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Come mi sono convertito

Mi sono convertito alla legge del membro quella sera di settembre di cinque anni fa. Ve la voglio raccontare perché la storia è di quelle che fanno venire i brividi sulla pelle. Ero uscito da un cinema porno, davano non mi ricordo più bene che film con un’attrice mora alta e snella. Bella veramente, una sorta di dea. Non avevo niente da fare quella sera ed ero entrato nel cine porno stancamente senza voglia particolari. Mi ero seduto in una delle ultime file ed intorno a me si svolgevano i soli movimenti di froci che si davano da fare. Guardavo lei e le sue forme a l’avidità con cui prendeva quei cazzi di tutte le dimensioni. Una vera ingorda. Le ultime scene mi avevano fatto eccitare. Un trio goloso ed intraprendente con lei a prenderlo contemporaneamente in fregna ed in bocca. Due sventole di membri che facevano, senza esagerazione almeno venti centimetri l’uno. Cappelle rosse grandi e lucide che davano l’impressione di scoppiare in un fiume di sborra da un momento all’altro. E lei godeva in maniera selvaggia e, secondo me non recitava, in quel momento stava proprio venendo a ripetizione. Guardavo allibito i movimenti dela testa di lei sul cazzo in bocca e pensavo stranamente a che cosa dovesse provare lei ad avere quell’affare che le strusciava il palato con il piolo che aveva nel ventre. Pensavo che doveva sentirsi una regina capace di controllare le emozioni dei due tori in calore. Uscii dal cinema con quelle immagini ed avevo voglia di farmi una sega. Così andai nel bagno pubblico lì vicino. Sembrava deserto. Entrai in una delle stanzette e provai a chiudermi dentro ma la serratura era rotta. Poco male pensai e accostai la porta. Tirai fuori il mio membro già in tiro ed iniziai un lento su e giù. Ad un tratto la porta si apre e un giovane mi guarda allibito. «Scusa» mi fa e non smette di guardare il mio affare in erezione totale. «Niente» borbottai falsamente ma non usciva ed io ero imbarazzato. Lui allunga la mano titubante non sapendo quali potessero essere le mie reazioni. Lo lasciai afre. La sua mano accarezzò delicatamente l’asta di carne dura come il marmo. Sentii un brivido percorrermi la schiena. Immaginai in un ostante le mille sensazioni che aveva provato la biondona nell’hard che avevo appena finito di vedere. Tesi il braccio e posai la mano sulla sua patta già gonfia. Lui entrò e si appoggiò con la schiena alla porta in modo da impedire l’apertura dall’esterno. Mi inginocchiai davanti a lui e cominciai ad armeggiare con la cintura dei pantaloni con una mano, mentre con l’altra accarezzavo lascivamente la patta. Sentivo sotto il palmo che la bestia cresceva vertiginosamente e dopo qualche secondo lo liberai dalla morsa dei jeans. Sotto lo slip si poteva scorgere il profilo di un cazzo di proporzioni notevoli come quelli del film. Gli calai anche le mutande e il suo membro scattò in avanti come una molla. Adesso era davanti alla mia faccia ed io mi sentivo una troia in calore vogliosa di bere il suo sperma. Me lo infilai in gola e comincia a pompare avidamente ed ad ogni p0ompata mi sentivo sempre più donna e più vacca. Ed ad ogni pompata avevo voglia di prenderlo ancora da tutte le parti. Mentre lo sentivo gemere di piacere mi rammaricai che non c’era un altro cazzo da infilarmi nel curo e pensai che solo le donne possono godere in maniera così feroce prendendolo contemporaneamente davanti e di dietro. «Sì, si, sto per venire» mi avvisò il mio toro ed io mi preparai ben bene a prendere il getto bollente. «Godo» gemette. Mi aspettai subito la cascata di sborra, invece passarono alcuni secondi in cui vidi il suo arnese fremere ed io godere infinitamente. Poi, finalmente, il getto bollente mi prese in viso ed io con la lingua cercai di raccogliere le gocce. Mentre gli ripulivo la coppella venni anch’io e fu molto bello. Da allora mi convertii al pilo di carne e sono felice. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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