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Il commediante

Partiamo dopo cinque minuti. Abita a dieci chilometri. Io sono in motorino ma lui vuole che si vada insieme. Monto sulla sua auto e cerco di creare le condizioni migliori….
“Senti. patti chiari e amicizia lunga. Primo, non mi piace raccontare i cazzi degli altri ma non mi piace nemmeno che gli altri raccontino i miei….” Lui mi interrompe.
“Certo, non è che io sia sputtanato o vada in giro sculettando Nessuno sa niente e sono alle prime esperienze. E’ anche interesse mio che resti tra noi no?”
“Bravo!”
“E secondo?”
“Secondo sai bene come vanno queste cose. Può darsi che si va e ci si diverte come matti tutta la notte. Può darsi che si arriva a casa e scopri che non ti va più. Senza farci problemi, lo si dice chiaramente e amici come prima. Va bene?”
“Per me va benissimo! Certo che sei uno che ha le idee molto chiare tu.”
“Bè ho un po’ di esperienza. Chissà perché, la gente deve complicarsi la vita con un sacco di stronzate inutili, e non riesce a godersi queste cose senza farsi tante seghe mentali. Io faccio sempre questo discorso:
“Non te lo ha ordinato il medico. Non ce l’ha ordinato il medico. E queste cose si fanno per divertirsi, per stare meglio, per piacere. Se deve diventare un problema e non riesci a farlo senza paure, rimorsi e cazzate simili meglio che non lo fai.” Ti pare?
Risponde ridendo, allegro.
“Parole sante. Perfettamente d’accordo.”
Ma si vede che ancora non riesce a farlo senza problemi. La sua allegria sparisce appena entriamo in casa. Ritorna un po’ di rossore sulle sue guance ed è visibilmente impacciato. Mi fa entrare in salotto e si avvia alle bottiglie.
“Bevi qualcosa?”
Mi accosto, do un’occhiata e scelgo cognac. Ne versa solo per me.
“E tu non bevi?”
“No. Io bevo raramente”
“Bene, questa è una delle rare volte che devi bere. Se resti così impacciato ci vorranno due ore solo per partire”
Resta indeciso un attimo ma poi accetta l’invito.
“Ma si dai… hai ragione”
Mentre si versa da bere rompo gli indugi e, standogli alle spalle, gli tiro giù calzoni e mutande. Lui non si oppone, resta di spalle…. Ha un bel culo, senza peli. Ha solo una leggera peluria, il pelo cortissimo, liscio, un po’ lucido come quello dei lattanti o delle femmine. La tipa che ho adesso ha un po’ di quella peluria sulle chiappe, intorno alla zona della piega, del buco….. gli carezzo un po’ le chiappe, infilo una mano sotto la maglietta, gli sfioro i capezzoli e quando sento che è pronto gli sfilo via la maglietta. Non ha un pelo sul torace, liscio, ma probabilmente se lo depila……….. lui collabora, ma non si gira. mi tocca fare una manovra complicata…. lo lascio nei calzoni ma lo tiro fuori dalle mutande, che possa sentirlo bene. poi mi attacco a lui, premo anche un po’ contro le sue chiappe e a piccoli passettini, tra una cosa e l’altra, lo porto fino al divano. Ancora qualche carezza, una leggera strizzatina ai capezzoli e quando è completamente partito… e si vede!… gli dico:
“Dai tira via tutto”. E mentre lui si slaccia le scarpette io vado a riprendere i due bicchieri. mi siedo accanto a lui e gli porgo il suo:
“Ancora un po’ di cognac e poi si parte”.
“Tu non ti spogli?” mi fa timidino.
“No. Devi farlo tu. Io tutt’alpiù posso togliere questa.” Tiro via la maglietta, lo attiro un poco a me e comincio a carezzare i capezzoli, i fianchi…. giù per le natiche. E visto che non si decide, gli prendo la mano e gliela porto sul mio uccello. Pare che sia partito. Smanazza, scappella, ci si bagna la mano, soppesa i coglioni e poi comincia a menarmelo..
Non mi avrà fatto venire fin qui per farmi una sega? Altra manovra decisiva. Gli lecco un po’ i capezzoli, poi gli prendo la testa e lo porto con la bocca sui miei. Lui capisce e comincia a leccare. Lo faccio giocare un poco e poi comincio a spingergli la testa giù. E’ andata. Pian pianino, continuando a leccare, scivola giù dal divano e prende i miei calzoni per i fianchi. Io mi sollevo e lui tira giù. Comincia a lavorare di lingua mentre con la mano mi slaccia le scarpette. Ma le scarpette sono dure da tirare via. Lui ormai va da solo, non c’è problema. Mi metto comodo, gambe aperte e lui lavora per bene, a lungo, intorno, usa le mani e poi parte deciso…..
Quando sento che se continua, il divertimento rischia di finire per un po’, decido di rimandare. Allora gli prendo di nuovo la testa e lo guido verso la risalita.
Quando è su ci stacchiamo un attimo, il tempo di finire il nostro cognac. Tra l’altro a lui gli fa bene. lo aiuta…. Ce ne restiamo in silenzio per un po’.
“Ma tu lo metti solo?”
“Si. Mi spiace ma a me piace essere solo attivo e non lo prendo. Per te è un problema?”
“No.. anzi, è meglio.”
“Bene!…. allora si riparte… sul divano si sta stretti. Lo guido e scivoliamo giù sul tappeto, si fa un po’ di cose, lecca succhia, palpo, gli stuzzico l’ingresso e poi lo metto a faccia in giù…. Sto sopra per un po’, glielo faccio scorrere lungo la piega e quando mi pare che sia pronto comincio a puntare. Lui si scansa, si gira un po’ di lato e mi fa:
“Scusa.. solo volevo dirti una cosa… cioè.. per me è la prima volta che lo prendo… ma ho deciso di farlo…..dovresti darmi la tua parola che farai piano….. senza esagerare… ti va?”
Non me lo aspettavo. E’ una rottura di palle… no mi fa male…dai ti prego tiralo fuori… sarà per un’altra volta.. tanto abbiamo cominciato….i soliti casini insomma. Meglio che sia completamente rilassato. Non c’è fretta.. possiamo starci quanto vogliamo….
“Cazzo! Questo non me lo aspettavo!”
“Ti spiace?”
“Scherzi?! No, non è che mi dispiace, anzi… sono lusingato…. è che da come mi hai agganciato…. Ecco… credevo che fossi più avanti…….”
Lui non risponde. Si vede che ha paura di sentire male, è in tensione e non riesce a rilassarsi. Allora con calma, organizziamoci. Ci possiamo passare tutta la notte. Lui è un gran bel fighetto e mi attizza…. e se lo tratto bene……….. chissà che ogni tanto non mi venga a cercare…. Mi rimetto giù di fianco a lui e comincio a carezzarlo… le chiappe….. il fondoschiena…… l’interno delle cosce….. una lieve sfioratina ai coglioni…… e poi con la punta del dito.. leggerissimamente, risalgo, sfiorando la piega del culo. Ok funziona. Continuo a sfiorare e attacco:
“Sta attento. Io non voglio sapere i cazzi tuoi….. ma se è la prima volta allora va fatta per bene….. io non sono quello che sta all’asciutto da mesi e che appena vede un culo parte alla carica…” Intanto continuo a carezzargli le chiappe perché non si smonti…..
“Ho la morosa ed è un gran pezzo di gnocca, tra l’altro…. qualche distrazione non mi manca…..insomma con me vai tranquillo…” Non c’è bisogno di risposta e parto… gli allargo delicatamente le chiappe.. e si…… è ancora intonso…….. sarà un piacere…… comincio a stuzzicare con la punta della lingua….. deposito un po’ di saliva… riprendo a carezzare. Mi tiro su, di fianco a lui. con il dito forzo delicatamente l’apertura fino a che riesco a infilarglielo tutto dentro. E adesso cominciamo a muoverlo. Delicatamente, di modo che possa cominciare a capire di che si tratta…… ormai è completamente rilassato e se la gode anche…. Gira la faccia verso di me:
“Sai ho tanta paura….. dicono che fa un male cane…….. però di te mi fido…..”
Continuo a stantuffargli lentamente il dito dentro. Fai bene a fidarti di me stronzetto. Uno con la mia esperienza e con la mia pazienza non si trova così facilmente in giro….
“Il fatto è che devo farlo…”
“Devo farlo”? e perché devi? La cosa mi insospettisce…… tasto il terreno per capire….. è vero che non mi interesso dei cazzi degli altri…. ma se mi stuzzicano la curiosità…….
“Perché devo? Non te l’avrà mica ordinato il medico?!”
“Certo che no. Il fatto è che…… bè è difficile da spiegare…….. ho cominciato da poco…. Con un amico. E’ stato lui che mi ha iniziato. Però il fatto è che…….. come dirti……. Insomma io non è…….. non è che lo faccio solo per quello.”
“Cazzo come la fai lunga. Ne sei innamorato?”
“Si.”
Gli costa tanto dire quel si e quasi si mette a piangere. Allora qui la cosa è seria.! Via il dito dal culo che è troppo osceno e riprendo a carezzare……
“Ascolta, hai fatto qualcosa….. come dirti.. per prepararti……?”
“In che senso?”
Cazzo, gliela debbo spiattellare tutta!
“Non so hai mai infilato qualcosa dentro, per cominciare a prepararlo. Che so una candela o cose simili”.
“Scherzi? Ma dai mi prendi in giro!”
“Santo cielo sei proprio a digiuno! Se tu solo immaginassi quanti fighetti infoiati ci sono adesso, al chiuso delle loro camere, che lo fanno!” continuo a carezzargli le chiappe.
“Non ci credo.”
“E sbagli. Molti escono la sera con la ragazza e credono che chissà che succederà.. poi non succede niente. lei nemmeno lo tocca…… lui non osa.. e se ne torna a casa arrapato. E magari adesso si sta passando un cazzo finto nel culo.”
“Dici davvero?”
“Garantito al limone. Secondo me i cazzi finti sono l’articolo più venduto nei sexy shop. Li usano in molti. I fighetti che vogliono prenderlo ma non osano, le coppiette per i loro giochini, i maschiacci sposati e con figli che non hanno mai avuto il coraggio di provarne uno vero… eh, si vede che sei un bravo ragazzo tu.”
“Dici che serve?”
“Certo. Non risolve ma aiuta. Ce l’hai una candela in casa?”
“Credo di si”
Si alza e va a cercare. Almeno ci divertiamo un po’. Sennò come la passiamo la notte? Tanto, una volta che gliel’ho messo dentro non mi farà fare una seconda tappa! Torna dopo un po’, paonazzo, e mi porge una candela:
“Va bene?”
“Perfetta. Dai mettiti giù e rilassati.”
Comincio il lavorio. Lascio giù un po’ di saliva e introduco con accortezza. Lui non parla… nessun problema… muovo un po’ su e giù e intanto, come diceva quello, la domanda nasce spontanea: se ha il ragazzo e ne è preso, perché io? Perché non ha riservato questo onore a lui? Glielo chiedo, mentre mi pare che la cosa cominci a piacergli.
“Bè lui e il tipo….. come dirti, il tipo macho, duro. Anche quando siamo insieme, normalmente voglio dire, ha sempre l’aria del duro…. è lui che decide….. in fondo poi forse è questo che mi piace di lui. Non è cattivo, anzi e un gran bravo ragazzo.. però gli secca darlo a vedere e allora……..”
Grandissimo pezzo di merda! Hai capito l’angioletto?! Facciamo prima le prove con calma così il mio fidanzato può divertirsi. Grandissimo pezzo di merda! E io che pensavo fosse in imbarazzo…….
“Ho capito. E perché proprio io?”
Tentenna un po’ prima di rispondere. Dai avanti, sentiamo quest’altra!
“Il fatto è che non puoi farla con chiunque una cosa del genere. Io ho qualche amico che…. Almeno credo…….. avrei potuto tentare. Ma che ne so io se poi è il tipo che parla…… poi oggi ti ho visto sui campi e ho pensato che potevi essere la persona giusta dal momento che lavori là… ho pensato che non avresti parlato. Sapevo che la sera fai la doccia e allora……”
Grandissimo figlio di puttana! Certo, io lavoro là, e quindi non debbo parlare. Magari paparino mi fa licenziare. Stronzo. Aspetta che ti sistemo io!
“Peccato. Pensavo che fossi andato fuori di testa vedendomi così, nudo, in tutto il mio splendore…”
“Ma si dai, anche per quello. Sapessi quante seghe mi son fatto, prima ancora che nascesse questa storia con Claudio, quando ti vedevo a torso nudo con la pompa, mentre davi acqua ai campi!”
“Oh, meno male…. questo almeno gratifica un poco il mio amor proprio.”
“Se può farti piacere sappi che stasera ero venuto lì.. ovviamente l’avevo lasciato apposta l’orologio……. Insomma ero venuto lì con l’idea di tentare… ma più perché me lo imponevo……. In cuor mio sapevo che non ci sarei riuscito. Poi ti ho visto seduto davanti a me, a cosce aperte, che ti smanazzavi. E ho deciso.”
Bene, aspetta e vedrai! Tiro via la candela, prendo due cuscini dal divano e lo sistemo. Uno sotto il torace e l’altro più giù.
“Adesso devi solo rilassarti….” Intanto gli allargo le gambe, gli prendo le mani e gliele piazzo sulle chiappe:
“Tieni aperto…. Così…. Morbido….. Rilassati…..”
Mi metto in ginocchio, tra le sue gambe…. do qualche colpetto al mio per lubrificarlo bene in punta…… faccio cadere un po’ di saliva……. e mi metto lentamente giù. Senza appoggiarmi a lui ma pronto a schiacciarlo con il mio peso. Mi distendo su di lui che trema leggermente…. Appoggio appena la punta, tenendolo e tenendo aperto con le due dita. Adesso è il momento. Gravo su di lui con tutto il peso del mio corpo… solo il bacino è ancora sollevato…..
“Rilassati….. non te l’ho detto prima perché magari pensavi che volevo farla facile, ma vedrai che non è così doloroso come pensi…… ci andrò piano e vedrai che alla fine sarai contento.”
“Va bene, dai…. Mi raccomando!”
“Sta tranquillo.”
La tecnica sarebbe una spinta dolce ma decisa. Deve entrare e arrivare quasi fino in fondo senza strappi, senza fermarsi, lentamente ma non troppo. Una volta che sei entrato quasi fin giù ti fermi, aspetti che si riprenda un attimo e poi lo tiri su dolcemente fino a che tocchi con la cappella e senza farlo uscire lentamente ritorni giù. Sempre dolcemente. Ogni volta che scendi giù premi un pochino in più verso il fondo, ti fermi un attimo e riprendi a tornar su.. e così via……quando lui comincia a lamentarsi un po’ meno tu puoi cominciare ad accelerare. Semplice. Ma questo coglione ha bisogno di una lezione. Mi ha visto al mercato e ha deciso di prendermi a servizio. Mi ha dato un’occhiata come mamma mi ha fatto e ha deciso che potevo andar bene. Sono un dipendente e quindi non parlo. Va bene, ci siamo. Stringi i denti stronzetto.
Spingo la cappella dentro e mi fermo. Lancia un urlo. Un urlo che fa paura tanto è forte.
“Dio che dolore. Tira via, lasciamo stare, ti prego tira via!” Non se ne parla nemmeno.
“Sta attento, ormai il peggio è passato…” riprendo a spingere lentamente verso il fondo….
“Se lo tiro via adesso ti farà male per una settimana…..”
“Ti prego… lascia stare… tiralo via….” Fossi matto! Siamo in fondo, ecco… ci siamo… una bella premuta e te lo senti tutto pezzo di merda! Altro urlo. Altre implorazioni.
“Adesso comincio a muovermi….. il movimento ti massaggerà la zona e vedrai che pian piano si calma e passa….” Ha capito che non glielo levo e rassegnato risponde, quasi piangendo:
“Oddio, speriamo.. non so se reggo….” Reggi reggi! Sapessi quanti tuoi amici vorrebbero essere al tuo posto…. Vero è che ormai tipi ancora stretti come lui non se ne trovano più…. Ma che fanno questi stronzetti, cominciano a prenderlo prima ancora di finire le medie?
Si proceda! Tiro su lentamente fino in cima…. Spingo giù lentamente fino in fondo.. premo bene…… un ahi e si riparte. Adesso possiamo accelerare un po’, gradualmente.. con calma… non voglio venire subito… e quando mi ricapita più uno vergine? a proposito: chissà se lo stronzetto si illude che lo tiri fuori al momento giusto?! Cazzi suoi! Comincia a piangere, ad ogni spinta un ahi! , che male!, anche un
“Cristo non ce la faccio!” e in ultimo, quando le spinte hanno preso un normale ritmo crescente un
“Ti prego, abbi pietà, non resisto”. Piange. Piange e intanto continua a prenderselo nel culo. Poi improvvisamente capisce che ci siamo
“No, ti prego, non venirmi dentro”.
“Perché?” gli chiedo in tono stupito.
“Non voglio, ti prego”. Rallento…… prima gli devo spiegare una cosa.
“Perché non vuoi? Vuoi che sia lui il primo?” Non risponde ma è così. Adesso gli do un attimo di tregua, vado lentamente, dolcemente e lui riesce anche a smettere di piangere.
“Ti capisco. Quando il tuo Claudio lo farà, sarà orgoglioso di credere che sia stato lui a farti il culo…..” adesso debbo cominciare anche ad essere un po’ più esplicito..
“Perché qualunque maschio ne sarebbe orgoglioso…… e quando lui ti verrà dentro sarà orgoglioso di farti sentire per la prima volta che ti viene dentro. e’ naturale…… ma sono stato io il primo…… e’ naturale che anch’io voglia avere questa soddisfazione……” Adesso riprendo. Lentamente, ma è ora di continuare ininterrotti fino alla fine. C’è giusto il tempo per spiegargli un’ultima cosa.
“Quando sarà il momento sentirai che ho goduto nel tuo culo e ricorderai questa sensazione. E quando sarà il suo turno ricorderai anche quella sensazione…… che ti piaccia o no tu ripenserai spesso a questo momento…. E ti renderai conto che lo hai fatto cornuto prima di cominciare…….. che ti piaccia o no ci metterai a confronto….” Ci siamo…. Riprende a piangere…..
“Rilassati…. Concentrati……. Sto per venire……” un grido ad ogni colpo…. Bene… divertiti……più strilli e più mi diverto……più strilli e più spingo……
“sto per venirti dentro…..sentila. sta arrivando…… eccola…… eccola stronzo……..tieni……. goditela….. ti sto inculando….. ti sto fottendo…… stronzo…sono io il tuo maschio….. ne ho ancora…… tieni….tieni….”
Dio che sfizio! Mi abbandono su di lui. Resta sotto coglione!
Nemmeno lo tiro fuori. adesso non è teso come prima, se lo ha retto prima può aspettare ancora un poco. ma lui non reagisce. se ne resta lì, schiacciato sul tappeto, piagnucola…… però sicuramente adesso gli piace restarsene così…. Io non ho fretta….. però ho uno stimolo… e se lo facessi..? In fondo è solo da adesso che comincia a fare esperienza.. vorrei lasciargli un buon ricordo… un ricordo molto particolare…… ma si dai… mi lascio andare……. Il getto caldo, continuo, lo sorprende. tira su la testa per un attimo…… gli sussurro
“rilassati… è finita… goditi questo momento….” E lui ritorna con la faccia giù, però adesso la tiene girata di lato, verso di me. Gli faccio un po’ di coccole, sorride tenero…… avrà venti ventidue anni al massimo. Chissà se se la godrà per qualche anno e poi deciderà di non fare più queste cosacce. Non mi pare il tipo. Lui ci sta anche con la testa. Magari si sposerà e farà figli. Ma coltiverà sempre questa sua necessità.
Un altro commediante infelice si è aggiunto al numero delle persone per bene.

FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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