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Eleonora (Bisex)

Eleonora era una bellissima ragazza bionda, alta 1,70 con occhi azzurri e un viso angelico. Un pomeriggio decise di andare a trovare un suo vecchio amico che appena la vide alla porta la fece entrare. Eleonora aveva ai piedi degli stivali neri in pelle coi tacchi a spillo, una minigonna nera che le arrivava appena sotto il culo e delle calze nere che le risaltavano le gambe sode. L’intimo si intravedeva ogni volta che si chinava lasciando immaginare le forme del suo frutto proibito. Era un paio di mutandine bianche belle aderenti al sedere con il pizzo davanti. Aveva una camicetta bianca scollata che risaltava il reggiseno rosso aderente alle due piccole tette dure. I capelli erano sciolti e in faccia era truccata solo con un rossetto nero.

Appena bussato alla porta Jack aprì la porta e la face accomodare sul divano mentre lui si sedette sulla poltrona di fronte. Non ci mise molto Eleonora a capire che Jack da quella posizione riusciva a scorgere una v di mutandine nonostante le gambe incrociate. Non le dispiacque e senza problemi ogni tanto cambiava gamba per mantenere attento il suo amico. Ne avevano passate molte insieme perché Jack non capisse che quei gesti non erano a caso, ma decise di stare al gioco anche perché lo spettacolo erano un paio di mutandine che risaltava una passera con due grandi labbra sogno di tutti. I due parlavano del più e del meno fino a raccontare anche delle proprie avventure sessuali. I particolari erano obbligatori e Jack notò che le mutandine dell’amica iniziavano a inumidirsi ogni volta che cambiava gamba, gesto che iniziava a fare sempre più spesso. A questo punto prese l’iniziativa, si alzò dalla poltrona e si sedette di fianco a Eleonora iniziando a baciarla.

Lei non faceva resistenza. Jack ci mise poco ad allungare le mani e introdusse la sinistra tra le cosce della ragazza vogliosa che le stava di fianco. A questo gesto Eleonora non fece altro che discavallare le gambe e lasciar fare al suo amico. Jack massaggiò un po’ le mutandine bianche sentendo il cuore di lei aumentare la sua corsa. Quindi tirò l’elastico delle mutandine e le infilò le mani sulla passera bagnata, mentre strofinava il dito sentiva il calore avvolgerlo e asciugargli la bocca. Eleonora capì che era il momento di darsi da fare.

Allungò la mano sugli addominali e scese subito verso i jeans, Jack aveva il cazzo durissimo, Eleonora pensò che era un peccato tenerlo chiuso nei vestiti. Sbottonò i jeans e tirò giù la lampo, si apri davanti a lei un cazzo ben delineato dalla forma degli slip che gridava per farlo uscire. Eleonora gli tirò giù le mutande e lo impugnò saldamente. Cominciò a muovere la mano su e giù scoprendo e ricoprendo ogni volta la cappella rossa di Jack che gemeva e sospirava forte. Eleonora iniziò a leccargli la punta e a ciucciarlo come un ghiacciolo, aiutandosi con le mani. Con la lingua leccava ogni minima parte di quel cazzo duro e se lo spingeva in bocca sempre di più come se la sua gola non avesse fine e fosse stata creata apposta per ingoiare.

Jack intanto le slacciò la camicetta e le tolse il reggiseno liberando due tettine sode, che iniziò a torturare con mani denti e lingua, intanto Eleonora non si staccava dal cazzo duro dell’amico. Dopo che alla ragazza furono sfilate pure le mutandine a Eleonora non rimase che la minigonna nera. Jack si spogliò da solo, poi prese la sua amica e la mise a novanta sul tavolo della sala e si mise dietro a farle sentire la punta del cazzo sulle sue due aperture preferite. Iniziò a penetrarle il culo, a botte regolari come i suoi gemiti, ma a Eleonora non sembrava bastare infatti si iniziò a masturbare da sola, prima con un dito, poi iniziò ad infilarsi due dita contemporaneamente all’entrata del cazzo nel culo. Jack stava per venire, tolse il cazzo da dietro e cominciò a penetrarla nella passera, Eleonora era già al massimo dell’eccitazione e venne in pochi attimi, fu un orgasmo lungo che Jack si divertì a esaltare sbattendo l’amica con sempre più vigore. Jack quando stette per venire tolse il cazzo e girò la sua compagna sul tavolo, le salì a cavalcioni e si fece masturbare in mezzo alle tette, la sborra che ne uscì schizzò in faccia e sul collo di Eleonora che aprì la bocca per cercare di ingoiarne un po’. Si rivestirono ed Eleonora se ne tornò a casa.

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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