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Eurostar (racconto lesbo)

Mi trovavo sul treno che da Lecce portava a Roma. Stavo in vacanza a Gallipoli con i miei, ed io dovevo rientrare a Roma per l’esame di riparazione in chimica. Mi avevano prenotato uno scompartimento del vagone letto e questi era di due posti; mi ritrovai perciò con una donna e devo dire che questa era veramente molto bella e attraente: poteva avere poco più di 30 anni, mora con i capelli corti, occhi vispi e scuri. Non so perché ma ne ero rimasta affascinata, specie poi quando ci siamo messe a parlare: mi faceva molte domande su di me, qualcuna ricordo pure un po’ intima; fatto sta che io mi sentivo “stregata” dal suo sguardo. Il bello è arrivato quando era giunto il momento di metterci a letto: lei, tranquilla come se fosse nella sua camera, ha iniziato a spogliarsi davanti a me. Io cominciavo a sentire dei brividi di eccitazione che mi salivano dal pube mano a mano che lei si toglieva gli indumenti, e alla fine quando lei rimase solamente con le mutandine, io mi sentivo un po’ bagnata. Aveva un corpo stupendo, liscio, abbronzato, con davanti due seni notevoli sui quali spiccavano due grossi capezzoli scuri. Lei sorridendomi poi si è girata ed è andata nel bagno per lavarsi; io la guardavo incantata, anche perché lei aveva lasciata la porta aperta, e non riuscii nemmeno a staccarle gli occhi da dosso, quando lei abbassandosi le mutandine, e scoprendo un rettangolino di peletti nerissimi, si sedette sulla tazza del water per fare la pipì. Ci incrociammo gli sguardi e lei mi sorrise, io abbassai gli occhi e mi andarono dritti sul pube mentre lei si alzò per pulirsi con una salvietta. Notai la sua clitoride rosata che spiccava tra i peletti e le labbra delle sua fica che si allargavano quando lei vi passava la salvietta; io sentivo bagnarmi sempre di più e cominciavo ad avere voglia di toccarmi la passerina.
Lei dopo essersi ritirata su le mutandine mi viene vicino e mi dice ” e tu non ti spogli per andare a letto ?” Io ho balbettato un sì e come un automa, mi sono alzata ed ho iniziato a spogliarmi molto lentamente: mi sentivo dentro un qualcosa che mi comandava i gesti ed anche un desiderio folle di essere guardata da lei mentre mi spogliavo. Io mi tolsi tutto e rimasi completamente nuda davanti a lei: notai il suo sguardo che mi osservava dall’alto al basso e fece un sorriso quando vide sicuramente delle gocce di umore che mi uscivano dai peli della passerina. Si avvicina ed inizia a toccarmi leggermente i seni, poi con una mano mi prende la nuca e mi avvicina al suo viso e mi poggia dolcemente le labbra sulle mie dandomi un piccolo bacio e poi con la lingua segue i contorni della mia bocca, poi scende sul mento, sul collo e arriva sui seni e inizia a trastullarmi i capezzoli che nel frattempo erano diventati dritti e duri come chiodi. Ogni piccolo colpo di lingua su quei capezzoli così gonfi era un dolce tormento.
Io mi sentivo correre i brividi lungo la schiena e poi per tutto il corpo, mentre la passerina continuava a bagnarsi sempre di più. Lei poi decide di farmi sdraiare sul letto e dopo avermi fatto piegare e sollevare le gambe, si infila con la testa fra le gambe aperte e inizia a baciarmi a lungo sul pube, continuando a carezzarmi lungo i fianchi e sul seno. La sua lingua prese ritmicamente a massaggiarmi la clitoride, anch’essa gonfia per l’eccitazione di cui il mio corpo era pervaso. Non mi ero mai sentita vibrare il mio corpo in quella maniera. Sentii le labbra della mia vulva gonfiarsi; dalla schiena iniziava a partire il tremore che preludeva all’orgasmo. Sentivo la sua lingua calda e leggermente ruvida sulla mia clitoride.
“Non ti fermare, così… ancora… mi fai… morire” le dissi, ma lei sapeva come dar piacere.
Non accelerò il ritmo della sua lingua, lasciando che il tremore invadesse ogni zona del mio corpo. Sentivo il sangue affluire al collo, alla testa, mi sentivo bruciare, non riuscivo più a controllare le mie emozioni: ormai mi ero completamente abbandonata e ansimavo, non riuscendo neppure a prendere fiato tra una contrazione e l’altra. L’orgasmo mi colse al culmine dell’ultima contrazione, quella più intensa.
Trattenendo a malapena un urlo di piacere intenso, inarcai il corpo, che si irrigidì come colpito da una scossa elettrica e ricaddi sul letto, tremante e confusa, incapace persino di esprimermi a monosillabi. Lei prese a carezzarmi amorevolmente il ventre e mi coccolava, baciandomi ogni tanto.
Dieci minuti dopo avevo ripreso il controllo di me stessa, seppur continuasse lo stato di assoluto benessere in cui mi trovavo. Ero completamente presa dalla sua bellezza e iniziai a carezzarla e baciarla con labbra di fuoco. Il suo corpo caldo reagiva alle sollecitazioni della mia lingua, contorcendosi dolcemente. Anche lei era un fuoco dentro; le feci scivolare via le mutandine e scoprii il suo pube. Quando iniziai a carezzarle, delicatamente, la clitoride, lei si morse un labbro e represse un gemito. Feci scivolare un dito, poi due, dentro le labbra umide della sua vulva, e con il pollice le massaggiai la clitoride. Le due dita si muovevano leggere dentro di lei, e potevo sentire la sua vagina contrarsi e rilassarsi ritmicamente. Nel frattempo le baciavo un capezzolo, che, a giudicare dal turgore, doveva essere nelle stesse condizioni in cui si erano trovati i miei. Mentre la baciavo sul seno lei mi carezzò la testa; ma quando le contrazioni si erano fatto più intense, sentì che stava arrivando anche per lei il momento di godere dell’orgasmo che le stavo per procurare, mollò i miei capelli e lasciò andare le sue mani sul letto, stringendo le lenzuola con le sue belle dita smaltate di rosso scuro. Si costrinse a rimanere con la testa spinta sul cuscino e quando arrivò il momento si lasciò andare ad un urlo. Dopo essersi ripresa, si alza dal letto e vedo che si dirige verso la sua borsa, e ci fruga dentro; quando si rigira vedo che ha in mano un vibratore e sorridendomi mi fa “adesso ci divertiamo un po’”. Si avvicina a me ed inizia a passarmelo un po’ per tutto il corpo. A me faceva uno strano effetto sentirmi quel “coso” che mi strusciava la pelle, come se un grosso cazzo durissimo mi stesse massaggiando. Poi sentii che mi iniziava a massaggiarmi la passerina e per l’eccitazione allargai nuovamente le gambe.
Lei iniziò a strusciarlo alternativamente tra la clitoride e le labbra della vulva: io ricominciavo nuovamente a godere e le dissi
“ti prego… non smettere… riempimi tutta…fammi godere” e vidi che lei si infilò il vibratore in bocca ed iniziò a succhiarlo per bagnarlo con la saliva, poi allargandomi con le dita le labbra inizia ad infilarmelo delicatamente dentro. Io respiravo affannosamente e dopo la prima resistenza iniziale, lo spinse tutto dentro: io lanciai un urlo strozzato, un po’ per il dolore nel sentirmi lacerare dentro, ma poi quando iniziò a muoverlo ritmicamente dentro e fuori volevo che non smettesse mai per il piacere che mi stava dando; io mi agitavo come un’anguilla e seguivo con il bacino il movimento che lei stava dando al vibratore. Mi fece avere una serie lunghissima di orgasmi da lasciarmi completamente sfinita.
La cosa è andata avanti per parecchio e che abbiamo dormito sì e no due o tre ore prima di arrivare a Roma.

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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