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All’aperto

Mi è sempre piaciuto fare sesso all’aperto. Non voglio dire in un vicolo fuori mano o in un parco della città benché anche quello sia divertente. Voglio dire all’aperto in regioni selvagge; accanto ad un fiume; su un tappeto di muschio in una foresta; di fianco ad una strada sterrata. Le mie sensazioni sono esaltate da queste situazioni.

Non so se è la sensazione di avere il sole caldo che infiamma la mia pelle nuda, o se sia la possibilità di essere sorpreso da qualcuno in questi spazi semi pubblici quello che veramente mi eccita. La maggior parte della gente attualmente tenta di presentarsi come degli intellettuali, tuttavia mentre facciamo sesso tutte le nostre barriere intellettuali si rompono e diveniamo pura carne, grugniamo e diventiamo bestie sudate.

Diventiamo ghepardi. Diventiamo scimmie. Diventiamo cani. Diveniamo animali sanguigni che guaiscono e stridono… e c’è un posto migliore per tali creature selvagge che fottere su aghi di pino, sotto il più blu dei cieli?

L’estate scorsa il mio amico ed io siamo andati in campeggio con un altro gruppo di uomini. Il sole splendeva alto sopra le colline boscose che circondavano il nostro campeggio, ed un fiume chiaro ed impetuoso scorreva lì vicino. Quel giorno, appena svegliati, la maggior parte degl’individui si erano sdraiati nudi su una striscia sabbiosa vicino all’acqua. Cercando un po’ di privacy, Carlo ed io ci siamo incamminati contro corrente lungo il fiume.

Avevo lavorato duramente per tutto l’inverno e, arrivata finalmente l’estate, ero ansioso di esibire il miglior fisico che avessi mai avuto. Mentre camminavamo, io davanti al mio uomo, ho cominciato a togliermi i vestiti, immaginando che Carlo fissasse per prima cosa le mie larghe spalle, poi il retro delle mie cosce rotonde, e quindi i globi muscolosi delle mie chiappe nude.

Dalla sua risata mentre raccoglieva i miei indumenti potevo capire che lo stavo eccitando, e potevo dire lo stesso di me dall’ombra che il mio cazzo rigido gettava.

Abbiamo raggiunto uno slargo del fiume, dove un robusto albero era inclinato sopra una profonda pozza. Carlo si è spogliato. Il sole alto gettava ombre sul suo corpo cesellato, ed il mio cazzo ha cominciato a pulsare. Lui è entrato nel fiume e ha legato il nostro materassino all’albero in modo da farlo galleggiare sopra la parte più profonda della pozza.

La sabbia era calda sotto i miei piedi mentre lui si girava verso di me ed usciva dall’acqua. Siamo andati uno verso l’altro e ci siamo abbracciati baciandoci profondamente. Le nostre lingue leccavano l’una i denti dell’altro ed il nostro respiro era pesante e bagnato come la foresta.

Siamo entrati nel fiume. Carlo mi ha condotto al materassino galleggiante e mi sono sdraiato sulla schiena, il mio cazzo gettava un’ombra come di meridiana sopra il mio magro stomaco increspato. Carlo era immerso sino al torso nell’acqua fresca ed il suo cazzo massiccio ciondolava come un tronco inzuppato sotto la superficie.

L’ho abbracciato nell’acqua mentre lui si curvava in avanti e cominciava a succhiare il mio cazzo ansioso. L’acqua fresca è salita sopra l’orlo del materasso e baciava la mia pelle mentre il mio uccello era immerso nella bocca calda, bagnata di Carlo. Mi sentivo come un’oliva in un bicchiere di Martini mentre lui faceva uno spuntino col mio cazzo.

Accarezzavo il suo cazzo sott’acqua mentre mi leccava le palle, strisciava la sua lingua magistrale sulla mia asta e circondava la testa gonfia del mio cazzo. Dai miei lamenti si poteva capire che ero maturo per fottere, così mi ha prelevato dal materasso e mi ha portato dove aspettava una coperta.

I miei capezzoli sporgevano dal mio torace largo e ben modellato; erano duri per l’acqua fredda e per la previsione di quanto stava per accadere. Carlo possedeva un bel cazzo enorme ed il mio culo muscoloso era stato costruito per avere proprio un tale cazzo interno. Mi sono inginocchiato sulla coperta e ho pigiato il viso nella sabbia calda.

Il mio culo lo implorava; lui ha lubrificato la verga ed ha appoggiato la testa al mio buco. L’attesa mi uccideva. Lo volevo dentro! “Oh sì! Per favore fottimi”, ho implorato… e lui ha spinto dentro!

Il suo cazzo enorme mi ha riempito di calore e ho pensato che avrei potuto gridare di lussuria mentre spingeva profondamente dentro di me e poi lo tirava fuori quasi tutto. Poi lo faceva ancora ed ancora, immergendo più profondamente ad ogni spinta.

Stringevo la coperta nei pugni mentre mi lamentavo per il piacere. Ho guardato lateralmente sulla sabbia e ho visto l’ombra del suo corpo che martellava nel mio culo. Ho inarcato la schiena e ho aperto il culo il più possibile per permettergli di spingere il più profondamente possibile.

Circondandomi con un braccio ha afferrato il mio cazzo con una mano e mi masturbava violentemente. Oh Dio! Stavo per sborrare con violenza! “Non ancora, ” mi ha calmato. Sapeva che ero al punto che sarebbe bastato toccarmi la punta del cazzo e sarei esploso.

Mi ha lasciato il cazzo e ha spinto ancora più profondamente dentro di me.
Volevo venire come un matto ma non osavo toccarmi il cazzo. Sapevo che avessi saputo resistere senza impazzire, avrei avuto un orgasmo incredibile. Il suo respiro diveniva sempre più breve e veloce, mi ha circondato la con un braccio tirandomi completamente contro il suo cazzo.

I muscoli sulla mia schiena si increspavano con spasmi di grande intensità. Ho ingoiato il suo cazzo nel mio culo più profondamente di quanto avrei mai pensato possibile e mi sono lamentato, e ho supplicato e ho pianto.

Gli piaceva guardarsi mentre veniva e così Carlo lo ha tolto poco prima di eruttare. La sensazione del suo cazzo enorme che usciva dal mio culo era troppo e ho sborrato come un diavolo! Il suo sperma è schizzato sul mio culo più caldo

del sole, mi ha colpito sulle scapole e dappertutto sulla schiena. Siamo crollati in un groviglio di carne agitata.
Ci siamo sdraiati sulla spiaggia uno nelle braccia dell’altro, contorcendoci ancora di quando in quando sotto il sole ardente e mentre il nostro sperma si mescolava alla sabbia, ci siamo addormentati.

Svegliandoci siamo stati costretti a separarci. Il sole si era abbassato leggermente ma era ancora caldo e siamo schizzati nel fiume pulendoci l’un l’altro. Mentre l’acqua inumidiva le nostre eiaculazioni essiccate, i nostri corpi tornavano puliti.

Il pensiero di questi due uomini muscolosi sguazzanti nel fiume ha cominciato ad eccitarmi. Ho guardato Carlo, il cui cazzo cominciava a gonfiarsi. Ci siamo sorrisi e siamo corsi al materassino.

About erotico

I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

Un commento

  1. Una storia molto spensierata…

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