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Adone

Quando il dottore ha rimosso le bende e ha cominciato a pulirmi i punti, ho preso un specchio e ho guardato scioccato l’immagine di un uomo calvo con un viso gonfio e terribili punti dappertutto. Sembrava di vedere un film dell’orrore, avevo una sensazione di depressione mentre guardavo quel brutto viso, pensavo a quale aspetto avessi avuto prima dell’incidente e se sarei mai tornato ad assomigliare ad un uomo normale. Sono passate alcune settimane e, mentre il tempo passava, i punti sono stati tolti e cominciavano a crescere un po’ di capelli. Il mio dottore aveva preso l’abitudine di venirmi a vedere molte volte al giorno, qualche volta arrivava sul carrello anche la sua cena, così potevamo mangiare insieme, anche se io potevo farlo solo attraverso una cannuccia.

Questo dottore era il solo contatto umano veramente amichevole che ho avuto per settimane, mi rassicurava. sempre con un caldo tono amichevole, pensavo che età potesse avere, quaranta, forse cinquanta anni al massimo, e se fosse sposato. Pensavo fosse la persona più meravigliosa che avessi mai incontrato.

Non potevo credere che potesse sopportare il mio brutto viso gonfio. Meno male che avevo ancora tutti i denti. Poi ha cominciato a venirmi a visitare di sera ed a lavarmi con la spugna; ha detto agli infermieri che loro erano affaticati e voleva dar loro una mano. Ho ottenuto l’impressione che gli piacesse togliermi la camicia da notte e lavarmi. Quando scendeva alle mie parti private, sembrava sostare molto più a lungo di quanto fosse veramente necessario, ma mi piaceva il suo tocco gentile. Quando si attardava intorno al cazzo ed alle palle accarezzandoli dolcemente, inevitabilmente cominciava a gonfiarsi per l’eccitazione che mi dava il suo tocco. Ho visto nei suo occhi uno scintillio che diceva che la cosa lo eccitava e quando si è accorto del mio sguardo si è girato diventando rosso come una barbabietola.

Quando i punti sul viso mi davano fastidio, ci metteva sopra del ghiaccio per darmi un po’ di sollievo e mi diceva che sarei guarito presto e nel giro di pochi mesi le cicatrici non si sarebbero più viste. Gli sono stato grato quando mi ha tolto i punti. Di giorno in giorno la nostra intimità aumentava e gli ho domandato se potevo chiamarlo con un nome che non fosse dottore. Ha allungato una mano e ha preso la mia, ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito che quello che sentivamo l’uno per l’altro era qualcosa di più della cortesia. Si è chinato su di me e mi ha accarezzato delicatamente il viso gonfio poi, baciandomi piano mi ha bisbigliato “Chiamami Buck, ma solo quando non ci sono infermieri in giro. ”

Mi ha scompigliato quella poca stoppa che erano i miei capelli e quando si è appoggiato al letto ho sentito il suo cazzo duro spingere contro la mia mano. Abbiamo compreso quanto cominciavamo a sentire l’uno per l’altro. Dopo la mia quarta settimana all’ospedale ero ancora poco stabile sui piedi, ma ho voluto alzarmi e cominciare a camminare. Buck aveva detto che ora che camminavo avrei potuto cominciare la convalescenza lontano dall’ospedale; arrossendo mi ha suggerito di andare a stare a casa sua così avrebbe potuto tenere sotto controllo il mio recupero e mi ha detto che sarei stato benvenuto come ospite di un vecchio ‘scapolo convintò.

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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