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Gay forzato (bisex)

Avevo 22 anni. Un’età in cui ogni donna che vedevo mi arrapava, e ogni centimetro di pelle scoperta mi provocava un’erezione.
Studente universitario fuori sede, passavo le notti con gli amici e poi, solo nel mio appartamento, fantasticavo sulla mia donna ideale, su cosa le avrei fatto, sul come e sul dove … e la mia mano accompagnava questi miei pensieri scorrendo su e giù per il mio sesso, sempre duro, fino a che il piacere non aveva il sopravvento ed il caldo tepore dello sperma non inondava il mio corpo.
Con le mie coetanee non c’era un grande feeling, mi giudicavano un depravato, troppo esigente per la loro – finta – innocenza.
Ma in mancanza di altro, anche quelle andavano bene.
Poi, un giorno di settembre, mi capitò in mano un giornale di annunci economici gratuiti.
Iniziai a sfogliarlo ed un annuncio mi colpì:
“coppia 50enne cerca giovane amico ..” decisi di rispondere e scrissi, spiegando cosa cercavo. In risposta alla mia lettera, misero un annuncio in cui compariva il numero di telefono, e li chiamai.
Parlai sempre con lui, Elia, e fissai un incontro, da loro per una sera di quella settimana.
Ero eccitatissimo.
Per un paio di giorni evitai le mie masturbazioni solitarie.
Volevo fare “bella figura”, inondare questa fantomatica e sconosciuta signora “45enne” di sperma bollente, farle godere tutta la mia giovinezza.
Arrivò il giorno dell’appuntamento.
Mi preparai con cura e mi recai da loro. Il cuore a mille …. il cazzo duro nei pantaloni .. suonai il campanello e mi annunciai.
La porta della villetta si aprì, e mi si presentò davanti un uomo, Elia, che i 50 anni che aveva detto di avere doveva averli in realtà passati da un po’.
Poco male, pensai, speriamo che lei sia meglio, ed entrai. Nessuna traccia di lei.
Elia mi offrì da bere e mi fece accomodare in salotto; gli chiesi notizie della lei della “coppia” e con mille giri di parole mi spiegò che ci avrebbe raggiunto più tardi, che aveva avuto un impegno, che intanto potevamo iniziare noi. Noi? .. ma come? .. due uomini? .. la cosa, gli spiegai, usciva dai miei schemi (anche se in realtà, ad essere sincero, qualche fantasticazione sul tema l’avevo avuta ..) e che non ero interessato.
Il drink che mi aveva offerto, peraltro, cominciava a farsi sentire, e una leggera ebbrezza accompagnava i miei rifiuti sempre meno convinti.
Alla fine cedetti e acconsentii a spogliarmi per “fargli vedere come ero messo”.
Mi sfilai lentamente i vestiti e abbassai gli slip, non ero eccitato, ed il mio sesso pendeva tra le gambe, inerte.
Mi si avvicinò, lo prese in mano e mi fece girare.
Iniziò a masturbarmi lentamente, mentre con l’altra mano mi accarezzava il sedere … cominciai ad avvertire un’erezione … la sua mano si insinuava tra le mie natiche .. scomparve per qualche secondo, e poi tornò al mio buchetto umida di saliva … l’eccitazione cresceva, e non riuscivo più a dire di no.
Sempre masturbandomi lentamente, mi fece chinare leggermente in avanti e mi infilò un dito nel culo.
Non avevo mai provato nulla di simile, ma mi piaceva, e un gemito mi sfuggì dalle labbra. Incitato, tolse il dito e ripetè l’operazione, stavolta con due dita insieme.
Sentii un leggero dolore, ma il piacere era maggiore, e un “sì” accompagnò l’ingresso delle due dita in quello stretto spazio sino ad allora inviolato.
Dopo qualche maneggiamento, mi propose di spostarci in camera da letto, accettai.
Lo spogliai io stesso, inginocchiandomi davanti a lui, come mi aveva chiesto, per abbassargli gli slip.
Un flash. Aveva un cazzo bellissimo, lungo e grosso, con una cappella turgida e rossa .. rimasi ipnotizzato a guardarlo.
“Ti piace il mio cazzo?”
“sì, molto”
Senza rendermene conto, aprii la bocca e lui me lo infilò dentro. Il calore del suo sesso nella mia bocca era inebriante.
Iniziai a succhiarlo in maniera frenetica, infilandomelo fin dove arrivava .. era bellissimo sentirlo che si induriva sotto i colpi della mia lingua.
“chi se ne frega della lei” pensavo, ormai troppo preso da questa nuova eccitante esperienza.
Ci spostammo sul letto, mi fece sdraiare sulla schiena, e si portò le mie gambe sulle spalle, allargando con le dita il mio buco.
Comprese le sue intenzioni, inizia a dire di no, non volevo, ma non riuscii ad essere abbastanza convincente, si capiva benissimo che in realtà ormai volevo andare fino in fondo .. eh sì, proprio fino in fondo.
Tanto per fare scena finsi di resistere, cercai di divincolarmi, e questo eccitò Elia ancora di più
“vuoi che ti violenti? vuoi essere la mia troia? vuoi che ti rompa il culo? ” una valanga di oscenità mi seppellì ed io rispondevo sempre di sì .. sì .. sì .. sì ..un lampo nei suoi occhi e, contemporaneamente, un forte dolore al culo mi fecero balzare in aria .. era fatta .. mi aveva sverginato.
Sentivo il suo cazzo dentro di me, su e giù, deciso e possente, prepotentemente, un dolore fortissimo si mischiava ad un piacere nuovo e ancor più forte.
Godevo come mai prima di allora, ed iniziai a masturbarmi mentre Elia mi montava.
Dopo pochi secondi venni. Il mio sperma spruzzò in alto e colpì Elia, che mi sorrise. estrasse il cazzo dal mio culo ed iniziò a passarlo sullo sperma che era colato sul mio corpo.
Quando fu tutto bagnato, si mise a cavalcioni su di me, il cazzo dritto, che mirava alla mia bocca, e me lo infilò dentro.
“ripuliscilo, lecca tutta la tua roba, non deve farti schifo, è parte di te”.
Obbedii e presi a passare la lingua su ogni centimetro di quell’attrezzo che ormai mi ipnotizzava.
Compiuta l’operazione, mi fece girare, alla pecorina, e riprese a scoparmi.
Poi fu la volta di un sessantanove, nel corso del quale sentii che qualcosa si insinuava nuovamente nel mio anfratto.
Mi girai.
Era un cazzo di gomma, di dimensioni ragguardevoli, il che non fece che aumentare il dolore / piacere.
Mi fece alzare, con il cazzo di gomma piantato nel culo, e mi ordinò di giocarci da solo, mentre lui mi guardava.
Ero ancora eccitato, avevo il cazzo durissimo e mi contorcevo per il piacere.
Mi ristese sul letto, sdraiato di pancia, e mi montò sopra.
Al posto della gomma sentivo ora la sua carne dentro di me.
Venne. Il calore del suo sperma mi invase l’ano e le budella.
La tempesta era finita.
Si scostò e si stese al mio fianco, con la mano sul mio pene, che lo accarezzava lentamente.
“vuoi essere una vera troia?”
“sì” risposi io.
Si girò e offrì il suo culo alla vista dei miei occhi.
“masturbati su di me, vieni sul mio culo” e così feci.
“e adesso leccalo tutto, infila la lingua fin dentro al mio buco” …….. ero diventato schiavo del cazzo di quest’uomo e non riuscivo più a dire no.
Ci siamo visti molte altre volte, sempre noi da soli (la donna, in realtà, era frutto della sua fantasia).
Si dedicò con molta passione alla mia istruzione e fece di me quello che oggi sono: un bisessuale convinto e felice di esserlo

FINE

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