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Due amiche, il mare. I primi giorni (racconto lesbo)

Finita la colazione si avviarono al di la della strada verso l’ingresso dei bagni dell’albergo sulla sabbia fine e chiarissima della piccola baia larga all’incirca un chilometro e delimitata da due scogliere ai lati. In quella calda giornata d’estate, tra file d’ombrelloni colorati e maree di gente intorno a loro che non conoscevano trovarono il loro ombrellone. Erano in discreta posizione proprio sul limitare del viottolo piastrellato che dalla riva portava al bar e quindi all’ingresso dei bagni.
Preso possesso dell’ombrellone, di due sdraio e di una spaziosa cabina iniziarono quello che sarebbe stato per quindici giorni il rito mattutino dell’olio solare.
“Ottimo, posto… siamo proprio in pieno corso” sussurrò Rita sfilandosi il prendisole, lentamente, scoprendo le sue spalle ancora bianche macchiate dai capelli biondi sempre più chiari per la luce accecante del sole, poi imitata da Maria si sbarazzò del pareo.
“Tutti i maschi devono passare per di qua…” ammiccò pizzicandosi i lembi del tanga in modo che il piccolo triangolo di stoffa aderisse ancora di più contro il pube.
In un attimo la bionda e la bruna rimasero solo con i loro ridottissimi costumi da bagno.
Maria dalla pelle più olivastra si sedette al sole, di fronte alla diafana Rita, e preso l’olio solare cominciò a cospargerlo sul corpo dell’amica, accarezzandola
“Non è geloso, lui, che tu sia qui con me al mare… da sola” le chiese senza interrompere il massaggio.
“E di cosa?” rispose senza enfasi Rita distesa sul lettino intenta a godersi le carezze di Maria che senza fretta le ungeva l’epidermide delicata che diventava mano a mano sempre più lucida sotto i raggi del sole che creava dei curiosi contrasti di ombre e colori.
“Ma… in fondo che qui è pieno di uomini” obbiettò in un coinvolgente sorriso Maria.
“Io ho solo bisogno di tre cose…” accennò Rita chiudendo gli occhi.
Maria dopo un istante di eccitante attesa iniziò a scendere dalle spalle fino al seno, girandovi intorno a solleticarle i capezzoli con i pollici
“E allora? Quali sono queste tre parole?”
“Non le immagini?”
Maria sorrise complice e scese ancora di più verso il basso
“Forse si, ma voglio che me lo dica tu” e quella richiesta fu accompagnata da un movimento morbido ma allo stesso tempo deciso ai fianchi.
“S.M.S.” sospirò Rita inarcando la schiena ad ogni passaggio, dai lombi alla schiena, dalla schiena ai glutei.
Maria storse platealmente la bocca
“Se hai voglia di giocare… conosco un giochino più bello da fare all’ombra di un bel albero pieno di foglie” l’ammonì maliziosa sollevandole il costume in modo da spalmare l’olio solare nella piccola parte lasciata scoperta del pube bianco e scevro di qualsiasi peluria.
“Maria dopo quasi otto mesi di città voglio godermi il sole su tutto il corpo… nuda” sospirò Rita godendosi le leggere e lunghe carezze di Maria che era ormai scesa tra le cosce già divaricate, per aprirle ancora di più
“Quindi la prima esse, è sole”
“E poi? Le altre due lettere?” l’incalzò Maria percepiva gli sguardi su di lei mentre continuava a cospargere l’olio sul corpo flessuoso di Rita spingendo le mani sempre più spesso verso l’addome.
“Mare, iodio… e tanta sabbia”
“Il resto credo di saperlo…” le rispose smettendo di ungerla
“Ora tocca te” concluse porgendole la boccetta di olio solare.
“Lo spero bene” sentenziò spruzzandosi il primo schizzo d’olio nelle mani che immediatamente distribuì sulle gambe latte e miele di Maria, iniziando a muoverle su e giù, toccando le caviglie e poi su, su quasi fino all’inguine.
Erano movimenti lenti e insistiti in particolar modo tra i seni, quindi tornò ad occuparsi della parte superiore, dapprima sulla pancia poi, sollecitata da Maria, salì fino alle ascelle richiudendo sui seni che iniziò a massaggiare con sempre crescente perizia.
“Facciamoci un bagno” propose Maria con impeto quasi fanciullesco.
“Senti cosa avresti intenzione di fare in acqua?”
“Vieni che te lo spiego” le sussurrò Maria prima di correre verso la riva subito seguita da Rita. Si buttarono in acqua e dopo qualche bracciata cominciarono a baciarsi.
“Ma mi spieghi com’è che avevi sempre sognato di farlo con un’altra…” chiese Rita intrecciando le gambe con quelle di Maria
“,e non lo avevi mai fatto prima di stanotte, non è che sei inventata tutto per leccarmela?”
“No dai Rita, non dirmi che proprio tu lo trovi tanto sconvolgente?” le rispose con un sussurro perché finalmente poteva accarezzare la vulva di Rita madida di umori e il sedere morbido e sodo che aveva massaggiato pudicamente fino a qualche attimo prima.
“Ma no santoguzzone stavo scherzando, lo so che è difficile razionalizzare una confessione, non so come fare a spiegarti… ma per me è stato subito un gioco innocente fatto in palestra… ma ovviamente vale solo per me”
“Io però… devo risponderti seriamente…”
“Si gioia… dai racconta”
Si lasciarono cullare dall’acqua tenendosi per mano e per entrambe fu il bagno più elettrizzante mai fatto.
“Quello che da qualche tempo mi pesa nell’animo… è che da dopo la laurea che mi sono accorta che mi piacevano anche le donne. Non erano veri e propri desideri amorosi, ma delle vere e proprie voglie.”
“Cioè?”
“Beh Rita, ero confusa, eccitata al pensiero di due corpi femminili intrecciati… ma ero e sono altrettanto sicura che non sono lesbica.”
Rimasero ad ascoltarsi in balia delle proprie voglie, cullate dal dolce movimento delle onde, assaporando il piacere delle loro dita.
“Oh santoguzzone, dal desiderare di leccare un po’ di passera alla prospettiva d’essersi innamorata di un’altra… ce ne corre. Sono solo delle belle menate”
“Non né sarei tanto sicura! E’ un passo logico… difficile. A ventisei anni mi ha aiutato molto la normale relazione che avevo con Giorgio…”
“E tu scommetto non gli avrai mai accennato nulla, no?”
“Come?”
“A Giorgio gli hai mai detto che ti eccitava il corpo di un’altra?”
“No, no. Abbiamo vissuto sette anni insieme… e mi sento di definire stupendi, dolci, teneri… questi anni, ma purtroppo sono stati anni poco fantasiosi… a letto. Come potevo confessargli una cosa così, così …non voglio dire strana, ma poco confessata?”
Maria e Rita malgrado il loro pregno scambio di ricordi e sensazioni sembravano essere diventate il centro dell’attenzione di tutti gli uomini della spiaggia, seni nudi, microscopici tanga di stoffa leggera che, uscendo dall’acqua diventarono completamente trasparenti insinuati in ogni minima piega del loro pube perfettamente depilato.
“Io sono la prima a cui hai detto questo?”
“No”
“Oh santoguzzone, ma guarda cosa mi dice l’angelica Maria…”
“Si, si tu prendi pure per il culo, ma anche tu hai la tua dose di colpa”
“Cioè?”
Così sdraiate presero il sole a pancia all’aria con le gambe leggermente divaricate, tirate a lucido dall’olio solare, entrambe dichiaratamente felici di catturare gli sguardi eccitati degli uomini e delle donne che sedevano attorno a loro.
Rita appariva la più discreta e controllata, “Non ti ricordi il giorno della tua laurea… in piscina quando prendevi il sole in topless?”
“Le bionde sono troppo vistose e sensuali…” le aveva ribattuto prontamente Rita che prendeva il sole a gambe divaricate senza accusare particolari segni di irrequietezza, ed aggiunse con estrema pacatezza
“Forse si, comunque bell’amica che sei! E da allora non mi hai mai detto niente!”
“Adesso non farla tanto lunga. Comunque sarà per questo che recentemente ho iniziato a pensare con interesse ad un altro uomo; un mio amico, l’unico che sa dei miei sogni”
“Ah! Santoguzzone hai capito la piangina!” scherzò muovendo impercettibilmente il bacino
“Ieri in macchina ti lamentavi che gli uomini non ti guardavano più, ch’eri fuori combattimento… e invece adesso la verità viene a galla: l’acqua cheta ribolle!”
Maria bocconi sul lettino si confessò riparata dagli occhiali scuri
“Ho incolpato Giorgio di queste voglie,” una lacrima solcò il suo viso
“per questo ho adocchiato quest’altro, più vecchio e sensibile di lui ma, purtroppo, sposato.”
“Ma ci hai scopato?” chiese forse con troppa foga Rita, anche se al suo occhio attento non le era sfuggita la gocciolina solcare le belle guance latte e miele.
“No, no!” rispose leggermente piccata Maria poggiando gli occhiali da sole sulla chioma corvina, fissando l’amica con gli occhi leggermente lucidi
“Ci ho solo parlato, niente sesso e niente coinvolgimenti d’altro tipo…”
“Casta e pura”
“Non fare la cinica, vedevo già questa mia relazione come un tradimento nei confronti di Giorgio… perché avevo bisogno anche il giusto completamento dei miei bisogni affettivi… con un’amica ma senza tradire l’uomo che amavo”
“Ma l’uomo e le amiche sono due cose talmente diverse…”
“Già adesso lo so, ma allora non lo potevo sapere!”
“E tu ti sei lasciata solo perché avevi bisogno di sfilare le mutande ad un’amica?”
“Mentirei se ti dicessi di si, e tutto sommato sarebbe la cosa più facile. Ma la realtà è un’altra… non ci amavamo più ed è finito tutto e al contempo ho scoperto la vera amicizia femminile.
“Due tegole, una sull’altra”
“Già, ma il fatto è che a parole è tutto facile, ed ero confusa! Non capivo più cosa era normale, oppure se ero solo una semplice ragazza infedele”
Rimasero in silenzio, soltanto i loro corpi raccontavano per loro la grande voglia di vivere che le aveva trascinate su quella spiaggia assolata a smaltire le tossine dell’inverno. Maria aveva sempre a bocconi aveva riabbassato gli occhiali come a dichiarare chiuso il momentaneo sfogo; sforbiciò maliziosamente tornando a sorridere all’amica.
“Alla faccia della vergogna, ancora un po’ gli facevi un pompino!” commentò prontamente Rita pensando alla carica passionale con cui Maria aveva tenuto testa all’uomo conosciuto in albergo.
“Come?”
“Pensavo al bel pisellone conosciuto in albergo”
Maria, bocconi sul lettino da dietro gli occhiali scuri la fissò beata, poi sommessamente mosse il bacino
“Beh Rita, adesso che fai ti tiri indietro?” terminò la domanda sgambettando con discrezione.
“No, no anzi e che credevo di dover andare a strascico almeno fino a stasera” rispose sommessamente perché quel pensiero le regalava una particolare sensazione che la distoglieva per un attimo dall’estasi e la riportava alla consapevolezza d’essere quasi completamente nuda nel bel mezzo di una spiaggia affollata.
“Si ricordati però, che la sera è per gli uomini e la notte è per noi!”
Rita più si sentiva desiderata, osservata e spiata, più quel dolce pensiero si impossessava di lei, rendendola inerme e priva di qualsiasi inibizione
“Santoguzzone, ti sei proprio infoiata, comunque hai visto come ci ha riconosciuto subito?” Quelle parole la infiammarono ancora di più, così, non resistendo al desiderio, si girò su te stessa e distendendo le braccia in alto, sopra la testa, in segno di totale abbandono, vittima del piacere, aspettando ansiosa ogni possibile sviluppo.
“Come?” chiese Maria fintamente distratta nel suo sgambettare nel mezzo di una spiaggia affollata.
“Ha detto che siamo una bella coppia, e questo vuol dire che forse ha capito che dormiamo assieme, e questo fatto sembra averlo colpito positivamente”
“Speriamo che non ci abbia preso per lesbiche”
“Ma va’, altrimenti non ci invitava in barca per un sole integrale”

Il sole era caldo, il mare placido e lo iodio a zaffate solleticava i polmoni dei bagnanti intenti a camminare lungo la riva sguazzando con leggeri spruzzi d’acqua cristallina. Il fondale di sabbia non fine era garanzia di limpidezza, e l’acqua sempre più azzurra accompagnò le inseparabili amiche verso il cabinato del dell’aitante Guglielmo. Il gommone sfrecciò sull’acqua sino al Kabiria che si sarebbe mosso per un incantevole cala che l’uomo aveva scoperto alcuni giorni prima; per l’occasione entrambe indossarono un bikini strategico: reggiseno a triangolo e slip con i cordoncini. Appena imbarcati Rita si mise in topless e Guglielmo notò subito che ancora non portava addosso i segni del costume.
Maria si slacciò entrambi i nodi del reggiseno imitando Rita che invitata per prima sul ponte di comando chiese senza esitazione
“Guglielmo, a te piace sognare?”
“A chi non piace sognare?” rispose senza imbarazzo Guglielmo accortosi dell’estrema disinvoltura delle due donne rimanendone una volta di più felicemente colpito.
“Oh santoguzzone” esclamò Rita e con impeto si avvicinò a Maria e senza dire assolutamente niente le tolse lo slip sotto gli occhi eccitati di Guglielmo, quindi aggiunse
“Anche a me piacciono i sogni e… in particolare quelli che si realizzano!”
Il dialogo e la situazione in sé stava eccitando Guglielmo,
“Da tempo immagino di incontrare una coppia favolosa, in autogrill, o al cinema, o più semplicemente in un bar. Scontato? Forse, ma estremamente eccitante, non trovate?”
Maria slacciò prontamente il legaccio sciogliendo i biondi e fluenti cappelli di Rita e spiegò per lei
“Siamo tue ospiti e ti dobbiamo mettere a tuo agio, e poi visto che anche tu adori stare nudo all’aria aperta quale migliore occasione di questa?”
“Non ti disturba, vero?” aveva chiesto a sua volta Rita avvicinandosi all’uomo che in piedi vicino al timone sfoggiava tutta la sua possanza. Guglielmo si tolse il costume a pantaloncino e restò nudo mostrando con fierezza non solo il pene sodo e il suo inguine villoso, ma anche una pelle completamente abbronzata senza il minimo ed antiestetico segno del costume.
“Scusami Guglielmo, credo prima d’averti interrotto… cosa stavi dicendo” chiese con foga Maria trasportata dalla foga dell’esaltazione erotica che la possedeva dal momento che erano salite sul piccolo cabinato.
“Bhe, ragazze volete sapere cos’è che mi stuzzica di più in un ritrovo tra amici?” domandò l’uomo alzando la voce per sovrastare il fragore del vento.
Maria lo guardò inebetita; stava iniziando ad eccitarsi al solo pensiero d’essere nuda in mezzo ad altri nudi, quindi senza freni l’incitò
“Dai spara, dicci tutto” era orgogliosa di Rita che l’aveva sessualmente spronata, e si rendeva conto d’essere completamente sdilinquita da Guglielmo che la lusingava con lunghi sguardi languidi.
Guglielmo con mano salda manteneva la rotta e con occhio languido prese a raccontare “Immaginatevi coppie di amici… come ce né sono tante. E durante un sabato sera a casa di qualcuno mi piace, mi stuzzica la complicità dei mariti, dei fidanzati inorgogliti nel vedere la propria donna corteggiata, e poi naturalmente posseduta da un altro uomo, da un’altra donna”
“Senza gelosie?” chiese Rita sforbiciando per dissimulare un progressivo inumidirsi della vagina.
“Ovvio!” rispose con sicurezza Guglielmo “Non mi piacciono i tradimenti affettivi, a volte sono necessari, sicuramente inevitabili ma non sono assolutamente auspicabili”
Maria sospirò mesta “Come ci si può eccitare con una tragedia… perché è sempre un trauma vivere un tradimento… da entrambe le parti”
Guglielmo non indugiò oltre per non mettere in ulteriore disagio Maria ma volle comunque precisare
“Concordo pienamente con te, ed io sto parlando del grande gioco del sesso. Scopare solo per scopare, se mi passate la rima”
Rita sforbiciò di nuovo percependo sempre di più la pelle umida
“Sante parole. Una buona amicizia è sempre un ottimo terreno per giocare serenamente al dottore e all’ammalata”
Guglielmo rise
“Si pensatevi in un dopo cena sedute al fianco del marito di una vostra amica in un elegante cinema, in macchina o semplicemente in casa… e poi il resto immaginatelo voi…”
“Situazione intrigante, e magari essere assieme con il proprio marito che gioca a sua volta con la nostra migliore amica?” aveva aggiunto Maria che s’era subito ripresa.
“Esattamente, Maria” le aveva confermato Guglielmo notando che il clitoride si ergeva prepotentemente dalla vulva lucida e depilata.
“Scommetto che ti saranno capitate un mucchio di queste storie” lo lusingò la bionda ormai eccitata e pronta ad essere coinvolta con l’uomo, Maria… tutti e tre insieme.
Maria capì al volo le immediate intenzioni dell’amica e facendosi ancora più vicino a Guglielmo l’invitò a raccontare
“Guglielmo non puoi negare che questa tua bella presenza ti abbia procurato non poche donne…”
L’uomo non rispose e alzando il braccio indicò un punto preciso della costa “Ragazze che né dite di attraccare in quella cala incontaminata laggiù?” ammiccò sicuro che la scogliera a picco e il fondale a quattro metri impediva che il normale afflusso di bagnanti raggiungesse la zona.
“Saremmo gli unici, la?” chiese sempre più esplicita Rita.
“Si, noi e i pesci!”
“Beh dai, racconta, rispondi alla mia domanda” l’incalzò Maria con foga fanciullesca.
“Bene Ragazze, un paio di mesi fa ero stato invitato a cena da una mia cara amica… e sapete com’è verso la fine della serata l’ho invitata a scopare…”
“Invitata?” gli fece eco Rita
“Si, le ho chiesto: Valeria hai voglia di scopare?” spiegò l’uomo con estrema semplicità.
“E se lei non aveva voglia?” chiese interessata Maria.
“Si, era una possibilità” assentì Guglielmo sempre con molta calma “E Valeria avrebbe potuto a quel punto rifiutare proponendomi la cosa magari per il giorno dopo, ma quella sera non ci fu un rifiuto. Accettò subito”
“Sono stupefatta da tanta semplice e dignitosa signorilità con cui dici di aver trattato l’invito” commentò Rita tenendo a bada tutta la sua forza vitale.
“Rita, ero sicuro che Valeria quella sera aveva un forte desiderio di sesso, ma è anche vero che spesso ci vediamo solo per scopare” spiegò l’uomo spegnendo il motore nel punto prescelto dove aveva deciso di gettare l’ancora
“Vedete è capitato proprio qualche giorno fa prima di partire per le ferie, che lei sia passata da me in un tardo pomeriggio di domenica… e niente avevamo poco tempo ma ci è bastato e lei poi è ripartita in gran forma”
Maria si ciondolò sulle gambe percependo nettamente il gonfiore del suo sesso
“Si, e cosa è successo dopo che le hai proposto di scopare?” domandò maliziosa, assaporando le ultime parole, gustandone la fragranza profonda che quel termine così schietto e intrigante le infondeva.
“Come potete immaginare abbiamo festeggiato i nostri corpi sin verso le tre di notte, quando stanchi ma svegli ci siamo messi a vedere la televisione e ci siamo soffermati sulla pubblicità di un film erotico con scene di sesso fra donne”
“Bello” commentò Rita “Ma io preferisco il genere orgia”
“Si, si anch’io Rita. Questa è l’ennesima volta che concordo con te… Credo d’avere i gusti simili ai tuoi…” spiegò nuovamente interrotto Guglielmo “ma quello era solo trailer pubblicitario ovviamente tagliato nelle parti salienti…”
“Si ma cosa é successo?” tornò domandare Maria stanca delle continue interruzioni di Rita.
“Dopo appena qualche minuto, mi sono accorto che Valeria si era eccitata tantissimo alla visione di quelle scene e, a televisione accesa, ci siamo rimessi a scopare” Guglielmo operò sui comandi dell’ancora e poi non ricevendo le reazioni che si era aspettato di ricevere chiese
“Si era eccitata”
“Beh Guglielmo… questa tua amica… prima di quella sera non le piacevano le donne?” chiese con molto tatto Maria.
“Sino ad allora non me ne aveva mai parlato!”
“E a te che è effetto fa vedere due donne che…”
Guglielmo con un ampio sorriso allargò le braccia
“Lo trovo estremamente normale, ed eccitante”
“Ragazzi, non vorrei scottarmi…” intervenne Maria decisa a tutti i costi a vivere intensamente quel giorno molto speciale “Chi mi vuole aiutare con l’olio solare…”
Rita si offrì di spalmare l’abbronzante sul seno, mentre a Guglielmo toccò l’onere e il piacere di spalmare l’unguento dalla cintola in giù.
“Sapete ragazze quella sera Valeria mi aveva accolto in casa con indosso una sola camicia indiana che le arrivava poco sopra l’addome… capite da sole che senza chiederlo esplicitamente lei mi aveva comunicato che aveva voglia”
Maria era inebriata nel sentire che più mani le toccavano il corpo e nel giro di pochi istanti iniziò a mugolare e a godere. Anche Rita si era eccitata e Guglielmo si ritrovò un erezione cavallina.
“Dai, fatemi godere, vi voglio entrambi” sospirò Maria e guidata da Guglielmo si mise a bocconi sul ponte della barca con il sedere leggermente alzato, e Rita sedutale davanti le offrì la vagina. Guglielmo senza perdere tempo infilò subito il suo pene in profondità adagiandosi sulla schiena di Maria, persa tra le cosce di Rita, massaggiando i capezzoli della bionda. Entrambi si dedicarono a Maria; Rita dopo qualche minuto raggiunse l’orgasmo bagnando la bocca dell’amica e prima che Guglielmo esplodesse con tre corposi sprizzi la bionda indiavolata venne ancora due volte.
Guglielmo si staccò ansante
“Maria sei stupenda, hai un corpo magnifico” poi rivolto a Rita esclamò
“Appena mi sarò ripreso prenderò anche te, ma adesso ti consiglierei di leccare la sua passera perché tra poco comincerà a sgorgare il succo”
“Ah, ma sei un intenditore…” commentò Maria mettendosi a sedere con le gambe aperte, e orientato il bacino verso il viso di Rita si offrì con slancio; sotto gli sguardi eccitati di Guglielmo iniziò a rilasciare lo sperma nella bocca della bionda che apprezzò enormemente risucchiando con voracità ogni umore fuoriuscito dalla vulva.
Maria, con le mani ancora piene di olio, iniziò a spalmare l’abbronzante sul pene di Guglielmo restituendo al membro l’erezione di poco prima; infilandolo all’occorrenza in gola si impegnò anima e corpo nell’intento di restituire al membro il giusto vigore affinché Rita potesse finalmente offrirsi all’uomo. Intanto la l’impaziente bionda stava tormentando il clitoride di Maria con baci, leccate e morsi.
“Rita sei pronta?” la chiamò l’uomo visibilmente vicino all’orgasmo.
“Sono pronta, scopami… un cazzo così grosso era un secolo che non né vedevo” ansimò buttandosi supina sul ponte; l’uomo le fu subito dietro e con un sol colpo che la fece urlare. La penetrò prendendola per i fianchi e dopo qualche colpetto sincopato raggiunse l’orgasmo abbracciandola.
Terminato l’amplesso Maria si mise a prendere il sole riversa sul corpo di Rita, lucida di olio e di sudore e decisamente appagata succhiando a sua volta lo sperma dell’uomo dal corpo dell’amica: Guglielmo andò a fare un bagno.
“Se tu fosti fidanzata o sposata mi faresti assaggiare l’uccello del tuo uomo?” aveva chiesto Rita ad una Maria indaffarata tra le sue cosce.
“Prego?” era stata la domanda pervenuta dal basso, formulata tra le mucose bagnate.
“Sì, finora tu hai vissuto come una donna dedita solo all’amore e ad un compagno solo mentre ora prova ad immaginarti con il tuo marito e me a fare sesso. Cerca di capirmi, si potrebbe godere in tre o in addirittura quattro toccando tette, leccando figa rovente e facendosi scopare a turno senza sapere di chi è il cazzo che ti infila”
La domanda spiazzò Maria che con un rivolo di sperma colante dal mento guardò l’amica che ancora a gambe aperte aspettava una sua risposta. Non aveva mai pensato di condividere il suo uomo prima di allora, ma la consapevolezza d’essere una donna completamente diversa rispetto a quella di due giorni prima, e nella piena certezza di voler godere, ed essere libera rispose
“Certo, e tu?”
Rita le raccolse con due dita il rivolo di sperma dal mento e lo portò alla bocca e vogliosa di fare qualsiasi cosa che uscisse dagli schemi pur di assaporare ogni momento si rendeva conto che quella vacanza stava cambiando anche lei
“Si ti immagini i sabati sera passati a scopare tutti e quattro? Non lo trovi eccitante pensare di scopare solo per il gusto di sentirti un cazzo dentro o una figa sotto la lingua?”
“Si, certo… è un sogno” rantolò Maria sdraiandosi al fianco di Rita.

Guglielmo appena tornato a bordo invitò le due donne a tuffarsi e dopo un lungo bagno fatto di schiamazzi e giochi d’acqua Rita gli si inginocchiò davanti prendendogli in bocca lo scroto che rapidamente sparì nella sua piccola bocca, poi lappò delicatamente il pene facendolo crescere velocemente e quando fu ben eretto lo scappucciò. Baciò il glande passandoci subito la punta della lingua, poi ci si accarezzò le guance i seni, ed infine, lo strusciò sulla punta dei capezzoli.
Quei giochi ben orchestrati da Rita stavano eccitando nuovamente Maria che messasi dietro l’amica dai capelli biondi che luccicavano alla luce piena del sole iniziò a massaggiarle il seno e stringerle i capezzoli. Poi, distesasi a terra chiese a Rita di sedersi sul suo viso ed iniziò a leccarle ano, perineo e vagina torturandosi il clitoride con le mani. Malgrado i due orgasmi a Guglielmo non ci volle molto per raggiungere l’orgasmo ed eiaculare nella bocca di Rita, che né inghiottì golosa una parte ed il resto se lo fece spruzzare sul seno. Quindi di nuovo sdraiata, si spalmò lo sperma e volle che Maria la leccasse raccogliendo il seme residuo mentre Guglielmo le leccava molto lentamente la vagina.
“Ragazze torniamo?” aveva chiesto Guglielmo quando Rita aveva urlato gli ultimi spasmi del suo orgasmo
“Si, vorrei mangiare e dormire tutto il pomeriggio” confessò Maria stanca ma appagata
“La notte è lunga” le aveva fatto eco Rita
“Siete libere questa sera?”
“Avresti ancora la forza di scoparci” chiese sfacciatamente Maria
“Forse no, ve lo solo chiedevo per un uscita serale in bel ristorantino romantico, solo così potrò rimettermi in forze per domani mentre voi passerete la notte abbracciate, vero?”
“Solo la notte? Cosa credi che il pomeriggio lo passeremo solo dormendo?”

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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