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Federico il timido

Io sono Federico, famoso nella scuola perché divento rosso ogni volta che qualcuno mi rivolge la parola. Questo non mi aiuta con le ragazze e quindi devo dire che la mia maggiore occupazione è quella di cavarmela da solo dalla mattina alla sera. E se qualche volta cerco compagnia, magari con Monica, che batte in una strada fuori città, finisce sempre che chiedo anche a lei di farmi una sega.
Non so da che dipende esattamente questo mio modo di essere, ma certo la mia prima esperienza mi deve avere condizionato e neanche poco.
Quando sono arrivato in questa città e in questa scuola non conoscevo nessuno. E il mio carattere un po’ chiuso non mi aiutava a fare amicizie.
Una volta però mi hanno invitato a una festa a casa di Maurizio, uno studente della scuola noto a tutti perché è un teppistello che probabilmente spaccia anche droga. era il suo compleanno e io vado a casa sua un pomeriggio.
Nell’appartamento non c’erano i genitori, ma solo altri due o tre compagni di scuola e altri due suoi amici.
Non mi stupii più di tanto che non c’erano femmine: Maurizio non è certo una compagnia raccomandabile e anche i suoi amici non avevano la faccia dei santarellini.
Musica a tutto volume e poi uno tira fuori una cassetta porno.
“Dai, vediamola!” grida Maurizio.
“Sì!!” gongolano gli altri.
In pochi minuti siamo tutti davanti al televisore: io sul divano, vicino a Maurizio e i due suoi amici. Paolo e Marco, gli altri compagni di scuola stavano invece seduti per terra davanti a noi.
Dopo un po’ che le scene porno si susseguivano a ripetizione i due amici di Maurizio si slacciano i calzoni, tirano fuori i cazzi e ognuno comincia a masturbare quello dell’altro. Io resto immobile e imbarazzato, ma dopo pochissimo anche Paolo e Marco fanno la stessa cosa.
Sento che intanto Maurizio mi guarda. Io sto immobile come uno stoccafisso. Maurizio si slaccia anche lui i calzoni, mi afferra una mano e se la porta sul suo cazzo bello teso. Mi costringe ad afferrarglielo e io lo faccio ma sempre restando immobile.
“Oh ragazzi, – dice Maurizio – questo qui non sa farmi una sega!”
Gli altri si voltano e mi ridacchiano:
“Ah, allora è vero che sei proprio imbranato!”
Io reagisco dicendo:
“Non sono imbranato. Solo che non l’ho mai fatto”
“Dai – fa allora Maurizio – è ora che cominci!”
Prendo allora a smanettarlo con la mia mano sinistra. Dall’altra parte intanto c’è Davide, un amico di Maurizio che ha interrotto la sua operazione per guardarmi un po’ ghignante.
Davide mi mette una mano sulla nuca, dice a Maurizio “scusa se te lo rubo un po’”, mi abbassa la testa sul suo cazzo e me lo ficca in bocca.
Per non sentirmi scemo comincio a succhiarglielo con tutta la mia buona volontà.
L’amico, sorpreso per la mi decisione comincia a dire:
“Ma senti come succhia questo qui… è un pompinaro nato! Mmm, sa pure leccare!”
A quel punto tutti smettono di guardare il film e guardano me.
Sento Paolo che dice a Marco:
“Guarda un po’ il santarellino… i bocchini li sa pare però…”
E Marco fa il tifo:
“Forza Federico, fagli vedere chi sei!!”
Mi vergognavo troppo per smetterla o per girarmi e per questo ho continuato a succhiare, succhiare e leccare. Il cazzo di ragazzo era diventato durissimo e con dei piccoli colpi di reni cercava di ficcarmelo fino in gola.
Intanto Maurizio alle mie spalle dice:
“Oh, voglio vedere se questo qui, oltre a fare i pompini ha anche il cazzo!”
“Nudo! Nudo!” gridano gli altri festanti
A quel punto mi sollevano dal divano e mi tolgono i calzoni.
“Il pisello non è dei più grandi ma ce l’ha” dice Maurizio.
“Certo che ce l’ho!” faccio io.
“E il culo com’è?” Chiede l’amico
“Non male: tondo e sodo…” ghigna Maurizio.
A questo punto l’altro amico di Maurizio, che si chiama Sergio interviene e fa:
“Be’, Federico, mi pare giusto che quello che hai fatto a Davide adesso lo fai anche a noi…”
Così mi fanno mettere in ginocchio e tutti e cinque si siedono intorno a me, Maurizio, Davide e Sergio sul divano, Paolo e Marco su due poltrone, si prendono in mano il proprio cazzo e lo puntano verso la mia faccia. Sergio è il primo che apre bene le cosce e mi fa cenno di prenderglielo in bocca:
Lui ha un cazzo di dimensioni davvero eccezionali e a malapena riesco a farne entrare una metà. Lo tengo con le mani alla base, vicino alle palle e succhio per bene agitando velocemente la testa. In pochissimi minuti sento quel cazzo pulsare di piacere e mentre lo spremo più forte con le mani mi viene in bocca, riempiendomi di sperma caldo che inghiotto tutto.
Sento Paolo che dice “Guarda il pompinaro!! Se l’è bevuto tutto!!! Che troia… che troia!”
Senza aspettare che me lo chiedessero sono andato allora di nuovo fra le cosce di Davide che aveva il cazzo ancora duro per il pompino che avevo iniziato prima. Ha un pisello decisamente più piccolo di quello di Sergio e quindi riesco a mandarlo giù tutto senza difficoltà. E appena lo sento strusciare sul palato Davide da’ una serie di colpi di reni e anche lui mi viene in bocca, quasi immediatamente. Il suo sperma è poco e mi cola giù per la gola. Dò un’ultima succhiata alla sua cappella per ripulirgliela e passo al cazzo di Maurizio.
Sento ancora Paolo che sghignazza:
“Che sete il ragazzino… vuol fare indigestione di sborra!”
Maurizio, quasi con violenza mi sbatte il cazzo fra le labbra e mi tira la testa fra le cosce tenendomi per la nuca. Ha il cazzo di dimensioni normali, ma durissimo e nodoso. Mentre lo succhio sento per la prima volta un brivido di piacere, forse provocato dal suo modo di fare brutale, forse perché in realtà mi piace sapere che qualcuno si eccita così guardandomi o possedendomi.
“Dai puttanella… fammi sentire la lingua…” dice Maurizio con autorità.
D’altra parte lui è il capo-branco e deve manifestare il suo ruolo anche in questo momento. Mi accorgo che prova piacere mentre scorro con le labbra sulla sua asta, ma mentre gli altri non mascheravano il godimento e anzi si lasciavano andare a qualche sospiro o mugolio, Maurizio sembra volersi controllare e mostrare a tutti la sua superiorità.
“Sei un frocetto allora eh…?” dice a un certo punto.
In realtà io non sono frocio. E neanche i cinque, per quanto ne so io hanno poi avuto esperienze gay dopo quella volta. Ma l’occasione di avermi a disposizione per una sera, il fatto che in quegli anni per quelli della nostra età non fosse facilissimo trovare una ragazza, aveva surriscaldato gli animi.
Il durissimo cazzo di Maurizio mi scopava la bocca da ormai parecchi minuti e non sembrava voler cedere. Prendo allora coraggio e mentre gli lecco vorticosamente la cappella lo stringo forte in una mano e lo masturbo con un su-e-giù veloce ed esperto (chi è del resto più esperto di me a fare le seghe?).
E anche lui finalmente si inarca, mi costringe di nuovo a inghiottire tutta la sua mazza e con un sussulto mi scarica dentro un potente getto caldo che inghiotto con piacere. E’ buono. Il sapore dello sperma di Maurizio mi piace e mi eccita, lo bevo con passione e mi dispiace sentire che il cazzo comincia a rilassarsi. Per prolungare quel momento lo stringo più forte nella mano, vortico con la lingua sulla cappella e ricevo ancora sulle labbra uno spruzzo più piccolo che mi cola per il mento. Mi pulisco con la mano e sto per riprendere in bocca il cazzo quando sento Marco che dice:
“Tocca a me! Tocca a me adesso!…”
Maurizio mi da’ quasi un spintone per mandarmi fra le cosce di Marco e io eseguo obbediente. Mentre mi dirigo verso il mio quarto lecca-lecca vedo che
Paolo nell’attesa si masturba tutto eccitato e dice:
“Dai troietta che poi ti faccio una bella doccia anch’io”
Marco ha un pisello piccolo: quando lo prendo in bocca è ancora moscio e devo risucchiarlo più volte fino in gola per dargli consistenza. Quando è duro lo spompino per bene mandando la mia testa su e giù ritmicamente. Nonostante l’atteggiamento burbero da teppistello di periferia, Marco non può
nascondere il suo essere più semplice e tranquillo degli altri, tant’è vero che mentre mi esibisco nel bocchino non riesce a trattenersi dall’infilarmi una mano tra i capelli accarezzandomi la testa. Con una mano gli accarezzo le palle e quando con un dito lo sfioro ancora più in basso lo sento che sussulta eccitatissimo, sospira forte e dice:
“Dai bello, mi piace… ahh!” e viene subito con una massiccia quantità di sborra che quasi mi soffoca e che riesco a ingoiare con difficoltà.
Marco si riprende subito dalla sua eccitazione e riassume il tono che preferisce, quello da bullo di paese:
“Brava troietta… passa a Paolo ora”
Mi giro verso Paolo e lo vedo imbufalito.
“Passa a Paolo un cazzo – dice arrabbiato – mi sono venuto in mano, porca puttana”
Tutti gli altri ridono:
“Paolo si è sparato una sega!”
“Che idiota!”
Resto indeciso sul da farsi e vado comunque fra le sue cosce. Vedo che a una mano piena di sperma e non trovo niente di meglio che leccargliela fra i commenti stupefatti degli altri.
“Che cagna!… Federico, sei una vera puttana…”
Paolo si lascia ripulire la mano e per concludere gli dò una leccata anche sull’uccello moscio per ripulire anche lui e per sentirne il sapore acre e intenso.
Per quella sera tutto è finito lì.
Devo dire che da quella volta non ci sono stati più episodi del genere e anzi da allora provo piacere solo standomene da solo e masturbandomi ripensando a quella volta. I cinque ragazzi del resto non hanno sparso la voce di quella mia prestazione (che del resto avrebbe infangato il loro macismo tanto esibito) e quindi mi è capitato assai raramente che qualcuno mi chiedesse di ripetermi. Sì, mi è capitato raramente. E ho detto raramente.
Non ho detto “mai”…

FINE

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