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Cicale nelle notti d’agosto (racconto trans)

La cicala frinisce, ricordate a scuola? L’elefante barrisce, il cervo bramisce, la rana gracida, e, naturalmente la cicala frinisce. E vi posso garantire che non è un bel sentire ,soprattutto se vorreste dormire, essendo le due di notte, di una notte d’estate, calda e senza un filo d’aria.
Maledizione, è il primo anno che nel mio giardino si sono stabilite le cicale, non bastavano al mattino le tortore e la simpatica famigliola di merli che ha messo su casa fra i rami della glicine, oltre agli innumerevoli e ovviamente cinguettanti passerotti e altri minuscoli ospiti temporanei ma estremamente rumorosi. Ora anche la notte, al riparo dal traffico urbano, diventa a rischio esaurimento nervoso per colpa di quegli insettacci. Vi prego, se vi sembro privo di coscienza ecologica provate voi ad addormentarvi in queste condizioni.
Basta, ormai non riesco più a dormire, è meglio se mi vesto ed esco a cercare un po’ d’aria, già perché giusto quella posso trovare a quest’ora in una cittadina di provincia dove le notti sono fatte per dormire e non certo per divertirsi
Mi avvio sconsolato verso il centro, attraversando ,a piedi, un piccolo parco, quando la mia attenzione viene attratta da un lampeggiare di fari proveniente da una macchina parcheggiata all’interno del parco, dove in realtà le auto non potrebbe stare. Mi volto in quella direzione e mi avvicino lentamente, ecco ora noto che davanti all’auto c’è qualcuno, mi sembra una donna ma ora i fari sono spenti e non distinguo bene, incuriosito decido di avvicinarmi ancora.
I miei passi fanno scricchiolare il ghiaietto che ricopre il vialetto del parco, intorno non c’è anima viva.
Quando ormai sono ad una decina di metri, sul lato desto della macchina, i fari si accendono di colpo, e illuminano una stupenda ragazza scura di capelli, con indosso un semplice abitino estivo molto leggero ,forse di seta.
Noto subito uno strano particolare, porta al collo un collare, un vero collare di pelle borchiato, dal quale parte una catenella che finisce legata ad un arbusto vicino. Una voce d’uomo esce dalla macchina, secca e decisa.
“Avanti ora, volta le spalle alla luce e alzati lentamente il vestito!”
Stupefatto assisto allo spettacolo: la gonna sale lentamente e ai miei occhi increduli si mostrano dapprima due splendide gambe, poi un magnifico culo completamente nudo che oltretutto si muove lentamente in senso rotatorio in modo da offrire al mio sguardo ogni possibile angolazione. Comincio ad essere decisamente eccitato: ventotto anni e quasi un mese d’astinenza sono più che sufficienti per sentirmi ,dopo pochi secondi, il cazzo duro come il ferro .
“Basta ora, lascia andare il vestito e girati. Ora fai scendere le spalline”
La voce senza volto non fa in tempo ad ordinare che la splendida mora obbedisce prontamente, cala il sipario sullo splendido culo, si gira e rapidamente si sfila le spalline. Un seno così perfetto fa dubitare dell’intervento di un bravissimo chirurgo estetico, ma dopo un muto ringraziamento alla moderna tecnologia il desiderio di mettere le mani su quel bendidio si fa impellente. A che gioco stiamo giocando? Si tratta di puro esibizionismo o ci si può spingere più in là ? Ogni dubbio viene risolto dalla solita voce che proviene dalla macchina buia.
“Adesso girati, togliti tutto, e giù, in ginocchio, in alto bene quel culo e muovilo bene, da quella gran troia che sei!”
Inutile dire che tutto si svolge esattamente come richiesto e che il mio cazzo non sta più nei pantaloni, non riesco a fare a meno di estrarlo e comincio lentamente a masturbarmi, ancora incerto se farmi avanti, ma la voce ora si rivolge a me!
“E tu cosa aspetti? Non vorrai farti una sega con una gran troia così a disposizione! Non aspetta altro che gli schiaffi quel gran bel cazzo nel suo gran culo di troia. Guarda, te lo sta pure preparando!”
In effetti la stupenda mora sta passandosi la mano destra nel solco tra le chiappe, non solo per eccitarsi e eccitarmi ulteriormente, ma anche per lubrificarsi l’entrata posteriore con qualcosa che luccicava alla luce dei fari
“Ti abbasserò le luci, così ti fai coraggio!” Dice la voce, con tono molto più dolce.
Infatti spegne i fari, resta tutto avvolto nella penombra creata dalla luna quasi piena e da alcuni lampioni del viale vicino.
Io mi faccio effettivamente coraggio, mi sbarazzo rapidamente dei vestiti e quasi mi butto su quel culo meraviglioso, che non smette di dimenarsi fino a che non appoggio il mio bel cazzone nel solco fra le chiappe: si ferma subito e si inarca per favorire al massimo la penetrazione. Spingo, eccitatissimo, l’uccello dirigendolo con la mano e scivolo in paradiso senza il minimo sforzo, è abbastanza evidente che non sono fra i primi ad utilizzare il passaggio!

In compenso la maestria, dovuta certamente alla grande esperienza, è ai massimi livelli. Sensazioni meravigliose mi avvolgono il sesso, senza bisogno di muovermi sento i muscoli del suo sfintere che si contraggono e si rilasciano mentre io sono quasi paralizzato dal piacere.

All’improvviso sento qualcosa sulla schiena, come una carezza, una mano che scorre leggera e scivola giù fino a carezzarmi le natiche come io le carezzo ad una donna. La sensazione è tutt’altro che spiacevole, sono talmente eccitato che non mi faccio domande, accetto la situazione anche quando la mano s’insinua fra le mie chiappe e sento assaggiare con le dita unte di qualche lubrificante il mio buco più segreto e inviolato!

Ora non sono più le dita, è qualcosa di più grosso e lungo che si appoggia al mio fondoschiena, e realizzo finalmente la situazione: l’uomo che dava gli ordini dalla macchina si è sdraiato sulla mia schiena e mi vuole inculare !

Se avessi dovuto scegliere a mente fredda non avrei mai acconsentito, ma la situazione è tutto tranne che fredda!

Non trovo di meglio che lasciarmi andare, accettando, anzi favorendo la penetrazione, travolto dal godimento estremo che sto provando, col cazzo letteralmente risucchiato da un culo meraviglioso, e l’eccitazione incredibile provocata dalla situazione a dir poco insolita. Forse proprio perché, invece di resistere , favorisco l’inculata, non provo alcun dolore, anzi, nuove ondate di piacere investono il mio cervello. Non faccio niente, i colpi che ricevo da dietro provocano il godimento anche davanti: è come se il mio cazzo si muova da solo in maniera assolutamente indipendente dalla mia volontà, e forse anche per questo, per la sottomissione totale ai movimenti e alle esigenze di qualcun altro che non ho nemmeno mai visto in faccia, non resisto più di pochi minuti, poi comincio a mugolare, anzi a guaire dal piacere e inizio a godere come non ho mai goduto, scaricando in culo alla mora quello che a me sembrano litri di sperma.
Il mio sodomizzatore, a sua volta credo molto eccitato dalla mia reazione , accelera i movimenti e raggiunge in breve l’orgasmo, uscendo quindi dal mi buco, ora si un po’ dolorante.

Stremato dal piacere, mi ritraggo e mi lascio andare sull’erba, gli occhi al cielo.

Meraviglioso, penso, ora mi piacerebbe vedere da vicino i miei amanti!

La mora sembra mi abbia letto nel pensiero e si avvicina camminando a quattro zampe: mi guarda sorridendo, è veramente bellissima, poi mi scavalca e mi mette in faccia i seni strofinandomeli addosso, poi avanza ancora un po’ ,penso che voglia farsi leccare la figa, e l’idea comincia a farmi rimescolare tutto.

Poi lo schock ! Non la figa ma un cazzo, non enorme, ma sufficiente a farmi capire che non avevo rallegrato la notte di una normale coppia etero, ma ero stato il divertimento di due trans, che avevano usato il vecchio trucco dei cacciatori di tigri: legare all’albero la preda per attirare la tigre e fotterla!

FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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