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All’inizio ero solo poi..

Era una mattina di giugno mi alzai dal letto presi un caffè e accesi una sigaretta e telefonai a Massimo, ma a casa sua non c’era nessuno e allora visto che mi ero alzato con una certa voglia infilai una videocassetta hard nel video e mi sedetti sul divano.
Dopo un po’ cominciai a toccarmi spensi la videocassetta e andai in bagno, mi spogliai presi il sapone liquido e me lo spalmai sul buco del culo e con un dito ne feci entrare in abbondanza dentro lo sfintere.
Dopo che me lo ebbi allargato abbastanza dallo scaffaletto presi una candela e me la ficcai dentro e cominciai a chiavarmi il culo con la candela.
Dopo un po’ visto anche l’abbondante sapone inserito nel culo la candela sguazzava abbondantemente pensai di trovare qualcosa di più grosso e presi la scopa che era appoggiata in un angolo del bagno, la lubrificai sempre con il sapone mi misi per terra alla pecorina, mi appoggiai il manico al culo e la parte finale della scopa a contrasto col muro, spinsi con il culo e sentii il manico scivolarmi nel culo e cominciai a masturbarmi.
Mentre mi masturbavo spingevo con il culo e la scopa mi chiavava finché non stavo per venire, allora mi tolsi la scopa del culo presi lo sturalavandini appiccicai la ventosa per terra e mi sedetti sopra finché non mi entrò tutto nel culo.
Mi scopavo e mi masturbavo a gran velocità finché non sborrai tutto il mio seme per terra e nello stesso momento suonò il campanello, mi tolsi lo sturalavandini dal culo e con il con il cazzo ancora gocciolante mi infilai le mutande e la maglietta e andai ad aprire la porta.
Appena aperta vidi Massimo che disse: ciao passavo di qui e ho pensato di farti un saluto.
Lo feci entrare e gli preparai un caffè, prendemmo il caffè e Massimo mi chiese di poter andare in bagno, io gli risposi così: vai tanto la strada la conosci non farmi salire.
Massimo andò in bagno e dopo un minuto dalle scale lo sentii che mi chiamava.
Io salii le scale e mi diressi nel bagno e lui era a sedere sulla tazza del gabinetto con l’uccello che gli ciondolava e lo sturalavandini in mano mi disse: questo lo avevi tutto nel culo?
Non credevo che lo avessi così rotto, e indicando la mia sborra che era rimasta sul pavimento, mi disse: dai togliti le mutande e la maglietta e leccala tutta.
Io mi spogliai e mi misi per terra a pecorina mostrando il culo a Massimo che era sempre a sedere sul gabinetto e leccai tutta la sborra da terra e mentre lo facevo il cazzo mi tornò di nuovo grosso e duro.
Massimo se ne accorse e disse: sei veramente un porco non sei mai sazio quando hai finito inginocchiati davanti a me e succhiami il cazzo.
Io ripulii per bene mi girai gli presi il cazzo in mano e cominciai a masturbarlo guardandolo, poi infoiato come una troia me lo feci sparire tutto in bocca.
Glielo spompinai per una decina di minuti finche Massimo non mi ordinò di fermarmi.
Si alzò dal gabinetto e disse: ora mi faccio un bidè, tu appiccica lo sturalavandini sul coperchio del wc e siediti sopra.
Io lo feci, e lo sturalavandini mi entrò completamente nel culo e allora Massimo disse: dai alzati e abbassati scopati come una troia mentre mi lavo.
Io lo feci e godevo come un porco,
Massimo si alzò si mise in piedi davanti a me e me lo cacciò in bocca, glielo spompinai per un po’ fin quando disse: voglio riempirti le budella con la mia sborra.
Io mi alzai mi misi a pecorina sul water e Massimo appoggiò il suo cazzo sul mio sfintere ormai dilaniato dai vari oggetti inseriti in precedenza e con un colpo secco fu completamente dentro.
Mentre mi scopava mi strizzava le natiche e diceva ora ti riempio porco eccomi, eccomi vengoooooooo, e sentii tutto il calore del suo sperma inondarmi il buco del culo, mi stantuffò ancora per un po’ e poi lo tolse dal mio culo e mi pregò di ripulirglielo con la bocca. Io glielo presi in bocca e gli leccai anche le palle e mentre glielo leccavo mi masturbai e venni copiosamente.
Massimo si rivestì e andò via dicendomi che era stato bello e che ci saremmo rivisti a giorni. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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