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Confesso la prima volta

Avevo appena finito con buon successo il mio quarto anno di studi liceali e, come ogni estate, andavo alla casa al mare di proprietà dei miei vecchi. Era un normale appartamento in un complesso residenziale nei lidi ferraresi. Odiavo quel posto, quante estati fin dalla più tenera età. Conoscevo qualsiasi anfratto di quel paesaggio ed ogni anno mi ripromettevo di non metterci più posto. Ma invece, purtroppo, ci ritornavo. Quest’anno però avevo a mio, e solo mio, utilizzo l’appartamento per i primi dieci giorni di Luglio. Mi ero promesso di scoparmi la cara Lidia, vecchia conoscenza fin da quando credi ancora in Babbo Natale. Gli ho telefonato per sapere se veniva al mare ma con mio enorme dispiacere ha un esame in ballo e non riesce proprio liberarsi se non per la fine del mese. Merda. .. . Fatto sta che se non volevo morire di seghe dovevo darmi da fare a cercare un’altra pulzella che mi scaldasse le coperte. Le giornate, specie quando sei al mare a fare un cazzo, sono interminabili. Mattina e pomeriggio in spiaggia, sera solito giro del cazzo per il lungomare a cercare qualche bella sbrodolona che girava però solo nelle mie masturbazioni mentali. Tra l’altro non avevo neanche la macchina e le disco sono, almeno quelle carine, fuori zona. Troppo scarso. La solita mattina in spiaggia. Mare liscio come olio, mamme che rincorrono infanti frignanti, vecchi che parlano di reumatismi e medicine.. .. . ma cazzo c’è qualcuno della mia età con il quale scambiare due parole?? Ero veramente in stato quasi neurologico, ed era solo il mio quarto giorno di permanenza.. .. . Mi era caduto l’occhio su due ragazzi sulla trentina che erano arrivati la mattina prima. Avevano affittato solo per il week-end l’appartamento all’ultimo piano del mio stesso stabile. Questo me lo aveva detto la signora Gina, la portinaia del complesso che non smentisce di certo la categoria alla quale appartiene. Se volevi sapere indiscrezioni su chicchessia o far sapere cazzate di qualcuno a tutto il paese, ecco la signora Gina era la persona indicata. Non l’ho mai sopportata ma, purtroppo, non mi potevo sottrarre al suo sfogo mattutino. .. . così dice mia madre. Stavano giocando a carte e si sono accorti che li guardavo ed uno di loro, che poi avrei conosciuto come Marco, mi chiede se voglio unirmi al gioco. -Si con piacere, è veramente penoso stare qui a passare il tempo da solo, gli rispondo. Così conosco il suo amico, Giorgio. -Come mai sei qui da solo mi chiede Giorgio. Ed io gli racconto la storia. -Bhè visto che sei da solo ti va se ti invitiamo a mangiare da noi, tanto sei nello stesso edificio dove abbiamo affittato l’appartamento. -Okay rispondo, piuttosto che stare da soli. Sono proprio due bei ragazzi, penso fra me e me, come mai non hanno due belle zozze con loro?? Che siano.. .. ma no, non ce l’hanno proprio l’aria dei froci. Finiamo il pranzo e ci sediamo nel salotto. Marco e Giorgio sono davanti a me seduti uno di fronte all’altro sul divano ed io sulla sedia. Hanno proprio dei bei corpi muscolosi, specie Marco, mentre Giorgio è un po’ più rotondetto, ma quel tanto appena percettibile. -Vado un attimo al gabinetto dice Giorgio. La porta della sala dava proprio dietro di me, quindi non potevo accorgermi di chi entrasse e in quale momento. Parlavo del più e del meno con Marco quando avverto qualche cosa di caldo che mi urta la spalla. Mi giro e davanti a me c’è Giorgio tutto nudo (non ci voleva molto eravamo in boxer) che tiene in mano il suo poderoso cazzo a 10cm dal mio viso. Non ho mai avuto pensieri gay fino ad ora anzi, li ho sempre detestati rifiutandoli a priori. Ma la vista di quella poderosa nerchia aveva indotto in me una confusione alla quale non sapevo come rispondere: scappo o.. .. Non ho avuto il tempo materiale per realizzare qualsiasi azione perchè Giorgio si è avvicinato e con tono imperativo mi dice Succhia E’ stato un attimo, mi ha puntato il cazzo in bocca che piano piano ho spalancato sempre di più fino ad accoglierlo quasi tutto. Ho scoperto che mi piaceva. Tenevo tutta la cappella in bocca che accarezzavo con la lingua, ripassavo tutta l’asta fino alle palle. -Te lo avevo detto Marco che ce lo saremmo fottuto ‘sto stronzo Guarda come me lo ciuccia, è più bravo di una vecchia troia. Intanto si era alzato Marco e aveva sfoderato il suo manico che non impallidiva al cospetto di quello di Giorgio. Erano davanti a me tutti e due con i loro cazzoni in tiro che spompinavo alternandomi prima a uno poi all’atro. -Suca bastardo. .. e non so quanti altri sproloqui inveivano contro di me quei due animali infoiati. Sapevo solo che mi piaceva, ogni insulto che ricevevo aumentava la mia libido già ai limiti. Mi stavano usando, e non facevano niente per nasconderlo ma mi piaceva così. Mi faceva sentire così porco e maiale come mai in vita mia avrei neanche immaginato. Gli avrei permesso e concesso tutto. .. -Portiamolo sul letto – suggerisce Marco. Mi trovo così in mezzo a due fuochi : Marco che me lo piazza in gola fino a cavarmi le tonsille e Giorgio che si appresta a sodomizzarmi. Giorgio appoggia il suo cazzo asinino nel mio stretto sfintere e con un colpo secco mi provoca una fitta di dolore e piacere intensissimo. -Sai che hai proprio un bel culetto stretto, voglio spaccartelo in due- Io continuavo s succhiare con voluttà il cazzone di Marco mentre Giorgio mi montava come un forsennato ed a ogni spinta entrava sempre di più nel mio corpo. -Tocca a me a fotterlo sto stronzo Giorgio- Si diedero il cambio, Marco mi inculava e Giorgio si faceva spompinare. L’entrata del cazzo di Marco nel mio corpo non mi provocò alcun dolore, dipendente dal fatto che Giorgio me lo aveva allargato a dovere. -Sai Marco in questo bel culetto ci possiamo entrare tutti e due, che cosa ne pensi?- -Penso che hai proprio ragione, Dai su che lo squartiamo. – Non capivo che cazzo avevano in mente quei due fottuti bastardi ma la cosa non doveva essere piacevole, almeno per il sottoscritto. Mi adagiai sulla mazza di Giorgio disteso sotto di me infilandomelo tutto dentro. Marco dietro di me adagiò il suo bastone cercando di entrare anche lui. Oh cazzo due mazze in culo, no, pensai dentro di me ma la mia eccitazione era così tanta che non riuscivo a sottrarmi. -dai che entra – disse Marco Ed entrò. Avevo due cazzi d’ebano nel culo che stantuffavano come matti e urlavano sconcerie irripetibili. Godevo come un pazzo, peggio di un drogato la prima volta che si fa. Uscirono quasi contemporaneamente e adagiarono la loro nerchia davanti al mio viso masturbandosi freneticamente. -Apri la bocca e bevi la sborra fino all’ultima goccia lurida troia – inveì Giorgio. Mi riempirono la faccia e la bocca di sperma. Era la prima volta che assaggiavo sborra ed il suo gusto è ancora rivoltante per me. Ma ero troppo arrapato per evadere le loro porcate e sottrarmi ai loro ordini che avrei eseguito con la prontezza di un cadetto. -Seguici – ordinò Giorgio. Mi portarono in bagno e mi fecero sedere sul WC ignaro di che cosa trastullasse le loro menti perverse. Avevano i cazzi diretti verso di me e quasi fossero telecomandati cominciarono ad orinarmi addosso contemporaneamente lavandomi viso e corpo. Questo è troppo pensai e mi divincolai sputando le poche gocce di piscia che mi erano entrate in bocca. Mi rivestii immediatamente e mi diressi alla porta di uscita. -Fanculo froci bastardi- urlai ai due marpioni che mi avevano ridotto ad un vespasiano. Entrai nel mio appartamento e mi diressi subito alla doccia per togliere ogni minimo residuo di quell’avventura che volevo scordare il più presto possibile. Comunque, pensavo, mentre l’acqua accarezzava la mia pelle, che mai mi ero sentito così porco. Veramente porco.

FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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