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Elisa e Laura

Laura entra timorosa in casa della sua dea in terra, si guarda attorno con circospezione, osserva ogni cosa, curiosa ed emozionata per quell’invito così intimo.
“Accomodati non stare lì impalata. Dunque, cosa vuoi mangiare? Devo avere da qualche parte alcuni menù di ristoranti che fanno anche consegne a domicilio… ah eccoli. Beh puoi scegliere fra pizza, cinese, indiano e ancora pizza”
“Io non ho mai mangiato indiano! Com’è? ”
“A me piace, è speziato e piuttosto saporito. Vada per l’indiano. Tieni, leggi il menù e poi decidi. Io so già cosa prendere”
“Ah…ok…ma tanto non conosco i piatti. Faccia lei anche per me, mi fido! ” conclude ironica Laura
“Fai bene cara! ” le fa eco Elisa divertita
In un attimo la dottoressa ha già ordinato la cena e organizzato la serata, mentre la ragazza ancora deve ambientarsi.
“Se non ti offendi, ti lascio sola per un po’, ho assoluto bisogno di una doccia. Guarda, lì c’è la TV, delle riviste, lo stereo, dei libri… le parole crociate! Fai come fossi a casa tua. Nel caso il fattorino arrivasse prima che io sia uscita ti lascio i soldi. Solitamente do sempre un po’ di mancia… fai tu. Io scappo”
Laura si ritrova sola in quella casa sconosciuta, ancora impalata in mezzo al salotto con una faccia un po’ interdetta. Com’era organizzata la dottoressa, aveva tutto sotto controllo e non le era sfuggito nulla. Dopo un attimo di titubanza, la ragazza decide di sedersi sull’immacolato divano bianco e di prendere tempo per metabolizzare tutte le emozioni e sensazioni che la stanno investendo.
L’inadeguatezza è il sentimento che la fa stare più in allerta. Tutto è successo in fretta e in un’ora si era trovata coinvolta in quella cena intima con la donna che tanto le aveva fatto battere il cuore e tremare le gambe. Ma era tutto vero? ! Veramente era lì perché la sua dea provava qualcosa per lei? Ma poi cosa! ? Come poteva una donna come lei provare minimamente interesse per una ragazza così goffa e insulsa. Questi sono i pensieri che confusamente passano nella mente di Laura. Un rumore di oggetti caduti in terra, la risveglia dal torpore. Probabilmente Elisa ha rovesciato qualcosa. Dopo alcuni minuti invece la dottoressa è nuovamente in salotto. Ha fatto una doccia veloce e si è preparata meticolosamente per impressionare la giovane preda. In effetti Laura rimane a bocca aperta per la visione che le si prospetta davanti. La dottoressa è ricomparsa con i capelli umidi raccolti in una morbida coda di cavallo, il viso coperto da un lieve velo di trucco, il corpo fasciato in una provocante vestaglia nera legata in vita, le gambe avvolte in un collant velato, i piedi calzati in morbide ciabattine con tacchi alti… da mozzare il fiato. Sorridendo per la reazione volutamente provocata, rompe il ghiaccio e chiede notizie della cena. Laura non risponde subito, è confusa e balbetta qualcosa, ma poco dopo ecco che il campanello suona.
“Piuttosto veloci questa sera. Vado io tu aspettami in cucina”
Anche questo locale della casa è meticolosamente in ordine, dall’arredamento lineare e minimalista, con bianchi tono su tono e tanto acciaio. Laura cerca qualche stoviglia per apparecchiare, ma quando Elisa torna con le scatoline dell’indiano, in un attimo imbandisce la tavola.
“Ecco fatto, puoi sederti ora, mangiamo”
“Uhm uhm” le uniche parole che riesce a rispondere la ragazza, catturata da quell’ondeggiare di seta profumata
Iniziano a cenare, aprendo le confezioni e scambiandosi porzioni di pollo tandoori e riso basmati al curry
“Mi piace molto. Non avevo mai mangiato indiano prima. è un po’ piccante però! ”
“Abbastanza, ma a me piace. Mi stuzzica le papille gustative”
Ad un tratto Laura scatta in piedi e con occhi spaventati chiede
“Posso andare in bagno? ”
La dottoressa capisce subito che sono ancora gli strascichi del clistere e glielo indica. Dopo cinque minuti va ad accertarsi sui postumi, dato che la ragazza non è ancora uscita.
“Tutto ok? Se hai bisogno di qualcosa non ti vergognare”
“No non…sì sto bene è che…cioè”
“Si lo so, il clistere si fa ancora sentire, ma è normale, te l’ho già spiegato in studio”
“Si infatti…fra un po’ arrivo! ”
“D’accordo”
Ecco passati altri cinque minuti e Laura esce titubante dalla stanza da bagno, con il viso arrossato per la vergogna e per gli sforzi.
“Scusi…sono imbarazzata…cioè”
“Ho detto che non ti devi preoccupare, puoi parlare con me liberamente. Ci sono problemi? Non so, ti fa male la pancia, hai bruciori, crampi? ”
“No sto bene…abbastanza”
“Vorrei accertarmene perché ti ricordi vero che devi ancora subire le nove sculacciate che ti sei meritata prima? ”
Laura sbianca, se l’era completamente dimenticato, o meglio, credeva che visto l’evolversi amichevole della serata, la dottoressa non intendesse portare a termine le minacce.
“Si me lo ricordo…ma forse potrebbe aspettare ancora un po’…cioè mi brucia già abbastanza”
“Come preferisci. Pensavo che fosse meglio togliersi subito questo pensiero”
“Forse…ha ragione…tanto non ho più fame”
“Nemmeno io. Benissimo allora, siediti sul divano, dammi cinque minuti per rimettere a posto e ti raggiungo”
A Laura quei minuti sembrano secondi perché dopo un attimo la carnefice è già lì pronta a farle del male.
“Per prima cosa vorrei che ti togliessi i jeans”
“Perché? No non ce n’è bisogno! ”
“Se preferisci tenerli sappi che dovrò usare una canna rigida perché non ho voglia di rovinarmi le mani sui tuoi pantaloni”
“Una canna? ! Cioè un bastone? ! ”
“Esatto, se vuoi puoi vederla prima così poi deciderai”
La dottoressa non ha minimamente voglia di privarsi del piacere di sculacciare quelle natiche nude, quindi sparisce dietro una porta ritornando con una grossa verga di bambù. L’effetto voluto è immediato e Laura, vedendo le dimensioni del “bastone”, mogia mogia si appresta a togliersi i jeans.
“Vedo che hai deciso! Saggio da parte tua, ti assicuro che le mie mani fanno molto meno male! ”
La ragazza rimane in slip e cerca di coprirsi alla meno peggio con la maglietta.
“Ora mi siederò sul divano e tu ti stenderai sulle mie ginocchia, poi comincerò”
Elisa si siede e facendolo si allenta distrattamente la vestaglia per gustarsi il contatto della pelle sulle sue cosce. Laura è molto imbarazzata, non sa come mettersi in posizione e arranca goffamente. Alla fine la dottoressa la prende di peso e se la sistema sulle ginocchia. Quel corpo inerte ora è nuovamente in suo possesso e un brivido le corre lungo la schiena. Decide di tergiversare e accarezzando le mutandine colorate fa un complimento.
“Carine e anche molto femminili”
Laura dal canto suo è tutta in tensione, con la schiena rigida e i gomiti puntati sul divano, non aspetta altro che l’abbattersi della prima sculacciata.
“Avanti cerca di rilassarti cara, vedrai che fra poco sarà tutto finito e se farai la brava non avrò più modo di punirti” dice la dottoressa tergiversando ulteriormente
“Uhm” è l’unico verso che esce dalla bocca della vittima
è arrivato il momento, la dottoressa alza la mano e l’abbatte sul quel fondoschiena sporgente, con forza e determinazione. Laura è scossa ed emette un gridolino. La seconda ancora forte e decisa stampa un altro segno rosso, poi la terza e la quarta di seguito. A quel punto Elisa fa una breve pausa, vuole godersi il corpo della ragazza tremante e indifeso che si muove convulsamente alla ricerca di una via di fuga. Il monte di venere coperto solo da un leggero strato di cotone, le si striscia sulle cosce e la fa eccitare ulteriormente. Alla quinta la ragazza inizia a piagnucolare ma invano perché dopo poco arriva la sesta, l’ottava e l’ultima, la più forte di tutte. Probabilmente, così tesa e terrorizzata, non si accorge che sono finite e che potrebbe alzarsi, così la dottoressa ne approfitta e appoggia la sua mano sulle natiche. Invece di farle male, questa volta gliele massaggia delicatamente, seguendo i segni rossi che escono dalle mutandine. Decide di andare oltre e sposta queste all’interno delle natiche, a formare un tanga. A quel punto però la ragazza si lamenta con maggior insistenza.
“Cosa c’è, ti fa male piccola? ”
“Si tanto, ma non solo fuori…. anche dentro…proprio lì…” dice timidamente lei
Elisa allora realizza che probabilmente le evacuazioni ravvicinate e violente dovevano aver irritato parecchio la zona anale e che le sculacciate avevano fatto il resto. Allora con delicatezza scivola fuori dal divano, facendo stendere la ragazza e sussurrandole all’orecchio
“Aspettami qui vado a prendere qualcosa che ti farà stare meglio”
Tornando, la trova ancora nella stessa posizione. Si fa un po’ di spazio spingendola verso i cuscini e lentamente le fa scendere gli slip.
“No…non…”
“Sccc…non parlare piccola” le sussurra nuovamente all’orecchio facendole accapponare la pelle
Poi apre il barattolo di unguento mentolato, ne preleva un po’ e se lo spalma sulle mani. A quel punto le appoggia sulle natiche pulsanti e rosse e riprende a massaggiarle. La reazione di Laura è quella di voltarsi e guardare, ma Elisa la rispinge giù e continua. I movimenti sono lenti e leggeri e l’effetto non tarda a farsi sentire. Prendendo un’altra dose se l’appoggia sulle dita e aprendo i globi burrosi la spalma sul pertugio rosso e infiammato. Ancora una volta la ragazza tenta di reclamare ma poi si lascia cullare da quelle mani così esperte che le stanno anche risvegliando strani languori. Infatti il massaggio prima è circolare ed esterno, ma poi si fa audace e si spinge più a fondo. Elisa cerca senza troppa frizione di far entrare l’indice nello sfintere. Ci riesce quasi subito e inizia a scivolare dentro e fuori, lentamente. Dopo un attimo, Laura non si lamenta più, anzi inizia a mugolare di piacere, soprattutto quando la dottoressa solletica la membrana che separa l’ano dalla vagina. Il movimento diventa più veloce, su e giù, su e giù. Istintivamente la ragazza prende ad assecondare quel ritmo con il corpo.
“Ti piace? ” le sussurra Elisa
“Sìììììì tantooo. Uhm…non smetta la prego”
La dottoressa decide di cambiare posizione e soprattutto vuole vedere il volto della ragazza. Allora le estrae il dito e la fa girare supina. Quel movimento repentino spiazza un po’ quest’ultima che trovandosi con il monte di venere in bella mostra si imbarazza e cerca di coprirlo. Le sue gote sono rosse, la fronte leggermente sudata, le labbra umide e gli occhi languidi. Elisa la osserva quasi rapita, le sorride e cerca di tranquillizzarla.
“Se vuoi mi fermo”
“No…cioè…insomma mi piaceva ma… ora mi vergogno”
“Non devi, non con me”
“Lo so ma non…non è facile perché mi sento così brutta e non voglio che lei mi guardi…nuda”
“Sei una ragazzina timida e impacciata, ma ti trovo attraente”
Quell’ammissione spiazza definitivamente la ragazza, ancor più di qualsiasi carezza. Allora si alza a sedere e l’abbraccia teneramente, facendo scomparire il proprio volto fra la seta della vestaglia. Elisa l’asseconda e corrisponde l’abbraccio, accarezzandole i capelli, il collo.
“Lei è così bella” mormora con la voce strozzata Laura
Con suo stesso stupore, la ragazza armeggia con la vestaglia e la apre scoprendo i carnosi seni, coperti solo da un malizioso reggiseno di pizzo. Vi appoggia il naso sopra e aspira quell’inebriante odore. Poi inizia a baciare i globi, facendoli uscire allo scoperto. Si scosta un attimo per ammirarli da più lontano e, come se fosse un richiamo ancestrale, si lancia a succhiare il capezzolo destro, rosso e dritto. Elisa in quei pochi secondo l’ha lasciata fare, osservandola con stupore e godendo dell’estasi dell’altra. Infatti il viso della ragazza è come rapito in una visione estatica, non si cura più di vergogna o pudore. L’effetto erotico è piuttosto debole, la suzione è più da lattante che da compagna di giochi erotici, ma non le importa. Laura succhia avidamente da quei capezzoli, prima dal destro e poi dal sinistro, come se volesse tirarne fuori del latte caldo. Vi ci si struscia con le gote, li stropiccia, poi, guidata dalla dottoressa, si siede a cavalcioni sulle gambe di lei e riprende il gioco. A quel punto però, Elisa sente di avere campo libero, e divaricando leggermente le ginocchia, fa automaticamente divaricare le gambe di Laura che le è sopra. Con la mano destra si intrufola nel basso ventre e poi più giù ancora fino ai peli ricci del pube. Li accarezza, li tira, poi con un dito penetra fra le grandi labbra. Sono umide e arrivando alla dolce caverna, sente che è completamente bagnata. Quanto le vuole poco per bagnarsi; pensa la dottoressa sorridendo fra se e se. Si attarda ancora ad una sollecitazione esterna, lasciando volutamente in disparte la clitoride per non farla venire subito. Non appena Laura sente quelle mani esperte frugarla, interrompe la suzione dei capezzoli e si posiziona meglio, abbracciando completamente la dottoressa e nascondendo il viso su una spalla di lei. Vuole godersi appieno la masturbazione. Elisa non aspetta altro, si è stancata di “allattare” e ora può usare entrambe le mani. Con la destra infatti continua da sotto la pressione sulle grandi labbra e sulla vagina, mentre con la sinistra raggiunge l’ano. Anche lei ora si sta eccitando e quindi non gli riserva riguardi, ma lo penetra fino in fondo. Laura cerca di sottrarsi, ma la dottoressa le da un piccolo morso su una spalla per farsi intendere. Prova infatti un grande piacere nel violare quella rosellina stretta e rugosa e non vuole certo fermarsi. Spinge dentro e fuori, sempre più velocemente e con un gesto inaspettato, infila anche due dita nel pertugio anteriore.
“Ahh…sììì mi piace! ” rantola Laura inarcando la schiena “Uhmmm dai…”
Ad Elisa quelle parole mettono ancora più foga, e sente che anche fra le sue gambe inizia ad esserci un certo umidore. Avrebbe voluto scaraventare quel giovane corpo per terra e possederlo con violenza in ogni posizione e con ogni mezzo ma sa che ancora non può farlo, così si limita a spostarla sul divano e a posizionarvisi sopra per godere meglio di quella penetrazione. Laura questa volta, presa dal piacere non cerca di interferire e si stende completamente chiudendo gli occhi e allargando le gambe. Le dita esperte della dottoressa la stanno ancora penetrando all’unisono dentro e fuori dentro e fuori. Due davanti e uno dietro. Ad un tratto rallentano la masturbazione, perchè la donna, si vuole godere quel corpo acerbo che freme sotto il suo tocco.
“Muoviti con me, segui il mio ritmo” le suggerisce sottovoce
Allora Laura cerca di andare incontro alle dita imprimendovi maggior spinta. All’inizio è incerta e goffa, ma poi capisce il modo e inizia ad alzare e ad abbassare il bacino con molta maestria. La dottoressa è in estasi, non credeva che avrebbe provato così tanto piacere nel darle godimento, e soprattutto con una modalità che non prevedesse violenza o forza bruta. Sfortunatamente la masturbazione esperta di Elisa fa già venire la ragazza che con un ultima spinta si impala e poi si accascia sul divano.
“Ah…sto…godendo…uhm…che belloooo”
Il respiro è affannato e le parole mozzate ma rendono bene l’idea. La dottoressa, ancora davanti al corpo seminudo della giovane si siede sui talloni e si sistemandosi il seno si passa con non curanza una mano sul monte di venere. Una scossa le passa lungo la schiena e vorrebbe andare avanti ma non sa se è il caso, così lascia perdere. Scende dal divano e con fare scherzoso arruffa i peli pubici di Laura, tirandoglieli leggermente. La ragazza che fin’ora è rimasta a godersi l’orgasmo, si prende paura e apre gli occhi. Si trova davanti il corpo statuario di Elisa che la guarda sorridendo e solo allora si ricorda di non avere gli slip.
“Che sciocca che sei! ”
“Si è vero! Ma ora sono anche felice, molto felice! ”
“Oh per così poco! Non ne vale la pena! ”
“Perché dice così! ? ” chiede Laura cercando di recuperare le mutandine cadute per terra
“Non importa cara. Ora rivestiti, se vuoi puoi andare in bagno”
“Si ma io volevo…”
“Non fare capricci, è tardi e non vorrei che tua madre sguinzagliazze la filippina per cercarti! ”
“Oh merda me l’ero completamente dimenticato! Che ore sono”
“Non è tardissimo ma è meglio che tu vada”
Nel frattempo entrambe si sono sistemate e hanno abbandonato i languori di poc’anzi. Nel sistemarsi la vestaglia, Elisa passa nuovamente una mano sull’inguine per non allentare i proprio piacere e guarda la ragazza rivestirsi.
“Ti chiamo un taxi”
“Ok grazie”
Cade un breve silenzio che a Laura pesa come un macigno perché sta pensando a come fare per non interrompere quel labile rapporto che si era appena creato. Non può perderla ora che l’ha faticosamente conquistata; pensa lei orgogliosa del proprio comportamento.
“Ecco…io volevo dire che…cioè…”
“Ogni volta che usi quella parola sei imbarazzata o stai per dirmi qualcosa di imbarazzante! Dunque di cosa si tratta? ”
“No non può smontarmi così! ” dice mascherando la propria vergogna dietro ad un sorriso
“Ragazza mia c’è voluto poco per conoscerti! Ma questo non mi dispiace perciò dimmi tutto”
“Beh ecco volevo dirle che se vuole potremmo…insomma… cioè… vederci lo stesso giorno della prossima settimana per un’altra cena”
Elisa sa benissimo che le ragazza voleva arrivare proprio lì e così per non farle cantare troppo vittoria la tiene sul vago.
“Facciamo così, tu chiamami a questo numero di cellulare, privato, diciamo lunedì e magari ne riparliamo”
“Ah…va bene…grazie”
Dalla sua voce traspare chiaramente una certa delusione. Il campanello suona, il taxi è arrivato. Elisa l’accompagna alla porta e prima che esca le scocca un leggero bacio sulle labbra augurandole la buona notte. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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