Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Gay e Lesbo / Guardone
copertina racconto erotico

Guardone

Vi voglio raccontare un’avventura che mi è capitata l’estate di 10 anni fa. Abito di una città marinara e d’estate soprattutto mi piace andare in pineta meta preferita dalle coppiette o da chi, come me, cerca di guardare loro a scopare. Quel giorno mi nascosi in una delle tante fratte e osservatori nascosti che conoscevo.

Era molto caldo quella notte, e dopo una mezz’ora di attesa sentii dei gemiti e dei sospiri che provenirono un po’ lontani al punto dove stavo. Lasciai la postazione sicura e mi addentrai in quei cespugli dove sentivo quei sospiri, nascosto dalle fronte degli alberi e cespugli vidi una coppia molto giovane completamente nudi, e ben fatti. Lui sul biondo e robusto, con fasce di muscoli su tutto il corpo si vedeva che faceva palestra, sul basso ventre spuntava un nerchia enorme che appariva e spariva in quella fica slabbrata che lo succhiava persino le palle. Anche lei non era niente male bionda e magra, una bella fica con grosse poppe e culo, che era appoggiata con le mani a terra a novanta gradi, che lo stava prendendo nella fica.

Ad un certo punto il ragazzo tolse il suo cazzo dalla fica di lei e glielo infila nell’ano che spari dentro senza sforzo tutta la sua mazza nel buco del culo. La ragazza lo prese tutto fino alle palle e si faceva sbattere per benino da lui e lei mugolava sempre più dal piacere: era chiaro che stava per venire. Infatti subito dopo il ragazzo gli sborra dentro il culo, che lei non si scompose, anzi, sembrava che gradisse la sborra dentro lo sfinte. Mentre osservavo la scena avevo una mazza da far paura, ci davo dentro sempre più eccitato. Una volta che tutti e due ebbero finito, si rialzano, e ripulendosi entrambi i sessi dalla sborra con i fazzoletti di carta che lentamente si rivestirono. Io ero sempre eccitato, ma anche un po’ inquieto, infatti avevo paura di essere scoperto. Pensai di ritornare nel mio nascondiglio dal quale ero al sicuro. Nello spostarmi però inciampai in un ramo basso e caddi al suolo facendo un gran rumore.

Prima di riprendermi e darmela a gambe non riuscii a rialzarmi perché nella caduta mi feci male al ginocchio.

“Bene bene! Abbiamo un guardone?”, dice lui. Lei nota la mia erezione.

“Al guardone guarda cosa gli è cresciuto! A quanto pare?” Il ragazzo sembra irritato un po’ e mi venne incontro, io ero impaurito da lui che mi da, una leggera sberla. Non vedendo la reazione da parte mia, mi stringe la maglietta vicino al collo, mi alza con forza spingendomi addosso all’albero. Non provai nemmeno a oppormi perché la paura faceva novanta e poi mi faceva troppo male il ginocchio per reagire. Poi mi lascia cadere per terra. Io mi rialzo, ma con un pugno in pancia mi ributta sul viottolo vicino alla panchina. Io provo dolore per il pugno, ma nello stesso tempo paura pensando al peggio. ‘Un mio amico, guardone come me fini all’ospedale’. Mentre sono a terra dolorante e tremante di tutto ciò mi sento sfilare la mia cinghia e legato a essa da dietro le mani.

“Che cazzo vuoi farmi?”, riuscii a dire con un filo di voce.

“Semplice stronzo, ti tolgo il vizio di guardare e scommetto che ti divertirai da bravo guardone che sei!?!”, dice divertito. Mi rialzai, ma vengo spinto sulla panchina seduto. Sento lei dire qualcosa nell’orecchio di lui. Il ragazzo chiede: alla sua ragazza di sfilarsi le calze e dargliele, il quale lei contenta della sua determinazione se le sfila e le consegna a lui. Velocissimo torna da me con le calze.

Slega la cinghia che mi legava i polsi e mi ordina di mettermi sulla panchina a quattro zampe.

Poi prende una calza mi lega i piedi, con facilità. Prende l’altra calza e mi lega le mani.

Io neanche più reagisco. Poi con la cinghia lo infilata al collo tenendomi fermo sulla panchina a pancia sotto, in modo da potermi comandare da lì. Lei velocissima si mette seduta addosso sopra di me facendo peso e cosi in quel modo non potevo muovermi, e dopotutto a quell’idea li vedevo eccitati. Lui non vedendomi reagire mi stringe forte la cinghia con un sorriso ironico, io feci una smorfia di sofferenza e lui non soddisfatto, mette una mano sulla cerniera del pantalone e se li slaccia davanti alla mia faccia, vedevo un cazzo esplodere nelle sue mutande in quanto se li abbassa e posso notare la lunghezza del suo cazzo duro e dritto da far paura. Ha davvero un bel cazzo da 24 cm in stato di erezione, adesso posso confermare ce l’aveva davvero lungo. La sua ragazza con le mani si avvicina alla mia patta, li slaccia scendendo giù fino a entrare nelle mutande. Avevo sempre sognato quel momento. Una mano che me lo stringe, e comincio ad ansimare. L’altra mano afferra le mutande e pantaloni me li strappa via lasciandomi a culo nudo. E’ incredibile la sua velocità. Io ero legato, non posso muovermi, sono alla loro mercede.

“Hai fame?, vuoi il mio cazzo da succhiare?”, neanche il tempo di rispondergli e me lo trovo ficcato dentro la gola per tutta la sua lunghezza e ad ogni ficcata si allunga sempre di più.

Le sue palle sono belle grosse e pelose! Lui era eccitato al massimo e lo spinge sempre più dentro la mia bocca fino alla base del tronco, io succhiavo sempre più velocemente. Lui mi tiene con la cinghia, quasi non gli bastasse mai.

“Dai bocchinaro succhia di più, ahaaa, ahaa, di più sììì, sìììì, cazzo amore e più bravo di te!” Il suo cazzo si muove più insistentemente e il suo godimento è sempre maggiore, finchè senza avvertimento sento nella mia bocca spruzzi di sperma. La mia bocca si riempie di sborra e lui non toglie il suo cazzo da lì! Vuole che mando giù tutto e io obbedisco malvolentieri. Era davvero disgustoso lo sperma, ma ero obbligato a leccarglielo mentre diventa più molle ma più largo! Finito il ragazzo toglie il suo cazzo dalla mia bocca. La sua ragazza gli disse di raccogliere la bottiglia che stava a terra vicino a lui, entrambi si guardano e si sorridono, lui gli stente la bottiglia. Lei si alza in piedi prende la bottiglia, era piazzata dietro a me e con voce cattiva dice:

“Beccati questo! Brutto frocio guardone!!!”, con una mossa incredibile me lo ficca tutto nel culo senza neanche avermelo lubrificato.

Quindi ce l’avevo tutto dentro e io urlai per il dolore. Il mio intestino scoppiava. I mie crespe rettali si sforzavano di chiudere con sofferenza il gigantesco buco, che la troia aveva aperto con la bottiglia che tuttavia rimase là e rendendomi il buco del culo incandescente. Nonostante il dolore nel prenderlo nel culo, non avevo mai provato una cosa del genere ma l’eccitazione fu tanta. All’inizio il dolore è stato fortissimo, anche perché non me l’aspettavo tanta violenza. Lei la porca cominciava a muoverlo dentro di me, rigira la bottiglia allungo e la tira con uno strattone fuori dal culo. Credetti di sentire un floppe, ma mi sentii subito meglio. Poi lo rificca di nuovo dentro, e fuori, di nuovo dentro e poi ancora fuori. Lei mi dava anche qualche sculacciata. Dopo un po’ il mio cazzo non ce la fa più e sborra sulla panchina. Vengo da loro insultato, vedendomi che godevo di quella bottiglia ficcata tutta nell’ano. A quel punto me lo conficca con un solo colpo netto nel mio buco di culo. La bottiglia si ficca completamente tutto fino all’orlo della bottiglia, io urlai dal troppo dolore. Fui lasciato lì da solo e legato alla panchina con quella bottiglia maledetta ficcata dentro al mio povero culo e se ne vanno via ridendo di me.

Dopo passati qualche dieci minuti da quella tortura e, per qualche secondo, tra urla e rissa, potevo udire delle voci da lontano che pian piano si faceva più vicine fino all’irruzione di un gruppo di punk. Appena mi videro che ero legato e mezzo nudo, sdraiato sulla panchina con la bottiglia piantato nel culo, parvero sorpresi e cominciarono a darsi delle gomitate, ridendo e sghignazzando. Rimasi impassibile, senza muovermi. Erano dei tipi strani, uno con i capelli lunghi era il più robusto, con la canotta nera, un grosso tatuaggio sul braccio e una espressione che non prometteva nulla di buono. Poi c’era il tipetto magrolino, col berretto e un anellino sull’orecchio. E gli altri due, una specie con la testa rasata, vestiti tutti di nero con un perenne ghigno sul volto. Il tipo muscoloso sorrise e Il ragazzino col berretto, scoppiò a ridere gettandosi a terra. Gli altri due in cui guardavano nella mia direzione, si guardarono sorpresi e divertiti. Erano semplicemente incuriositi dalla situazione provando una improvvisa eccitazione nell’osservarmi, erano tutti visibilmente su di giri, la scena in cui si trovarono davanti a loro fu quanto di più sorprendente avessero mai immaginato di vedere. Potevo notare il loro stato di eccitazione nelle loro patte dei pantaloni che erano piuttosto evidenti. Ma fu solo un attimo. Vedevo i loro pantaloni abbassati e il loro cazzi sventolare per aria.

Davanti a me, il ragazzo con la coda, quasi completamente denudato, con il cazzo dritto e duro

mi incitava a succhiarlo. Osservai rapito il suo cazzo lungo e sottile, e per un incredibile istinto, mi gettai con la bocca sul quel cazzo. Potei udire qualche grido di sorpresa e compiacimento nel gruppetto. Fu solo l’inizio. Sentii una mano alle mie spalle, infilarsi tra le mie cosce per poi risalire sul culo. Stranamente, non opposi resistenza, reagendo anzi con una erezione feroce al contatto. Non feci in tempo a concludere questi pensieri che sentii sfilarmi quella bottiglia dal culo, lasciandomi una sensazione di vuoto e di aria fresca che entrava internamente al mio culo.

Poco dopo sentivo un cazzo conficcare con un solo colpo nel mio buco di culo. Il dolore era insopportabile. Poi inizia a fottermi, prima piano poi sempre più svelto. Mi teneva per i fianchi e chiavava il mio culo. Ero in trance che gemevo leggermente, poi più forte sempre più forte fino quasi ad urlare di quel godimento. I miei urli, si trasformarono con ansimi forti che seguivano il ritmo della fottuta. Il mio culo soffriva e godeva. Poi tutto si ferma. Era penetrato completamente e profondamente, aggrappandosi ai miei fianchi e tentava di premermi dentro il cazzo fino alle palle. La sua nerchia esplose nelle mie viscere che percepivo la sua calda sborra, che infiammava il mio buco di culo già irritato dalla bottiglia che io ingordamente raccolsi. Slegato dai legacci subendo ogni tipo di insulto e forti sculacciate per ogni loro gusto che, anche per capriccio, mi ordinano di mettermi a quattro zampe. Da dietro, continuano a colpirmi con le mani e accompagnando ogni colpi con insulti:

“Tieni, brutta troia”. Presto da dietro un altro cazzo comincia a sfregarmi sul culo. Cominciai a mugolare, in mezzo a quegli adolescenti arrapati e persi ogni freno e le mie voglie a lungo represse esplosero senza timori.

Offrii a tutti loro il mio culo, la mia bocca raccolse piu’ volte il loro sperma. Cominciarono di nuovo a spingermi da dietro con i loro cazzoni gonfi e io lo subii tutto, come una cagna in calore, urlando eccitato davanti a tutti quanti come fossi una troia in quel momento. Andarono via solo a tarda ora. Per salutarmi, i ragazzi mi pisciarono addosso tutti e quattro, ridendo e accompagnando con il loro scroscio di piscio. Io, completamente bagnato di piscio li incitai di continuare ero in ginocchio e a testa bassa, subii quell’atto di estrema ingiuria rallegrandomi per quella serata straordinaria che trascorsi insieme a loro. Si aveva ragione il primo cazzone, mi a tolto il vizio di essere un guardone, ma presi un’altro vizio quello dei cazzi.

FINE

About Porno racconti

La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Inseparabili

-Buon giorno dormigliona sono le nove e mezza- mi svegliò Marzia -sei adorabile quando dormi. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.