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Clara e Federica (racconto lesbo)

Federica aveva da poco compiuto ventidue anni; il suo fisico era armonioso e slanciato i suoi capelli lunghi e neri. Aveva seni larghi ma ben proporzionati ed un sedere tondo e delizioso. Fino ad allora la giovane aveva lavorato come modella per varie riviste di moda ed ora stava cercando di entrare nel mondo del cinema. Clara stava invece vivendo i suoi quarantasette anni; era una donna molto attraente. Alta, bionda, possedeva un fisico asciutto che manteneva in forma praticando regolarmente il nuoto. Clara, di famiglia nobile, lavorava da sempre nell’industria del cinema come produttrice, cinema, che sin da piccola era stato la sua passione. Da otto mesi Clara aveva sedotto Federica che, stanca delle continue delusioni d’amore, ricevute dai ragazzi della sua eta’, le si era praticamente gettata tra le braccia. Federica era alla sua prima esperienza amorosa con una donna. Le due vivevano insieme nella grande villa ottocentesca, circondata da un magnifico parco decorato da alberi secolari, di proprieta’ di Clara. Federica, quella mattina, se ne stava in camera da letto; indossava un pigiama bianco quasi trasparente, di cotone, con dei fiorellini rosa ricamati sopra; niente biancheria intima. Si erano fatte le undici. La giovane modella era rimasta fino a quell’ora a poltrire sotto le coperte. Improvvisamente, Clara, entro’ in camera. (Clara aveva deciso di dormire in camere separate, amava la propria indipendenza e anche nei momenti di intimita’ si concedeva poco allo sguardo della sua giovane amante che invece doveva essere sempre nuda).

– Ti sei accorta di che ore sono ? – chiese la donna con aria di rimprovero

– Cosa fai ancora lì? Avresti dovuto sistemare la cucina e cominciare a ripassare la parte per il film!

– Sono stanca – si affretto’ a dire la giovane.

– Com’ è possibile? Hai trascorso tutto il giorno a casa ieri! E per giunta senza fare niente !! –

– Non so – disse Federica – forse ho la febbre – fece, inventando una scusa qualunque

– poi alla cucina ci pensa Dolores – aggiunse scrollando le spalle. – Il fatto che ci sia una cameriera non ti permette di venire meno ai tuoi doveri – le fece notare Clara

– comunque, ci occuperemo di una cosa alla volta – disse la donna che uscì dalla stanza. Federica si chiese cosa mai avesse in mente Clara, la giovane, capì di essersi ficcata in un bel guaio. Dopo un paio di minuti, Clara fece ritorno portando con se un cofanetto di metallo in stile anni cinquanta.

– Ora, misureremo la tua temperatura, per accertarci se sei davvero malata come dici.

– Oh no, non credo sia una cosa grave – balbetto’ la modella, sicura che la sua bugia sarebbe stata scoperta.

– Niente storie – disse Clara aprendo il cofanetto e tirando fuori un termometro.

– Clara non…non c’ è bisogno…-

– Su, forza signorina, non farmi perdere tempo prezioso,- intimo’ la donna – esci subito dal lenzuolo e sdraiati a pancia sotto.

– Perchè ? !!

– Perchè il modo piu’ accurato di prendere la temperatura è con la misurazione rettale. – spiego’ Clara sorridendo maliziosamente. A quelle parole la giovane modella arrossì. Clara trovava sempre una scusa per farla spogliare nuda!

– Ma è una cosa che non si fa piu’, nessuno misura la febbre a quella maniera !! – protesto’ Federica.

– Non fare capricci – le disse la produttrice scuotendo la testa – o andrai incontro ai guai. Clara era una donna molto affettuosa e protettiva. Queste due caratteristiche l’avevano resa adorabile agli occhi di Federica ma all’occorrenza sapeva essere davvero severa e la giovane modella lo sapeva bene. Così, Federica, scosto’ il lenzuolo; poi, anche se controvoglia, si giro’ a pancia sotto. Clara dentro di se si disse soddisfatta per l’obbedienza mostrata dalla sua giovane amante e gia’ gustava cio’ che sarebbe seguito. La donna abbasso’ il termometro fino allo zero scuotendolo piu’ volte in aria, quindi si avvicino’ al letto ed afferro’ l’ elastico dei pantaloni del pigiama della giovane modella e li abbasso’ a meta’ delle cosce, scoprendole il sedere formoso. Federica arrossì di nuovo nel trovarsi in quella posizione. A culo nudo. Clara immerse il termometro diverse volte in una scatoletta che conteneva crema di vasellina, per renderlo piu’ scorrevole.

– Ora fai un bel respiro e cerca di rilassarti – disse subito dopo la donna. Federica chiuse gli occhi e strinse il cuscino con le mani. Clara scosto’ con due dita le natiche della sua amante, scoprendole il piccolo passaggio che era lì celato e, con l’altra mano, pian piano, infilo’ il termometro nel suo delizioso ano. Federica gemette a quell’intrusione. Scivolando lentamente l’oggetto fu correttamente posizionato; era magnifico, adesso, vederlo sbucare dal solco scuro che divideva perfettamente in due le natiche della giovane.

– Resta ben ferma – ammonì Clara con l’aria da dottoressa, esperta e compiaciuta del suo lavoro – dobbiamo aspettare per cinque minuti affinchè la temperatura sia registrata correttamente. Il tempo trascorse, per cinque minuti, che a Federica parvero eterni, la giovane dovette tenere dentro di se il termometro. Poi, con un movimento lento, Clara comincio’ a sfilare quell’invadente attrezzo. Federica gemette di nuovo quando sentì scorrere l’oggetto lungo le pareti del suo sederino.

– Temperatura normale – annuncio’ ad alta voce Clara, con una certa soddisfazione. Era evidente a questo punto che Federica aveva mentito, non aveva la febbre, e non era affatto malata. Adesso la donna aveva una buona scusa per punirla. A Clara piaceva disciplinare la sua giovane amante, la eccitava vederla soffrire, gemere, per amore, sotto i colpi che le infliggeva per impartirle la “sua disciplina”. In genere Clara sculacciava Federica, a volte usava, oltre al palmo delle sue mani, altri strumenti che chiamava “strumenti di correzione”. Questi erano: la cinta di cuoio, un frustino, un righello di legno. Federica, che si era tirata su il pigiama, si vide ormai smascherata; non sapeva cosa dire in sua difesa. Era anche eccitata pero’, le piaceva ricevere le punizioni di Clara; mai come in quei momenti sentiva di appartenerle, mai come in quei momenti si sentiva considerata ed amata. Clara disinfetto’ per bene il termometro e lo ripose al suo posto, nella scatola metallica.

– Ora sarai punita per due ragioni – disse subito dopo la donna rivolgendosi alla sua amante – primo perchè mi hai mentito e secondo perchè non hai sistemato la cucina come era tuo preciso dovere .

– No, aspetta Clara, ti giuro che non lo faro’ piu’ – prego’ la ragazza – è solo che il tempo stamattina mi è volato, ma stavo proprio per prepararmi quando sei entrata…non punirmi per stavolta!

– Niente capricci. Vieni subito qui e sdraiati sulle mie ginocchia – ordino’ Clara sedendosi sulla poltrona, senza braccioli ,che era posizionata giusto accanto al letto.

– Non punirmi Clara, per favore, !

– Se non ti sbrighi ad ubbedire, Federica, temo che la tua punizione raddoppiera’ ! Federica, a quelle parole, penso’ che non aveva scampo;si alzo’ dal letto e lentamente si adagio’ sulle ginocchia di Clara. Federica si trovava nella posizione ideale per essere sculacciata, il suo corpo formava un arco; il suo volto quasi sfiorava il pavimento su cui poggiavano i palmi aperti delle sue mani, le terga, di contro, erano ben esposte all’indietro e all’insù. La donna le abbasso’ il pigiama e le scoprì di nuovo il sedere. Smack Smack Smack Smack! Smack Smack Smack Smack! Una serie di sculacciate si abbatte’ sulle natiche della giovane. Federica comincio’ quasi subito a piangere, come una ragazzina. Piu’ per l’umiliazione che per i colpi ricevuti. Clara, da parte sua, come sempre accadeva in queste circostanze, si godeva la scena. Smack Smack Smack Smack! Ancora altre sculacciate colpirono il culo tondo della giovane modella. Clara smise solo quando vide che le chiappe si erano ben arrossate. In maniera del tutto uniforme.

– Questo era per avermi mentito – spiego’ Clara – adesso alzati e va a metterti in piedi, con le mani poggiate alla libreria e bada bene di non muoverti. Federica si alzo’, si asciugo’ le dolci lacrime e, camminando goffamente, con i pantaloni del pigiama che erano scesi alle caviglie ed il sedere nudo e tutto rosso si posiziono’ come le era stato ordinato. Le mani poggiate allo scaffale di legno ed il sedere esposto all’indietro. Clara compose il numero interno dal telefono appeso alla parete e chiamo’ Dolores, la cameriera.

– Siccome non hai messo in ordine la cucina, riceverai la seconda parte della tua punizione davanti a Dolores – annuncio’ Clara.

– Oh no, ti scongiuro, non davanti a lei, mi vergogno a farmi vedere nuda da Dolores, ti prego Clara!! – mugolo’ Federica.

– Smettila di fare storie. Dolores ha solo diciannove anni ma ha dimostrato di essere molto piu’ responsabile di te. Lei lavora duramente, non se ne sta a poltrire nel letto fino all’ora di pranzo!

– Ti prego, ti prometto che lavero’ io i piatti stasera al posto di Dolores ma non punirmi davanti a lei, così, nuda ! Clara non si lascio’ convincere. Dolores poco dopo fece il suo ingresso nella stanza. Quando la giovane cameriera vide Federica in quella posizione, e col culetto rosso, sorrise e si sentì subito eccitata.

– Federica, ora chiedi subito scusa a Dolores.

– Scusami Dolores, era compito mio lavare i piatti e rimettere in ordine la cucina. Dolores si sentiva investita di un potere enorme. Era affascinata dalla bellezza di Federica. Nuda.

– Va bene signorina Federica, non si preoccupi, accetto le sue scuse- disse la giovane, poi, sorridendo. Clara annuì soddisfatta.

– Ora completiamo la punizione – annuncio’ la donna. Clara si sfilo’ la cinta dai pantaloni. Dolores non credeva ai propri occhi; la sua datrice di lavoro non le aveva detto di andarsene, quindi, Federica, sarebbe stata frustata davanti a lei, a culo nudo. Federica non ebbe il coraggio di protestare, sapeva che la cinta era terribile da sopportare. Solo due volte prima di allora Clara l’aveva punita con quello strumento. Clara si posiziono’ a circa un metro di distanza, quindi colpì le terga della ragazza. Swaaap!! La cinta sibilo’ in aria poi colpi’ impietosamente le chiappe di Federica.

– Aaahhhh – grido’ la giovane. La ragazza porto’ istintivamente le mani alle natiche.

– No, no, no – le disse Clara – rimettiti subito in posizione – fece la donna con aria di rimprovero

– poggia bene le mani sulla libreria, allarga le gambe e sporgi indietro quel sedere! Federica ubbedì. La cinta aveva lasciato una riga rossa sulle sue natiche gia’ arrossate. Clara, dopo un momento di pausa, quando fu di nuovo soddisfatta dalla posizione assunta dalla modella, ricomincio’ a colpire. Swaap Swaaap Swaap!! La cinta colpì altre tre volte le terga di Federica che grido’. Dolores riuscì a scorgere in basso, alla fine del solco del sedere, la vagina della giovane attrice. Ne ammiro’ i deliziosi peli neri, corti e ben curati, che ne circondavano le labbra. La modella, per via dei colpi ricevuti si agitava dando involontariamente mostra delle proprie parti intime. La giovanissima cameriera sentiva di avere le mutandine bagnate per l’eccitazione e penso’ che si sarebbe toccata a lungo fra le gambe, quella sera, nel segreto del suo letto, ripensando alla scena che aveva in quel momento davanti ai propri occhi. Clara smise di colpire dopo aver contato dieci colpi poi ordino’ a Federica di andare nell’angolo. La modella, piangendo sommessamente,si posiziono’ faccia al muro, lasciando bene in vista il sedere che era attraversato dalle righe rosse lasciate dalla cinta. Federica si sentiva bruciare le terga, ma dovette confessare a se stessa di essere anche eccitata per essere stata disciplinata da Clara. E per giunta davanti a Dolores.

– Rimarrai lì, ferma, con la faccia rivolta al muro per trenta minuti a riflettere sul tuo comportamento – disse Clara – inoltre da oggi in poi sara’ per sempre compito tuo quello di lavare i piatti dopo pranzo- aggiunse la donna. Clara si infilo’ di nuovo la cinta nei passanti dei pantaloni e Dolores fu congedata e torno’ al suo lavoro. Federica rimase lì, faccia al muro, eccitata e col sedere che le bruciava, le venne voglia di darsi piacere ma penso’ anche che se Clara l’avesse scoperta sarebbero stati.

FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d’avventura erotica.
Buona lettura.

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