivati si misero a prendere il sole. Anche Marco era gracilino e glabro, ma simpatico anche se a Giacomo dava un’impressione strana che non capiva.

Verso le 18. 30 tornarono verso casa e a 300 metri di distanza Giacomo lanciò lo sprint per decidere l’ordine delle docce. Ovviamente preso un congruo vantaggio vinse lui con Marco ultimo.

Scappò in camera prese il necessario, mentre gli altri toltisi le magliette si misero a giocare in giardino. Entrato nel bagno grande e verificata l’assenza della chiave, fece un’altra brutta scoperta: la doccia aveva il box trasparente, quindi privacy zero. Sempre più scocciato, cercò di elaborare qualche metodo per evitare sorprese, ma non ne trovò e spogliatosi iniziò a lavarsi.

Dopo poco che aveva aperto l’acqua, entrò Marco senza neanche bussare dicendo:

“Giacomo scusa, ma devo fare pipì e di là c’è Filippo. ” Giacomo imbarazzatissimo si coprì subito con le mani senza muoversi. Marco invece si abbassò il costume e preso il pene in mano iniziò a orinare guardandolo. Al che mentre lo sgrullava disse: “Che succede, dai sbrigati che dobbiamo lavarci anche noi! ” Allora Giacomo si voltò di spalle fingendo di insaponarsi e l’altro andò via. Per la prima volta qualcuno lo vedeva nudo. Ma non ebbe neanche il tempo di cercare di immaginare come comportarsi che entrò Filippo dicendo:

“Sei troppo lento Giacomo, muoviti, io intanto sistemo le mie cose. ”

Giacomo rosso dalla vergogna cercò di sciacquarsi in qualche modo stando di spalle, poi chiusa l’acqua, fece per prendere l’accappatoio dove l’aveva messo (sopra un lato del box doccia), ma non c’era più. Si voltò e vide Filippo, completamente nudo che gli porgeva l’accappatoio, davanti al box. Vistosi perduto fece l’indifferente e uscì dal box. Ricevuto l’accappatoio lo indossò in fretta e lasciò il posto a Filippo. Questi iniziò a lavarsi tranquillo parlando a Giacomo che si asciugava, questi sempre più imbarazzato e accortosi di un inizio di erezione se ne uscì con una scusa.

Scappato nell’altro bagno finì di asciugarsi e si rivestì, ma era immerso nei pensieri più vari su quanto sarebbe potuto accadere. Intanto l’erezione non si placava…

A cena scherzarono un po’, poi mentre ripulivano Marco propose:

“Appena finito facciamo un gioco, che so a carte, in modo da stabilire chi di noi per 12 ore deciderà cosa fare e gli altri dovranno assecondarlo in tutto, senza limiti. Che ne dite potremo dare sfogo a tutte le nostre fantasie. Sarà divertente. ” Giacomo dubbioso chiese ragguagli mentre Filippo entusiasta, aggiunse:

“Si dai, sarà piacevole comandare anzi avere due schiavetti ai propri ordini. Comunque non ti preoccupare che vuoi che possa succedere, non ci faremo certo del male! ” E Marco ancora:

“Ok, prendo le carte giocheremo a briscola a coppie tutti contro tutti per fare una classifica”.

Le cose non durarono molto, infatti Giacomo perse di poco con Filippo (62-58) e nettamente con Marco, che sbaragliò anche l’altro.

Questi, ridendo si mise su una poltrona a mò di trono e disse:

“Io Marco I così decido di voi miei schiavi: prima di tutto valete niente e non siete neanche degni di stare vestiti alla mia presenza. Orsù denudatevi immediatamente e poi prostratevi davanti a me! ” Filippo si mise a ridere, invece Giacomo infastidito disse:

“Cominciamo bene, a me queste cose scocciano! ” ma Marco pronto:

“Silenzio schiavo! I patti erano chiari tutto è lecito se non fa male. Quindi spogliati! ” e Filippo aggiunse mentre si toglieva i pantaloncini:

“Dai Giacomo vedrai che ci divertiamo e poi potrai sempre vendicarti no? ” Al che vedendo che Filippo era ormai nudo, si tolse con calma la maglietta e tutto il resto, sotto lo sguardo degli altri due. Appena ebbe finito Marco disse:

“Ora miei schiavi prostratevi fino a terra di fronte al vostro re. ” E così fecero, poi continuò

“Ora prendetemi in braccio facendomi da sedia e portatemi fino alla camera. ” Lo presero su per le gambe mentre lui si teneva abbracciandoli e andarono in camera. Arrivati lo deposero sul letto e si allontanarono. Marco ordinò ancora:

“Filippo, è tardi e voglio dormire, vai in cucina a prendere dell’acqua fresca, tu Giacomo invece mi devi spogliare perché ho caldo, avanti muovetevi.

“Giacomo si avvicinò gli tirò su la maglietta e gliela sfilò, poi dopo essersi inchinato fece lo stesso con i pantaloncini, poi fermatosi fece per alzarsi, ma fu prontamente richiamato e si rassegnò a togliergli anche gli slip. Nel farlo si accorse dell’erezione di Marco che gli sfiorò il viso. Tornato anche Filippo il “capo” disse:

“Io dormirò da solo sul letto grande e voi vi adatterete sul piccolo. Resterete nudi anche se io dovessi rivestirmi, buona notte schiavi. ” Così furono costretti a coricarsi nel lettino nudi! Inevitabilmente i corpi erano a contatto ed entrambi non riuscivano ad evitare l’erezione. Per addormentarsi cercarono di girarsi l’uno contro l’altro con i sederi appiccicati e Giacomo aveva una tempesta ormonale e una voglia matta di masturbarsi. Ovviamente non poteva farlo, ma non riusciva a dormire e andò in bagno dove si scaricò con una sega dolce ma veloce con una eiaculazione molto abbondante. Si ripulì aspettò per orinare e tornò a letto. Filippo si era addormentato girato verso la finestra, mentre Marco era supino a gambe larghe fra le quali svettava il pene in erezione. Si domandò cosa stesse sognando e rimase a guardarli provando una strana sensazione di piacere che non sapeva spiegarsi. Mentre gli tornava l’erezione si accorse di pensare che erano carini così nudi mentre dormivano. Scacciò il pensiero e si mise a letto cercando di non svegliare Filippo. Questi però ebbe un sussulto e si girò. Allora per evitare problemi Giacomo si ritrasse quanto possibile per evitare il contatto.

Verso la mattina, Giacomo sentendo caldo si svegliò, Filippo lo stava abbracciando nel sonno e cercando di divincolarsi gli sfiorò il pene turgido. In quel momento Marco li chiamò a gran voce:

“Schiavi svegliatevi e venite a me! Mi auguro che questa notte non abbiate fatto porcherie, vi ho visto come vi abbracciavate, maiali! Comunque ora portatemi in bagno” Lo presero su e tutti avevano una bella erezione mattutina e guardandosi si misero a ridere. Arrivati nel bagno grande lo lasciarono e uscirono in attesa di ordini, approfittando per andare a lavarsi anche loro. O meglio anche, visto che tutti di nascosto, si masturbarono dolcemente.

Quindi Marco li chiamo a se e disse:

“Ho circa 3 ore di mandato, vi comando questo: prima di tutto preparatemi la colazione, poi Filippo andrà in paese a fare la spesa e dovrà prendere un giornalino di fumetti porno e noleggiare due videocassette sempre hard. Invece Giacomo rimarrà a farmi compagnia mentre faccio ginnastica. ” Così fecero, finita la colazione mentre Giacomo ripuliva Filippo ebbe il permesso di rivestirsi per andare in paese e appena uscito Marco ordinò:

“Schiavo Giacomo andiamo in giardino a fare ginnastica. ”

“Ma andiamo nudi? ”

“Certo, gli antichi facevano così, quindi possiamo anche noi. ” Uscirono in giardino, che era abbastanza protetto da sguardi indiscreti, e provarono il piacere di stare nudi all’aria aperta, in particolare con la dolce brezza mattutina. Iniziarono a correre e dopo 10/15 minuti, quando ormai avevano il fiatone, si fermarono a fare stretching. Passati altri 10 minuti si misero seduti uno di fronte all’altro a gambe divaricate per esercizi di allungamento e guardando Marco nella sua nudità, a Giacomo tornarono i pensieri del giorno prima.

Questa volta furono interrotti dal telefono, ovviamente andò lui a rispondere era la mamma di Filippo che dopo avere chiesto come andassero le cose, li tranquillizzò sullo stato della nonna dicendo che sarebbero tornati al massimo per la cena del giorno dopo.

Tornato da Marco ripresero gli esercizi passando agli addominali e, nel frattempo sentirono avvicinarsi Filippo che suonò il campanello della bicicletta. Appena arrivato gli fu subito ordinato di spogliarsi e dopo averlo fatto e avere riposto le provviste in casa, mostrò le videocassette scelte: una era intitolata “Le debuttanti spagnole”, l’altra era un classico “Moana bella di giorno”.

Marco ordinò:

“Portatemi in bagno voglio che mi facciate la doccia. ” Ormai l’imbarazzo di stare nudi lo si stava vincendo, ma questo Giacomo non se lo aspettava! Ormai però certi equilibri erano spezzati e presolo su lo portarono in bagno. Entrarono nel box Marco e Giacomo, mentre Filippo andò a prendere l’accappatoio e i vestiti di tutti. Quindi aperta l’acqua Giacomo cominciò ad insaponare l’amico a mani nude, provando sensazioni particolari che (specie quando arrivò a pene e testicoli) si tradussero in una erezione enorme. Ovviamente nello stesso stato era Marco che si godeva i massaggi dell’amico. Arrivò il momento del risciacquo e Marco uscì indossando l’accappatoio passatogli da Filippo. Questi fu invitato a entrare nel box per lavarsi con Giacomo. Così fecero senza sfiorarsi se non inavvertitamente, anche se Giacomo in cuor suo cercava il contatto.

La fine della doccia combaciò con il termine del “governo” di Marco. Ora dopo una pausa, sarebbe toccato a Filippo. Il suo comando sarebbe durato fino alla sera verso le 22. 30 per poi passare lo scettro a Giacomo.

Si erano tutti rivestiti e si diedero l’appuntamento nella cucina.

Alle 10. 30 il nuovo “sovrano” richiamò all’ordine i suoi schiavi dicendo:

“Sono Filippo I e per 12 ore dovrete sottostare ai miei ordini. Per prima cosa voglio che Giacomo si avvicini e metta le mani in alto girato verso Marco. ” Giacomo ubbidì e Filippo lo spogliò completamente ordinandogli di non muoversi, poi fece lo stesso con Marco. Quindi senza preavviso, li prese per i peni eretti come a guinzaglio e Giacomo si accorse come la reazione negativa a quel gesto durò pochi attimi, presto sostituita da un brivido di piacere. Fra l’altro notò che Marco non ebbe particolari reazioni, tanto che cominciò a pensare che ci fosse in qualche modo abituato.

Così li portò in salotto e si fece spogliare, ordinando di mettere su la cassetta delle debuttanti.

Lui si mise seduto nella poltrona e gli altri ai suoi piedi per terra. Il film era di una serie di ragazze molto giovani che si presentavano vestite (maglietta con la scritta della casa produttrice e gonnellina) e dopo avere detto il nome e la provenienza si spogliavano completamente iniziando a masturbarsi lentamente. Le scene si alternavano fra ragazze da sole e in coppia, che lesbicavano usando anche degli enormi falli di plastica. Fra i ragazzi dopo poco calò il silenzio in quanto completamente presi dalle scene del film e dal cercare di controllare le reazioni che provocava.

Ad un certo punto a due delle protagoniste si unì anche un ragazzo, del quale si contendevano l’enorme cazzo alternandosi nel leccarglielo.

Giacomo sentì un fruscio sospetto alle sue spalle, si voltò e scoprì Filippo tutto preso in una mega sega, se ne accorse anche Marco che guardando Giacomo iniziò a accarezzarsi il pacco a mano aperta, respirando affannosamente. Giacomo non resistette più e un po’ guardando lo schermo e un po’ Marco, cominciò ad accarezzarsi fino ad impugnarselo masturbandosi dolcemente. Dopo alcuni minuti Filippo scattò verso il bagno, gli altri due si misero a ridere e si concentrarono sul loro piacere. Vennero quasi in contemporanea e scapparono insieme verso il bagnetto tenendosi i peni per non sporcare, Giacomo fece in tempo ad arrivare al water, mentre Marco si fermò al bidet.

Ripresisi dall’orgasmo si guardarono ancora stravolti e risero a crepapelle. In quella entrò il “capo” e disse cercando di rimanere serio:

“Schiavi, come vi siete permessi di fare questo. Avanti ripulitevi e andate a cucinare ho fame. ” E se ne andò.

I due amici riprendendo a ridere completarono la pulizia e abbracciati si avviarono in cucina.

Intanto, Filippo era sul “trono” che leggeva il fumetto. Quando fu quasi pronto Giacomo andò a chiamarlo e entrato nel salotto lo interruppe proprio sul più bello della sega che si stava facendo.

Si alzò in piedi e Giacomo poté vedergli il pene in piena erezione arrossato e pulsante. Filippo era arrabbiato e disse:

“Schiavo questa me la paghi! ” e scappò in bagno sbattendo la porta. Ripresa e completata la masturbazione si presentò in cucina per mangiare.

Sembrava che l’arrabbiatura fosse passata, ma stava preparando la vendetta nei confronti di Giacomo. Infatti finito di mangiare verso le 15. 00, disse:

“Io vado a riposare, tu Giacomo sistema in cucina e tu Marco vai in paese e compra delle grandi tovaglie di carta assorbente, le più grandi ed economiche che trovi. Ci vediamo in salotto alle 16. 30. ”

All’ora stabilita Filippo si presentò in salotto dove lo stavano aspettando i due schiavi, guardando la TV. Aveva indosso una camiciona e ordinò subito di mettersi in piedi sull’attenti. Chiese delle tovaglie e vistele e trovate di suo gradimento, ordinò a Marco di metterne un paio sul letto grande in modo da coprirlo tutto. Invece a Giacomo chiese di portare il carrello con la TV in camera.

Quando fu tutto a posto disse con la faccia cattiva:

“Ora dovrete obbedirmi senza fiatare e fare in pieno ciò che vi chiederò. Se mi doveste rifiutare vi punirò severamente! Siete pronti? ” Senza sapere cosa avesse in mente risposero di si. Allora riprese:

“Marco, avvia la cassetta delle debuttanti partendo dalla scena delle ragazze che si eccitano in attesa del ragazzo e poi mettiti in piedi di fianco al letto. Tu Giacomo vieni sopra con me e segui le mie indicazioni. Prima di tutto sbottonami la camicia e poi siediti di fianco a me a guardare il film. ” Così fece, sotto non aveva nulla e fu presto nudo. Appena cominciarono ad eccitarsi disse:

“Marco fatti una sega e avvisami quando stai per godere. Giacomo fallo anche tu ma con l’altra mano scappellamelo e masturbami piano piano! ” Giacomo rimase come uno scemo, guardò Marco che non appariva sorpreso e aveva già cominciato l’operazione. Poi alle insistenze di Filippo iniziò a lavorare sul suo con la sinistra e su quello del “capo” con la destra. Vista la situazione a tutti non ci volle molto per arrivare alle soglie dell’orgasmo. Il primo fu Filippo, che fatto cenno a Giacomo di lasciarlo si mise in ginocchio sopra di lui e gli spruzzò addosso una gran quantità di sperma. Marco capita la cosa fece altrettanto e Giacomo inebetito per quanto accadeva, venne quasi senza accorgersene. Era imbrattato sul petto, sulla pancia e sul pube. Filippo senza pietà, ordinò a Marco di spalmargli tutto il corpo con quella “crema” appiccicaticcia. Cosa che l’amico fece prontamente. Giacomo non sapeva veramente più a cosa pensare e subì pure quest’altra umiliazione.

Ma non era finita, dopo qualche attimo fece salire sul letto Marco facendogli un cenno, questi prese il pisello di Giacomo che si era ammosciato e cominciò a carezzarlo. Diventò presto duro, poi iniziò a baciarlo sulla punta, a leccarlo finché lo prese in bocca, senza che l’altro riuscisse a reagire in qualche modo. Intanto Filippo mentre si masturbava baciava e accarezzava Marco su tutto il corpo.

Ormai era chiaro, i due amici era abituati a fare di questi giochetti ed erano riusciti nell’intento di mettere in mezzo l’inesperto Giacomo. Il quale poverino stava forse provando un po’ di schifo, ma quando venne in bocca a Marco (che prontamente lo lasciò), godette comunque moltissimo, abbandonandosi sul letto e subendo l’ennesima scarica di sperma, prima di Filippo e dopo poco ancora di Marco.

Al termine il “sovrano”, visibilmente soddisfatto disse che era il caso di lavarsi e disse a Marco di lavare bene Giacomo che fu portato sotto la doccia. L’ordine però sottintendeva anche altro, ma in quel mentre telefonarono i genitori di Filippo per dire che avevano fatto una sorpresa e stavano per arrivare.

Così finirono le 48 ore di iniziazione al sesso di Giacomo. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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