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Arrivano gli inglesi

L’ultimo anno di università ho avuto la grande fortuna di poter studiare all’estero con una borsa di studio in un paese di mia scelta. La mia buona conoscenza dell’inglese ha ristretto la scelta ad una manciata di nazioni di questa lingua ed alla fine ho scelto di andare a Londra, un luogo che avevo sempre desiderato visitare. Mi sono iscritto ad una piccola scuola di lettere che mi permettesse di terminare i miei studi di sociologia e se avessi voluto, mi permettesse di frequentare numerose università europee.

La mia borsa di studio non solo pagava la retta ma mi passava anche uno stipendio con quale ho potuto affittare un appartamento e comprarmi da mangiare. Ho lasciato che fosse la scuola a decidere dove avrei vissuto perché non sapevo dove e come trovare un appartamento a Londra. Mi hanno sistemato in una casa nel West End che condividevo con un altro studente del collegio. L’appartamento era piuttosto grande. Entrando dalla porta principale c’era un soggiorno zeppo con mobili dozzinali; c’era un piccola cucina abitabile sul lato opposto all’ingresso, le camere da letto affiancavano il soggiorno e vicino c’era il bagno.

Le due camere da letto erano ammobiliate modestamente con un letto a una piazza, una scrivania ed un armadietto. Non avevo portato molta roba con me, il massimo che era possibile portare in aereo: qualche libro, dei CD, un lettore portatile di CD, vestiti, articoli da toeletta ed il mio PC portatile. Ero molto felice per la sistemazione; l’edificio dove c’era il mio appartamento era una casa vecchio stile Georgiano in un quieto quartiere residenziale; la metropolitana era vicina e potevo raggiungere la scuola in pochi minuti.

Il mio compagno di stanza era dell’Inghilterra Settentrionale e frequentava anche lui la scuola con una borsa di studio. Si chiamava Ian ed era una persona simpatica anche se non parlava molto e preferiva passare il tempo a studiare piuttosto che a divertirsi. Questo non mi infastidiva molto perché lo scopo del mio essere a Londra era studiare e dovevo ottenere votazioni decenti per terminare bene gli studi. Parlando abbiamo scoperto di avere interessi comuni come la storia, la politica, il computer e lo sport. Aveva un accento divertente che sembrava una combinazione di inglese e scozzese, era nuovo di Londra come lo ero io e non aveva amici con cui socializzare. Occasionalmente portava a casa dei compagni e dopo aver lavorato insieme, se ne andavano al pub per un drink, mi dicevano di unirmi a loro e qualche volta lo facevo; altre volte preferivo stare rimanere a studiare. Nel primo paio di settimane del mio soggiorno mi sono fatto alcuni amici ma nessuno con cui uscissi.

Sia Ian che io avevamo preso un ritmo di studio che ci dava poche opportunità di divertirci. Ma quando il carico di lavoro ha cominciato a diminuire abbiamo cominciato a socializzare un po’ di più tra di noi. Andavamo al bar, facevamo la spesa insieme, siamo andati al cinema ed attraverso questa interazione abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio. Ho scoperto che non aveva mai avuto una ragazza e la cosa non mi è sembrata normale per un tipo piuttosto bello ed attraente. Io per esempio avevo lasciato a casa una ragazza, non avevamo rotto a tutti gli effetti, ma all’atto pratico ci eravamo lasciati liberi di vederci con altri; non direi che ero in cerca di preda a Londra ma avevo fatto qualche tentativo (ma senza successo) per avere qualche appuntamento.

Uno giorno abbiamo deciso di saltare completamente le lezioni ed esplorare Londra. Abbiamo iniziato andando alla Torre di Londra, abbiamo pranzato in un piccolo caffè nell’East end e nel pomeriggio siamo arrivati in centro dove abbiamo fatto alcuni acquisti e preso dei drink aspettando che venisse sera per andare al cinema e cenare in un ristorante lì vicino.

Intorno a mezzanotte abbiamo fatto un giretto nel quartiere a luci rosse, c’era una piccola strada pedonale fiancheggiata da negozi di porno video, strip bar, teatri per adulti e cose del genere. Abbiamo passeggiato avanti ed indietro commentando quello che vedevamo e scherzando abbiamo detto che avremmo potuto entrare da qualche parte. Ci siamo imbattuti per caso nella pubblicità di un locale di video a 50 pence. Ian ha detto qualcosa a proposito del fatto che poteva essere una buona idea ed essendo di buon umore ho suggerito di entrare. Il viso di Ian è diventato rosso vivo e dapprima ha rifiutato, poi, dopo la mia insistenza si è deciso e siamo entrati.

All’interno abbiamo trovato una scala che scendeva, abbiamo seguito i gradini e siamo arrivati in una piccola stanza illuminata da neon rossi. I muri erano tappezzati di locandine di film per adulti ed un uomo anziano stava in una cabina con una finestrella di vetro. Un messaggio sopra la finestra comunicava la tariffa per utilizzare le cabine video ma era necessario cambiare i soldi in gettoni. Ian ed io ci siamo avvicinati ed abbiamo cambiato cinque sterline in gettoni.

Ci ha indirizzati verso un corridoio che portava alle cabine, siamo passati vicino alle cabine dello spettacolo live ed abbiamo deciso di vedere donne vive invece di video. Ho aperto la tenda di una delle cabine e l’ho tenuta aperta per fare entrare Ian che mi ha guardato nervosamente e mi ha detto che aveva la sua cabina. Mi sono sentito imbarazzato e ho compreso che Ian aveva pensato che volessi fare qualche cosa a lui, e questa non era la mia intenzione.

Ho messo un gettone nella fessura ed una finestra si è aperta mostrando una stanza piuttosto malandata con un letto coperto di lenzuola nere. Sull’orlo del letto era seduta una donna a torso nudo ma che indossava un cache-sex; non era molto bella a vedersi ma aveva dei seni abbastanza belli ed un culo enorme.

La donna mi ha visto e mi ha gridato, sapendo che la sua voce doveva passare il vetro. “Come va giovane? Vuoi vedere? “

Sono stato tentato di rispondere” No” ma invece ho sorriso e ho accennato; aveva visto anche Ian perché ha girato la leggermente testa e ha ripetuto le stesse parole.

La donna ha cominciato a carezzarsi i seni e poi una mano è scesa all’inguine. Simulando un lamento si è strofinata l’inguine e si è tirata i capezzoli. Questo è proseguito per un po’ e dopo 2 minuti la finestra della mia cabina si è chiusa, il tempo era finito. Di malavoglia ho infilato un altro gettone e ho ricominciato a guardare lo spettacolo. La donna ha continuato a strofinarsi l’inguine e giocare coi seni. A un certo punto ha cambiato posizione, si è messa in ginocchio e ha cominciato a strofinarsi l’inguine da dietro. Ora, devo ammetterlo, il culo mi piace e quello di quella donna ha cominciato ad eccitarmi; ma la mia finestra si è chiusa. Volevo vedere quel culo e così ho inserito un altro gettone.

La donna era ancora in ginocchio e si strofinava l’inguine, poi si è alzata sul letto e lentamente si è tolta le mutandine, mostrando una fessura rasa e rossa. Ha strofinato ancora per un po’ l’inguine e poi ha fatto scivolare dentro un dito. Ho messo parecchi gettoni perché ero agganciato dallo spettacolo. Si è messa sulla schiena a gambe aperte e si è fottuta con un dito fingendo piacere. Malgrado la sua bruttezza avevo un’erezione enorme, rigida e ho cominciato a strofinarla. Ma mi sentivo piuttosto sconcio e ho deciso che mai e per nessuna ragione mi sarei masturbato lì. Sentivo i miei boxer diventare bagnati di liquido pre spermatico e volevo liberarmi, ma proprio allora ho finito i soldi.

Mi sono attardato un po’ nella cabina perché volevo che la mia erezione diminuisse per non farla vedere a Ian ed alla fine ho potuto uscire. Ian doveva essere ancora nella sua cabina perché non l’ho visto così ho deciso di aspettarlo nell’atrio. Dopo un po’ è arrivato e mi ha detto di andarcene. Ho scherzato sulla donna e come fosse disgustosa la vista; mentre salivamo i gradini per uscire, mi sono girato per chiedergli qualche cosa e ho visto che si stava chiudendo la cerniera dei pantaloni. Mio dio! Si era masturbato?

Abbiamo ripreso i nostri studi e, talvolta, scherzavo sulla nostra visita al quartiere a luci rosse. Quella notte mi ero veramente eccitato ed avrei voluto ritornare senza Ian. Avevo deciso che avrei gettato al vento ogni cautela e mi sarei sparato una sega nella cabina, dopo tutto le cabine erano là proprio per quello e facendolo non facevo male a nessuno.

Ma, è stato in un pub, dopo alcuni drink, che Ian ha ammesso che gli era piaciuto osservare lo spettacolo e che sarebbe ritornato volentieri; ho confessato che anch’io mi ero divertito e che anche a me sarebbe piaciuto tornarci. Un senso di vuoto ci ha colpiti e ci ha riportati a quella viuzza del sesso. Abbiamo deciso di ritornare allo stesso locale della volta precedente ed ancora una volta abbiamo disceso i gradini. Il vecchio era stato sostituito da una donna di mezza età, con capelli pettinati alti ed una sigaretta che penzolava all’angolo della bocca. Probabilmente la vista di una donna mi ha innervosito un po’; rapidamente ho perso l’entusiasmo che mi aveva portato là. Ho avuto la sensazione di dove ero e sentivo un senso di vergogna per quello che stavo facendo. Non Ian invece, si è avvicinato con sicurezza alla donna e ha cambiato cinque sterline in gettoni; non l’avevo mai visto così a suo agio. Timidamente ho comprato anch’io 5 sterline di gettoni ed ci siamo avviati verso le cabine.

Raggiunta la prima fila di cabine, quelle dello spettacolo dal vivo, Ian ha deciso che voleva provare quelle dei video. Ho pensato che questa era un’idea non male e, girato l’angolo, ci siamo trovati davanti ad una serie di porte. Abbiamo pensato fossero le cabine e ho controllato all’interno per vedere com’erano; erano leggermente più grandi delle altre, c’era un monitor su di un lato ed una fessura per i gettoni sotto. Un cartello appeso dietro la porta diceva “Un gettone – Un Minuto.”

Ian ha imprecato e ha detto che era troppo il prezzo per cinque minuti di video; mi sono detto d’accordo, anche se con lo spettacolo dal vivo i tempi non erano diversi.

A quel punto Ian, quasi in un bisbiglio, ha detto. “Potremmo andare insieme in una cabina; potremo starci dieci minuti… se non hai problemi.”

Problemi? Cosa diamine dovevo pensare? Voglio dire, forse aveva preso sul serio l’invito che gli avevo fatto involontariamente la volta precedente e voleva fare qualche cosa con me. Non che fossi contrario a quell’idea ma ero preparato ad andare con un uomo?

“Bene, OK ragazzo. Mi va.” Ho borbottato dal fondo della gola. Ero agitato, terrorizzato da quello che sarebbe accaduto, quando ho osservato che le sue mani tremavano, non ero l’unico ad aver paura.

Sono entrato nella cabina e Ian ha chiuso la porta dietro di lui, sembrava di essere in una bara là dentro e, benché non ci toccassimo, eravamo molto vicini. Il monitor era acceso ma senza immagini ed emetteva una luce fioca e misteriosa. Riuscivo a vedere il profilo di Ian e sentire il suo respiro.

“Um, devo mettere dentro un gettone?” ha domandato Ian. Invece di rispondergli con parole ho emesso una specie di rumore affermativo.

L’ho sentito far scivolare i soldi nella macchina e quasi immediatamente sullo schermo è apparso un menù. Sulla parte alta dello schermo si leggeva “TOCCA LO SCHERMO PER SELEZIONARE IL SOGGETTO” ed i soggetti erano “RAGAZZE DA SOLE” “HARDCORE XXX” “NERI” “INDIANI” “ANALE” “GRUPPO” e per ultimo “GAY” Abbiamo discusso brevemente ed abbiamo deciso per l’hardcore, perché il tempo era denaro.

Sullo schermo si e visualizzato un film già in avanzata fase di proiezione; una donna con enormi seni rifatti era presa dal didietro da uno stallone porno star. Si lamentavano e di quando in quando dicevano “Oh sì…” Ma lo schermo si è rapidamente spento; il minuto era passato. Ian ha alimentato di nuovo la macchina e ha selezionato lo stesso video. La scena è ripresa.

Ho sentito un’erezione crescere nei pantaloni e l’ho schiacciata con una mano, sperando che Ian non vedesse. Onestamente tuttavia debbo dire che non sapevo se era il video che mi eccitava o il fatto di guardarlo in una piccola cabina con un altro uomo. Ian ha inserito un gettone altre volte, ogni volta selezionando lo stesso video. La mia erezione è diventata durissima e, oltre a ciò, sentivo i miei boxer diventare bagnati. Ho guardato più volte verso Ian che sembrava fissare lo schermo; ho dato un’occhiata al suo inguine e ho visto che si strofinava i pantaloni. Era una cosa molto strana, noi due là, evidentemente eccitati sessualmente, chiusi in una piccola area, improvvisamente mi sono sentito molto caldo e le farfalle svolazzavano nel mio stomaco.

Per un momento non ho capito che Ian mi stava parlando. “Ho finito i gettoni, vuoi metterne qui o vuoi andare allo spettacolo dal vivo.”

Esitando un momento ho detto che avrei preferito stare dove eravamo e ho alimentato la macchina. Ian ha suggerito di provare un altro video e ha lasciato a me la scelta. Ho alzato il dito e l’ho mosso sopra le selezioni, non so perché ho fatto una pausa di sopra” GAY,” ma poi invece ho scelto “INDIANI”.

“Hah.” ha detto Ian con voce nervosa. “Mi piacciono le ragazze indiane.”

Il video si è illuminato e ha mostrato una bella donna indiana leccata da quella che sembrava essere un altrettanto bella signora indiana. Il mio pene ora era veramente duro e sentivo di essere vicino al limite della sborrata. Abbassando una mano, delicatamente mi sono accarezzato il cazzo; avevo paura che una stimolazione troppo forte mi facesse riempire i pantaloni di sperma.

Ho detto a Ian. “Questo va bene. Inserisco il resto dei miei gettoni.”

“OK, va bene.” Ha risposto ed io ho utilizzato tutti i soldi.

La situazione stava diventando critica nei miei pantaloni e ho cominciato a preoccuparmi del fatto che mi sarei eiaculato addosso. Ho guardato l’inguine di Ian e riuscivo a vedere il contorno della sua erezione, doveva essere eccitato come me. Ho continuato a fissargli l’inguine finché non ho compreso che mi stava osservando con la coda dell’occhio. Ero imbarazzato e non sapevo cosa fare così mi sono messo a guardare il film.

Nel frattempo il mio cazzo era pronto ad esplodere ed i pantaloni stretti mi davano un piacere sufficiente a raggiungere l’orgasmo. Dovevo fare qualcosa ed in fretta se non volevo tornare a casa con le mutande bagnate, ma cosa fare? Poi ho preso una decisione.

“Um…” ho bisbigliato senza voltarmi verso di lui. “Sono veramente, dunque…, io…., um. Bene, io vorrei um… perché sono veramente eccitato. Da questo video voglio dire. Così… Io vorrei…”

La voce Ian si era fessa. “Oh sì, capisco. Anch’io, veramente. Questi posti sono fatti per questo… Dobbiamo andare in cabine separate o…”

“O um. Sì, ha… Dunque, voglio dire che potremmo stare qui e farlo insieme. Voglio dire, nella stessa cabina… non è normale ma… um, tuttavia…”

“Sì, cosi possiamo guardare il video tutti e due e contemporaneamente…”

Ma la nostra conversazione imbarazzata è stata troncata dalla fine del video. Nessuno di noi aveva più gettoni e siamo rimasti lì nel buio.

Ho rotto il silenzio. “Allora, cosa dobbiamo fare? Prendiamo altri gettoni o usciamo.”

“Bene, qualunque cosa tu voglia fare, non mi importa. Voglio dire fino a quando staremo qui.”

“OK.” ho risposto. “Dobbiamo dividerci o stare insieme… Voglio dire, nella stessa cabina.”

“Penso sia più conveniente stare insieme. Nella stessa cabina. “

Dopo questo discorso impacciato Ian si è offerto di andare a prendere altri gettoni, così ho aspettato, nel buio da solo. Tremavo. La mia erezione c’era ancora, ma il mio orgasmo non sembrava più incombente ed i miei pantaloni erano bagnati. Così molti ragionamenti mi passavano per la mente: volevo che Ian ritornasse per rompere la tensione che avevo a restare da solo ma d’altra parte non avevo mai fatto qualcosa del genere con un altro uomo. Tuttavia…
La porta si è spalancata e sono sobbalzato. Era Ian; mi ha detto ciao come se non ci vedessimo da lungo tempo, poi ha chiuso la porta. Ha inserito tutti i gettoni, non so quanti, ed il menu è riapparso sullo schermo.

“Cosa vediamo questa volta? ” ha domandato. ” GAY” sembrava essere la migliore e più divertente delle scelte.

“Non so.” ho detto. “penso tocchi a te scegliere.”

Il suo dito ha vagato fra le voci del menù ed io non potevo fare a meno di pensare che esitava sopra “GAY” ogni volta che la mano passava sopra il bottone. Ma alla fine ha scelto” ANALE” e siamo stati immersi in una scena nella quale una donna rimbalzava su e giù su un cazzo enorme spinto su per il suo culo.

Abbiamo guardato per un po’ la scena in silenzio, a dire la verità non stavo molto attento a quanto si svolgeva sullo schermo, piuttosto pensavo a cosa fare poi. Alla fine ho deciso che era meglio fare una cosa qualsiasi, ma farla presto.

Silenziosamente mi sono aperto la cintura e ho slacciato il bottone dei pantaloni; ho tentato di aprire la chiusura lampo senza fare rumore ma non è stato possibile. Mi sono fermato e ho gettato uno sguardo a Ian: stava guardando il mio inguine ma poi si è girato verso lo schermo e ha cominciato a slacciarsi i pantaloni; ora quindi eravamo vicini l’uno all’altro con i pantaloni aperti.

Sentivo l’aria sul cazzo e questo mi dava sollievo. Era ancora sotto i boxer bagnati ed io cercavo di figurarmi la mia prossima mossa. Dovevo tirarlo fuori e cominciare ad accarezzarlo o dovevo cominciare a giocarci lasciandolo dov’era? Se l’avessi tirato fuori avrei dovuto limitarmi a farlo uscire dalla patta o avrei dovuto abbassare i boxer sotto le palle oppure avrei dovuto abbassare i pantaloni sotto il culo.

Allora ho cominciato a pensare quanto ero eccitato e quanto ero stanco di masturbarmi e quanto avrei voluto toccare la pelle di qualcun’altro. Ho preso la decisione, nell’eccitazione del momento, che non mi sarei preoccupato se la pelle apparteneva ad una ragazza o… a Ian. Come avrei dovuto giocare le mie carte? Che mossa avrei dovuto fare?

Ho abbassato pantaloni e mutande appena sopra le ginocchia. Il mio cazzo è balzato fuori e ha fatto uno schiocco colpendomi lo stomaco, sapevo che questo avrebbe attirato l’attenzione di Ian, sapevo che avrebbe guardato. Sono rimasto per un po’ con le mani sui fianchi sentendo l’aria sulla pelle nuda. Ho fissato lo schermo ma non lo vedevo; sentivo Ian vicino a me, sentivo la sua presenza. Poi ho sentito il fruscio dei suoi vestiti; ho guardato con la coda dell’occhio e ho visto che mi aveva copiato.

Lo schermo gli illuminava il cazzo; era duro ed eretto sull’attenti. Era circonciso come me ed era della stessa mia taglia. Lo scroto era accartocciato sotto il cazzo ed era coperto di peli. Vedevo anche che la cima del cazzo era coperta di una sostanza bagnata. Non avevo mai desiderato il cazzo di un altro prima di allora, ma ora volevo allungare la mano e toccarlo.

Ho alzato la destra e ho cominciato ad accarezzarmi le palle, poi sono salito all’asta stringendola nel pugno. L’ho accarezzato un paio di minuti e poi ho appoggiato la schiena al muro spingendo in fuori il cazzo per facilitarne la vista. Anche Ian si stava lavorando la verga e l’umidità della sua pre eiaculazione gli copriva l’erezione riflettendo la luce dello schermo. Lo vedevo flettere il culo ad ogni colpo sul cazzo. Spostandomi dal muro mi sono avvicinato a lui e praticamente ci toccavamo. Si è girato verso di me sorridendo nervosamente ed io gli ho ritornato lo sguardo. Mentre ci stavamo lentamente masturbando, ho mosso le anche per fare in modo che le nostre chiappe si toccassero. La sensazione della sua pelle fredda era elettricità per me e mi ha fatto piacere che non avesse fatto alcun tentativo di allontanarsi. Abbiamo cominciato a strofinarci l’uno contro l’altro; l’attrito scaldava la nostra pelle.

A quel punto ho usato la mano libera per raggiungere la parte posteriore di Ian ed accarezzargli delicatamente il culo. Ha emesso un sospiro così ho continuato…, avevo via libera. Ho usato la punta di un dito per massaggiare leggermente la carne delle sue natiche e poi gli ho afferrato il culo facendolo avanzare. Ha lasciato il cazzo, l’ha portato dietro a me e ha strofinato il mio fondo schiena. Ha asciugato la pre eiaculazione sopra il mio culo, io ho inarcato la schiena, spingendo il mio retro contro la sua mano e lui ha tracciato con le dita la fessura e mi ha spremuto il culo. Mi sono lamentato in maniera udibile e mi sono girato a fronteggiarlo; mi sono pigiato contro di lui così i nostri cazzi si toccavano ed abbiamo unito le nostre labbra. Ognuno con le mani sul culo dell’altro abbiamo strofinato insieme i nostri inguini e si sentiva il rumore delle lingue che ballavano nelle nostre bocche. Strofinava il mio culo con forza e col medio io sondavo il bordo del suo buco. Ian ha allontanato il viso, ha alzato una mano, si è leccato un dito e poi l’ha conficcato bagnato nel mio culo. Era la prima volta che qualcuno lo faceva e questo mi ha spedito brividi in tutto il corpo.

L’ho spinto via e per un minuto ci siamo guardati rantolare, poi si è girato e ha spinto in fuori il culo. Non sapevo cosa fare… voleva che lo fottessi, che gli infilassi un dito, cosa voleva? Per qualche ragione mi sono lasciato cadere sulle ginocchia e ho appoggiato il viso al suo culo. Sentivo odore di sudore ed escrementi ma non importava, l’ho leccato con maggior fervore di qualsiasi cosa avessi mai fatto prima.

Si lamentava tanto forte che avevo paura che qualcuno potesse sentirlo così ho allontanato la testa; Ian si è girato ed il suo cazzo era proprio davanti al mio viso. Non potevo resistere, con una mano gliel’ho afferrato e con la bocca ho succhiato la base dell’asta, poi ho leccato, gustando il suo succo salato e ho portato la cappella nella mia bocca. L’ho succhiato il più possibile nella gola, sommergendoglielo. Il video è finito ed eravamo in una oscurità totale ma ho continuato a succhiare il cazzo di Ian.

“Sto per venire.” si è lamentato e così l’ho tirato un po’ fuori dalla bocca, lasciando che la punta restasse sulla mia lingua. Ho succhiato il più forte possibile e gli ho accarezzato il cazzo finché non ho sentito l’asta cominciare a pulsare. La prima coppia di spruzzi di sperma mi ha fatto tossire così mi sono tirato indietro e ho sentito la sborra calda atterrare sul mio viso. La cosa non mi ha preoccupato ed ho munto il cazzo finché non ho pensato che avesse finito.

Sono rimasto in quella posizione per un po’ nell’oscurità, il suo cazzo stava diventando molle così l’ho lasciato andare mentre lui sospirava. Mi sono asciugato lo sperma dal viso con una manica e mi sono alzato; i miei pantaloni erano ancora abbassati ed avevo ancora un’erezione.

“Credo che sia il mio turno. ” mi ha bisbigliato Ian.

“Sì, hai indovinato.”

“Um, cosa devo fare?”

“Girati,” gli ho detto. “E spingi in fuori il culo.”

“Um, non penso che potrei farmi, hu, fottere.” ha risposto.

“No, voglio solo sentire il cazzo tra le tue natiche. Non voglio fotterti.”

Ian si è girato e ha spinto in fuori il culo, mi sono lasciato cadere di nuovo sulle ginocchia e gli ho leccato la fessura rendendola tutta bagnata e scivolosa. Mi sono alzato e ho stretto il mio cazzo in mezzo al suo culo facendolo scivolare su e giù. Dio che bello! Ho fatto passare davanti a lui una mano e ho preso il suo cazzo flaccido, l’ho spremuto fino a che non è uscito quello che restava dello sperma. Ho appoggiato l’inguine al suo culo, lo volevo fottere disperatamente ma non potevo. Così mi sono tolto, mi sono appoggiato al muro opposto e mi sono accarezzato il cazzo. Ian si è girato e mi è sembrato capisse che avevo bisogno di sfogo.

“Va bene.” mi ha detto. “Girati verso il muro.”

Avrei voluto che mi succhiasse ma ho fatto quello che mi aveva detto. Le sue mani hanno aperto il mio culo e ho sentito il suo fiato caldo sul buco; poi la lingua ha cominciato a sondarlo dandomi il piacere più grande che avessi mai provato, quindi ha fatto scivolare dolcemente un dito dentro di me, lo faceva scivolare lentamente dentro e fuori. Con l’altra mano ha raggiunto il mio cazzo, mi ha massaggiato le palle e quindi ha cominciato a pomparmi l’asta. Non potevo resistere più a lungo ed ho lasciato che l’eiaculazione volasse dappertutto. Durante l’orgasmo il dito di Ian mi faceva sentire in paradiso e mi faceva provare un’esperienza incredibile.

Ian si è allontanato e mi è girato intorno; ha ficcato la lingua nella mia bocca e siamo rimasti stretti per un po’. Non ricordo chi di noi due ha ricordato dove eravamo, ci siamo vestiti e ci siamo puliti meglio che potevamo.

Penso che il nostro ritorno nel mondo e fuori da quella piccola cabina ci abbia fatto riguadagnare la prospettiva di quello che era accaduto. Sulla strada di casa non abbiamo detto una parola ed il silenzio è proseguito anche nell’appartamento. Abbiamo fatto la doccia separatamente e penso che abbiamo voluto lavare via tutto quello che avevamo fatto quella sera. Quella notte, a letto, sentivo ancora l’odore ed il sapore di Ian; tuttavia ero incerto sul nostro rapporto da quel momento in poi ed ero preoccupato per il futuro.

Durante la settimana seguente abbiamo mantenuto al minimo i contatti, ci salutavamo ma niente più. Pensavo che la nostra relazione era cambiata a causa di quello che avevamo fatto e pensavo che ambedue eravamo spaventati di quello che sarebbe accaduto in futuro.

Un pomeriggio tornando a casa ho trovato Ian seduto davanti alla TV con indosso solo la biancheria intima. Il mio arrivo deve averlo trovato con la guardia abbassata perché si è affrettato a coprirsi. Sono andato nella mia stanza e mi sono seduto al computer a lavorare. Ho sentito la porta del bagno chiudersi e poi l’acqua della doccia. Per qualche ragione ho cominciato ad immaginarmi Ian sotto l’acqua, il suo corpo liscio ed il suo cazzo eretto. Il mio membro ha cominciato a crescere e mi sono aperto i pantaloni per liberarlo. L’ho accarezzato un paio di volte pensando a Ian.

Mi sono tolto i vestiti e ho afferrato un asciugamano; silenziosamente ho lasciato la stanza e sono scivolato nel bagno. C’era caldo e vapore là dentro ma potevo vedere la silhouette del corpo di Ian attraverso la tenda semi trasparente. Il rumore ne copriva ogni altro ed io sono balzato nella doccia con la mia erezione.

Ian è trasalito quando ha compreso che ero lì; mi ha guardato e poi ha abbassato lo sguardo al mio cazzo. Il suo corpo era come l’avevo immaginato… bello e liscio. Con una mano mi ha afferrato il cazzo, con l’altra mi ha afferrato la spalla e mi ha tirato a se. Ha ficcato la lingua nella mia bocca ed io ho spostato le mani dietro di lui e gli ho massaggiato il culo. Mi ha spinto contro il muro piastrellato, ha fatto scivolare la mano sotto le mie palle e con le dita mi ha penetrato il culo. Ho sgroppato, l’ho spinto per infilare il suo dito profondamente dentro di me. Mi ha afferrato per le spalle e mi ha fatto girare. Col viso spinto contro il muro ho visto il suo bel cazzo eretto; Ian si è abbassato e la sua lingua mi ha fottuto il buco trattenendomi per le anche per poter mettere tutto il viso nel culo; due dita sono scivolate dentro di me di nuovo tendendomi. Ma poi si è fermato.

Mentre rimanevo nella stessa posizione in cui mi aveva lasciato sotto la doccia, ho sentito aprirsi l’armadietto sotto il lavabo. Ian è ritornato con un vasetto di vaselina in mano; ha svitato il coperchio e se ne è messa un po’ sulle dita spalmandomela poi sul culo. Mi sono lamentato mentre sentivo le sue dita penetrarmi. Ian le ha tolte, ha preso quasi una manciata di vaselina e si è lubrificato il cazzo. Sono rimasto scosso realizzando le sue intenzioni.

“Non l’ho mai fatto prima d’ora.” ho detto.

“Neppure io.” ha risposto. “Se ti fa male dimmelo e mi fermerò. “

Con una mano mi ha tenuto un’anca e con l’altra ha posizionato il cazzo tra le natiche, all’ingresso del buco. Lentamente, con una breve spinta, ha cominciato a penetrarmi ed io mi sono lamentato forte. Era una cosa sostenibile, lo sentivo, ma Ian continuava a sondarmi col suo cazzo. Le sue spinte divenivano più lunghe e lo prendevo sempre di più dentro di me. Con un colpo finale delle anche mi ha infilato tutta la sua lunghezza ed io ho gridato.

L’ha tolto velocemente. “Mi dispiace… Non pensavo. Va tutto bene?”

“Va benissimo,” ho risposto rantolando. “Fallo ancora ma non venirmi dentro, va bene?”

L’acqua calda ci colpiva, Ian ha messo di nuovo il cazzo all’ingresso del mio culo ma con l’altra mano mi ha afferrato il cazzo, poi lentamente ha spinto la sua lunghezza dentro di me e ha cominciato a pomparmi il cazzo. L’oscillazione delle sue anche è aumentata e ho sentito il mio buco del culo pulsare di piacere.

Ha continuato a fottere e fotte finché ha cominciato gridare. “Sto venendo!”

Rantolando ho acconsentito “Va bene, vienimi dentro.”

Ian ora mi colpiva veramente forte facendo un rumore di schiaffeggiare, aveva smesso di pomparmi il cazzo ma lo spremeva con forza trattenendomi in posizione e tenendomi in equilibrio sotto le sue spinte; alla fine ho sentito il suo cazzo gonfiarsi ed un calore mi ha riempito. Ian gridava e ha ripreso la dura cavalcata finché non si è fermato appoggiato alla mia schiena. Sentivo il suo cazzo rimpicciolirsi e poi l’ha tolto. Mi sono girato a fronteggiarlo; il mio culo era dolente e mi faceva male muovermi. La sborra di Ian mi usciva dal culo, con la mano ne ho raccolta un po’ e l’ho strofinata sopra il mio cazzo. Ian ha guardato la mia erezione.

“Sono sempre il primo.” ha detto. “Penso che ora sia il mio turno.”

Ha preso il vaso di vaselina ma l’ho fermato. “Il mio culo mi fa male, non posso muoverlo. Dovro finire con la mano.”

“Hai bisogno di aiuto?” ha domandato.

“No. Ma mettiti in ginocchio, voglio venirti sul viso. “

Ian ha obbedito ed io ho avvicinato il cazzo alla sua testa. Ho chiuso gli occhi e me lo sono accarezzato, ricordando il piacere che sentivo mentre Ian mi inculava, in quel momento l’ho sentito con la bocca intorno al mio scroto e succhiarmi le palle. Era troppo, l’orgasmo finalmente è arrivato e la sborra è fluita sulla mia mano. Ian si è alzato leggermente per portare la bocca sul mio cazzo ed io ho vuotato il resto del mio carico sul suo viso.

Si è alzato e mi ha baciato; ho assaggiato lo sperma salato sulla sua lingua. Alla fine ci siamo lavati e lasciata la doccia siamo andati nella sua stanza.

Mi sono sdraiato con lo stomaco sul suo letto, cercando di far diminuire l’indolenzimento del buco del culo. Ian si è seduto vicino a me e ho visto che aveva un’altra erezione.

“Non avevo mai pensato di fare qualche cosa del genere nella mia vita! ” ha detto.

Mettendo la mano sul suo cazzo rigido, ho risposto. “Allora, spero che questo sia solo l’inizio…”

FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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