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I miei vicini

Dimenticai le chiavi in casa, quel pomeriggio di dicembre, e la sera, tornando dal corso, mi accorsi di essere rimasto fuori.
I miei genitori si trovavano a Roma e sarebbero tornati quattro giorni più tardi.
Non sapevo cosa fare visto che non avevo altra chiave per entrare in casa al di fuori di quella che avevo purtroppo dimenticato dentro.
Così sedendomi sulle scale del terrazzo (abito all’ultimo piano di un condominio di otto) per trovare una soluzione finii con l’addormentarmi.
Dimenticavo di presentarmi: sono S. , ho diciotto anni e frequento il professionale.
Fui svegliato più tardi dalla voce del mio vicino di casa, un uomo sulla quarantina abbondante, sposato da circa vent’anni e con due figli, G.
Spiegatagli la situazione, mi invitò a stabilirmi in casa sua per i quattro giorni successivi.
Accettai volentieri anche perché non avevo altra scelta…
Erano ormai le 23: 45 quando mi fece accomodare in casa, dove tutti ormai dormivano.
Mi preparò la cena e dicendo di essere stressato dopo una giornata di lavoro così pesante, si sdraiò sul divano e accese la TV, cominciando a cambiare canale.
Dopo circa un’oretta e mezza, verso l’una e dieci, finito un programma calcistico, cambiò nuovamente canale e ci ritrovammo a vedere un film porno vecchissimo.
Avevo sempre avuto voglia di avere un rapporto omosessuale, pur avendo la ragazza e non vidi occasione migliore di questa:
G. tirò fuori il suo uccello e cominciò a menarselo davanti ai miei occhi.
Stupefatto dalle dimensioni della sua verga, circa ventitré cm, gli chiesi se potevo sedermi con lui e così feci.
Con un gesto di grande coraggio, presi in mano il suo cazzo e cominciai a massaggiarlo, inizialmente mi guardò quasi con disgusto ma si sciolse completamente quando avvolsi interamente la sua cappella con la mia lingua, facendogli un pompino come avevo sempre sognato di fare.
Mentre lui accompagnava la mia iniziativa con dei colpetti che mi facevano ingoiare l’uccello per una buona metà io succhiavo a più non posso quell’asta dall’odore maschio che avevo in bocca.
A questo punto però mi alzai e spogliandomi completamente mi inginocchiai su una sedia, messo alla pecorina e lo invitai a leccarmi il buchetto ed incularmi.
Non se lo fece ripetere due volte e dopo avermi lubrificato l’ano con la saliva, cominciò ad incularmi a ritmo violento, in una maniera assurda.
Godevo tanto con quel cazzo in culo e mi eccitavo ad ogni “troia” che il mio caro vicino mi urlava in preda alla goduria.
Ero realmente la sua troia e volevo esserlo.
Finalmente mi venne in pancia, inondandomi di sborra e uscì la verga dal mio culo facendomela leccare.
A quel punto, mentre con la lingua stavo ripulendo lo sperma rimasto sul suo uccello, si aprì la porta… FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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