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Il Cambiamento

Non è semplice descrivere gli eventi che mi hanno portato a 22 anni, a passare da una vita banale ed inappagata ad una vita ricca di piacere e di soddisfazione. Ma in qualche modo ci proverò…

Tutto è cominciato un paio di anni fa, in vacanza. L’ambientazione è quella tipica: estate, località super affollata, nottata spericolata in discoteca tra tante ragazze desiderose solo di farsi guardare, e mille ragazzi appariscenti ed eccitati. Le stelle, il caldo… ero lì con un mio amico di vecchia data, Danilo, un bel ragazzo che attirava l’attenzione di non poche ragazze al suo passaggio, grazie al fisico atletico, ai capelli biondi ed ondulati, ai suoi occhi azzurri. Cavolo, anche quella sera mi aveva lasciato solo al centro della pista, per appartarsi su un divanetto tra due ragazze direi quasi assatanate.
Ogni tanto li vedevo: alla sua destra aveva una bionda che lo baciava sulla bocca in modo travolgente; con le mani lo abbracciava, gli toccava i capelli e teneva il viso praticamente attaccato al suo. Alla sua sinistra vi era invece una mora, con una camicetta aderente e aperta sino al punto di mostrare senza grosse difficoltà un capezzolo, la quale non potendo baciare Danilo in viso, si divertiva ad accarezzargli le cosce, con una mano, e la schiena, con l’altra.

Meglio non pensarci e continuare a ballare sperando di non concludere la serata in bianco… Anch’io non ero affatto male: alto 1.80, biondo, capelli lunghi ed un fisico modellato da anni di palestra intensa; ma proprio non ci sapevo fare con le ragazze e perciò mi ero sempre dovuto accontentare di quelle che per prime avevano preso con me l’iniziativa.
Quella notte però proprio niente; la mia timidezza mi spingeva sempre ad isolarmi e così, dopo ore di ballo sfrenato, tornai a casa con Danilo, ormai stanco per i suoi incontri amorosi.

Erano quasi le sei del mattino e insieme raggiungemmo la mia villa sul mare, nella quale alloggiavamo da ormai quasi due settimane. Ormai sfinito, aprii la porta e mi diressi in cucina per prendere una coca dal frigorifero; nel frattempo Danilo si era tolto le scarpe e si era gettato sul divanetto del soggiorno per riposarsi un po’.
Tornando dalla cucina però, mi accadde qualcosa di inspiegabile e inaspettato: non riuscivo a spiegarmi cosa mi stesse succedendo, ma Danilo era lì, di fronte a me, praticamente sdraiato sul divano, e credo che allora, per la prima volta, abbia visto quel mio vecchio amico in un modo del tutto nuovo.
Non ci avevo ancora fatto caso ma era vestito in modo molto sensuale anche se semplice: un pantalone nero molto aderente ed una camicia bianca con tre bottoni aperti; era sdraiato con le mani dietro la testa ed era molto eccitante vedere il suo petto che si alzava ed abbassava al ritmo del suo respiro. Non riuscivo a non soffermarmi sull’apertura della sua camicia: si intravedevano infatti dei pettorali muscolosissimi e completamente privi di peli…sapevo già della sua mania per la depilazione, l’abbronzatura e il culturismo, ma vedere poi quella camicia bianca che contrastava con la sua liscia pelle color nocciola aprì nella mia mente un mondo tutto nuovo che credevo non esistesse.

Maledizione, mi accorsi in quei momenti di avere un’erezione, evidentissima attraverso i sottili pantaloni bianchi; Danilo però aveva gli occhi chiusi e non si accorse di niente…ma non potevo che tutto finisse lì; avevo dei desideri nuovi e irrefrenabili che non riuscivo a trattenere. ma cosa avrebbe pensato Danilo di me?
Senza ragionare passai alle spalle del divano e mi avvicinai a lui.
‘Certo che devi essere molto stanco per tutte le ragazze con cui ti sei divertito questa sera!’ gli dissi.
‘Ma no, che dici. Ho solo bisogno di rilassarmi un poco… ho i muscoli tutti indolenziti…’
Che occasione ghiotta; non persi tempo.
‘Ora ci vuole un bel massaggio, e il tuo vecchio amico Fabio è a tua disposizione!’
Iniziai a massaggiargli così le spalle: che sensazione stravolgente sentire i suoi muscoli possenti. Mi piaceva massaggiarlo e stringere con le mani le sue spalle, stropicciando il tessuto bianco della sua camicia… poi pian piano lasciai le sue spalle e, sempre stando in piedi dietro di lui, portai le mani sul suo petto… ma non era più un massaggio…in realtà lo stavo accarezzando. Come potevo non essermene accorto prima… il suo torace era muscolosissimo e sentire i capezzoli che, attraverso la stoffa, ogni tanto sfioravano le mie dita, mi eccitavano all’inverosimile!
Allora senza quasi lasciarmi accorgere gli slacciai un quarto bottone ed infilai dolcemente entrambe le mani all’interno della sua camicia accarezzandolo con movimenti circolari, quasi seguendo la circolarità dei suoi pettorali lisci, duri ed abbronzati.
Lui non diceva niente, ma sapevo che seguiva stupito ed incuriosito i miei movimenti; non potevo fermarmi. Così continuai a scendere con le mani: i capezzoli, l’ombellico e poi degli addominali definiti e duri come l’acciaio.
Le mie mani si muovevano con una naturalezza inspiegabile, adoravo soffermarmi nelle pieghe al di sotto dei pettorali, che lui si divertiva ad indurire, nella fessura che divideva in due quel petto muscoloso, quel paradiso di fibre calde e sensuali.
Adoravo però non spogliarlo del tutto, mi piaceva vederlo lì con quei pantaloni aderenti e quella camicia ormai aperta e stropicciata.. gli passai così davanti e guardandolo negli occhi, mi inchinai su di lui: avevo voglia di leccargli il petto…ormai avevo capito che per me quella era la zona del suo corpo che più mi eccitava…già sapevo che sarebbe divenuta quasi una fissazione…
Gli aprii un altro bottone di quella splendida camicia bianca e mi avvicinai dolcemente ma , all’improvviso, lui prese il mio viso tra le sue mani e mi disse con fare violento:
‘Sono stanco e ho solo bisogno di dormire; non mi prendere in giro, lasciami riposare un po’..’
Non aveva capito niente; pensava che stessi scherzando e forse era meglio così.
Allora si aprì del tutto la camicia e si mise a dormire spegnendo la luce che era su un tavolino di fronte. Passai tutta la notte a guardarlo nella penombra: si girava e rigirava e nel sonno spesso si accarezzava il petto come uno di quei modelli che si vedono in tv nelle pubblicità delle chat gay.
Era meglio che dormissi un pò anch’io; il giorno dopo nel pomeriggio avrei dovuto raggiungere i miei genitori in città, per andare ad un matrimonio di un mio cugino. Deluso, mi addormentai così, senza neppure spogliarmi.

Il giorno dopo, mi alzai quasi a mezzogiorno; Danilo mi aveva preparato la colazione e dalle sue parole si capiva che aveva del tutto dimenticato la nottata precedente. Così mi feci una doccia e mi vestii: pantalone blu, camicia celeste con cravatta blu e una giacca dello stesso colore del pantalone. Mi guardavo allo specchio: cavolo ero proprio un bel ragazzo, il mio fisico non aveva niente da invidiare a quei fustoni che si vedono sempre in ‘Baywatch’.

La serata trascorse velocemente; avevo l’animo a terra e così andai via prima (mio cugino, lo sposo, poi non mi era mai stato neanche simpatico), per tornare alla mia villetta e passare lì quegli ultimi giorni di vacanza, con Danilo. Ma arrivato vicino casa mi prese un’ansia eccezionale…non potevo tornare lì e trovare Danilo con qualche ragazza (era molto probabile dato che non si aspettava il mio rientro così presto); decisi così di andare prima a bere qualcosa in un locale lì vicino.
Era come una scena di quei film americani: io ero lì, seduto ad un tavolo, solo, con un grosso bicchiere di birra davanti a me. C’era musica, e tanta gente che parlava, rideva…io ero un pò fuori luogo così elegante in un locale sulla spiaggia, in una calda sera d’estate…Non potevo che rimuginare alla nottata appena trascorsa, al fisico di Danilo, al suo odore di maschio che tanto mi eccitava e che non riuscivo a mandar via dalla mia testa.
Ormai ero consapevole di non poter più fare a meno di questi miei desideri…e lo capivo dallo stato di eccitazione che mi avvolgeva nel vedere le decine di ragazzi che erano nel locale e che prima di allora non avevo mai notato… al bancone del bar, ad esempio, vi era un ragazzo iper palestrato, con un jeans ed una camicia rossa tutta sbottonata… ormai era quasi una fissazione: quell’indumento mi faceva venire i brividi lungo la schiena. Gli uomini così esibizionisti, che amavano farsi vedere il torace, e chissà anche farselo toccare, erano così eccitanti.
Al tavolo di fronte vi era poi un biondino niente male, probabilmente con la sua ragazza…aveva delle spalle ampie e, dalla camicia nera, notevolmente aperta sul petto, si vedevano chiaramente dei pettorali sporgenti e levigati; lui parlava al telefono e la sua ragazza si divertiva a infilare una mano nella sua camicia; probabilmente gli stuzzicava un capezzolo, perchè lui ogni tanto rideva. Vicino al tavolo da biliardo, vi era poi una comitiva di ragazzi che parlava e scherzava ad alta voce; uno di essi era appoggiato ad un muro: moro con capelli cortissimi e neri, occhi scuri ed una camicia celeste, sbottonata sino all’ombellico. Dato che era appoggiato sulla spalla destra, la camicia era scostata e si intravedeva uno dei due pettorali, o meglio era completamente scoperto. Aveva una peluria lieve ma scura; non era molto muscoloso ma mi eccitava vedere gli amici che parlando e ,scherzando, ogni tanto riuscivano, anche se involontariamente, a toccarlo. Uno di essi poi voleva vedere il ciondolo che aveva al collo e quindi mise praticamente entrambe le mani sul suo torace, scostandogli ancora di più la camicia…
Io ero tutto sudato ed eccitato… cosa mi succedeva… ero forse malato… o pazzo… no.. avevo semplicemente bisogno di sesso… o di farmi una bella sega…
Quasi mi veniva da piangere, alla prima birra ne seguirono molte altre, quando ecco, accadere l’imprevedibile…nel locale vi era anche Danilo e vedendomi in quello stato, mi raggiunse e si sedette al mio tavolo…
Era come un angelo: aveva un jeans con una cintura di pelle marrone, ed una camicia della stessa stoffa, di quelle con i bottoni di metallo che si chiudono (e si aprono) con una lieve pressione delle dita. Sembrava un cow-boy e poi la sua camicia (questa volta con soltanto un paio di bottoni aperti ma ugualmente eccitantissima) metteva in evidenza un fisico possente, delle spalle ampie e dei pettorali che sporgevano attraverso il tessuto jeans e che avrei disperatamente voluto leccare.
Non avrei mai più preso l’iniziativa con lui, non avrei mai voluto perdere il legame che ci univa, mi sarei accontentato di quello che lui poteva darmi.
Ma mai avrei immaginato quello che sarebbe successo…
‘Ciao, Fabio, sei venuto qui a rilassarti un po’ o a consumare tutta la birra che c’è nel locale?’
Effettivamente ero sufficientemente brillo da non coordinare i movimenti e probabilmente da non riuscire neanche a camminare… preferii non rispondere.
Lui allora continuò: ‘Ho capito: questa sera non sei in grado di badare a te stesso e quindi mi dovrò occupare io di te. Dopotutto, a cosa servono gli amici?
A proposito, perchè sei ancora vestito come il presidente degli USA?? Qui fa così caldo, non trovi? Guarda come sono sudato..’
E dicendo questo, si aprì un terzo bottone di quella adorabile camicia jeans, prese la mia mano, e la infilò al suo interno… Il suo petto muscoloso pulsava sotto le mie dita; senza accorgermene iniziai così a muovere la mano che scivolava su una pelle liscia e bagnata dal sudore… avrei voluto spogliarlo lì, su quel tavolo, e stringere il suo corpo umido al mio, abbracciare quel corpo imponente, leccare quel collo e quel viso su cui era distribuita una barba appena accennata…
‘Ehi! ma non prenderci troppo gusto!! Vuoi dare scandalo, qui in mezzo a tanta gente??
Dai, è meglio se andiamo a casa, perchè credo che tu non stia affatto bene!’
Sì, che stavo bene, stavo benissimo. Avevo il cazzo duro come il ferro e credo che lui se ne fosse già reso conto. Non avevo la forza di nasconderlo nè di rispondere al mio amico, così mi lasciai condurre a casa…
Lui si alzò e mi fece poggiare un braccio sulla sua spalla.. Una delle sue mani era dietro la mia schiena, per sorreggermi; l’altra invece era poggiata sul mio petto per evitare che cadessi in avanti… che sensazione gradevole sentire la sua mano forte e robusta che toccava il mio torace; chissà se anche lui stava provando piacere nel sentire la mia muscolatura, i miei pettorali, coperti ancora dalla camicia e da una cravatta che ormai mi stava quasi soffocando…Non potevo ancora saperlo…
Lui non si era riabbottonato la camicia, e questo per me non poteva che essere la ciliegina sulla torta: intravedere il suo torace muscoloso, un capezzolo esposto grazie ad una piega casuale ma quanto mai gradita della sua camicia aperta, non potevano che aumentare al massimo la mia eccitazione.

Così arrivammo a casa e lui mi adagiò dolcemente sul divanetto del soggiorno, nella stessa posizione in cui io avevo visto lui la notte precedente;
prima però mi aveva sfilato la giacca. E, nel farlo, mi accorsi che si era soffermato sullo spessore dei miei bicipiti…Poi andò in cucina per prepararmi un caffè…quel cow-boy era così gentile e sensuale… non smettevo di seguirlo, con la coda dell’occhio.
Poi finalmente tornò e si sedette vicino a me; mi fece bere tutta una tazza di caffe bollente e poi la posò sul tavolo di fronte a noi. La luce era soffusa. All’improvviso lui si rivolse a me:
‘Allora, vogliamo metterci un po’ più comodi? O vuoi andare a dormire con questa tristissima cravatta blu?’
Senza che io potessi rispondere, avvicino le mani al mio petto e iniziò a slacciarmi la cravatta… io lo lasciavo fare ma lo guardavo negli occhi…
Via la cravatta così; ma non si fermò li: piano piano mi aprì il primo bottone della camicia, poi il secondo e poi ancora un terzo… e lentamente, tra un bottone e l’altro, sfiorava con le sue dita la mia pelle. Poi mi allargò i lati della camicia, esponendomi il petto all’aria; forse per rinfrescarmi o probabilmente perchè lo eccitava vedere un giovane corpo muscoloso così esposto e a sua disposizione… Io poggiai la testa all’indietro, per fargli capire che avrebbe potuto fare di me quello che avesse voluto, e iniziai a respirare sempre più profondamente gonfiando il petto che così mostrava in modo ancora più evidente gli anni che avevo passato in palestra.
Fatto questo, si poggio anche lui sulla spalliera del divano…eravamo lì tutti e due con le nostre camicie sbottonate, muscolosi, belli ed eccitati; sì, sembravamo proprio due modelli fighissimi di uno spot pubblicitario.
Non persi tempo: mi buttai su di lui e gli aprii dolcemente e lentamente gli ultimi tre bottoni della camicia, uno dopo l’altro giocherellando ogni volta con ciascuno di essi e accarezzando quei muscoli sudati ; finalmente si mostrò in tutta la sua bellezza e possenza. Il suo petto sembrava scolpito, liscio, con due pettorali tondi e sporgenti, sormontati da due capezzoli appuntiti che presto avrei leccato. Gli addominali erano definiti e tesi come se stessero nel mezzo di uno sforzo fisico…era Danilo che, accortosi del mio sguardo esploratore e contemplativo, irrigidiva tutti i muscoli su cui si posavano i miei occhi.
Iniziai a baciarlo così sul collo, poi pian piano scesi sui pettorali… che piacere… con la lingua gli stuzzicavo i capezzoli, li prendevo tra le labbra, tra i denti…anche lui stava godendo perchè senza quasi lasciarsi accorgere si lamentava…
Continuai a leccarlo e a muovere le mie mani accarezzando quella enorme distesa di muscoli…Non so quanto tempo sia trascorse mentre assaporavo quel paradiso.
Poi Danilo prese il sopravvento: mi spinse sulla spalliera del divano e terminò di sbottonarmi la camicia, senza togliermela però. Credo che anche lui sia rimasto colpito dalla mia muscolatura, perchè subito iniziò a baciarmi, a leccarmi, le sue mani mi toccavano ovunque. Poi iniziò a toccarmi anche nel mezzo delle gambe, ridendo per il fatto di vedere e sentire che i miei pantaloni fossero gonfi quasi fino a scoppiare, come i suoi d’altronde.
Slacciò la cintura, sbottonò i pantaloni e tirò giù la cerniera…non credevo a quello che mi stesse accadendo… Danilo mi stava mordicchiando l’uccello attraverso la stoffa dei boxer neri aderenti.
Poi tirò giù anche quelli e il mio cazzo potè ergersi libero e senza più ostacoli…Lui lo prese in mano e con movimenti esperti iniziò ad andare su e giù scoprendomi e ricoprendomi ripetutamente la cappella. Questa era rossa e quasi violacea, tutta bagnata e per questo, ad ogni movimento di Danilo, si sentiva uno strano ma gradevole rumore…poi lui iniziò a leccarmi le palle, continuando a smanettarmi il cazzo.
La sua lingua era calda ed avvolgente e dalle palle si spostò sull’asta dell’uccello, sin sulla punta della cappella…poi prese tutto il mio cazzo in bocca e cominciò a spompinarmi; sì, quel maschione di Danilo mi stava proprio spompinando. Sentivo la lingua che leccava tutta la lunghezza del mio organo, che si soffermava sul piccolo buco sulla cima della cappella; sentivo la saliva che colava tra le palle..
Ma nel frattempo, con una mano continuava ad accarezzarmi i pettorali, spostandosi in continuazione da un capezzolo all’altro, dall’ombellico al collo…gridavo per il piacere.. fin quando non riuscii più a trattenermi: una quantità enorme di sperma esplose riempindogli la bocca e le mani…Lui allora si allontanò riappoggiandosi alla spalliera del divano e scoppiò a ridere…la mia sborra iniziò allora ad uscirgli dalla bocca e a colargli lungo il collo, su torso, su quei pettorali abbronzati e sudati, sulla camicia jeans che, seppure tutta aperta, aveva ancora indosso.
Io mi avvicinai e gli misi una mano sul petto, accarezzandolo e spalmandogli lo sperma ancora caldo che continuava a colare. Questa volta toccò a me sbottonargli i jeans ed abbassargli la cerniera… mai compito fu più piacevole. Anche lui indossava dei boxer neri ed aderenti ma non mi soffermai molto a guardarli: subito li abbassai per assaporare completamente la sua virilità.
Il suo cazzo era qualcosa di imponente…doveva essere di circa 22 centimetri, spesso e scuro… Molte vene rendevano la sua superficie tortuosa e la cappella, già del tutto scoperta era di un rosso porpora…ero ancora eccitatissimo e vedere quel grosso organo pulsante mi lasciò senza parole.. non ne avevo mai visto uno più grosso. Danilo allora, che aveva ancora un po’ della mia sborra sulle mani, la distribuì sulla punta del suo cazzo e poi me lo ficcò in bocca…
Era la prima volta che prendevo il cazzo di un uomo in bocca: era dolciastro, caldo…iniziai a muovermi su e giù, prima piano poi sempre più velocemente e con le mani nel frattempo stringevo Danilo a me… hmmm… hmmm… haa… haaa… gli toccavo i capezzoli… poi i fianchi la schiena,,,i
muscoli del culo… sempre più velocemente… su e giù. su e giù…. anche Danilo esplose riempiendomi la bocca del suo seme…. era ancora più dolce, ancora più caldo…. era il succo della sua virilità.
Non avevo mai provato tanto piacere e fu così che sfiniti, ci ritrovammo lì, su quel divano, con i nostri uccelli liberi ed ancora umidi, con le nostre camicie sbottonate a ridere e baciarci per tutta la notte….

Questo e quello che mi è accaduto due anni fà ed è da allora che vedere un ragazzo con una camicia sbottonata mi fa pensare a Danilo, ed è per me la visione più eccitante che possa esistere… se anche per voi è la stessa cosa, se anche voi avete questa mia piccola fissazione… inviate qui i vostri racconti… eccitatemi raccontandomi il modo in cui avete sbottonato le camicie dei vostri compagni di giochi e di sesso…

FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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